Bici in treno: perché non si riesce a farne un’opportunità quotidiana?

31 marzo 2012

La Regione Emilia-Romagna e TPER (la nuova azienda nata dalla fusione di ATC e FER) lanciano l’iniziativa “La tua bici va in treno” partendo proprio dalla ferrovia Vignola-Bologna (vedi). Di cosa si tratta? In pratica viene assicurato il trasporto gratuito della bici sul treno. Attenzione però! L’offerta è valida solo nei giorni festivi, neppure per tutte le corse (solo 8 su 10; chissà perché sono escluse le corse serali), e solo dall’8 aprile al 3 giugno. Di fronte ad iniziative come queste provo sentimenti ambivalenti. Certo, da un lato apprezzo quest’opportunità di abbinamento di treno e bici. Dall’altro so bene che non è nulla di più di una “spruzzatina” di ambientalismo su un servizio che ancora oggi evidenzia nella quotidianità parecchie disfunzioni. Tra cui quello di un sistema assolutamente disincentivante all’abbinamento treno + bici, visto che: (1) i nuovi ATR220 non sono in grado di caricare più di 5 bici; (2) si deve comunque pagare un biglietto aggiuntivo; (3) occorre prenotare in anticipo per caricare la bici sul treno. Questo nei giorni “normali”.

Una bici caricata su uno dei nuovi treni ATR220, che però hanno solo 5 posti-bici (foto del 5 agosto 2011)

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Adesso se ne parla. La criminalità organizzata in provincia di Modena

28 marzo 2012

Solo ora ci rendiamo pienamente conto che la criminalità organizzata è riuscita ad infiltrarsi ed a mettere solide radici nella nostra provincia. L’iniziativa mira a chiarire come operino oggi i clan a Modena e come sia possibile arginarli”. Questo il sottotitolo della conferenza su “La criminalità organizzata a Modena” tenutasi alla Camera di Commercio di Modena, lunedì 26 marzo. L’iniziativa, promossa dall’Unione Comitati dei Cittadini per la Sicurezza, ha visto relatori Vito Zincani, Procuratore della repubblica di Modena, Maurizio Torreggiani, Presidente della Camera di Commercio di Modena, Amedeo Pazzanese, Dirigente Squadra Mobile di Modena, Stefano Santachiara, Giornalista de “Il Fatto Quotidiano” e Roberto Adani, sindaco di Vignola negli anni 1999-2009. Il primo dato riconosciuto dai relatori è che “ora se ne parla”. Con meno timore e con meno pudore che in passato. E questo è salutare. Riconoscere pubblicamente l’esistenza del problema è il primo requisito per affrontarlo con successo. Solo qualche anno fa non era così. Leggi il seguito di questo post »


Dieci anni di politiche locali sugli asili nido. Un bilancio ed uno sguardo al futuro

25 marzo 2012

Giovedì 22 marzo una seduta del consiglio dell’Unione Terre di Castelli è stata dedicata ai servizi per la prima infanzia. Potremmo anche dire semplicemente “asili nido”, visto che le altre tipologie sono praticamente scomparse (è rimasto un “centro giochi” a Vignola, presso il nido Barbapapà, ed uno “spazio bambini” a Castelnuovo). Circa 120 i partecipanti, nella quasi totalità educatrici o genitori. Dieci anni di gestione degli asili nido da parte dell’Unione Terre di Castelli è un traguardo importante. E’ giusto dunque provare a tracciare un bilancio. E dico subito che condivido le valutazioni degli amministratori: l’esperienza è positiva. Forse si tratta del settore, tra quelli del welfare locale, che esibisce la performance migliore. Anche se la mancanza di una legge nazionale di sostegno economico agli enti locali per la gestione degli asili nido (che oggi gravano, per la parte non coperta dalle rette delle famiglie, esclusivamente sui bilanci comunali) costituisce un grave elemento di incertezza. Comunque, se guardiamo alla situazione locale vediamo una situazione di qualità e consolidata; un’offerta sostanzialmente adeguata (oggi un po’ in contrazione); un servizio particolarmente attento anche agli aspetti “relazionali”. Fronti su cui lavorare per il miglioramento ci sono, anche se la loro precisa identificazione meriterebbe un po’ di discussione pubblica. Vediamo dunque.

L'asilo nido "Cappuccetto Rosso", a Brodano, in costruzione (foto del 13 dicembre 2003)

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Discariche di rifiuti umani ai margini della città?

22 marzo 2012

E’ stato Zygmunt Bauman, sociologo, ad usare l’immagine dei rifiuti e precisamente dei “rifiuti umani” per rappresentare la condizione degli esseri umani scartati dalla “modernizzazione” – vite di scarto, appunto (vedi). Sottoprodotti delle migrazioni internazionali, ma non solo. Non c’è bisogno di andare molto lontano per incontrarli. Li si trova in qualche casa di campagna abbandonata. Li si vede nelle “baraccopoli” che continuamente sorgono, vengono sgombrate, si spostano, ri-sorgono ai margini della città. In questi giorni se ne sono accorti anche molti passeggeri del treno Vignola-Bologna. Tra la stazione di Casalecchio Garibaldi e quella di Casteldebole, nel Comune di Bologna, su una proprietà privata, un terreno abbandonato ed incolto, è rispuntata una tendopoli improvvisata, con “alloggi” fatti di cartoni e teli di nylon. Non si tratta necessariamente di clandestini. Di certo sono persone “ai margini”, “esseri umani scartati” perché al momento in “esubero”, “eccedenti”, sempre per usare le crude espressioni di Bauman.

