AmareVignola si eclissa

8 giugno 2017

Era il migliore_web

Anticipo di qualche mese la chiusura del blog programmata da tempo a novembre 2017, ovvero al compimento del decimo anno di età. Ogni cosa prima o poi finisce. E’ dunque normale che anche questo blog vada a terminare. Quasi dieci anni di costante impegno di analisi e scrittura – sono davvero tanti. 1.422 articoli (diversi scritti da amici), 4.051 commenti, più di 1.250.000 visite (3.618 il numero massimo di visite giornaliere). I numeri, ovviamente, dicono solo a metà. Ma neppure è il caso di tirarla troppo per le lunghe con le parole. Un piccolo archivio di dieci anni di storia politico-amministrativa vignolese. Di parte, certo. Ma senza mai ridursi a mera propaganda. In realtà l’esigenza di uno sguardo critico sulla politica e l’amministrazione locale è tuttora attuale. Anzi, certamente è un bisogno più acuto oggi rispetto a qualche anno fa. Ma non si può chiedere di più all’autore – altri potranno cimentarsi nell’impresa. Leggi il seguito di questo post »


Trump e i suoi trumpini vignolesi, di Stefano Corazza

4 giugno 2017

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Biasimo e discredito dell’opinione pubblica mondiale e dei politici europei e italiani hanno accolto l’annuncio del presidente degli Stati Uniti di denunciare l’accordo sul cambiamento climatico già firmato dal suo Paese a Parigi solo l’anno passato (vedi). Giusto! Mentre si annuncia, percepibile anche in questa nostra caldissima e secca primavera, un ennesimo anno record dell’innalzamento della temperatura media globale, il negazionismo Trumpiano, confortato anche dal capo di quella che fu ai suoi inizi un modello esemplare di struttura per lo studio e il controllo ambientale l’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale), sembra una rivolta bigotta e ignorante contro la scienza, una rivolta che solletica solo interessi arretrati e non può che condurre a catastrofi locali e globali. Ciò che mi conforta un poco in questa situazione certamente negativa è il vedere che negli stessi Stati Uniti interi stati come la California e grandi città come San Francisco e New York (vedi) hanno prontamente reagito confermando che non abbandoneranno e anzi approfondiranno le loro politiche verso le energie rinnovabili (la California ha il parco auto più elettrico del mondo) o verso la tutela delle risorse naturali (l’accurata pianificazione e gestione dell’intero bacino idrico da cui dipende la città fanno di New York la più grande città del mondo in cui l’acqua corrente sgorga dai rubinetti senza bisogno di alcun trattamento) capaci di opporsi al cambiamento climatico. Sono solo due esempi tra i tanti esistenti di cosa sia possibile fare localmente per affrontare grandi sfide globali. Certo nel nostro Paese i politici locali appaiono piuttosto, nei fatti al di là degli annunci, tanti piccoli emuli di Trump molto più che dei mini Jerry Brown (Governatore della California) o dei piccoli Bill De Blasio (Sindaco di New York). Vignola, non molto diversamente che altre città italiane, presenta casi esemplari. L’ultimo in ordine di tempo – si parla di piccole cose – è lo stato in cui sono stati ridotti i tigli di Via Libertà con l’ultimo intervento effettuato fra febbraio e marzo. Quasi a cavallo della crisi politica della città (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Progetto Coop e sviluppo economico nei programmi elettorali 2017

2 giugno 2017

Diversi sono i temi importanti della campagna elettorale vignolese. Tra questi c’è certamente anche il progetto di spostamento e ampliamento del supermercato Coop (vedi). Poche settimane fa Coop Alleanza 3.0 ha chiarito che non intende rinunciare al progetto (vedi) ed in ogni caso una decisione dovrà essere assunta dal nuovo consiglio comunale – il procedimento avviato dovrà essere concluso con un voto a favore o contro (vedi). In questa campagna elettorale per molti versi deprimente (nulla di buono si prefigura all’orizzonte della città) le posizioni in merito al progetto Coop dicono comunque qualcosa. Innanzitutto in merito al percorso di sviluppo della città: chi parla di rilancio del commercio cittadino e poi si dichiara a favore di un supermercato Coop quasi raddoppiato (così i candidati Smeraldi e Rubbiani) sta vendendo fumo. Il ragionamento è molto semplice: chi vuole sostenere od eventualmente sviluppare la vocazione commerciale della città deve investire nella riqualificazione urbana e nel ripopolamento degli esercizi commerciali nel tessuto urbano (in primis in centro). La realizzazione di un nuovo megasupermercato da 4.500 mq è in contraddizione con questa politica. Eppure qualcuno che prova a raccontarla c’è. Leggi il seguito di questo post »


