Spostare le Due Torri, di Flavio Favelli

25 marzo 2016

J_torri 24mar2016 010

Nonostante l’allargamento di Via Rizzoli, le Due Torri non si vedono bene. Anche stando in mezzo alla strada, l’Asinelli è soffocata dai palazzi e la Garisenda è coperta: queste due grandi colonne arcaiche non si vedono in modo completo e pulito. Bisognerebbe spostarle. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

San Michele in Bosco meraviglia di Bologna

20 settembre 2015

Home_Pio Panfilj_1776C’è un luogo meraviglioso a Bologna poco conosciuto anche dai bolognesi: San Michele in Bosco. Antico monastero olivetano edificato nel XV secolo sulla prima collina a Sud della città su cui offre una vista mozzafiato che entusiasmò Stendhal quando, nel suo tour italiano, fece tappa a Bologna (1817). Alla bellezza architettonica ed artistica unisce una storia grandiosa visto che, ubicato nella seconda città per importanza dello Stato Pontificio, ospitò nel tempo papi e sovrani. Tra di essi anche Papa Clemente VIII (vedi), reduce da Ferrara proprio allora sottratta agli Este (la “devoluzione”) ed annessa allo Stato della Chiesa, che il 27 novembre 1598 al termine di un fastoso cerimoniale in città salì su una mula e raggiunse il colle di San Michele “dove si trattenne tutto il giorno con molto suo contentamento, compiacendosi assai della vaghissima vista della città”. Nel ‘500 e nel ‘600 vennero chiamati ad abbellirlo con le loro opere (non tutte conservatesi) alcuni dei migliori artisti dell’epoca tra cui Amico Aspertini, Innocenzo da Imola, Giorgio Vasari, Ludovico Carracci, Lavinia Fontana, Alessandro Tiarini, Guido Reni, il Guercino, Domenico Maria Canuti, Giovanni Maria Viani ed altri facendone un monastero straordinario anche dal punto di vista artistico. L’arrivo dell’esercito napoleonico a Bologna, nel 1796, segnò l’avvio del degrado del complesso, tanto che il bibliotecario del re di Francia Carlo X scrisse nelle sue memorie di viaggio (1833) con riferimento alla visita di qualche anno prima al monastero: “Ainsi la civilisation ne fait pas moins du ruines que la barbarie”. Il monastero fu poi ristrutturato a fine ‘800 dapprima per accogliere la parte artistica dell’Expo bolognese del 1888 (vedi), quindi per ospitarvi l’Istituto Ortopedico Rizzoli dal 1896. Leggi il seguito di questo post »


1956. Libro bianco su Bologna

29 agosto 2015

Rispondendo alla richiesta (perentoria) dell’Arcivescovo Card. Giacomo Lercaro Giuseppe Dossetti si candidò per la DC a sindaco di Bologna alle elezioni comunali del 1956. Sapeva che avrebbe perso e così avvenne (venne riconfermato il PCI Giuseppe Dozza, sindaco della città dal 1945). Ma l’esperienza di quella campagna elettorale è uno dei punti più alti della lotta politica locale nella Prima Repubblica visto che Dossetti volle presentarsi agli elettori con un programma per la città costruito in modo “partecipato” e, soprattutto, messo a punto grazie ad un’intensa attività di indagine guidata da alcune delle migliori menti della Bologna di allora (tra cui Achille Ardigò, allora trentacinquenne: vedi). E’ il Libro Bianco su Bologna. Esperienza esemplare di “mobilitazione cognitiva” (vedi) di un partito (esso contiene, tra l’altro, un avanguardistico programma di decentramento amministrativo – l’istituzione dei quartieri – poi realizzato dall’amministrazione comunista negli anni ’60). Purtroppo rimasto privo di imitatori. Tuttora ottimo insegnamento per chi intende fare politica, dentro o fuori dai partiti. Leggi il seguito di questo post »


