Le primarie del PD dalla Puglia a Bologna

27 gennaio 2010

Negli ultimi tempi le vicende del PD hanno offerto copiosi materiali su cui riflettere. Uno dei temi per l’ennesima volta al centro dell’attenzione è quello delle primarie. Il riferimento è alle vicende della Puglia, in cui il governatore uscente, Nichi Vendola, ha battuto lo sfidante Francesco Boccia (PD) alle primarie regionali. Ma anche alle primarie di un anno fa che avevano individuato Flavio Delbono candidato a sindaco per la città di Bologna, forte del sostegno (e dell’indicazione) dei vertici compatti del partito bolognese ed emiliano-romagnolo. Le primarie, in effetti, sembrano avere un destino singolare nel PD: sono amate più dalla base che dai vertici (attuali). Tuttavia ad esse è difficile rinunciare senza perdere un’ulteriore quota di simpatizzanti-elettori (ed un pezzo d’identità). Le ultime vicende possono però insegnare ancora qualcosa al PD – sempre ammesso che ci sia la disponibilità ad apprendere. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Povera sQuola! Come far pagare il conto alle giovani generazioni

22 gennaio 2010

La scuola italiana è interessata da tempo da un processo di “impoverimento”. Calano le risorse a disposizione delle istituzioni scolastiche autonome – le singole scuole presenti sul territorio, quelle frequentate dai nostri figli. Oltre a questo è in atto un processo strisciante, nascosto agli occhi dei più, lento, ma progressivo, di disarticolazione organizzativa. Nessuna rivoluzione. Ma una progressiva erosione dei fattori che garantiscono la qualità (che non è legata solo all’ammontare delle risorse, ma certamente anche ai modelli organizzativi, ai sistemi di valutazione, alla qualità degli insegnanti). Eppure, a fronte di un livello acuto di malessere del sistema scolastico italiano, manca un dibattito all’altezza della sfida: rilanciare il sistema dell’educazione innalzandone la performance. Leggi il seguito di questo post »


Yes we can? Claudio Bazzani nuovo segretario del PD di Vignola

17 gennaio 2010

Questa mattina pochi minuti dopo le 13, al termine delle operazioni di voto, Claudio Bazzani sarà proclamato segretario del PD di Vignola. L’esito è scontato, essendo Bazzani l’unico candidato presentatosi entro i termini e “certificato” dal Comitato direttivo di mercoledì 13 gennaio. Il comunicato riportato ieri dalla Gazzetta di Modena lascia intendere che sul suo nome ci sia stata un’ampia convergenza: “La sua candidatura è stata ampiamente condivisa dai partecipanti al comitato di circolo ed è stata la persona maggiormente nominata durante la fase di consultazione che ha preceduto di qualche settimana il comitato direttivo”. Una scelta di maggioranza, dunque (non all’unanimità, però).

Il neosegretario del PD di Vignola, Claudio Bazzani (a sinistra), assieme al segretario uscente, Giancarlo Gasparini, in occasione del consiglio comunale del 5 marzo 2009

Leggi il seguito di questo post »


Tetto del 30% per gli alunni stranieri/2. Solo effetti comunicativi

15 gennaio 2010

Sul tema del tetto del 30% degli “alunni stranieri” nella classi (e scuole) italiane – provvedimento voluto dal ministro Gelmini – non ci sarebbe nulla da aggiungere a quanto già scritto su questo blog il 10 gennaio (vedi). Ovvero che il provvedimento risulta sia inapplicabile che inefficace. Inapplicabile perché se si considera solo il dato della nazionalità (anziché quello più appropriato della capacità linguistica) vi sono già oggi realtà in cui il tetto è superato, o in generale o in riferimento a singoli indirizzi scelti (e non è possibile costringere una famiglia a scegliere un orario piuttosto che un altro, o un indirizzo piuttosto che un altro). Inefficace perché ciò che conta davvero non è la nazionalità (e dunque quanti sono gli alunni stranieri), ma piuttosto la competenza linguistica (ovvero quanti sono gli alunni che non conoscono adeguatamente la lingua italiana). E se si guarda a questo dato – la capacità di parlare in italiano – un eventuale intervento dovrebbe puntare innanzitutto ad un’opera di formazione intensiva e preventiva, più che a una redistribuzione (visto che comunque i numeri degli alunni con deficit linguistici sono molto più bassi rispetto al 30%, come riconosce lo stesso ministero).

Biblioteca Auris, Vignola (foto del 28 ottobre 2009).

