Disuguaglianza senza confini. Un testo di Ulrich Beck

6 marzo 2017

Disuguaglianza senza confini è il titolo di un libricino, pubblicato da Laterza nel 2011 (vedi), del sociologo tedesco Ulrich Beck, scomparso l’1 gennaio 2015 (vedi). Nato nel 1944, Beck divenne famoso nel 1986 con la pubblicazione del libro Risikogesellschaft, ovvero La società del rischio (Carocci, Roma, 2013: vedi). Era l’anno di Chernobyl e la particolare congiuntura richiamò l’attenzione su questo libro che interpretava la società moderna a partire dalla categoria di rischio (banalizzando: la consapevolezza che ciò che facciamo potrebbe produrre danni per qualcuno). Dunque non più società industriale o società capitalistica, ma società del rischio. Ambientale, economico, alimentare, medico, ecc. Una prosa fluida, accattivante, provocatoria aiutò la diffusione del libro che divenne un vero e proprio bestseller (in Germania e nel mondo anglosassone), dando popolarità all’autore. Disuguaglianza senza confini (57 pagine) riproduce la relazione introduttiva di Beck al congresso di sociologia su “Tempi incerti” nel 2008 a Jena. Anche se il testo non è recentissimo coglie con precisione alcuni processi in atto con cui dovremo confrontarci a lungo: il maggior dinamismo economico di paesi non occidentali e la perdita di posizioni della nostra economia, la disuguaglianza delle condizioni di vita su scala globale e gli effetti in termini di migrazioni; l’effetto del mutamento climatico in termini di rimescolamento tra disuguaglianza sociale e disuguaglianza naturale. Discorsi astratti, si potrebbe pensare. Invece interessano – dovrebbero interessare – anche le realtà locali. Anche gli amministratori comunali vignolesi (o chi si candida ad esserlo) dovrebbero cercare di aggiornare le  politiche ed i programmi di intervento all’interno di una siffatta cornice. Leggi il seguito di questo post »


Demografia 2016 a Vignola: un quadro stagnante

1 febbraio 2017

25.383 sono i residenti nel comune di Vignola al 31 dicembre 2016. Erano 25.353 un anno prima (31 dicembre 2015: vedi). Una crescita di 30 unità è una crescita zero. Anzi, molto probabilmente la popolazione è diminuita – considerando il fatto che il dato complessivo è gonfiato da un po’ di persone che risultano ancora residenti a Vignola, ma hanno da tempo lasciato la città (soprattutto tra gli stranieri che vanno all’estero ve ne sono diversi che non provvedono a comunicare il loro trasferimento). In ogni caso è la variazione più piccola intervenuta da vent’anni a questa parte. La crisi economica (che da dieci anni morde il paese) ha fortemente ridimensionato la capacità di attrazione di questa parte dell’Emilia (e dunque anche di Vignola). Stagnazione economica produce stagnazione demografica – così si commentava la situazione demografica 2015 e quella 2016 non è cambiata. Semmai è ancora più “stagnante”. Comunque, ecco l’aggiornamento 2016 dei principali dati demografici del comune di Vignola. Leggi il seguito di questo post »


Domenica 27 novembre al Teatro Fabbri di Vignola lo spettacolo “Invisibili” (e non solo)

22 novembre 2016

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Domenica 27 novembre, ore 16 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, Mohamed Ba (nato in Senegal, in Italia mediatore culturale ed attore: vedi) mette in scena “Invisibili“, uno spettacolo che ripercorre il cammino di due cittadini africani che cercano di sopravvivere agli incubi della povertà sognando una vita migliore dall’altra parte della barriera (vedi). Lo spettacolo sarà introdotto da “Al di là dei numeri“, il racconto della propria esperienza in un centro di prima accoglienza profughi (estate 2016 a Reggio Calabria: vedi), da parte di un gruppo di scout vignolesi (Clan La Quercia del gruppo Agesci Vignola 1). Leggi il seguito di questo post »