Expo a Bologna! Nel 1888

24 maggio 2015

H_Expo 1888 cartolina mostraNel 1888 anche Bologna ebbe la sua Expo. Si trattava dell’Esposizione Emiliana, articolata in tre sezioni: Esposizione Emiliana di Agricoltura e Industria; Mostra Internazionale di Musica; Esposizione Nazionale di Belle Arti. A corollario dell’evento vennero realizzate anche mostre dedicate al Risorgimento delle province dell’Emilia, al Club Alpino Italiano (nazionale), alla Beneficenza, alla Previdenza, alla Didattica (regionali). L’Expo bolognese del 1888 venne inaugurata il 6 maggio (con qualche giorno di ritardo rispetto alla data annunciata, l’1 maggio, a causa di contrattempi nell’allestimento!) e si chiuse l’11 novembre. La vicenda è ora raccontata da una piccola, ma significativa mostra allestita dalla Fondazione di Bologna nella Biblioteca d’arte e di storia di San Giorgio in Poggiale, in centro a Bologna (la mostra resta aperta sino all’8 giugno: vedi). Mentre è in corso l’Expo 2015 a Milano è interessante ricordare quella Bolognese del 1888 (seppur di minore importanza, visto che era soprattutto regionale e nazionale). Leggi il seguito di questo post »


Il compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, in Santa Maria della Vita a Bologna

18 gennaio 2015

E_Compianto home

Uno dei capolavori dell’arte rinascimentale è senza dubbio il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, un gruppo di sculture in terracotta a grandezza naturale dalla fortissima espressività. Si trova a Bologna, nella chiesa di Santa Maria della Vita, facente parte del patrimonio dell’Azienda USL di Bologna ed inserita nel circuito di Genus Bononiae. Musei nella città, gestito dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (vedi). Per chi sta a Vignola una visita è d’obbligo, vista la facilità con cui oggi Bologna si può raggiungere grazie al “trenino” (vedi). L’opera è visitabile da martedì a domenica in orario 10-19. Leggi il seguito di questo post »


Una festa medioevale a Bologna. La festa della porchetta

26 ottobre 2014

Alla bona Porcellina, Sù sù tutti a chi ne vole, Venga via senza parole, Che l’è cotta in la cucina, Alla bona Porcellina.” Inizia così un poemetto “pop” di Giulio Cesare Croce (1550-1609), “cantastorie” originario di San Giovanni in Persiceto, dedicato alla “festa della Porchetta” (o della Porcellina), una festa bolognese che si celebrava il 24 agosto, in occasione della ricorrenza di San Bartolomeo. La festa è testimoniata dal XIII secolo. L’ultima celebrazione fu quella del 24 agosto 1796. Dopo di allora, con la perdita di potere del Senato bolognese, conseguenza della dominazione francese (l’esercito “rivoluzionario” era entrato in città il 20 maggio 1796), la festa non fu più celebrata. Anche tra i cittadini bolognesi sono in pochi a sapere dell’esistenza della medioevale “festa della porchetta”. Una festa di “lunga durata” (almeno seicento anni) che ci dice cose interessanti sulla società medioevale e della prima età moderna, non solo bolognese. Leggi il seguito di questo post »


Recuperati parco e belvedere di San Michele in Bosco a Bologna

1 luglio 2010

La cerimonia di inaugurazione si è tenuta martedì 29 giugno alle 18.30. Ad essere inaugurato è stato il parco di San Michele in Bosco, antica chiesa sulla collina a ridosso di Bologna, fuori porta San Mamolo. Annessa alla chiesa un antico monastero olivetano del XV secolo, ma le cui origini risalgono al IV secolo dopo Cristo. Forse oggi ai visitatori di Bologna il nome di San Michele in Bosco dice ancora poco. In effetti per larga parte del XX secolo tra l’ex-monastero, trasformato in ospedale (nel 1896, grazie ad un lascito del chirurgo bolognese Francesco Rizzoli, divenne sede dell’Istituto Ortopedico Rizzoli) e la città sono cresciute barriere fisiche e simboliche. L’area, ospedalizzata, ha perso la percezione della monumentalità. Il bosco, attorno al monastero, è cresciuto e si è infittito, sino a sottrarre agli ospiti la vista sulla città e, per converso, impedire ai bolognesi la visione della sommità della collina con l’antico complesso monumentale. Questi sviluppi del XX secolo rappresentano un caso esemplare di “scomparsa” di un pezzo di territorio.

Il restauro del parco di San Michele in Bosco e del suo storico belvedere: cartello illustrativo (foto del 29 giugno 2010)

Leggi il seguito di questo post »