La Giunta fa tabula rasa nell’area della stazione ferroviaria, di Stefano Corazza

13 ottobre 2019

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Il 23 settembre scorso la Giunta Comunale di Vignola ha deliberato “con urgenza” la demolizione dei fabbricati presenti nell’area della Stazione della Ferrovia Suburbana di Vignola (spesa complessiva 55.600 euro; si tratta della delibera G.M. n.100 del 23 settembre 2019: pdf). Si tratta dei capannoni di servizio tecnico (un tempo adibiti ad officina, ricovero, magazzini per materiali ferroviari) ancora presenti, seppure scoperchiati (completamente dopo alcuni crolli) con un malaugurato intervento della precedente amministrazione per la loro “messa in sicurezza”. Leggi il seguito di questo post »

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Glifosato nei campi comunali, non c’è due senza tre, di Stefano Corazza

19 Mag 2019

Il Comune di Vignola possiede alcuni terreni lungo il fiume Panaro che son stati utilizzati in passato e attualmente come campi di sperimentazione a diverso titolo per colture frutticole, in particolare ciliegie, ma non solo. Senza entrare nel merito di ciò che è stato prodotto da molti anni a questa parte, anche perché non risultano rapporti di ricerca o informazioni diffuse sul tema, vorrei fare sapere ciò che sta avvenendo in questi siti. Non è la prima volta che documento su questo blog (qui il precedente post) come i gestori dei campi Comunali siti nell’ex Impresa Mancini disperdano in questa stagione, puntuali come la morte è il caso di dire, grandi quantità di disseccante (Glifosato) ai margini, lungo le recinzioni, sotto i filari di pruni e ciliegi, e persino nei fossi.

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Evidente l’uso del diserbante ai lati della carreggiata (foto del 16 maggio 2019)

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Benvenuti a Vignola!, di Stefano Corazza

6 Mag 2019

In ritardo, mi rendo conto, per servire ai frequentatori dei fine settimana della Festa dei Ciliegi in fiore, ma ancora in tempo utile per i visitatori della città di Vignola in questa ancora giovane Primavera, ho compilato una (non breve) guida per gli approdi in città in treno, in auto ed anche a piedi o in bici.

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Stazione ferroviaria di Vignola (foto del 27 novembre 2013)

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Bibidibobidibu e la siepe non c’è più!, di Stefano Corazza

14 ottobre 2018

Pare però non trattarsi di una magia del pasticcione, ma tutto sommato abile, Mago Merlino disneyano, è invece il risultato di una straordinaria convergenza di errori, incapacità, indifferenza con cui viene abitualmente (vuol dire: da diverse amministrazioni nel corso del tempo) affrontato il tema della gestione del verde urbano a Vignola (ma non solo!). La storia di questa piccola siepe realizzata sulla Via Ponte Muratori più di 15 anni fa ne costituisce un caso esemplare tra i tanti.

In primo piano a sinistra la siepe di Viburno dopo alcuni anni di sviluppo (foto del dicembre 2012)

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Todo cambia, ma la sega no!, di Stefano Corazza

19 gennaio 2018

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Todo cambia, canta Mercedes Sosa, ma certo non vale per l’atteggiamento verso gli alberi degli amministratori comunali di Vignola di qualunque parte essi siano. E’ così che il primo vero intervento su un’area verde della città di questa amministrazione non si discosta molto da quanto fatto dalle precedenti. Nell’area attorno al campo da tennis coperto, in zona piscina, sono stati tagliati, tra ieri e oggi, almeno una trentina di alberi, una dozzina dei quali pioppi di grande dimensione alti fino a 20 metri e disposti principalmente in filare lungo il canale che delimita l’area. Due di essi, tra i più grandi, si trovavano accanto al Casale della Mora. Non dubito che si leveranno immediatamente a motivare l’intervento giustificazioni quali “messa in sicurezza”, “pulizia e sistemazione del verde pubblico”, addirittura “riqualificazione del verde”. Leggi il seguito di questo post »


Trump e i suoi trumpini vignolesi, di Stefano Corazza

4 giugno 2017

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Biasimo e discredito dell’opinione pubblica mondiale e dei politici europei e italiani hanno accolto l’annuncio del presidente degli Stati Uniti di denunciare l’accordo sul cambiamento climatico già firmato dal suo Paese a Parigi solo l’anno passato (vedi). Giusto! Mentre si annuncia, percepibile anche in questa nostra caldissima e secca primavera, un ennesimo anno record dell’innalzamento della temperatura media globale, il negazionismo Trumpiano, confortato anche dal capo di quella che fu ai suoi inizi un modello esemplare di struttura per lo studio e il controllo ambientale l’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale), sembra una rivolta bigotta e ignorante contro la scienza, una rivolta che solletica solo interessi arretrati e non può che condurre a catastrofi locali e globali. Ciò che mi conforta un poco in questa situazione certamente negativa è il vedere che negli stessi Stati Uniti interi stati come la California e grandi città come San Francisco e New York (vedi) hanno prontamente reagito confermando che non abbandoneranno e anzi approfondiranno le loro politiche verso le energie rinnovabili (la California ha il parco auto più elettrico del mondo) o verso la tutela delle risorse naturali (l’accurata pianificazione e gestione dell’intero bacino idrico da cui dipende la città fanno di New York la più grande città del mondo in cui l’acqua corrente sgorga dai rubinetti senza bisogno di alcun trattamento) capaci di opporsi al cambiamento climatico. Sono solo due esempi tra i tanti esistenti di cosa sia possibile fare localmente per affrontare grandi sfide globali. Certo nel nostro Paese i politici locali appaiono piuttosto, nei fatti al di là degli annunci, tanti piccoli emuli di Trump molto più che dei mini Jerry Brown (Governatore della California) o dei piccoli Bill De Blasio (Sindaco di New York). Vignola, non molto diversamente che altre città italiane, presenta casi esemplari. L’ultimo in ordine di tempo – si parla di piccole cose – è lo stato in cui sono stati ridotti i tigli di Via Libertà con l’ultimo intervento effettuato fra febbraio e marzo. Quasi a cavallo della crisi politica della città (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Il ritorno del Glifosato, di Stefano Corazza

20 Mag 2017

Ho già segnalato in passato quello che ritengo un abuso degli erbicidi al glifosato nelle nostre campagne. Proprio nello stesso luogo di cui ho documentato in precedenza la situazione, anche quest’anno “qualcuno” (di cui è facile conoscere nome e cognome) ha riempito i campi e soprattutto i fossi di disseccante. Questi fossi si trovano nella parte terminale degli scoli che servono all’irrigazione a scorrimento delle campagne proprio in prossimità (poche decine di metri) del loro ritorno nell’alveo fluviale. In questo caso specifico le acque sono sversate in una lanca fossile dell’alveo (ove probabilmente un tempo scorreva il canale dei mulini) in cui, per la presenza stabile di acque, si è insediata una interessante vegetazione igrofila e in cui si possono spesso osservare (nelle fasi di secca) caprioli all’abbeverata. L’International Agency for Research on Cancer (IARC), con sede a Lione (Francia), ha condotto un’analisi delle ricerche sulla cancerogeneità del glifosato (pubblicato su The Lancet Oncology: vedi) evidenziando un legame tra il glifosato e i suoi metaboliti nelle acque e l’insorgenza tumorale negli animali. Il glifosato è stato dunque inserito nella scala IARC  2A, probably carcinogenic to humans (qui la presentazione dello stato della ricerca e delle valutazioni IARC su Nature: vedi). Leggi il seguito di questo post »