Fare di più con meno. Imperativo delle politiche culturali e di marketing territoriale dell’Unione Terre di Castelli

30 dicembre 2014

Una visita a Palazzo Te a Mantova (grandiosa opera di Giulio Romano: vedi, così come Palazzo Farnese di Caprarola lo è di Jacopo Barozzi) è l’occasione per riflette ulteriormente su musei e luoghi della cultura e sul marketing territoriale (in una fase in cui l’annunciata iniziativa di marketing territoriale finanziata dalla Fondazione di Vignola sconta qualche difficoltà). Palazzo Te ha avuto 151mila visitatori nel 2012, risultando al 54° posto nella graduatoria dei musei italiani (ultimi dati disponibili: vedi) – i musei di Bologna e Modena sono molto più indietro, per intenderci. E Mantova è una città importante dal punto di vista storico-culturale (grazie alla signoria dei Gonzaga: vedi), ma oggi conta circa 48mila abitanti (è più piccola di Carpi, Imola o Faenza). L’economia del turismo ha un rilievo importante per la ricchezza della città, tanto che le lesioni prodotte dal terremoto “modenese” del 2012 su alcuni importanti monumenti cittadini (in primis il Palazzo Ducale dove è ubicata la “camera degli sposi” affrescata da Andrea Mantegna: vedi) si è subito tradotto in una riduzione dei flussi turistici con conseguente allarme delle autorità cittadine (vedi). La città è nota anche per offrire da tempo uno dei festival più noti in ambito nazionale: il Festival della letteratura (vedi). Sono ingredienti simili, fatte le dovute proporzioni, a quelli che compongono l’offerta culturale principale delle “Terre di Castelli” (una Rocca del XV secolo con 30mila visitatori; un PoesiaFestival che si va affermando in ambito regionale, ma che è tuttora in cerca di pubblico anche dopo la decima edizione: vedi; un museo dell’aceto balsamico a Spilamberto con circa 12mila visitatori all’anno). Ma è ragionando sulla competizione tra territori (in termini di offerta “culturale”) che dovremmo ottenere stimoli per “fare di più con meno”. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »

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Il manierismo di Giulio Romano nel Palazzo Te a Mantova

29 dicembre 2014

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Palazzo Te a Mantova, opera di Giulio Romano, pittore ed architetto della prima metà del ‘500, è conosciuto soprattutto per le decorazioni e gli affreschi degli interni (la camera dei giganti e la camera di Amore e Psiche sopra ogni altro). Ma è anche un esempio superbo di “manierismo” in architettura come illustra con efficacia Peter Murray in un noto libro di qualche tempo fa dedicato all’architettura del Rinascimento italiano (Peter Murray, L’architettura del Rinascimento italiano, Laterza, Roma-Bari, 1977: vedi). Una villa suburbana, a ridosso della città, dedicato all’onesto ozio del signore della città (come si legge nella camera di Amore e Psiche), il marchese Federico II Gonzaga (vedi), ed ai fastosi ricevimenti degli ospiti più illustri. Una villa per soggiorni diurni (non sono contemplate camere da letto) a breve distanza dal palazzo che i Gonzaga avevano in città. Leggi il seguito di questo post »