Un riparo improvvisato nei pressi di Casteldebole, fotografato dal treno Vignola-Bologna (foto del 21 marzo 2012)

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Democrazia/1. Scongelare l’idea della democrazia rappresentativa

18 marzo 2012

Da un po’ di tempo c’è fermento nel campo della teoria della democrazia. Si è ridotta la presa della concezione egemone, quella che identifica la democrazia con la “democrazia rappresentativa” e quest’ultima semplicemente con la competizione elettorale tra partiti, limitando la partecipazione dei cittadini essenzialmente all’elezione dei propri rappresentanti (essendo questi chiamati a fare le leggi). Sono infatti emerse e cresciute altre concezioni, identificate da espressioni quali  “democrazia partecipativa” e “democrazia deliberativa” – espressioni che richiamano l’attenzione su aspetti del processo democratico in precedenza trascurati. Queste innovazioni teoriche stanno lentamente alimentando un certo numero di “sperimentazioni” (il “bilancio partecipativo” di Porto Alegre è il caso più significativo). Si tratta di esperienze sino ad oggi decisamente minoritarie, marginali, anche confuse. Ma questo fermento segnala l’insoddisfazione per una concezione di democrazia ritenuta troppo striminzita e testimonia della ricerca di nuove configurazioni. La crisi economica in atto ha messo in discussione l’egemonia liberista in economia. Qualcosa di analogo si registra sul fronte politico. Anche in questo ambito è oggi necessario chiedersi se davvero questa democrazia rappresentativa sia l’unica modalità di implementazione della democrazia o se, invece, questa supposta esclusività non sia ideologia. Nulla di meglio, per introdurre il tema, che una canzone di Giorgio Gaber, da lui magnificamente interpretata: Le elezioni (1976). Una condensazione malinconica di quella concezione della democrazia rappresentativa che vorrebbe lasciare all’elettore solo il potere di fare una croce sulla scheda elettorale e, magari, di … rubare la matita dalla cabina elettorale come sotterranea espressione di “protesta” nei confronti del sistema.

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A quando una vera politica sul verde urbano?

17 marzo 2012

L’amministrazione comunale ha disposto l’abbattimento di altri cinque alberi. Si tratta di cinque esemplari di Bagolari (nome scientifico Celtis australis), che si aggiungono ad una lunga lista di alberi abbattuti dall’amministrazione Denti. Questa volta è successo in via G.Matteotti, pochi giorni fa. Era programmato un intervento di potatura. Per cinque esemplari è arrivato l’abbattimento. Per chiedere spiegazioni Erio Ricchi e Maria Pia Corsini hanno ottenuto un appuntamento con il responsabile del verde pubblico del comune di Vignola, Stefano Zocca, e con l’assessore all’ambiente, Mauro Scurani. Sul blog della lista di cittadini Vignola Cambia trovate un resoconto di quell’incontro (vedi). Non commenterò. Mi preme proporre invece un paio di considerazioni a margine della vicenda. Sull’importanza di un’azione di informazione e sensibilizzazione sul tema “alberi in città” – che invece manca (colpevolmente). E sull’esigenza di adottare un “bilancio arboricolo” che misuri il capitale verde della città di Vignola e “rappresenti”, misurandolo, il contributo che esso fornisce alla qualità della vita in città. Entrambi aspetti trascurati dall’amministrazione Denti.

Uno dei 5 bagolari abbattuti qualche giorno fa in via G.Matteotti (foto del 9 marzo 2012)

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Dall’azione del Comitato NO impianto a biomasse Inalca uno stimolo agli amministratori locali anche per una reale trasparenza

13 marzo 2012

Più di cento persone hanno preso parte, venerdì 9 marzo a Spilamberto, all’assemblea pubblica promossa dal Comitato No impianto biomasse Inalca (vedi). Altrettante erano presenti all’incontro dell’1 marzo, questa volta a Castelvetro, sempre organizzato dal Comitato. Intanto il Comitato prosegue la raccolta di firme contro l’impianto: 2.500 firme sono quelle ad oggi acquisite. E’ in atto, insomma, un’importante azione di informazione e di mobilitazione dei cittadini. Sull’importanza dell’azione del Comitato abbiamo già scritto (vedi). Esso svolge una triplice azione: una funzione di “allerta”, ovvero di richiamo dell’attenzione della collettività su un progetto a cui sono associati elementi di rischio o pericolosità; una funzione di “mobilitazione”, ovvero di sensibilizzazione dei cittadini, invitati così a cercare informazioni ed a farsi un’opinione su un tema controverso; una funzione di “produzione” di informazioni, dati, argomenti da opporre al progetto, utilizzando i canali istituzionali (le “osservazioni” al “procedimento unico” attivato in sede provinciale – la fase di raccolta delle osservazioni termina l’1 aprile 2012). E’ significativo che in queste ultime settimane l’azione del Comitato sia stato apprezzato non solo dai cittadini, ma anche dagli amministratori. Ho personalmente ascoltato l’apprezzamento del sindaco di Castelvetro, Giorgio Montanari: “Il Comitato sta facendo un buon lavoro” (così nella seduta della commissione consiliare del 21 febbraio, poi ripetuto nell’assemblea dell’1 marzo). Ed anche il 9 marzo, a Spilamberto, tanto il vicesindaco Daniela Barozzi, quanto il consigliere comunale PD Marco Villa hanno ringraziato il Comitato per l’opera che svolge. Tutto bene, dunque? Forse sì. Ma forse proprio questa vicenda dovrebbe far interrogare gli amministratori locali sulla trasparenza dei processi decisionali delle amministrazioni che presiedono (o in cui queste sono coinvolte – ricordiamo che l’autorizzazione dell’impianto è di competenza della Provincia e che l’amministrazione comunale di Castelvetro è “solo” un “partecipante” alla conferenza di servizi). Su questo almeno una considerazione va fatta. Leggi il seguito di questo post »