Popolo vs. democrazia. Il 19 dicembre, ore 20.30 biblioteca Auris, discutiamo del libro di Yascha Mounk con Gianfranco Baldini e Matteo Giglioli

16 dicembre 2018

Dopo lunghi decenni in cui la storia è sembrata quasi fermarsi tutto sembra oggi cambiare nel volgere di pochi anni, cogliendo di sorpresa la gran parte degli osservatori. E’ quanto sta avvenendo nella politica dei paesi occidentali – Donald Trump alla Casa Bianca, la Gran Bretagna che saluta l’Unione Europea con la brexit, il duo Salvini-Di Maio in Italia, i gilet gialli che assediano Macron in Francia, Viktor Orban di nuovo capo del governo in Ungheria … ovunque in ascesa partiti “sovranisti” e ostili agli stranieri. E’ di questo che si occupa il libro di Yascha Mounk, giovane studioso di scienza politica (è nato nel 1982 a Monaco di Baviera), ora docente ad Harvard (vedi). Si tratta di un libro militante – lo dice chiaramente l’autore – ovvero scritto anche con l’intento di contrastare la diffusione dei populismi ed in difesa della “democrazia liberale”. Ma questa presa di posizione si accompagna ad una grande lucidità, a rigore nell’argomentazione, ad una disamina oggettiva delle cause e dei rischi, senza alcun cedimento al sentimento. Insomma, un libro straordinario che per la prima volta organizza dati di ricerche settoriali in un quadro coerente per spiegare “cosa sta succedendo”. Il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti da Harvard University Press nel marzo 2018 (vedi) e tradotto in italiano e quindi pubblicato da Feltrinelli nel maggio 2018 (vedi). Ne parliamo mercoledì 19 dicembre, ore 20.30, presso la Biblioteca Auris di Vignola. A presentare il libro ed a discuterne Gianfranco Baldini, professore associato di scienza della politica all’Università di Bologna (vedi), e Matteo Giglioli professore a contratto all’Università di Bologna dove tiene un corso sulla violenza politica (vedi). A moderare l’incontro Ivano Gorzanelli, laureato in filosofia e dottorando di ricerca, nonché ex-amministratore locale. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

La tempesta perfetta affonda il PD. Elezioni politiche 4 marzo 2018

12 marzo 2018

Quando tutti ormai hanno accantonato l’argomento “cosa è successo il 4 marzo? e perché?” conviene ritornarci sopra. Provare a capire evitando il più possibile letture di parte. Per fortuna molti analisti e commentatori aiutano (in primis l’Istituto Cattaneo di Bologna: vedi). Vincitori e perdenti sono chiari: tra i primi Di Maio e Salvini, tra i secondi Renzi e Berlusconi. Ma perché le cose sono andate così? Leggi il seguito di questo post »


Elezioni politiche 2018. La posta in gioco

25 febbraio 2018

Questo non è un post che invita a votare Partito Democratico. Questo è un post che prende atto con enorme preoccupazione del fatto che oggi in Italia la democrazia sia mutilata non dai presunti “poteri forti” – semmai dalla loro pavida abdicazione – bensì dall’impossibilità di esercitare una vera scelta tra opzioni politiche anche molto diverse ma che non facciano temere tragedie. Perché di questo si parla, e se non ne avete la percezione forse pensate che un governo Salvini o uno Salvini-Meloni-Di Maio non possano davvero accadere (in questo caso chiedete agli americani) oppure siete come me, privilegiati quanto basta da sapere che ve la caverete in ogni caso.” E’ un passo di un post scritto qualche giorno fa da Francesco Costa, opinionista politico, sul suo blog (vedi). Io come lui sono convinto che le elezioni politiche 2018 saranno elezioni decisive per stabilire la traiettoria di sviluppo (o di involuzione) del paese, visto che vengono dopo vent’anni di difficoltà economiche (prima crescita zero, poi la crisi: le analisi dell’Istat confermano che nel 2015 il reddito famigliare medio è ancora 10 punti percentuali al di sotto di quello del 2007, anche se, per la prima volta, ha ripreso a crescere: vedi), con una società sempre più a soqquadro, in un quadro politico che manifesta irresponsabilità ed alimenta pulsioni autoritarie, con un’Unione Europea in cui si accentuano spinte centrifughe (non solo Brexit), mentre servirebbero politiche di rafforzamento della coesione. Leggi il seguito di questo post »


