Fusione dei comuni: sgombrare il campo dagli equivoci e dalle bufale

30 giugno 2015

E’ partito in salita lo studio di fattibilità per la predisposizione di un progetto di riorganizzazione istituzionale (leggasi fusione di comuni) nell’Unione Terre di Castelli. La convenzione è stata approvata sabato 27 giugno da un consiglio dell’Unione con vistose assenze. Ma soprattutto due comuni (Guiglia e Savignano) si sono sfilati all’ultimo minuto, dopo che i loro sindaci avevano assentito circa l’operazione. Chiariamo subito: fare uno studio di fattibilità sulla “fusione” dei comuni (e su altre ipotesi) non significa decidere “la fusione”. Come da tempo sappiamo a decidere saranno eventualmente i cittadini tramite un referendum “consultivo” che questa Regione, tra l’altro, intende di fatto come referendum “confermativo” (vedi). Dunque non si scippa la decisione ai cittadini (come qualcuno falsamente afferma), né si sottrae ai cittadini l’opportunità di dibattere e discutere. Semmai si apre con loro la discussione sul futuro di questo territorio. E questo è un bene – lo dico subito con chiarezza. Leggi il seguito di questo post »

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Biblioteca Auris: non abituiamoci al brutto!

27 giugno 2015
Situazione di degrado per il cortile della biblioteca Auris (foto del 27 giugno 2015)

Situazione di degrado per il cortile della biblioteca Auris (foto del 27 giugno 2015)

E’ stata inaugurata nel maggio 2006 la biblioteca Auris. Ha compiuto 9 anni, insomma. E pur rimanendo il servizio pubblico vignolese di maggior successo inizia a mostrare i segni del tempo. Ovvero a mostrare la necessità di manutenzione (che, evidentemente, non è stata fatta dalla precedente amministrazione Denti). In effetti, solo per ricordare un episodio, le piante di glicine del cortile, abbattute dalla nevicata del febbraio 2013 (avete letto bene: febbraio 2013), sono ancora a terra. Per il resto basta fare un giro sia all’interno che (soprattutto) all’esterno per rendersi conto che in questi anni la manutenzione è stata trascurata. Leggi il seguito di questo post »


Leggere Habermas, leggere Varoufakis

24 giugno 2015

In prima pagina su la Repubblica del 23 giugno un articolo di Jürgen Habermas, uno dei pochi intellettuali di livello europeo, denunciava un “errore di fondo della costruzione europea: quello di aver costituito un’unione monetaria senza un’unione politica” (pdf). Nulla di nuovo, in verità. E’ una diagnosi che oramai è acquisita – almeno da parte di chi cerca di capire le cause della crisi in atto e l’incapacità dell’Europa di fronteggiarla adeguatamente. Eppure sembra si sia affermato un clima di generale disattenzione e distrazione, almeno in Italia. Si continua come niente fosse, o quasi. L’azione delle minoranze attive e l’appello di qualche intellettuale (nuove Cassandre?) non sono riusciti a dare vigore ad una nuova consapevolezza dei nostri “mali” (ovvero dei malanni delle istituzioni europee e del fallimento delle politiche di austerity) e, conseguentemente, a produrre mobilitazione (vedi). A ciò si aggiunga la perfetta distrazione delle istituzioni “pubbliche”, anche localmente (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Ancora una petizione in difesa dell’ospedale di Vignola?

22 giugno 2015

Al grido “Salviamo l’ospedale di Vignola!” è partita una nuova petizione in difesa dell’ospedale, dopo neppure due anni da quella lanciata nientepopodimeno che dall’allora sindaco Daria Denti (vedi). In questo caso è un gruppo di cittadini (e forse di operatori della sanità) ad aver promosso l’iniziativa. Che è indirizzata al sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, definito  “responsabile della Sanità nell’Unione Terre di Castelli”. Si potrebbe pensare che la sanità si salva solo con petizioni popolari, ovvero dove i cittadini si mobilitano. In realtà proprio in questi giorni si certifica la trasformazione dell’ospedale di Castelfranco Emilia da ospedale per acuti in “ospedale di comunità”, che vuol dire di fatto un non-ospedale (vedi), ed è indubbiamente la realtà locale che ha visto il massimo di mobilitazione popolare in difesa dell’ospedale. Il 18 giugno scorso la maggioranza PD in consiglio comunale (qui la convocazione: pdf) ha bocciato la delibera di iniziativa popolare “Che il Regina Margherita resti ospedale”, sottoscritta da 1.879 cittadini (qui il resoconto da Prima Pagina del 20 giugno 2015: pdf). Questo solo per dire che non è affatto detto che una petizione produca risultati tangibili. Nel caso vignolese, però, si fatica anche a capire quali obiettivi sono perseguiti. Se davvero si vuole “salvare” l’ospedale di Vignola (ammesso e non concesso che sia minacciato) servirebbe altro. E precisamente un adeguato dispositivo di monitoraggio che aiuti le amministrazioni comunali del territorio a negoziare obiettivi di qualità dei servizi sanitari con l’Azienda USL di Modena (ed ai cittadini a controllare). Ed è quanto l’amministrazione Smeraldi sta mettendo in piedi. Per questo viene spontaneo osservare che l’ennesima petizione è un’arma decisamente spuntata e, diciamolo, un po’ fuori luogo. Vediamo in dettaglio perché. Leggi il seguito di questo post »


