PSC: sonori ceffoni dalla Provincia!

Il 28 gennaio scorso la Conferenza di pianificazione ha terminato i propri lavori, certificando, per così dire, che la conclusione dell’iter di approvazione dei documenti di piano (PSC e RUE) non solo non è affatto dietro l’angolo, ma non sarà neppure cosa semplice. E tutto ciò è strabiliante, visto che sul PSC si sta lavorando da più di otto anni, con una spesa superiore al milione di euro (vedi)! E’ il nostro Titanic, insomma. Una metafora adeguata della performance di un dispositivo di elaborazione guidato, in questa legislatura, prima da Daria Denti, poi da Carlo Bruzzi. Tra poche settimane, finita questa legislatura, il compito verrà passato ai nuovi amministratori. Non c’è da invidiarli. Dovranno provare a inserire più capacità di visione, dare coerenza ad impostazioni ed elaborati che hanno stratificato più interventi redazionali, riempire i buchi evidenziati puntualmente dagli enti partecipanti alla conferenza di pianificazione. Si rimane ad esempio impressionati dal lungo elenco di osservazioni e richieste di approfondimenti ed integrazioni formulato dalla Provincia di Modena. Sonori ceffoni.

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC: residenziale N2 Brodano (36.400 mq)

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC: residenziale N2 Brodano (36.400 mq). Ma non si era detto “stop al consumo di territorio non compromesso”?

[1] Ci sono tre dati che emergono in modo inequivocabile in questo finale di legislatura guardando allo stato di elaborazione del PSC (Piano Strutturale Comunale, o meglio interComunale, visto che riguarda cinque comuni: Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola):

  • i lunghissimi tempi di redazione;
  • la tutt’altro che eccelsa qualità del piano e dei documenti che lo compongono;
  • la pessima “qualità” del processo di partecipazione (un obbligo di legge dopo l’approvazione della legge regionale n.6/2009: vedi).

E’ giusto chiamare gli attuali sindaci (in primo luogo quelli targati PD, al comando del procedimento e/o dell’Unione: Daria Denti, Francesco Lamandini e Carlo Bruzzi) a rendere conto di questa triste performance. Sull’atto di pianificazione territoriale più importante per costruire il futuro di questo territorio (i prossimi 15-20 anni) la politica locale targata PD ha sinora mancato ogni obiettivo. Sarebbe necessario partire da qui per una riflessione. In ogni caso l’impressione che si ricava da questa vicenda è un’impressione di progressivo scollamento, di crescita dell’entropia progettuale, di abbassamento della qualità del progetto (per quanto riguarda i contenuti e la mancanza di una visione forte rimando al documento di valutazione critica delle liste civiche del territorio: vedi).

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Ca' de Lazzarini, a Brodano - foto del 5 agosto 2013)

Il PSC prevede per Vignola altri 77.400 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Ca’ de Lazzarini, a Brodano – foto del 5 agosto 2013)

[2] E’ assolutamente strabiliante il fatto che nel corso di un’intera legislatura i cinque comuni interessati non siano riusciti a completare l’iter di approvazione del nuovo PSC, un atto di pianificazione territoriale in ballo dal 2005. Non si è riusciti ad arrivare neppure all’adozione del piano! E neppure all’approvazione dell’accordo di pianificazione!! E’ il segno della incapacità di gestire un processo, certo complesso, ma che la maggior parte dei comuni di questa regione ha già portato a termine senza troppe difficoltà (231 comuni su 340 hanno approvato o adottato il PSC, lo strumento di pianificazione territoriale introdotto dalla legge regionale n.20/2000: vedi). Per l’Unione Terre di Castelli, dunque, non sono bastate due legislature per venire a capo del PSC! Probabilmente nessuna realtà, in regione, ha impiegato tempi così lunghi sul proprio PSC (anche intercomunale), peraltro senza arrivare ancora all’approvazione! Il mancato completamento dell’iter di redazione ed approvazione del PSC entro questa legislatura, dopo più di 8 anni di “lavori” (sic), espone al rischio di rimettere in gioco parti dei documenti di piano in conseguenza dell’ulteriore perdita di omogeneità politica, non improbabile dopo le elezioni comunali del 25 maggio 2014. Lo vedremo tra qualche mese. Ad oggi sappiamo comunque con certezza che, in ogni caso, non si arriverà all’approvazione del PSC prima del 2015. Lo si afferma anche nella Relazione Previsionale e Programmatica che accompagna il bilancio di previsione 2014 del comune di Vignola (p.33): “Sempre in coordinamento con le attività dell’Unione, il 2014 e credibilmente i primi mesi del 2015, vedranno il Comune di Vignola impegnato nella redazione ed adozione del proprio PSC e RUE, nella loro veste più prettamente strumentale. A fine gennaio si concluderà la Conferenza di Pianificazione, avviata nel settembre dell’anno scorso (2013) alla quale farà seguito, previo passaggio consiliare, la stipula di un auspicato Accordo di Pianificazione tra i 5 Comuni dell’Unione / PSC e la Provincia. Tale Accordo, se raggiunto, costituirà la premessa della redazione del vero e proprio PSC e RUE, che potrà in tal senso essere Adottato, stante la pausa per il programmato rinnovo amministrativo, sul finire del 2014, ovvero primo semestre del 2015, ipotizzando pertanto una sua definitiva approvazione nel corso del 2015. Ad ognuna di questi importanti steps, si dovrà accompagnare, ovvero continuerà, il percorso partecipativo intrapreso dal Comune, al pari di tutta l’Unione (5 Comuni) per il dibattito, confronto e con la cittadinanza, espressa dalle sue componenti sociali e culturali, sulle scelte di volta in volta maturate nei passaggi sopra descritti. Le linee guida già tracciate col Documento Preliminare, per quanto condivise nel citato Accordo, troveranno pertanto nel proseguo di questi anni sempre più definizione in ciò che costituiranno i veri e propri nuovi strumenti di pianificazione.

