Ricercare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche la sostenibilità ambientale. Un appello di Erio Ricchi

31 gennaio 2011

Nonostante il problema del risparmio energetico legato al settore immobiliare abbia iniziato a vedere una normazione abbastanza completa in Italia  già all’inizio degli anni ’90 (ed abbiamo oggi accumulato un copioso elenco di leggi e norme comunitarie, nazionali e regionali), esso resta un argomento ostico se non addirittura alieno alla maggior parte delle persone,  a dimostrazione del fatto che se da un lato si sono fatti grandi progressi in senso normativo, dall’altro è stato fatto pochissimo per l’informazione ed il coinvolgimento dei cittadini. Purtroppo le iniziative di promozione e sensibilizzazione vengono il più delle volte dal settore  privato che, però, più che al risparmio energetico ed alle limitazione di emissioni inquinanti e climalteranti, ha a cuore il proprio business.  E’ per questo che, mancando una visione  globale del problema, troppo spesso si affronta solo parti di esso, in modo anche approssimativo e disordinato. Come testimonia, ad esempio, l’approccio esclusivamente “impiantistico” che si sta imponendo nell’ultimo periodo e che ci porta a credere che la soluzione a tutti i mali sia realizzare l’impianto di riscaldamento a pavimento a bassa temperatura o sostituire il vecchio generatore di calore con una caldaia a condensazione o piazzare un pannello fotovoltaico sul tetto (tra poco probabilmente assisteremo ad un massiccio lancio sul mercato di pompe di calore di varie tipologie). Leggi il seguito di questo post »

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La popolazione straniera a Vignola. Tre grafici ed un commento

30 gennaio 2011

Dalla fine degli anni ’80 l’Italia è stata interessata da intensi processi di immigrazione straniera. L’Emilia-Romagna, ed in particolar modo la sua parte centrale (le province di Reggio Emilia, Modena e Bologna), essendo caratterizzata da un buon dinamismo economico e da una forte crescita del mercato del lavoro, ha attirato immigrati più che altre zone della nostra regione e del nostro paese (per la situazione al 2009: vedi). La popolazione straniera è quindi progressivamente cresciuta anno dopo anno. Anche la forte crisi economica manifestatasi dal 2008 non sembra aver ostacolato questi processi migratori che segnano appena un lieve rallentamento nell’ultimo anno. Anche Vignola risulta contrassegnata da questo fenomeno. La popolazione straniera è progressivamente aumentata dai 271 stranieri residenti al 31 dicembre 1994 (il dato più vecchio di cui dispongo), agli 813 del 31 dicembre 2000, ai 3.938 del 31 dicembre 2010. Negli ultimi dieci anni la popolazione straniera residente a Vignola è cresciuta del 384%. Era pari al 3,9% nel 2000 (813 stranieri su 20.944 residenti); oggi (al 31 dicembre 2010) è pari al 15,9% della popolazione complessiva (3.938 su 24.802). Leggi il seguito di questo post »


Raccontare storie. Narrazioni diverse sulla soppressione dello scuolabus per le scuole dell’infanzia

