L’opposizione nell’ombra a Spilamberto/2. Francesco Lamandini

31 marzo 2016

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Fonti bene informate segnalano che Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto, sta predisponendo un ulteriore attacco all’amministrazione Costantini. Dov’è la novità, chiederà qualcuno. Sembra che in questo caso ad essere preso di mira sarà uno o più assessori dell’attuale giunta. Con l’obiettivo di addivenire ad un rimpasto. A questo mirerebbe Lamandini – improbabile che riesca nell’intento (questa la mia prognosi). Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe commentare. Il PD è un partito-contenitore di diversi clan in lotta permanente l’uno contro l’altro per quello che ritengono essere “il potere”. Sempre meno è un luogo di elaborazione di idee, di produzione di nuove visioni, di confezionamento di progetti per rispondere ai bisogni della società. Eppure questo modo di fare (patologico) merita un commento. Viene spontaneo chiedersi perché un sindaco certo non brillante investa così tante energie per mettere i bastoni tra le ruote al suo successore. Ovviamente non ho la risposta. Ma non per questo rinuncio a porre la domanda. Ed a svolgere qualche considerazione. Leggi il seguito di questo post »


Rinnovare la democrazia rappresentativa. Spunti per amministratori locali dal pensiero di Pierre Rosanvallon

28 marzo 2016

Oggi la vera scommessa della democrazia non è il carattere democratico dell’elezione, ma il carattere democratico del governo” – sta in questa formula ad effetto, in questa sorta di paradosso, la forza della visione di Pierre Rosanvallon, politologo francese, docente al Collège de France (vedi), con numerosi libri sulla democrazia pubblicati dalla casa editrice Seuil (vedi). Da quasi quarant’anni è aperto il cantiere di una nuova teoria della democrazia che intende andare oltre alla concezione (canonica per lungo tempo grazie alla dominanza del pensiero di J.A.Schumpeter e dei teorici delle élites: vedi) della democrazia come semplice metodo di selezione delle élites di governo. Negli ultimi anni Rosanvallon ha offerto materiali importanti per questo “cantiere” (tra le opere più interessanti tradotte in italiano: Controdemocrazia. La politica nell’era della sfiducia, Castelvecchi, Roma, 2012: vedi). E’ uscito da poco in Francia un ulteriore contributo sul tema: Le bon gouvernement, Seuil, Paris, 2015 (vedi). Il nuovo libro è stato l’occasione per una recente intervista apparsa su la Repubblica (25 febbraio 2016: vedi). Chi vuole migliorare la condizione della democrazia nel nostro paese farebbe bene a dare un’occhiata. Riflessioni interessanti e spunti promettenti ci sarebbero anche per quegli amministratori locali interessati a dare maggior potere ai cittadini (come nel caso vignolese). Leggi il seguito di questo post »


Bambini in viaggio tra due Italie nel dopoguerra. Un documentario ne racconta la storia

27 marzo 2016
Manifestazione Fronte Democratico Popolare-1948

Manifestazione Fronte Democratico Popolare a Reggio Emilia nel 1948, con i bambini ospitati dal Sud Italia (foto dal sito web http://www.piva.it)

Tra il 1945 e il 1952 più di 70.000 bambini del Sud più svantaggiato furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord. Quei bambini presero in quegli anni il primo treno della loro vita, per lasciarsi alle spalle la povertà e le macerie del dopoguerra e vivere un’esperienza che non avrebbero mai più dimenticato. ‘Pasta Nera’ riporta alla luce uno dei migliori esempi di solidarietà e spirito unitario nella storia del nostro Paese” (vedi). Capita di imbattersi per caso in un documentario che racconta un fatto che oggi sembrerebbe impossibile, appunto l’accoglienza di decine di migliaia di bambini del Sud Italia da parte di famiglie del Nord Italia come gesto di solidarietà verso chi sta peggio. Il documentario – “Pasta nera” il titolo – è stato realizzato da Alessandro Piva (Salerno, 1966: vedi), dopo anni di ricerche storiche condotte assieme a Giovanni Rinaldi (che invece su quell’evento ha scritto un libro: I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie, Ediesse edizioni, Roma, 2008: vedi). Leggi il seguito di questo post »