Dresden mitte. Giovani, Erasmus, Europa

28 gennaio 2018

Dresden Mitte è il nome di una delle fermate cittadine della linea ferroviaria S2 che collega l’aeroporto (flughafen) con la città di Dresda. Sta appunto per “Dresda centro”. Una corsa ogni mezz’ora, 27 minuti di percorrenza, grande puntualità – ho avuto occasione di sperimentarlo nel novembre scorso. Dresda è la capitale del land della Sassonia ed ha una Staatliche Akademie der Bildenden Künste che dal 2 ottobre 2017 ospita Sara Paltrinieri, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. La possibilità di frequentare l’Accademia a Dresda per un semestre o poco meno, con borsa di studio di 230 euro mensili (non proprio tantissimo – qualche università, come Unibo, aggiunge un proprio contributo), è garantita dal programma Erasmus+, la nuova versione 2014-2020 del programma Erasmus che dal 1987 consente la circolazione degli studenti nelle diverse università europee. Erasmus è l’acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, ma è anche un riferimento ad Erasmo da Rotterdam, che nel 1506 si laureò all’Università di Torino (la libera circolazione degli studenti sta alla base dell’idea di università, ovvero universalità, come ci ricorda la storia della prima università al mondo, lo studium di Bologna: vedi). Dal 1987 al 2017 il programma Erasmus ha coinvolto oltre 3 milioni di studenti europei (circa 400mila quelli italiani). E’ l’Europa che ci piace. Quella che offre nuove opportunità ed amplifica chances di vita. Ma è un’Europa che riguarda ancora un numero troppo piccolo di giovani, anche se negli ultimi anni è raddoppiato. Sarebbe bene che il potenziamento del programma (e magari anche un servizio civile europeo come a suo tempo proposto da Ulrich Beck e Daniel Cohn-Bendit: vedi) fosse uno dei punti in agenda per le prossime elezioni europee, nel 2019. Leggi il seguito di questo post »


Politica 2017 a Vignola. Un bilancio

31 dicembre 2017

E’ sempre buona cosa cercare di fare periodicamente un bilancio dei fatti della politica. Ancora di più relativamente all’anno che oggi finisce, il 2017, che per Vignola è stato certamente un anno straordinario – o, se preferite, fuori dall’ordinario. Quattro sono i momenti che vanno ricordati: (1) il collasso della maggioranza civica che aveva vinto le elezioni comunali nel 2014 a seguito della spregiudicatezza politica dell’allora sindaco Mauro Smeraldi sull’affare Coop (vedi); (2) la più grande raccolta di firme della storia di Vignola – più di 3.000 firme per dire di no al progetto di spostamento ed ampliamento del supermercato Coop (vedi); (3) la vittoria della coalizione di centrodestra e del suo candidato a sindaco, Simone Pelloni, al ballottaggio del 25 giugno; (4) l’avvio della legislatura da parte della nuova maggioranza tra luci ed ombre. Quest’ultimo non è in realtà un fatto concluso, ma l’avvio di un processo: i nuovi amministratori si sono insediati ed hanno iniziato a fare delle cose, alcune convincenti altre meno. Ma si tratta per l’appunto dell’inizio di un percorso che durerà 5 anni (al momento non è lecito aspettarsi sorprese) e su cui è prematuro, indubbiamente, un giudizio, anche se alcune cose si possono già dire. Leggi il seguito di questo post »


AmareVignola si eclissa

8 giugno 2017

Era il migliore_web

Anticipo di qualche mese la chiusura del blog programmata da tempo a novembre 2017, ovvero al compimento del decimo anno di età. Ogni cosa prima o poi finisce. E’ dunque normale che anche questo blog vada a terminare. Quasi dieci anni di costante impegno di analisi e scrittura – sono davvero tanti. 1.422 articoli (diversi scritti da amici), 4.051 commenti, più di 1.250.000 visite (3.618 il numero massimo di visite giornaliere). I numeri, ovviamente, dicono solo a metà. Ma neppure è il caso di tirarla troppo per le lunghe con le parole. Un piccolo archivio di dieci anni di storia politico-amministrativa vignolese. Di parte, certo. Ma senza mai ridursi a mera propaganda. In realtà l’esigenza di uno sguardo critico sulla politica e l’amministrazione locale è tuttora attuale. Anzi, certamente è un bisogno più acuto oggi rispetto a qualche anno fa. Ma non si può chiedere di più all’autore – altri potranno cimentarsi nell’impresa. Leggi il seguito di questo post »


Prima settimana: 675 firme contro il mega-supermercato Coop

28 febbraio 2017

f_23feb2017

Prima settimana della campagna di raccolta firme, iniziata sabato 18 febbraio (vedi), contro il progetto di spostamento e ampliamento del supermercato Coop, il più grande insediamento commerciale della storia di Vignola (vedi). 675 le firme raccolte. E’ un buon risultato, ma bisogna fare molto di più. E c’è ancora tutto il mese di marzo per la petizione. Banchetti in piazza, negozi di Vignola, associazioni di categoria, singoli cittadini. Ne va del futuro della città e della vitalità della sua rete commerciale. Oltre a “consumare territorio” agricolo (cementificando circa 27.000 mq); oltre ad attrarre nuovo traffico in un’area già congestionata (l’incrocio tra via Circonvallazione e via per Sassuolo); oltre ad aumentare dunque il livello di inquinamento dell’aria che respiriamo; il nuovo mega-supermercato (4.500 mq di superficie di vendita, ovvero +75% rispetto ad oggi) punta a sottrarre ricavi per 17 milioni di euro all’anno alla rete commerciale esistente (supermercati più piccoli e negozi di vicinato), sia di tipo alimentare che extra-alimentare (abbigliamento, cartoleria, giocattoli, casalinghi, ferramenta, ecc.) (vedi). Leggi il seguito di questo post »