Per fare chiarezza: Abbiamo lasciato Vignola Cambia

25 maggio 2017

Al fine di evitare confusioni e fraintendimenti, le persone sottoscritte desiderano comunicare che non fanno più parte della lista Vignola Cambia, lista che abbiamo contribuito a far nascere nel 2009 ed a far vincere alle elezioni del 2014. Leggi il seguito di questo post »


Il ritorno del Glifosato, di Stefano Corazza

20 maggio 2017

Ho già segnalato in passato quello che ritengo un abuso degli erbicidi al glifosato nelle nostre campagne. Proprio nello stesso luogo di cui ho documentato in precedenza la situazione, anche quest’anno “qualcuno” (di cui è facile conoscere nome e cognome) ha riempito i campi e soprattutto i fossi di disseccante. Questi fossi si trovano nella parte terminale degli scoli che servono all’irrigazione a scorrimento delle campagne proprio in prossimità (poche decine di metri) del loro ritorno nell’alveo fluviale. In questo caso specifico le acque sono sversate in una lanca fossile dell’alveo (ove probabilmente un tempo scorreva il canale dei mulini) in cui, per la presenza stabile di acque, si è insediata una interessante vegetazione igrofila e in cui si possono spesso osservare (nelle fasi di secca) caprioli all’abbeverata. L’International Agency for Research on Cancer (IARC), con sede a Lione (Francia), ha condotto un’analisi delle ricerche sulla cancerogeneità del glifosato (pubblicato su The Lancet Oncology: vedi) evidenziando un legame tra il glifosato e i suoi metaboliti nelle acque e l’insorgenza tumorale negli animali. Il glifosato è stato dunque inserito nella scala IARC  2A, probably carcinogenic to humans (qui la presentazione dello stato della ricerca e delle valutazioni IARC su Nature: vedi). Leggi il seguito di questo post »


Una statua di Jacopo Barozzi. Ma la raffigurazione non convince

7 maggio 2017

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L’idea di realizzare una statua di Jacopo Barozzi da collocare nel cortile di Palazzo Barozzi (la denominazione che si è infine imposta per Palazzo Contrari-Boncompagni) è senz’ombra di dubbio assolutamente condivisibile. Fa parte di quelle azioni che si iniziano finalmente a dispiegare, grazie alla Fondazione di Vignola, al fine di valorizzare la figura dell’illustre architetto vignolese (1507-1573). Detto questo debbo però rilevare che la realizzazione, affidata all’artista Nicola Zamboni (vedi), è problematica visto che si discosta in modo significativo dalle poche immagini che abbiamo di Barozzi. Più fedele risulta invece la scultura – un altorilievo – realizzato da Giuseppe Graziosi nel 1907 in occasione del quarto centenario della nascita di Barozzi ed ora collocata sulla facciata di Palazzo Barozzi. Leggi il seguito di questo post »


Nuovi vertici della Fondazione di Vignola. Possiamo indignarci?

3 maggio 2017

E’ avvenuta oggi, nel tardo pomeriggio, l’elezione dei vertici della Fondazione di Vignola. Valerio Massimo Manfredi è presidente (come previsto: vedi). Gloria Vignali vicepresidente. Per chi scrive è il punto più basso toccato dalla Fondazione di Vignola dalla sua istituzione – bisognerà dirlo apertamente. Si può essere un ottimo archeologo e buon romanziere, ma non sono titoli che bastano per guidare adeguatamente una fondazione, foss’anche di piccole dimensioni come la Fondazione di Vignola. Ed in effetti nei quattro anni appena trascorsi il presidente Manfredi è stato di fatto presidente “onorario”: qualche discorso e qualche nastro tagliato. La funzione di governo, quella sostanziale, è stata svolta dal vicepresidente Giuseppe Pesci (vedi). Ma sono ripieghi che hanno un prezzo. Il fatto singolarissimo che al vicepresidente uscente (e non più “rinnovabile”) la Fondazione assegnerà un incarico per seguire alcuni progetti è il segno evidente che c’è un problema di vertici – altrimenti di questo non ci sarebbe bisogno (come di solito non c’è bisogno di tali espedienti nelle istituzioni). Discorso simile per quanto riguarda il nuovo vicepresidente. Difficile pensare che esprima al massimo livello – come sarebbe opportuno, anzi necessario (ancora di più viste le caratteristiche del presidente) – i requisiti di professionalità fissati dall’art.13 dello Statuto (vedi). E’ vero che i nuovi vertici rimarranno in carica solo due anni (vedi), ma nulla toglie che si tratti di un’occasione mancata. Leggi il seguito di questo post »