La lunga crisi economica. E gli enti locali non sanno che fare

26 marzo 2016

Va dato merito alla CGIL del Distretto di Vignola (ed al suo coordinatore Giorgio Benincasa) di aver richiamato l’attenzione sulle difficoltà dell’economia nel territorio distrettuale. Gli enti locali (comune di Vignola incluso) evitano di parlare di crisi economica. E soprattutto di interrogarsi sul “che fare?”. Non fanno analisi, non raccolgono dati. Sanno poco. E per evitare di scoprire l’impoverimento economico del territorio che amministrano non si interrogano. Stupefacente vedere i consigli comunali, anno dopo anno, approvare i bilanci comunali senza un minimo di indagine conoscitiva su ciò che succede “là fuori” (vedi), nel tessuto produttivo del territorio, nei bilanci di larga parte delle famiglie, tra i più esposti alla crisi, i giovani (vedi). Eppure il paese è in evidente difficoltà: secondo l’ultima analisi di Prometeia “nel 2023 il reddito procapite degli italiani non avrà ancora recuperato i livelli del 2007, prima della crisi finanziaria globale” (Il Sole 24 Ore, 23 marzo 2013: pdf). Piccoli segnali di miglioramento nel mercato del lavoro (ma sempre reversibili), ma produttività che non aumenta. La Regione si posiziona sopra la media nazionale (e ci mancherebbe!), ma perde terreno rispetto alle regioni europee economicamente più forti. A livello nazionale vige il “marketing della speranza” del presidente del consiglio (idem a livello regionale). A livello locale le amministrazioni pensano che sia meglio non affrontare il tema. Troppo impegnativo. Leggi il seguito di questo post »


Lo strappo del velo (ancora su Blu e la street art), di Flavio Favelli

25 marzo 2016

Quello che non convince di Blu, di molta Street Art -Bansky compreso- e di tutta l’Arte che vuole essere Pubblica è che cercano una relazione con quello che avviene oggi e con quello che vuole idealmente – e a parole- la società. La loro poetica cerca sempre un qualcosa di reale, di attuale. L’opera di Blu, proprio come la saga-battaglia finale all’XM24, è popolare e usa un linguaggio immediato ed efficace per portarci nel grande conflitto del Bene contro il Male, della Giustizia contro l’Iniquità che soprende il passante nell’anonima periferia spesso abbandonata. L’arte così si posa su un muro scrostato o su un edificio emarginato e dialoga con la gente (anche se ci ha messo un po’ a capirla, come dice il presidente del quartiere Navile) che vede meglio attraverso le grandi pennellate della Street. Blu è popolare perché la sua arte è popolare, perché è nella strada, fuori dai palazzi e musei, e il suo significato, per sommi capi, è condiviso. Leggi il seguito di questo post »


Spostare le Due Torri, di Flavio Favelli

25 marzo 2016

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Nonostante l’allargamento di Via Rizzoli, le Due Torri non si vedono bene. Anche stando in mezzo alla strada, l’Asinelli è soffocata dai palazzi e la Garisenda è coperta: queste due grandi colonne arcaiche non si vedono in modo completo e pulito. Bisognerebbe spostarle. Leggi il seguito di questo post »


Cosa ci insegna Blu. E le conseguenze dell’amore per la città, di Ivano Gorzanelli

22 marzo 2016

Nei giorni scorsi l’artista internazionale Blu ha cancellato, aiutato da alcuni ragazzi del centro sociale bolognese XM24, alcune sue opere, murales dipinti sui muri di Bologna, in particolare nel quartiere Navile. Il gesto ha suscitato diverse polemiche e nasce come risposta a un’iniziativa dell’ex Rettore Fabio Roversi Monaco, presidente di Genus Bononiae. Musei nella città: (vedi), che ha portato a staccare dai muri, con o senza l’autorizzazione degli autori, murales e opere presenti a Bologna per documentare questo fenomeno in una mostra: Banksy & Co. L’arte allo stato urbano (vedi). Di fatto hanno musealizzato la street art e il mondo che le appartiene fissando su supporti opere pensate e destinate ad occupare luoghi e spazi della città. Leggi il seguito di questo post »