Ma il “pasticcio” fatto dalla Gelmini che nella direttiva scrive una cosa (il tetto del 30% riguarda gli alunni stranieri tout court) ed in TV ne dice un’altra (ovvero che gli stranieri nati in italia non sono conteggiati ai fini del calcolo del “tetto”) richiede un chiarimento. Inoltre, la reazione della stampa rende evidente che la finalità del provvedimento era essenzialmente comunicativo: si da l’idea di un provvedimento che risolve un problema (come per le “ronde” volute dalla Lega Nord), quando invece così non è. E soprattutto, annunciando un provvedimento del governo si offre l’occasione (per il modo in cui questo è congegnato) di creare un’allarme sociale. Il messaggio che passa, infatti, è il seguente: ci sono troppi stranieri nelle scuole italiane (e se non sono troppi oggi, lo saranno certamente domani). Questo è infatti il messaggio veicolato da una parte dei mass media. In effetti a livello locale, soprattutto Il Resto del Carlino, ha enumerato classi e scuole con un “eccesso” di stranieri (considerando il “tetto” del 30%), senza preoccuparsi del fatto che questi fossero o meno nati in Italia, ovvero sapessero o meno parlare l’italiano. Ma la Gelmini non aveva detto di non considerare i nati in Italia? Procediamo con ordine. Leggi il seguito di questo post »


Tetto del 30% per gli alunni stranieri. A che gioco gioca la Gelmini?

10 gennaio 2010

“Si tratta di un provvedimento di buonsenso che nasce dall’esperienza”. Così avrebbe affermato il ministro all’istruzione Mariastella Gelimini nel presentare i contenuti della nota contenente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana” (vedi la nota del suo ufficio stampa dell’8 gennaio: vedi). La notizia è finita su tutti i giornali di ieri, 9 dicembre, con il titolo “tetto del 30% per gli alunni stranieri”. Poniamo per un attimo che l’intento dichiarato dal ministro Gelmini sia vero: favorire l’integrazione degli alunni stranieri nella scuola italiana. Se questo è l’assunto – “la scuola deve essere il luogo dell’integrazione” – come valutare questo provvedimento? Proviamo dunque ad interrogarci sulla sua applicabilità e sulla sua efficacia. Potremmo scoprire che quello che manca, nel provvedimento del ministro, è proprio il buonsenso. Leggi il seguito di questo post »


I dati demografici del 2009 confermano le trasformazioni in atto a Vignola

7 gennaio 2010

Sappiamo da tempo che anche Vignola partecipa ai processi di trasformazione demografica che caratterizzano larga parte del Nord Italia, specie quella parte del Nord Est – la cosiddetta “terza Italia” – caratterizzata da un’economia diffusa in larghissima parte dovuta a medie, piccole e piccolissime imprese. Economia diffusa, presenza significativa di attività industriali, servizi “sviluppati” (alle imprese e, soprattutto, alle persone). Che sia Castelfranco Veneto o Prato, queste caratteristiche economiche attraggono crescenti flussi di popolazione, in larga parte straniera. Mentre le grandi città continuano a perdere popolazione (es. Bologna) od a crescere in misura assai contenuta (es. Modena), le cittadine intermedie come Vignola presentano sviluppi demografici più dinamici. I dati dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Vignola ci aiutano a leggere la trasformazione in atto. Continuando un trend iniziato alla fine degli anni ’90, Vignola ha confermato anche nel 2009 un processo di crescita della popolazione residente – giunta a 24.509 unità al 31 dicembre 2009 (con un incremento di 400 residenti in un anno). Si avvertono, però, anche i segnali “demografici” della crisi economica in atto. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Una modesta proposta/4. Celebrare la festa degli alberi in città

6 gennaio 2010

Una parte non irrilevante del dibattito vignolese nell’estate 2009 è stata dedicata agli alberi di città, a partire dai tigli & C. di via Libertà. La vicenda della risistemazione di due vie cittadine – via Libertà e via Barella – è stata infatti segnata da valutazioni contrapposte in merito al destino degli alberi che le costeggiano. Il successivo percorso di progettazione partecipata – “Via della Partecipazione” – ha messo in luce il fatto che davvero pochi cittadini hanno consapevolezza del “valore degli alberi” che abitano la città e garantiscono ai cittadini ombra, ossigeno, colore. In effetti non è questo un tratto di consapevolezza diffusa. Spesso le cose familiari sono date per scontate. Probabilmente ci accorgeremmo del loro valore solo nella malaugurata ipotesi che la nostra città ne rimanesse completamente priva. O, su scala più ridotta, se la via in cui abitiamo li vedesse scomparire tutti. Ma il non saper riconoscere il loro valore non ci espone al rischio di sottovalutare il contributo che gli alberi urbani danno alla nostra qualità della vita di cittadini? Certamente sì. Per questo non sarebbe una cattiva idea un “investimento” in cultura ambientale per aiutare tutti noi a riconoscere il valore di un albero urbano – valore climatico, valore estetico, valore legato all’assorbimento di anidride carbonica ed al “filtraggio” dell’aria (vedi). Perché non pensare, dunque, a promuovere una “Festa degli alberi”? E magari proprio una “Festa degli alberi di città”? Leggi il seguito di questo post »