26 gennaio 2011

“La CGIL non si preoccupi: affidare un servizio comunale a dei volontari e non a dei lavoratori dipendenti non è una prassi per questa amministrazione, e né lo diventerà. Sugli scuolabus abbiamo agito così perché c’era un’emergenza e non intervenire sarebbe stato peggio.” Così  Daria Denti (Il Resto del Carlino, 20 gennaio 2011, p.19) in risposta alle critiche della CGIL che non aveva apprezzato l’affidamento del servizio scuolabus per la scuola materna al volontariato, anziché a personale dipendente. In tre righe due incongruenze (uso un eufemismo). Non male. Chi non ha seguito sin dall’inizio la vicenda della cancellazione del servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia (scuola materna) difficilmente potrà cogliere le “contraddizioni” contenute nelle due brevi proposizioni. Ma prima di procedere a disvelare questo modo “manipolatorio” di raccontare la vicenda lasciamo parlare ancora un po’ il sindaco di Vignola: “I tagli erano stati inevitabili e l’unica alternativa al volontariato era lasciare in difficoltà trenta mamme. E per il ripristino abbiamo pensato a Vignola, e non in ‘chiave Unione’, perché il servizio in altri Comuni aveva contorni diversi e uniformarlo non era possibile. Il volontariato, poi, per definizione ha caratteristiche prettamente locali.” Da tempo stiamo assistendo ad un mutamento della politica. Ovvero alla trasformazione della politica in puro marketing (vedi). Non importa ciò che si riesce a fare per il proprio paese o la propria città. Ciò che conta è “produrre un effetto” sul pubblico degli spettatori. Ciò che conta è, dunque, “saperla raccontare”. Christian Salmon, autore di Storytelling (Fazi Editore, Roma, 2008), bestseller nel campo della comunicazione politica, osserva a proposito di un noto politico americano: il suo problema “è che racconta storie anche quando gli sarebbe più utile la verità. Ma quando lo “spin control” è diventato una pratica comune, diviene presto un’abitudine, e poi un modo di vivere” (p.109). Questa affermazione rappresenta efficacemente, riportata sulla scala locale, il modo di comunicare dell’amministrazione comunale di Vignola e del nostro primo cittadino. Vediamo perché affermo ciò. Leggi il seguito di questo post »


Fusione dei comuni dell’Unione Terre di Castelli? Dieci giorni di dibattito confuso

24 gennaio 2011

Un macigno lanciato nello stagno. E’ stato questo l’effetto dell’intervento di Umberto Costantini, giovane consigliere del PD di Spilamberto e dell’Unione Terre di Castelli, su Il Resto del Carlino di venerdì 14 gennaio, in cui ha lanciato l’idea della “fusione” tra comuni. Di fronte ad un futuro di tagli per gli enti locali (il debito pubblico dell’Italia è oramai al 120% del PIL ed anche un cambio di governo non cambierà la prospettiva di progressiva riduzione delle risorse disponibili: vedi) Umberto Costantini vuole esplorare la possibilità di recuperare risorse da un’opera di razionalizzazione degli assetti politico-amministrativi. Per continuare a garantire l’attuale livello di servizi (che in realtà, già nel 2010, ha visto i primi tagli, ad esempio ai servizi scolastici: vedi) l’idea è quello di un nuovo assetto amministrativo che potrebbe ridurre le spese per la gestione della macchina amministrativa. Un’idea che dovrebbe essere approfondita grazie ad uno studio di fattibilità. Questa la proposta che Costantini ha avanzato dalle pagine del Carlino e che aveva già illustrato, nei mesi passati, in diversi incontri di partito, sia comunali che dell’Unione. Il suo primo post sul tema, nel suo blog Spilumberto, è dell’11 giugno 2010, sette mesi fa. Ne è seguito un dibattito a mezzo stampa decisamente confuso e che testimonia, in primo luogo, la fragilità del PD del territorio. Proviamo a ripercorrerlo, cercando di evidenziare gli argomenti di rilievo (pro o contro che siano) e ad inquadrare, di nuovo, il tema. Leggi il seguito di questo post »


Almanacco ferroviario 2010/2. L’incubo del cattivo servizio sulla linea Vignola-Bologna

