Ferrovia Vignola-Bologna: due buone notizie (ed una cattiva)

Riattivata nel settembre 2003, anche se limitatamente alla tratta Bazzano-Bologna. Un anno dopo riattivata per l’intero percorso: dunque da Vignola fino a Bologna. E’ la ferrovia Vignola-Bologna: croce e delizia (sic!) di chi necessita di spostarsi tra Vignola ed il capoluogo di regione. I tempi iniziali di percorrenza erano di 59 minuti, nell’una e nell’altra direzione. Ma già nell’ottobre 2004 il sindaco di Vignola, Roberto Adani, preda di facili entusiasmi affermava perentorio: “A marzo 2005 arriveranno invece i primi mezzi elettrificati, che assicureranno un maggior rispetto per l’ambiente ed un minor tempo di percorrenza (da un’ora a 45 minuti)” (Vignola Informa, la newsletter dell’amministrazione comunale di Vignola, anno X, n.6, ottobre 2004, p.4; vedi).
[1] Oggi i tempi di percorrenza in direzione Bologna sono di 60-62 minuti (ma solo sulla carta; per verificare, consulta l’orario ufficiale: vedi). E sono passati 5 anni dalle dichiarazioni di Roberto Adani.” Solo” 5 anni (sic!). Solo 5 anni senza che nulla sia successo. Anzi, no. Qualcosa è successo. Ma quello che è successo è stato un lento e progressivo deterioramento del servizio. Un aumento dei minuti di ritardo. Un aumento delle corse soppresse. Certo anche conseguenza della riorganizzazione conseguente all’avvio dell’Alta Velocità, il 14 dicembre 2008. Ma questa è la situazione oggi. Una situazione che rende evidente cos’è la “cattiva politica”. E’ quella politica che è in prima fila al taglio del nastro. Ma che poi si ritrae se c’è un problema un po’ complicato. E’ quella politica che vive degli annunci di un futuro sempre fatto di bei progetti, in cui la linea ferroviaria Vignola-Bologna, magari, può essere chiamata “metropolitana di superficie” (come ha fatto il sindaco Roberto Adani il 22 aprile in occasione della presentazione di “Dieci”, il suo “bilancio di mandato”: vedi). Ma quale “metropolitana di superficie”? viene da dire. Un treno diesel che per percorrere 33 km impiega 62 minuti (teorici)! Una politica che in più si dimentica di chiedere all’ente gestore – per circa 6 anni ATC – di “rendere conto”, di produrre i dati che certificassero il progressivo miglioramento del servizio e la crescente soddisfazione degli utenti. Una politica che di fronte alle difficoltà si è prontamente ritirata.

Il treno per Vignola alla stazione FS di Bologna: unico esemplare riverniciato di recente con i colori FER srl

Il treno per Vignola alla stazione FS di Bologna: unico esemplare riverniciato di recente con i colori FER srl

Non bisognerebbe, allora, riproporre anno dopo anno la cerimonia dell’inaugurazione, solo per dare l’occasione a cittadini e politici assieme di ritrovarsi faccia a faccia e verificare toccando con mano se il futuro promesso in passato si è davvero realizzato? Certo, bisognerebbe davvero istituzionalizzare il taglio del nastro perenne, l’inaugurazione dell’eterno ritorno, affinché la politica non viva soprattutto di promesse non mantenute, di progetti prospettati, ma non realizzati. Perché sino ad ora è questo che è avvenuto a proposito della ferrovia Vignola-Bologna. Che è avvenuto e che avviene ancora, purtroppo, visto che il candidato a sindaco Daria Denti solo il 23 gennaio 2009, sulla Gazzetta di Modena affermava: “E’ già previsto che entro la metà di quest’anno ci siano corse ogni mezz’ora con vagoni nuovi.” (Quando invece serviranno ancora anni).  Che tristezza la cattiva politica! Questa cattiva politica! E questa, in effetti, è la “cattiva notizia”: che per 6 anni, in merito alla ferrovia Vignola-Bologna, la “cattiva politica” ha prevalso: quella degli annunci a cui non seguono i fatti, quella degli amministratori che tagliano nastri, ma si dimenticano degli utenti in balia di un treno che troppo spesso viene soppresso a Casalecchio perché ha perso la “finestra temporale” per l’immissione nella rete RFI (vedi).