Percorso partecipato per Villa Trenti. Una valutazione

26 dicembre 2014

Il 4 ottobre scorso l’amministrazione Smeraldi ha dato il via ad un percorso partecipativo (“Partecipattiva”: vedi) per decidere l’utilizzo di Villa Trenti (vecchia sede della biblioteca comunale), dopo che la destinazione a sede degli archivi storici comunali era stata rigettata dai nuovi vertici della Fondazione di Vignola (vedi). Questo percorso si è poi concluso martedì 25 novembre con un voto del consiglio comunale che ha scelto, tra i tre progetti infine rimasti, il progetto numero 3 “Biblioteca/Centro culturale” (che in sostanza prevede l’uso del piano rialzato come ampliamento degli spazi, divenuti insufficienti, della biblioteca Auris, e la collocazione ai piani superiori di variegate attività culturali ad oggi definite solo in modo approssimativo). Trattandosi di un progetto “sperimentale” è bene analizzarlo con attenzione cercando di volgerlo anche in occasione di apprendimento. Mancano infatti modelli consolidati di rigenerazione della democrazia locale e dunque è normale scontare qualche incertezza nella fase iniziale. Per questo l’analisi critica e la valutazione di queste esperienze è importante. A chi, come il PD vignolese, esprime solo insoddisfazione bisognerebbe ricordare che perlomeno questa esperienza ha avuto “costo zero”, mentre la famigerata “Via della Partecipazione” dell’amministrazione Denti (vedi) era costata 23.868 euro (Gasparini consenziente). Leggi il seguito di questo post »


L’uscita dalla crisi economica diventi la vera priorità delle amministrazioni locali

13 dicembre 2014

Illuminante è il sito web della Provincia di Modena. Il tema della crisi economica e dell’aumento della disoccupazione non compare! Nella home page non c’è nulla che faccia pensare che stiamo vivendo la crisi economica più drammatica da ottant’anni a questa parte. Amministratori tutt’altro che depressi (vedi) vogliono forse evitare un’ulteriore “depressione” dell’umore dei cittadini? Eppure la crisi è ancora qua e, come sappiamo da tempo, colpisce soprattutto i giovani (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Innovazione, una via obbligata per avere un servizio di trasporto pubblico ferroviario di qualità!, di Maurizio Quartieri

7 dicembre 2014

È trascorso oltre un decennio dalla riapertura della linea ferroviaria Bologna-Vignola, anni caratterizzati da performance del servizio spesso insoddisfacente (il giudizio vale certamente per aspetti come puntualità, affidabilità e informazione a terra), con inevitabili e pesanti disagi per l’utenza, ai quali l’associazione “In prima classe per Bologna-Vignola” ha cercato negli ultimi anni di dare voce (l’associazione è attiva dal 2009). Nel corso della sua attività l’associazione ha sempre sostenuto che solo con l’innovazione era possibile elevare lo standard qualitativo del servizio della Bologna-Vignola ai livelli delle migliori realtà europee (ma anche in Italia ci sono esempi di buon servizio). La legittimità delle denunce e delle richieste dell’associazione utenti ha trovato riscontro nelle scorse settimane sia nei dati preliminari sulle performance del servizio nel 2014, sia in alcune innovazioni che interesseranno anche la nostra linea già nei prossimi mesi. Ma andiamo con ordine. Leggi il seguito di questo post »


Riparte il carrozzone del PSC: si farà un salto di qualità?

4 dicembre 2014

Riparte il carrozzone del PSC dell’Unione Terre di Castelli o, più precisamente, dei cinque comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola. Oggi si è tenuto un incontro tra i cinque sindaci, qualche assessore all’urbanistica ed i tecnici. Questa sera a Savignano, in un’iniziativa promossa da SEL di questo territorio in collaborazione con la Lista dei cittadini di Savignano, una discussione sul tema (ed in particolare sulla mobilità) animata dall’arch. Lorenzo Carapellese (pdf). Bisogna subito dire che non c’è da invidiare gli amministratori dei cinque comuni chiamati a trovare il bandolo di una matassa alquanto ingarbugliata: trasformare in un prodotto di qualità una serie di documenti che oltre a soffrire della mancanza di una coerente visione (vedi) è nata obsoleta (per i lunghissimi tempi di gestazione) e lo diviene di più ogni giorno che passa (tanto da aver ricevuto osservazioni pesantissime da parte della Provincia: vedi; e prima ancora dalle liste civiche: vedi). Fare in fretta è dunque l’imperativo. Ma bisognerà anche “fare bene”. E per “fare bene” non c’è che una via: aggiornare il “documento strategico”, ovvero quel documento in cui è sintetizzata quell’unica visione che poi verrà declinata secondo specificità territoriali e anche sensibilità parzialmente differenti. Leggi il seguito di questo post »