Porzione relativa a Vignola della "Carta di assetto del territorio", uno dei documenti del PSC. Riporta, tra le altre cose, anche il "nuovo territorio rurale urbanizzabile" che per Vignola sono 18,9 ha.

Porzione relativa a Vignola della “Carta di assetto del territorio”, uno dei documenti del PSC. Riporta, tra le altre cose, anche il “nuovo territorio rurale urbanizzabile” che per Vignola è pari a 18,9 ha (poi ridotto a 7,74 ha a seguito delle osservazioni della Provincia).

[3] La lettura dei due “pareri” redatti dai tecnici della Provincia di Modena (e consegnati in occasione delle sedute della Conferenza di pianificazione, rispettivamente dell’8 novembre 2013 e del 28 gennaio 2014) consente una puntuale ricognizione dei problemi relativi ai documenti sin qui predisposti per il PSC dei 5 comuni. Si deve innanzitutto rilevare che i lavori della Conferenza di pianificazione sono stati aperti pur senza disporre dell’intera documentazione prevista. Mancava la documentazione inerente il tema dell’insediamento storico (presentata successivamente). Inoltre il Quadro conoscitivo non era aggiornato in molte sue parti (era stato deciso di lasciare quello abbinato al Documento preliminare approvato nel settembre 2008: vedi). E già questo è singolare, visti i lunghissimi tempi di elaborazione e rielaborazione e le ingenti somme spese per la progettazione (vedi)! Ugualmente per la Valsat, la Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale, si rileva la necessità che essa “segua un percorso di confronto e di progressivo affinamento”. Oltre a ciò, tuttavia, i tecnici della Provincia rilevano incongruenze tra i documenti di piano ed il PTCP (pianificazione sovraordinata) ed anche incongruenze tra gli stessi documenti di piano! Non sono adeguatamente evidenziate le interconnessioni tra Documento strategico, Documento preliminare e Schema di assetto strutturale (Osservaz. 8/11/2013, p.14). Altre osservazioni sono tutt’altro che formali, come quando si osserva che “è evidente la discrasia tra le indicazioni del Documento strategico (stop al consumo di suolo), quelle del Documento preliminare (consumo di suolo massimo del PTCP 36 ha) e quello dello Schema strutturale (nuovo territorio urbanizzabile 68 ha) che, oltre ad evidenziare un problema di congruenza interna dei documenti necessari alla formazione del PSC, portano ad individuare un problema di conformità rispetto al sovra ordinato PTCP” (Osservaz. 8/11/2013, p.17). O quando si rileva che sono presentate visioni strategiche contraddittorie circa la rilevanza del settore turistico (Osservaz. 8/11/2013, pp.20-21). O quando viene messo in discussione il calcolo del fabbisogno di edilizia residenziale (Osservaz. 28/01/2014, pp.2-4). E così via. Molte di queste osservazioni critiche insistono su snodi già rilevati come problematici ad una lettura dei documenti di piano fatta dalle liste civiche di Vignola, Spilamberto e Savignano (vedi).

Il presidente dell'Unione Terre di Castelli, Daria Denti, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all'incontro pubblico sul PSC a Vignola (foto 30 gennaio 2013)

Il presidente dell’Unione Terre di Castelli, Daria Denti, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all’incontro pubblico sul PSC a Vignola (foto 30 gennaio 2013)

[4] Il terzo “fallimento” attiene al percorso di “ascolto strategico e partecipazione” di cui si è dato conto su questo blog con numerosi commenti (per una sintesi: vedi). Se si pensa che nel corso di più di otto anni di lavoro sul PSC non si è riusciti (ma sarebbe più corretto dire non si è voluto) ad organizzare un vero ed efficace percorso di partecipazione alla redazione del PSC, risulta chiaro il fallimento politico di queste amministrazioni. In realtà, solo che lo si fosse voluto, c’era tutto il tempo, oltre che metodologie e tecnologie di lavoro adeguate, per coinvolgere cittadini e realtà sociali ed economiche sin dalla predisposizione del Quadro conoscitivo (adottando un approccio di tipo wiki) e poi per elaborare la visione strategica che deve sorreggere l’attività di pianificazione, con la messa a disposizione di dati ed informazioni (cosa che non si è voluto fare, basta guardare a quanto è “povero” il sito web del PSC: vedi) e con la realizzazione di adeguati momenti di approfondimento e di confronto sui nodi critici. Comunque, le osservazioni della Provincia mettono una pietra tombale su questo pessimamente concepito e poi organizzato percorso di “ascolto strategico e partecipazione”, che pure è costato più di 84.000 euro di risorse della collettività (vedi). Vi si trova scritto, infatti, che “il Documento preliminare si conclude con una dettagliata sintesi dei risultati del processo di ascolto. A valle di tale sintesi non si ritrova però, come invece sarebbe naturale, alcuna proposta o indicazione di quali politiche si porranno in campo per recepire i temi trattati, spesso di rilevanza affatto trascurabile, prima nel Documento preliminare e poi nel piano”. Insomma, una bella presa in giro. E’ quello che i partecipanti temevano.