Attrezzature per l'intervento sulla linea presso la stazione di Vignola (7 maggio 2009)

Attrezzature per l'intervento sulla linea presso la stazione di Vignola (7 maggio 2009)

[2] Veniamo alle due buone notizie. La prima buona notizia è un annuncio. L’annuncio di FER srl, l’azienda regionale che gestisce oggi 297 km di rete ferroviaria, tra cui, appunto, anche i 24 della ferrovia Vignola-Bologna (Vignola-Casalecchio, visto che nel tratto Casalecchio-Bologna la rete non è FER, ma RFI). L’annuncio relativo a 7,9 milioni di euro che, in un programma di 215 milioni di euro, saranno impiegati in interventi infrastrutturali sulla linea. Per farci che cosa? Stando a quello che si è letto sui giornali: completamento dell’elettrificazione nel tratto Vignola-Bazzano, due nuove centrali di trasformazione dell’energia elettrica, nuovi impianti di segnalamento nelle stazioni di Zola e Vignola, allungamento delle banchine in alcune stazioni. Il tutto per 18 mesi di lavori. La notizia è andata sui giornali il 17 maggio (Gazzetta di Modena e L’Informazione di Modena). Ma c’era già andata, pari pari, il 18 e 19 marzo. Ma siamo in campagna elettorale. E’ giusto far vedere che “si sta facendo”. In aggiunta ai lavori sull’infrastruttura è stata avviata la procedura per l’acquisto di 12 nuovi elettrotreni, per una spesa di circa 75 milioni di euro. I comunicati stampa dimenticano di dire che i 12 elettrotreni sono per tutta la rete FER, non solo per la linea Vignola-Bologna! Evitano inoltre di dire che per la loro consegna si dovranno attendere 3-4 anni. Comunque, anche con queste “precisazioni” rimane, tutto sommato, una buona notizia.

Alcuni dei promotori dell'associazione degli utenti. In posizione centrale Maurizio Quartieri (presidente) e Norma Orsini (vicepresidente)

Alcuni dei promotori dell'associazione degli utenti. In posizione centrale Maurizio Quartieri (presidente) e Norma Orsini (vicepresidente)

