Scandalosa SETA! Il trasporto pubblico locale ancora ai tempi del socialismo reale

27 settembre 2015

Rinnovo l’abbonamento annuale del bus per mio figlio che frequenta una scuola a Modena. Poiché è possibile effettuare il pagamento online tramite il sito web di SETA, procedo. Il costo dell’abbonamento è pari a 428 euro (Vignola-Modena sono “4 zone”). Sulla pagina web è riportata l’avvertenza: “Il costo dell’operazione è pari allo 0,85% del valore della transazione”. Effettuo l’operazione e mi vengono addebitati 4,92 euro. Scopro quindi che neppure si sono presi la briga di aggiornare il sito web (la commissione applicata è infatti pari all’1,15% anziché allo 0,85%). In ogni caso una commissione di 4,92 euro per un’operazione online è un vero furto. Un furto legalizzato. Compiuto da un’azienda di “servizio pubblico”. Controllata dagli enti locali del territorio (Modena e Reggio-Emilia). Non è un incidente di percorso, un episodio anomalo in una realtà aziendale fatta di efficienza e di attenzione all’utente. E’ un dettaglio, piccolo, certamente, ma esemplificativo del tutto. Mille altri episodi di questo tipo potrebbero essere raccontati (e vengono infatti raccontati quasi quotidianamente sulla stampa locale – da ultimo le proteste delle famiglie per gli studenti lasciati a terra da corriere stracolme, così sulla Gazzetta di Modena del 19 settembre 2015: pdf). Le polemiche che hanno fatto seguito alla nomina del nuovo presidente di SETA – ennesimo politico a fine carriera, ma che deve guadagnarsi una pensione – sono dunque del tutto giustificate (vedi). Partiamo da qua per una riflessione sulle “aziende pubbliche” in questa terra di socialismo reale. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

L’isola ambientale? Funziona!

25 settembre 2015

J_home 25set2015 025Nei giorni scorsi è avvenuta una piccola rivoluzione nella viabilità vignolese. Una cosa impensabile fino a poco tempo fa, ma divenuta realtà grazie alla nuova amministrazione “civica”. Si tratta della nuova “isola ambientale” (nome brutto per una bella realizzazione) attorno alla scuola media L.A.Muratori. Ovvero percorsi protetti per l’accesso a scuola per pedoni e ciclisti. Certo sacrificando un po’ di spazio per le auto in sosta e richiedendo un cambio di comportamento ai genitori. Ma il risultato c’è e dopo le tribolazioni della prima settimana (15-19 settembre), questa settimana l’isola ambientale ha funzionato in modo egregio, ed anche gli scettici ed i contrari stanno rivedendo le loro posizioni. Questa mattina sono andato a controllare di persona (ed ho pure incontrato l’assessore Erio Ricchi che controllava a distanza la situazione). E’ davvero così: funziona! Leggi il seguito di questo post »


San Michele in Bosco meraviglia di Bologna

20 settembre 2015

Home_Pio Panfilj_1776C’è un luogo meraviglioso a Bologna poco conosciuto anche dai bolognesi: San Michele in Bosco. Antico monastero olivetano edificato nel XV secolo sulla prima collina a Sud della città su cui offre una vista mozzafiato che entusiasmò Stendhal quando, nel suo tour italiano, fece tappa a Bologna (1817). Alla bellezza architettonica ed artistica unisce una storia grandiosa visto che, ubicato nella seconda città per importanza dello Stato Pontificio, ospitò nel tempo papi e sovrani. Tra di essi anche Papa Clemente VIII (vedi), reduce da Ferrara proprio allora sottratta agli Este (la “devoluzione”) ed annessa allo Stato della Chiesa, che il 27 novembre 1598 al termine di un fastoso cerimoniale in città salì su una mula e raggiunse il colle di San Michele “dove si trattenne tutto il giorno con molto suo contentamento, compiacendosi assai della vaghissima vista della città”. Nel ‘500 e nel ‘600 vennero chiamati ad abbellirlo con le loro opere (non tutte conservatesi) alcuni dei migliori artisti dell’epoca tra cui Amico Aspertini, Innocenzo da Imola, Giorgio Vasari, Ludovico Carracci, Lavinia Fontana, Alessandro Tiarini, Guido Reni, il Guercino, Domenico Maria Canuti, Giovanni Maria Viani ed altri facendone un monastero straordinario anche dal punto di vista artistico. L’arrivo dell’esercito napoleonico a Bologna, nel 1796, segnò l’avvio del degrado del complesso, tanto che il bibliotecario del re di Francia Carlo X scrisse nelle sue memorie di viaggio (1833) con riferimento alla visita di qualche anno prima al monastero: “Ainsi la civilisation ne fait pas moins du ruines que la barbarie”. Il monastero fu poi ristrutturato a fine ‘800 dapprima per accogliere la parte artistica dell’Expo bolognese del 1888 (vedi), quindi per ospitarvi l’Istituto Ortopedico Rizzoli dal 1896. Leggi il seguito di questo post »