21 gennaio 2011

Risentito per le critiche che riceve con continuità dai pendolari, il presidente di FER Srl, Gino Maioli, ha snocciolato le cifre che dovrebbero testimoniare che va (quasi) tutto bene: “Sulla linea Vignola-Bologna, nel 2010 il 98% circa dei nostri treni è arrivato puntuale o con ritardi entro i 5 minuti.” (Gazzetta di Modena del 19 gennaio 2011, p.22). E bravo Gino! Ovviamente praticamente nessuno conosce il dato preciso e quindi non c’è tema di smentita. Questo è il bello della “modernità” di questa Regione. Che gli utenti – pur essendo coloro che pagano il servizio – non hanno nessuna possibilità di verificare la performance dell’azienda da cui acquistano i servizi (vedi). L’associazione degli utenti della linea (“In prima classe per Bologna-Vignola”) in realtà qualche dato ce l’ha. Fornito direttamente da FER. Non coprono l’intero anno 2010, ma sono sufficienti a comprendere qual è la performance. Si scopre così che i treni con ritardo superiore ai 5 minuti sono il 3,7%. A cui si aggiunge un altro 3,5-4% di treni soppressi. Cancellati. Insomma, se avete un appuntamento importante a Bologna, sappiate che viaggiare in treno non è proprio affidabile (nel 10% dei casi – un po’ meno in verità – non arrivereste per tempo). Per chi usa il treno per andare a scuola o al lavoro non è proprio il massimo. Sono i dati dei primi 6 mesi del 2010: 7.285 corse effettuate di cui 269 arrivate a destinazione con ritardo superiore a 5 minuti (in alcuni casi anche di mezz’ora). A queste, però, si aggiungono 272 corse soppresse (alcune per sciopero) ed altre 19 “soppresse parzialmente” (ovvero il treno viene fermato a Casalecchio, non arriva cioè alla stazione centrale di Bologna, e da lì vi dovete arrangiare). Leggi il seguito di questo post »


Perché Vignola non è città d’arte?

20 gennaio 2011

Casalecchio è città turistica e d’arte. Lo ha decretato la Regione Emilia-Romagna, come riporta Il Resto del Carlino di pochi giorni fa (domenica 16 gennaio, edizione di Bologna, pag. 22). Avete letto bene: Casalecchio di Reno. Città turistica e d’arte. Invece Vignola non è città d’arte (men che meno turistica). Nonostante da almeno 5 o 6 anni l’amministrazione comunale stia provando ad ottenere questo riconoscimento. Possiamo risalire indietro nel tempo almeno fino al 2005. Alle dichiarazioni dell’allora assessore alla cultura Daria Denti: “nuovi lavori a Vignola per essere città d’arte” (era l’1 febbraio 2005, Il Resto del Carlino: pdf). Allora l’assessore Denti annunciava interventi per la valorizzazione del centro storico: “il museo all’aperto nel Centro storico, dedicato ad esposizioni temporanee di sculture, fotografie e opere pittoriche”. Ed anche nuovi ed originali spazi giovanili: il “parco dei Miti, il primo esempio di luogo all’aperto multimediale sul territorio vignolese che ospiterà installazioni con immagini, musica, filmati relativi agli avvenimenti ed alle persone più significative per il mondo giovanile nel XX secolo.” Ovviamente tutte cose mai realizzate. E dopo poco pure cancellate dai programmi. Comunque il fatto è che persino il comune di Marano s.P. ha ottenuto il riconoscimento di città ad economia prevalentemente turistica! E, sempre per stare vicino a noi, anche Spilamberto. Vignola no. Come mai? Leggi il seguito di questo post »


Unione o fusione di comuni? Prima bisogna aver chiaro l’obiettivo. Che è la capacità di governo, di Roberto Adani

15 gennaio 2011

Il tema delle aggregazioni di comuni è un tema che non può essere affrontato al di fuori di un progetto di riassetto istituzionale generale. Il tema principale infatti non è fondere i comuni per spendere meno. Ma al limite fondere i comuni perchè siano realmente capaci di governare il territorio e promuovere sviluppo sia economico che sociale. A che servono dei comuni che riducono tutte le spese, consulenze, progetti, personale, servizi ma poi sono residuali e inefficaci nel creare occasioni di sviluppo e di crescita soprattutto per i giovani, le famiglie e le imprese. Si può spendere poco ma spendere molto male semplicemente perchè non si raggiungono risultati importanti per il territorio che si vorrebbe governare. Leggi il seguito di questo post »