[3] La seconda buona notizia è un fatto: la costituzione dell’associazione degli utenti della ferrovia Vignola-Bologna (o Bologna-Vignola, a seconda dei punti di vista). “In prima classe per Bologna-Vignola”, questo il nome dell’associazione costituita il 21 maggio. C’è dell’ironia, indubbiamente. Ma anche una grande determinazione. Dopo una petizione che ha raccolto più di 120 firme. Dopo anche qualche (mia) interrogazione consiliare (vedi). Dopo un primo incontro con FER srl il 21 febbraio scorso (vedi). Dopo un’incontro con esponenti di altri comitati di utenti (quelli della ferrovia Porrettana). Dopo un’assemblea pubblica il 28 marzo (vedi). Un secondo incontro, più ristretto, il 9 maggio. Dopo tutto ciò, con pazienza, con tenacia, il 21 maggio un gruppo di utenti ha costituito l’associazione-comitato. Maurizio Quartieri è stato eletto presidente, Norma Orsini vicepresidente. Quasi 200 sono le preadesioni già raccolte. Come recita il comunicato trasmesso alla stampa: “L’associazione vuole contribuire al miglioramento del servizio ferroviario della suburbana, sia raccogliendo osservazioni e proposte da tradurre in miglioramenti del servizio, sia esercitando un controllo puntuale sulla realizzazione degli investimenti promessi e da cui discende la possibilità di superare i gravi problemi di oggi: tempi di percorrenza esageratamente lunghi, frequenti ritardi, frequenti soppressioni di corse, scarsa informazione all’utenza. In effetti oggi sono davvero troppi i disservizi che gli utenti della ferrovia Vignola-Bologna subiscono. E ciò anche se sono trascorsi quasi 6 anni dal ripristino della linea. In questi giorni l’azienda regionale che gestisce il servizio – FER srl – ha annunciato con enfasi il programma degli investimenti per “ammodernare” la linea, con il completamento dell’elettrificazione, nuove sottostazioni di trasformazione dell’energia elettrica, nuovi impianti di segnalamento. Tutte cose attese da tempo e che si avviano alla realizzazione con grave ritardo. Il tempo richiesto per questi lavori è pari a 18 mesi. Molto di più servirà, purtroppo, per l’arrivo dei nuovi treni. Davanti ci sono ancora, dunque, alcuni anni di disagi e sofferenze per chi vuole usare il treno per le sue esigenze di mobilità verso Bologna o verso Vignola. Compito dell’associazione sarà anche quello di vigilare perché questo programma venga realizzato senza indugi e con il minimo di disagi per l’utenza. Il tempo passato invano e che oggi ci consegna un servizio ferroviario di qualità inaccettabile è infatti la testimonianza che gli enti locali serviti dalla linea ferroviaria non hanno saputo giocare fino in fondo il loro ruolo. Per questo è importante che oggi, finalmente, gli utenti tutti assieme abbiano la possibilità di far sentire la loro voce.” Già, a pensarci bene arrivare alla costituzione di un’associazione che si proponga come interlocutore dell’azienda ferroviaria per tutelare gli utenti del servizio non è proprio il massimo della vita. Uno vorrebbe fare altro. Uno verrebbe impiegare diversamente il proprio tempo libero. Ma in questo paese di “cattivi servizi” e “cattiva politica” questo passo è indispensabile. Siamo tutti consapevoli che non sarà il deus ex machina che risolve la situazione. E che ci aspetta un lungo percorso in salita. Ma c’è qualcos’altro che si può fare? Forse rimane davvero solo lo spirito civico su cui fare conto.

4 Responses to Ferrovia Vignola-Bologna: due buone notizie (ed una cattiva)

  1. Valeria Brighetti ha detto:

    Buongiorno,
    Volevo chiederLe se voi dell’associazione “In prima classe per Bologna-Vignola” avevate già fissato degli incontri pubblici, non solo per chi aveva preaderito alla suddetta associazione.
    Le scrivo come utente della Bologna-Vignola, non come candidata al Consiglio Comunale, di questi tempi è sempre meglio specificare.
    Coridali saluti
    Valeria Brighetti

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Al momento no. Il primo compito è incontrare FER srl per essere messi a conoscenza del dettaglio del programma di investimenti. In contemporanea bisognerà lavorare per allargare la base sociale. Dopo l’incontro con FER può essere opportuno fare un primo incontro pubblico.

