Ancora una petizione in difesa dell’ospedale di Vignola!

7 dicembre 2016

Anche il sindaco Mauro Smeraldi non ha resistito alla tentazione di lanciare la sua petizione in difesa dell’ospedale di Vignola. Ennesimo amministratore di lotta e di governo (forse più di lotta che di governo). E così siamo a 3 petizioni in poco meno di tre anni. Dopo quella promossa dal sindaco Daria Denti in difesa del pronto soccorso (era l’inverno 2013-2014: vedi) e quella promossa da un gruppo di cittadini ed operatori nel giugno 2015 (vedi). Ora arriva quella dell’amministrazione Smeraldi (vedi), con raccolta firme da effettuarsi entro il 20 gennaio 2017. E poiché siamo solo a metà legislatura nulla vieta che se ne riproponga un’altra entro la fine della legislatura, magari come avvio della prossima campagna elettorale (calzerebbe a pennello!). In ogni caso è bene chiedersi cosa succede (visto che nessuno parla di rischio chiusura per l’ospedale di Vignola), così come è bene chiedersi se gli amministratori locali non abbiano davvero altri strumenti (più efficaci) per “difendere” (o in realtà promuovere) la sanità del territorio (che è cosa più ampia dei soli servizi ospedalieri – senza con questo far pensare che anche questi non debbano essere continuamente migliorati). Leggi il seguito di questo post »


Tumore del colon-retto: davvero non si può fare di più?

11 ottobre 2016

L’amministrazione “civica” vignolese sta cercando di giocare un ruolo non irrilevante nel governo della sanità del distretto – lo testimonia la prosecuzione degli incontri della commissione sanitaria non istituzionale (l’ultimo si è tenuto lunedì 3 ottobre). Lo testimoniano anche le prese di posizione del sindaco Mauro Smeraldi sui problemi via via rilevati – l’ultimo relativo alla situazione dell’équipe chirurgica (in questi giorni sulla stampa locale). In ciò l’amministrazione si differenzia dall’assenteismo praticato dall’amministrazione Denti – capace solo di svegliarsi dal letargo con un’eclatante quanto improduttiva mobilitazione in difesa del pronto soccorso (vedi). Bisogna però riconoscere che se non si arriva rapidamente a predisporre un adeguato sistema informativo (ad uso di amministratori e cittadini) l’azione di controllo risulta inevitabilmente inadeguata: si focalizza l’attenzione su un limitato numero di aspetti, ma si perde di vista molto altro (vedi). La focalizzazione dell’attenzione sull’ospedale è importante (da tempo vi sono criticità non adeguatamente affrontate), ma anche l’azione di screening e di prevenzione lo è – e questi ambiti sono decisamente meno presidiati. Alcuni eventi di quest’ultimo anno invitano a prestare attenzione ai rischi di una dieta che include un eccessivo consumo di carni rosse ed anche ai mancati progressi dei programmi di screening messi in atto dall’Azienda USL di Modena. Leggi il seguito di questo post »


Nuove farmacie a Vignola?

18 maggio 2016

Dal 2000 la pianta organica delle farmacie del comune di Vignola prevede cinque farmacie. La quinta farmacia, quella comunale, venne aperta nel 2002 (dopo che con deliberazione del Consiglio Comunale del 19 gennaio 2001 n. 2 il Comune di Vignola ha esercitato il diritto di prelazione sulla quinta sede farmaceutica da poco istituita). Sino ad allora le farmacie vignolesi erano solo 4: Farmacia Aurora (in via Garibaldi, in centro storico – la più antica – di cui ci sono tracce fin dall’inizio dell’età moderna), Farmacia Sapori (viale Mazzini), Farmacia V.Veneto e Farmacia Brodano (via per Spilamberto). La crescita della popolazione cittadina (passata da 20.600 del 1999 a 25.000 del 2011: vedi), unitamente alla riduzione del bacino di utenza associato per legge ad una farmacia (nei comuni delle dimensioni di Vignola si è passati da una farmacia ogni 4.000 abitanti ad una farmacia ogni 3.300 abitanti – come previsto dall’art. 11 del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27) ha portato nel tempo ad una revisione della pianta organica delle farmacie vignolesi – oggi contemplante sette farmacie (ma con possibilità di giungere anche ad otto farmacie). Ma il passaggio dalla “pianta organica” all’apertura effettiva di una nuova farmacia non è così banale. Leggi il seguito di questo post »


La performance dell’ospedale di Vignola nel Programma Nazionale Esiti

18 novembre 2015

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La marcia della valutazione della performance delle aziende di servizio e delle istituzioni pubbliche avanza faticosamente, ma avanza. Le esperienze più significative si registrano probabilmente in sanità. E’ di oggi, ad esempio, la notizia della pubblicazione dei dati 2014 di performance delle strutture orspedaliere a livello nazionale (Programma Nazionale Esiti: vedi), curata dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Da qualche anno quest’agenzia, promossa dalle regioni e dal ministero della salute, rende pubblici i dati di attività ed alcuni dati di performance delle strutture ospedaliere italiane (sia pubbliche che private accreditate). Un adeguato sistema informativo è indispensabile per ogni serio programma di miglioramento. I dati, inoltre, possono essere usati anche a supporto della governance locale dei servizi sanitari ed è quanto dovrebbe essere fatto se si vuole davvero contribuire a “governare” la sanità locale, evitando che gli enti locali si ritaglino solamente il ruolo di coloro che lanciano l’allarme quando qualcosa non va (nello stile dell’amministrazione Denti: vedi). Oggi l’Unione Terre di Castelli sta progettando una sorta di “cruscotto di monitoraggio” che (una volta implementato assieme all’Azienda USL di Modena) potrà consentire ad amministratori e cittadini di seguire l’andamento dell’attività e della performance della sanità locale. Leggi il seguito di questo post »


Ancora una petizione in difesa dell’ospedale di Vignola?