Abbattuta la palazzina ex-Enel con il murales di Blu

19 settembre 2015

H_home 6lug2013 101Nel corso della settimana appena trascorsa è stata abbattuta la palazzina ex-Enel. Prima fase del cantiere per la realizzazione di 12 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (le cosiddette “case popolari”) alla confluenza tra via Caselline e via per Sassuolo (vedi). Sui muri di quella vecchia palazzina, però, vi era un “murales” realizzato da Blu, uno dei più noti street artist italiani (un po’ di tempo fa il giornale inglese “The Guardian” lo aveva collocato tra i dieci migliori writers al mondo: vedi), oltre ad opere di altri artisti. E’ stato abbattuto nell’indifferenza sia di ACER Modena, sia dell’amministrazione comunale “civica”. Entrambi gli enti si sono dimostrati gretti. Certo, nessuno aveva chiesto di rinunciare all’abbattimento dell’edificio, ma almeno di farsi carico della conservazione delle immagini dei murales, magari di salvare i frammenti più importanti o documentare, con un video, la sua distruzione. Insomma bastava un intervento per salvarne la memoria. Magari in modo artistico anch’esso. Nulla di tutto questo. Leggi il seguito di questo post »


Studio di fattibilità sulla fusione: un ruolo anche per i cittadini?

17 settembre 2015

Lo studio di fattibilità sulla fusione dei comuni delle Terre di Castelli (quasi tutti: vedi) non è ancora iniziato, ma la polemica è già montata. Figurarsi quando saremo un po’ più avanti. In realtà sarebbe interesse di tutti, ma proprio tutti, che lo studio venisse fatto al meglio delle possibilità, ovvero si fosse in grado di produrre un documento con contenuti “di qualità” (sul contenuto: vedi). Questo richiede non solo competenze tecniche di alto profilo da parte degli incaricati di Nomisma. Ma anche una adeguata capacità di interlocuzione da parte della committenza, ovvero gli amministratori (e non solo) dell’Unione Terre di Castelli. Anzi, una volta tanto varrebbe la pena tentare davvero di mettere in campo un’intelligenza collettiva “più larga”, ovvero di predisporre un “dispositivo” in grado di raccogliere ed elaborare il contributo di tutti quelli che con onestà intellettuale sono disposti a darlo. Anche Omer Bonezzi & soci, per intenderci (ad oggi i più agguerriti nel contrastare tutto ciò che si muove sul fronte della “riorganizzazione istituzionale”: vedi). L’istituzione di una Commissione consultiva (al lavoro dall’inizio di settembre e presieduta dal consigliere di Castelnuovo Marco Ranuzzini) va già nella giusta direzione (vedi). Ma perché non aggiungerne ancora, aprendo la raccolta di “contributi” ai cittadini singoli od associati? Una mia sollecitazione va in tal senso. Leggi il seguito di questo post »


Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli: cosa succede?

16 settembre 2015

F_home 13giu2015 059Doveva essere inaugurata nell’aprile scorso, ma le “tribolazioni” dell’impresa edile incaricata della realizzazione hanno praticamente fermato i lavori … all’ultimo miglio. Si tratta della nuova sede del “tecnopolo” dell’Unione Terre di Castelli a Spilamberto. Quella che dovrebbe ospitare l’incubatore Knowbel intanto avviato, nell’aprile 2013, nella sede provvisoria di Democenter-Sipe sempre a Spilamberto. Ma forse non è l’unica difficoltà. Visto che anche i bandi di selezione per “idee d’impresa e startup” sembrano avere meno successo del previsto (una criticità che si aggiunge al flop del programma di “sviluppo locale” della Fondazione di Vignola: vedi). In ogni caso l’attività del nostro “tecnopolo” soffre di opacità: quale performance, quale ricaduta sul territorio, quale efficacia nei servizi alle imprese non è dato sapere. Indubbiamente serve più trasparenza. Leggi il seguito di questo post »


Accoglienza profughi? Una banco di prova della nostra solidarietà

13 settembre 2015

Decisamente sorprendente vedere che la voce europea più netta a favore dell’accoglienza è quella di Angela Merkel (leader CDU e capo del governo tedesco – qui la sua intervista pubblicata su la Repubblica del 6 settembre scorso: vedi). La bellissima vignetta di Chappatte in cui si vede un indispettito Hollande che di fronte alla Merkel che “abbatte” le frontiere per accogliere i profughi pensa “Ci rifanno la scena della caduta del muro” dovrebbe essere sufficiente per fare riflettere (ancora di più chi si ritiene di sinistra).

Da Internazionale, n.1119, 2015.

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

Nonostante il clamore mediatico non si tratta (ancora) di un’invasione. “La massa di chi cerca riparo da noi rappresenta lo 0,1 per cento della popolazione europea” – ha affermato Jean-Claude Juncker nel suo discorso al Parlamento europeo (vedi). Qualcosa del tipo 160-200mila su 300 milioni. Per l’Europa è un “problema” ancora gestibile. Ma non è detto che sarà così anche in futuro. Conviene dunque iniziare ad interrogarsi su quali valori vogliamo vengano “testimoniati” dall’Europa (che poi siamo noi) e su “a cosa siamo disposti a rinunciare” per testimoniare (davvero) la nostra solidarietà. Leggi il seguito di questo post »