  2. Michele. V ha detto:

    Trovo spettacolare come non si possa mai rinunciare al dover per forza dire. Oggi, dopo la sua uscita dalle liste, e dunque dalla segreteria del Pd, lei scopre nella penna miriadi e miriadi di critiche e di considerazioni non benevole verso l’amministrazione attuale, il sindaco, e il suo operato che risale sino a diversi anni fa. L’insospettabile energia dei soldati a riposo forzato.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Guarda Michele, innanzitutto facciamo chiarezza una volta per tutte. La decisione di non stare in lista alla fine l’ho presa io, rifiutando ogni proposta di mediazione. Mi sono reso conto, infatti, che non c’erano i presupposti perché il mio contributo venisse riconosciuto come positivo (troppa libertà intellettuale?). Seconda questione: ti posso assicurare che le cose che sto dicendo oggi sul blog le ho sempre dette in tutte le sedi di partito, ogni volta che queste erano dedicate a discutere l’operato dell’amministrazione. Terza questione: ribadisco che il mio giudizio sull’operato delle amministrazioni Adani è positivo. Accanto a cose ben fatte (anche molto ben fatte), ci sono però dei gravi errori. Intelligenza vorrebbe che venissero riconosciuti. Che partiti e candidati avessero il coraggio di dimostrare la loro credibilità dicendo in modo chiaro che hanno appreso dalle esperienze passate. Adani invece (ma per lui, sindaco uscente, è anche comprensibile) vorrebbe che tutti dicessero solo che è stato bravo, molto bravo. Io pur stimandolo – ed avendo lavorato con lui cinque anni da assessore – vorrei poter dire, argomentare, punti di forza e punti di debolezza del suo operato. Semplicemente per accrescere le chances che in futuro si possa far meglio. Semplicemente perché mi sembra stupido non cercare di imparare dagli errori commessi in passato. E ce ne sono. Quarta questione: il bilancio di mandato del sindaco Adani – “Dieci”. La Vignola di Roberto Adani – è anche, forse soprattutto, un’operazione di marketing. Certo, non solo marketing. Ci ho scritto un post sopra:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/02/dieci-la-vignola-di-roberto-adani/

    Onestà intellettuale – dote fondamentale in ogni politico, ma assai scarsa nel settore – vorrebbe che si valutasse l’amministrazione degli ultimi dieci anni in modo più equilibrato. Non solo in modo celebrativo. Io ho detto come la penso: sulla riqualificazione della città, la viabilità, la riorganizzazione dell’amministrazione comunale, l’Unione Terre di Castelli, ecc. – Roberto Adani ha fatto un gran lavoro. Pochi avrebbero saputo far meglio. Ma su altri fronti questo non è successo. Su altri fronti gli obiettivi sono stati mancati. O si è fatto danni – vedi la tutela della campagna:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/20/cose-successo-alla-campagna-di-vignola/

    Allora, se il sindaco uscente vuole solo magnificare il suo operato, manipolando un po’ di informazioni (come mai in “Dieci” non c’é una sola riga sulle magnifiche e progressive sorti della Strada dei Vini e dei Sapori?), omettendo i punti critici, spostando l’attenzione sui progetti per il futuro, io penso che qualche cittadino dovrebbe prenderlo per la giacchetta e riportarlo alla realtà. E la realtà, lo ribadisco, è fatta di cose molto buone, abbastanza buone, ma anche di cose “cattive”, cioè non venute bene, che non si è voluto affrontare o che non si è stati capaci di affrontare. Quinta questione: tu forse non ci crederai, ma l’esigenza di fare un bilancio VERO di questi dieci anni è un’esigenza che sento innanzitutto PER ME STESSO. Visto che di questa amministrazione ho fatto parte. Per 5 anni come assessore alla scuola ed al sociale (al proposito: cerca di capire, caro Michele, che contributo ho dato, che giudizio gli operatori ed i cittadini danno sul mio operato … Fai un confronto tra i risultati conseguiti dagli assessori della prima legislatura e gli assessori della seconda …). Per 5 anni come consigliere comunale (i primi 4 come capogruppo DS). Ribadisco, e qui ritorno alle cose dette all’inizio, che al sindaco Roberto Adani non gliele ho mai mandate a dire. In ogni intervento in occasione degli atti di bilancio ho sempre ricordato le cose positive che l’amministrazione stava facendo, ma anche i nodi critici. Ultima questione: “insospettabile energia dei soldati a riposo forzato”. Mi dispiace dirti che è una pessima ironia. L’energia è la stessa in ogni cosa che faccio – perché mi piace fare bene le cose. “Soldato” non lo sono mai stato (solo un anno militare di leva a Belluno – ma immagino tu non ti riferissi a quello). “Riposo forzato” non ci sono ora e non ci sarò domani. Ci sono tante cose importanti per contribuire alla crescita civile e politica di una collettività anche al di fuori degli organi dirigenti di un partito:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/04/18/ricomincio-da-tre/
    Ti auguro di saper fare altrettanto.

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