Pungoli ad una politica locale sempre più frastornata

21 ottobre 2016

Può mai essere considerata un’emergenza, per una regione come l’Emilia-Romagna, accogliere 10.000 persone in fuga? Può essere un’emergenza per Bologna accogliere mille persone? Dopo Caporetto, le famiglie dell’Emilia-Romagna accolsero 60.000 immigrati per tre anni, senza fondi dell’UE” – sono le parole sferzanti indirizzate agli amministratori locali da parte del direttore della Fondazione Migrantes della CEI sulla questione “profughi”, condivise dall’Arcivescovo di Bologna mons. Matteo Maria Zuppi (vedi). Ma non sono rimaste episodio isolato. L’Arcivescovo di Bologna è intervenuto anche su altre questioni pungolando la politica locale. “Sul contrasto alla povertà la politica è inadeguata e la Chiesa deve fare opera di supplenza” – una delle ultime dichiarazioni (vedi). E poi ancora sull’assenza di politiche per i giovani – prime “vittime” della perdurante crisi economica: “Verrebbe da dire che anche Bologna non è un paese per giovani anche se alcuni dati, come quello sui NEET, ci dicono che la situazione qui è migliore che altrove” (così giovedì 20 ottobre ad un convegno dell’Istituto Gramsci sui giovani a Bologna: vedi). Certo, per sentire parole del genere da parte della massima autorità della chiesa bolognese si è dovuto aspettare il nuovo arcivescovo (vedi), nominato nell’autunno 2015 da Papa Francesco. Insomma, non sono troppo ovvie neppure nella Chiesa del XXI secolo. Eppure nulla del genere si sente oggi nel mondo della politica, neppure dalle parti della cosiddetta sinistra. Leggi il seguito di questo post »


Che ci fanno 32 scout di Vignola a Reggio Calabria? Accoglienza profughi

12 agosto 2016

Domenica 31 luglio Clan e Noviziato del gruppo scout Agesci Vignola 1 (per intenderci i ragazzi più grandi, dai 16 ai 22 anni) sono partiti per la route estiva. 32 persone tra ragazzi e capi (tra loro anche mio figlio, un “ragazzo del ‘99”: vedi), destinazione Reggio Calabria. A fare servizio per una settimana a supporto del gruppo di volontari diocesani che accolgono i profughi convogliati nel porto della città. Profughi in carne ed ossa, non astratte immagini dei mass media. Profughi che giungono sulle coste italiane dopo un viaggio di qualche migliaio di chilometri e di qualche mese (in alcuni casi qualche anno), eventuale soggiorno nelle prigioni libiche (con violenze annesse), traversata del Mar Mediterraneo su improbabili barconi. Quelli che sopravvivono, insomma. Profughi che puzzano, soffrono, qualcuno con scabbia, qualcuno (pochi per fortuna) con tubercolosi. Profughi che parlano lingue diverse (a volte arabo, a volte francese, a volte inglese) e raccontano, se ne hanno voglia, la loro “avventura”. Uomini, donne. Ma anche tanti “minori non accompagnati” – più impegnativi da gestire. Esseri umani. Forse è meglio ricordarlo. Il caso ha voluto che lo stesso giorno, domenica 31 luglio, sulla Repubblica (edizione Bologna) una pagina intera ospitasse le dichiarazioni dei sindaci delle più importanti città dell’Emilia-Romagna. “Siamo al limite, tocca ad altri” – questo in sintesi il loro messaggio. Le solite “due Italie” – niente di nuovo. In cui i rappresentanti delle istituzioni non sono quelli che fanno la figura migliore. Vediamo perché. Leggi il seguito di questo post »


Una riflessione a partire dai fatti di Nizza, di Simone Pelloni

17 luglio 2016

È sempre difficile, e imbarazzante, rivolgere messaggi ufficiali di fronte a fatti come quelli di Nizza, che forse richiederebbero, più delle parole, un silenzio partecipato, seguito da riflessioni non destinate a esaurirsi nel breve periodo. Il rischio di scadere nella retorica, nelle frasi di circostanza abusate, è sempre in agguato. Dire che i fatti di Nizza mi hanno provocato un dolore umano immenso è scontato. Come è scontato che, per quel poco che conta, mi sento profondamente vicino alle vittime. Leggi il seguito di questo post »


Rapporto Istat sull’integrazione scolastica e sociale delle seconde generazioni. E a livello locale?

18 marzo 2016

Il 15 marzo scorso l’Istat ha pubblicato un breve report con i risultati di un’indagine sull’integrazione scolastica e sociale delle “seconde generazioni” (vedi), ovvero degli stranieri nati in Italia o arrivati da piccoli nel nostro paese. Il risultato è inequivocabile: nonostante l’impegno all’integrazione delle istituzioni scolastiche permangono significative disuguaglianze tra alunni italiani e stranieri. L’indagine, di ambito nazionale, ha coinvolto 1.427 scuole secondarie di I e II grado. Vale la pena richiamare alcuni dati emersi visto che, plausibilmente, un’indagine svolta a livello locale metterebbe in luce risultati non troppo dissimili. E’ significativo però che la carriera scolastica degli alunni stranieri non sia conosciuta a livello locale. Sembra quasi che si possa fare a meno di avere una conoscenza sistematica del fenomeno, confidando che le scuole del territorio siano in grado di svolgere al meglio una funzione di “integrazione” (ovvero di forte riduzione delle disuguaglianze, offrendo effettivamente uguali opportunità a tutti) – ma sappiamo che così non è, nonostante l’impegno di tanti docenti. Leggi il seguito di questo post »