Un gigantesco cambio di “rapporto di lavoro” nel mondo INALCA. L’allarme della FLAI CGIL

20 giugno 2015

E’ da alcune settimane che FLAI CGIL Modena e FLAI CGIL Emilia-Romagna stanno richiamando l’attenzione su un singolare passaggio di personale nel mondo del gruppo INALCA di Castelvetro, fondato nel 1963 da Luigi Cremonini (vedi) e oggi al primo posto in Italia nel settore della macellazione e lavorazione delle carni bovine, al terzo posto nel settore agroalimentare. La vicenda è presentata così: “950 soci lavoratori del Consorzio Euro 2000 sono stati coinvolti in uno dei più giganteschi cambi di “rapporto di lavoro” che si sia mai registrato sul territorio nazionale e regionale nel settore dell’industria alimentare” (vedi). In passato su questo blog ci si è occupati dell’azienda con riferimento al contestato progetto di impianto di cogenerazione a biomasse (vedi). Gli allarmi lanciati dall’organizzazione degli “alimentaristi” della CGIL gettano luce sulla dimensione “sociale” dell’agire d’impresa (e soprattutto sul rischio di un uso strumentale delle agevolazioni previste dalla Legge di stabilità 2015 per sostenere il Jobs Act). Anche in passato su questo fronte ci sono state contestazioni (vedi). Oggi sembra delinearsi un nuovo singolare episodio. Leggi il seguito di questo post »


Verde al verde? A quando buone pratiche di cura del “bene comune” verde pubblico?, di Stefano Corazza

15 giugno 2015

Penso che ogni cittadino di Vignola che guardi la sua città con un minimo di attenzione non possa non porsi, prima o poi, la domanda sul perché ogni forma di verde pubblico, dalle alberature stradali alle aiuole spartitraffico, all’arredo verde (sempre molto scarso) dei parcheggi, dai parchi (anche sedicenti o presunti tali) ai percorsi attrezzati, ecc. versi in uno stato di manutenzione così deplorevole sul piano della qualità e della continuità. Leggi il seguito di questo post »


Il museo archeologico A.Crespellani a Bazzano

13 giugno 2015

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Ad Arsenio Crespellani (1828-1900), nato a Modena da una possidente famiglia di Savignano sul Panaro (vedi), è dedicato il museo archeologico che ha sede presso la Rocca di Bazzano. Fatto non casuale. Il 22 settembre 1873, su iniziativa di diciotto privati (tra cui Crespellani), venne costituita a Bazzano la “Società per scavi archeologici a scopo scientifico”, una società che mirava a fondare, tramite gli scavi, un museo archeologico “inalienabile” ed “a lustro del paese” (ottenendo il plauso del bolognese Giovanni Gozzadini, presidente della Regia Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna: vedi). Nella società bazzanese Arsenio Crespellani assunse la carica di direttore del museo sociale e soprintendente agli scavi. Negli anni 1873-1876 la società realizzò diversi scavi archeologici (il primo e più fruttuoso di questi al pozzo di età romana del fondo Casini a 200 metri a sud-est della Rocca) accumulando un importante patrimonio di reperti archeologici, accresciuto in seguito anche tramite donazioni private. La defezione di soci portò poi ad una situazione di stallo che si concluse con il trasferimento del “museo sociale” all’amministrazione comunale di Bazzano nel 1887. Ancora oggi il nucleo principale del museo archeologico è costituito dal lascito della società bazzanese dell’800, con i reperti provenienti dal “pozzo Casini” e dal “pozzo Sgolfo” (scavato in precedenza, nel 1841) in primo piano. Tra questi, vasi in bronzo di straordinaria bellezza. Ma a dispetto del contenuto il museo archeologico bazzanese non è affatto un “museo di qualità” essendo rimasto sostanzialmente allo stile espositivo ottocentesco. E soffrendo anche della situazione di degrado del bellissimo contenitore: la Rocca dei Bentivoglio. Prosegue con questo post il nostro viaggio nella non esaltante realtà dei musei locali. Leggi il seguito di questo post »