22 giugno 2015

Al grido “Salviamo l’ospedale di Vignola!” è partita una nuova petizione in difesa dell’ospedale, dopo neppure due anni da quella lanciata nientepopodimeno che dall’allora sindaco Daria Denti (vedi). In questo caso è un gruppo di cittadini (e forse di operatori della sanità) ad aver promosso l’iniziativa. Che è indirizzata al sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, definito  “responsabile della Sanità nell’Unione Terre di Castelli”. Si potrebbe pensare che la sanità si salva solo con petizioni popolari, ovvero dove i cittadini si mobilitano. In realtà proprio in questi giorni si certifica la trasformazione dell’ospedale di Castelfranco Emilia da ospedale per acuti in “ospedale di comunità”, che vuol dire di fatto un non-ospedale (vedi), ed è indubbiamente la realtà locale che ha visto il massimo di mobilitazione popolare in difesa dell’ospedale. Il 18 giugno scorso la maggioranza PD in consiglio comunale (qui la convocazione: pdf) ha bocciato la delibera di iniziativa popolare “Che il Regina Margherita resti ospedale”, sottoscritta da 1.879 cittadini (qui il resoconto da Prima Pagina del 20 giugno 2015: pdf). Questo solo per dire che non è affatto detto che una petizione produca risultati tangibili. Nel caso vignolese, però, si fatica anche a capire quali obiettivi sono perseguiti. Se davvero si vuole “salvare” l’ospedale di Vignola (ammesso e non concesso che sia minacciato) servirebbe altro. E precisamente un adeguato dispositivo di monitoraggio che aiuti le amministrazioni comunali del territorio a negoziare obiettivi di qualità dei servizi sanitari con l’Azienda USL di Modena (ed ai cittadini a controllare). Ed è quanto l’amministrazione Smeraldi sta mettendo in piedi. Per questo viene spontaneo osservare che l’ennesima petizione è un’arma decisamente spuntata e, diciamolo, un po’ fuori luogo. Vediamo in dettaglio perché. Leggi il seguito di questo post »


Primi segnali della politica sulla sanità regionale: cosa ci dicono?

1 marzo 2015

Ci sono già segnali importanti, per chi li vuole leggere, sulla sanità regionale dopo i primi due mesi della presidenza Bonaccini. E non sono tutti rassicuranti. Il primo riguarda l’introduzione, per la prima volta in regione, di una sorta di “spoil system”: l’azzeramento dei vertici delle aziende sanitarie richiesto dal presidente della giunta regionale per poter procedere a nuove nomine (vedi). Il secondo riguarda la rinuncia ad una riorganizzazione forte (l’accorpamento di aziende USL e aziende ospedaliero-universitarie al di fuori del capoluogo di regione), l’unica in grado di liberare risorse per mantenere un’adeguata dotazione di servizi nei territori “di periferia”. E’ annunciata, invece, ad esempio, una nuova riorganizzazione dei “punti nascita” (dopo Porretta Terme, verranno dunque chiusi altri reparti di ostetricia). Certo, con la nuova giunta regionale si afferma il principio che occorre innanzitutto razionalizzare i servizi amministrativi delle aziende sanitarie prima di toccare quelli sanitari. Ma in realtà anche una revisione di questi ultimi è già messa nel conto. Leggi il seguito di questo post »


Le innovazioni necessarie per il monitoraggio efficace della sanità vignolese

16 febbraio 2015

Lunedì 2 marzo si insedieranno i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna (la notizia non è ancora ufficiale, ma sarà così). Rumors raccolti dalla stampa riferiscono che anche i vertici dell’Azienda USL di Modena saranno soggetti ad avvicendamento, ovvero che l’attuale direttore generale Mariella Martini (in carica dal giugno 2012) non sarà riconfermato (vedi). Comunque sia è bene che anche il distretto di Vignola, amministratori e cittadini, si faccia trovare preparato alla nuova stagione della sanità regionale che si apre con l’elezione del nuovo presidente Stefano Bonaccini. Anche perché nel programma di mandato della nuova giunta regionale è assunto l’obiettivo, da conseguire entro il primo anno di legislatura, della “ridefinizione della rete ospedaliera regionale e revisione regionale dei punti nascita” (p.57 del Programma di mandato della giunta) – una formulazione nient’affatto rassicurante per i territori di periferia. Bene ha fatto dunque il presidente dell’Unione, Mauro Smeraldi, a promuovere la costituzione di una commissione allargata, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, di referenti della realtà associativa, di cittadini interessati, al fine di approfondire la situazione della sanità del distretto e di monitorarne l’evoluzione (qui la lettera di invito: pdf). Potrà conseguire qualche risultato significativo la nuova “commissione”? Difficile dirlo. Di certo le chances aumentano se si avrà il coraggio e la capacità di farne un momento di innovazione della governance socio-sanitaria locale (vedi). Vediamo. Leggi il seguito di questo post »