PS Qui il testo delle osservazioni dei tecnici della Provincia di Modena: documento dell’8 novembre 2013 (pdf) e del 28 gennaio 2014 (pdf). Tutti i documenti ad oggi disponibili sul PSC sono nell’apposito sito web (vedi). Qui invece le osservazioni formulate dalle liste civiche Vignola Cambia, Lista dei cittadini – Insieme per Savignano, Spilamberto Solidarietà e ambiente (vedi).

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2 risposte a PSC: sonori ceffoni dalla Provincia!

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    In sintesi. Il non essere riusciti a concludere l’iter di approvazione del PSC è una grave inadempienza, aggravata dalla tribolata condizione in cui si ritrovano oggi i materiali del PSC. Insomma, una sconfitta politica. Questo è un dato di fatto inequivocabile. Ma ugualmente negativo è il giudizio se si guarda al cosiddetto percorso di “ascolto strategico e partecipazione”. Anche in questo caso chi ha seguito questo percorso da vicino ha potuto vedere chiarissimamente una cosa: nessun amministratore PD sa come “si fa” partecipazione. Nessuno che abbia dimostrato consapevolezza delle opportunità e dei limiti dei metodi partecipativi e delle modalità della “democrazia deliberativa”. E dunque progettazione e conduzione è stata appaltata per intero ai “tecnici” di Avventura Urbana. Con i risultati che tutti sappiamo.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nella polemica locale sul PSC provocata dalle dichiarazioni alla stampa della lista di cittadini Vignola Cambia (sui quotidiani locali nei giorni scorsi) è intervenuta pure la Provincia di Modena, con una dichiarazione dell’assessore Egidio Pagani (comunicato stampa n. 258 del 3 aprile 2014). Intervento irrituale. In genere la Provincia non si occupa di queste “beghe locali”. Ma non bisogna dimenticare che il presidente della Provincia è il PD Emilio Sabattini, sostenitore di Giancarlo Gasparini, candidato PD alla carica di sindaco a Vignola. A questo servono i partiti. 😦 Plausibilmente è stato lui a dare l’impulso per l’intervento del “suo” assessore all’urbanistica. Che in effetti è intervenuto per … non dire nulla. Ovvero per ribadire la lunga serie di prescrizioni che la Provincia stessa, tramite i suoi tecnici, ha dato per il PSC intercomunale di Vignola & C. Basta leggersi le dichiarazioni dell’assessore Pagani per vedere che non è affatto una smentita alle dichiarazioni di Vignola Cambia:
    http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=343&ID=121088
    Insomma, tanto le osservazioni al PSC fatte dalla Provincia, fatte in due riprese, quanto il comunicato dell’assessore Pagani consistono in un lungo elenco di osservazioni critiche, poi tradotte in prescrizioni, ovvero cose da fare per addivenire all’accordo di pianificazione tra i cinque comuni e la Provincia stessa. Solo che l’assessore Pagani non può trarre, dalla vicenda, quella conclusione “politica” a cui giunge ogni cittadino che guarda con onestà intellettuale alla vicenda: il PSC dell’Unione è politicamente un fisco! Innanzitutto per lo stato dei lavori e dei documenti prodotti (tutti da emendare, approfondire, integrare, perfezionare). In secondo luogo per le discrepanza presenti all’interno dei documenti (conseguenza di una strategia non chiara e di una non chiara visione del rapporto mezzi/fini). Infine per non aver saputo prima organizzare un adeguato percorso partecipativo, poi per non essere riuscita a valorizzare le elaborazioni che questo percorso ha comunque consegnato. Carlo Bruzzi, sindaco di Castelnuovo e assessore al PSC dell’Unione, prova dunque ad arrampicarsi sugli specchi, affermando che “non ha senso parlare di ‘bocciatura’” (Il Resto del Carlino, 4 aprile 2014, p.16). In realtà le osservazioni critiche della provincia sono talmente estese da richiedere un gran lavoro supplementare sui documenti di piano. Per cui l’adozione del nuovo PSC è stata spostata al 2015 (se tutto va bene)! Insomma, il PSC non gode di buona salute. E tutto ciò dopo cinque anni di “lavoro” (sic), ovvero un’intera legislatura! Se non è un fallimento politico questo!!!

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