A quando una vera politica sul verde urbano?

L’amministrazione comunale ha disposto l’abbattimento di altri cinque alberi. Si tratta di cinque esemplari di Bagolari (nome scientifico Celtis australis), che si aggiungono ad una lunga lista di alberi abbattuti dall’amministrazione Denti. Questa volta è successo in via G.Matteotti, pochi giorni fa. Era programmato un intervento di potatura. Per cinque esemplari è arrivato l’abbattimento. Per chiedere spiegazioni Erio Ricchi e Maria Pia Corsini hanno ottenuto un appuntamento con il responsabile del verde pubblico del comune di Vignola, Stefano Zocca, e con l’assessore all’ambiente, Mauro Scurani. Sul blog della lista di cittadini Vignola Cambia trovate un resoconto di quell’incontro (vedi). Non commenterò. Mi preme proporre invece un paio di considerazioni a margine della vicenda. Sull’importanza di un’azione di informazione e sensibilizzazione sul tema “alberi in città” – che invece manca (colpevolmente). E sull’esigenza di adottare un “bilancio arboricolo” che misuri il capitale verde della città di Vignola e “rappresenti”, misurandolo, il contributo che esso fornisce alla qualità della vita in città. Entrambi aspetti trascurati dall’amministrazione Denti.

Uno dei 5 bagolari abbattuti qualche giorno fa in via G.Matteotti (foto del 9 marzo 2012)

[1] Questa legislatura, a Vignola, è iniziata discutendo del valore degli alberi. Era l’estate 2009. Mi riferisco al progetto di sistemazione di via Libertà che, secondo il progetto lasciato in eredità dall’amministrazione Adani, avrebbe comportato l’abbattimento di metà dei 172 alberi (quasi tutti tigli) della via. A quel progetto si oppose l’iniziativa “Non il mio nome”, promossa da Stefano Corazza (vedi). L’amministrazione Denti imbastì allora un “percorso partecipato” per progettare l’intervento di sistemazione di via Libertà e di via Barella, ponendo come tema di valutazione ai cittadini il destino di quegli alberi. Fu l’esperienza di “Via della partecipazione”, assolutamente deludente (vedi). Nonostante le indicazioni dei cittadini – “salvare il più possibile gli alberi” – l’amministrazione decise di fare diversamente, abbattendo tutti e 27 i tigli di via Barella (vedi). Su via Libertà, oggi ancora in attesa della risistemazione due anni e mezzo dopo (sic), si prevedono ulteriori abbattimenti (25-27 alberi), mentre in una prima fase l’amministrazione, per voce del vicesindaco Montanari, aveva assicurato che sarebbero stati abbattuti solo 7-8 alberi (quei pochi in condizioni precarie di salute o più impattanti sulle proprietà dei privati) (vedi). Nell’estate del 2009, inoltre, l’amministrazione diede incarico di abbattere 56 alberi, ubicati lungo diverse strade cittadine. Da allora il motosega non si è più fermato: una quarantina sulla salita del “Gessiere” (vedi); 27 appunto in via Barella; 4 alla confluenza di viale V.Veneto su piazzetta Ivo Soli (vedi); 2 in testa a viale G.Mazzini (vedi); una trentina nell’area del dancing “al Ponte” (vedi); infine, ultimo episodio, 5 in via G.Matteotti. Gli alberi complessivamente abbattuti sono stati 160-170. Solo una minoranza di questi per ragioni di sicurezza.

Uno dei bagolari recentemente abbattuti in via G.Matteotti (foto del 9 marzo 2012)

La cosa singolare è che nonostante quasi tre anni di legislatura e 160-170 alberi abbattuti la domanda sul “valore di un albero” è ancora oggi senza risposta. Non voglio dire che tutti gli alberi abbattuti dovevano essere salvati. Voglio però dire che se ci fosse intelligenza politica questa opera di “manutenzione” del verde urbano verrebbe trasformata anche in un’occasione di educazione ambientale. Chi ha seguito le discussioni sugli alberi di via Libertà e via Barella sa bene quanto bisogno ci sia di apprezzare i servigi che gli alberi prestano ed il contributo che danno alla qualità della vita in città (vedi). Ciò nonostante nulla di tutto ciò è stato fatto dall’amministrazione Denti, evidentemente ritenendo che la celebrazione della festa degli alberi (ma sarebbe meglio chiamarla festa agli alberi: vedi) possa surrogare un’azione quotidiana di informazione e sensibilizzazione e di educazione ad una loro corretta manutenzione. Neppure una “procedura” di informazione alla cittadinanza è stata messa a punto in questi anni, pur a fronte di almeno 7 “missioni” di abbattimento. Una procedura per precisare che occorre fare un’informazione preventiva; che occorre dare conto del valore degli alberi che si toglie; che occorre informare sull’eventuale impegno alla ripiantumazione, così da mirare alla salvaguardia del “capitale” arboreo. E così via. E’ dunque assolutamente comprensibile che i cittadini ambientalmente sensibili percepiscano una certa doppiezza nell’operato dell’amministrazione Denti. E le indirizzino dunque anche qualche sberleffo (vedi). In passato avevo anche lanciato, provocatoriamente, l’idea di istituire una figura terza, una sorta di “difensore civico” del verde urbano e dell’ambiente che possa agire anche contro l’amministrazione (ma anche nei confronti dei privati). Ricordando che, se è vero che la posta in gioco delle società occidentali è lo stato dell’ambiente, del pianeta terra, forse qualche innovazione “istituzionale” di questo tipo andrebbe messa coraggiosamente in campo (vedi).

Una delle piantine recentemente messe a dimora, ed ora secca, nel Parco dei nuovi nati (foto del 17 marzo 2012)

[2] Nei casi di abbattimenti (molti ingiustificati, come abbiamo visto), l’amministrazione comunale ha cercato di giocare la carta delle “compensazioni”. Dicendo sostanzialmente: è vero che abbattiamo degli alberi, ma ne piantiamo dei nuovi da un’altra parte. Nuovi alberi, in effetti, sono stati piantati in via Barella. In questi giorni, inoltre, si sta completando la messa a dimora di circa 120 alberi nel parco di via di Mezzo. In aggiunta a ciò, si è ripreso ad adempiere alla norma di legge che prevede la messa a dimora di un albero per ogni nuovo nato (vedi).  I 278 alberi del 2009 ed i 260 del 2010 dovrebbero già essere stati messi a dimora (ma non v’é certezza) – una parte di questi nel Parco dei nuovi nati, che, come dice il nome, era stato concepito sin dall’inizio (negli anni ’90) per questa funzione. Sarebbe interessante, tuttavia, poter disporre di un vero “bilancio arboricolo”, visto che vengono abbattuti alberi di 40-60 anni e vengono piantumati giovani virgulti filiformi. Che, in assenza di adeguata irrigazione, hanno però vita breve, come successo a diverse piantine proprio del Parco dei nuovi nati (si vedano, a titolo d’esempio, le due foto scattate nel parco in questione). Essendo, tra l’altro, in “buona compagnia”, visto lo stato di estrema sofferenza, specie nel periodo estivo, di molti alberi dei parchi vignolesi (vedi).  Comunque, difficile pensare che un fuscellino di un metro d’altezza – questi sono gli alberi messi a dimora nel Parco dei nuovi nati – sia “equivalente” ad un tiglio di 40 anni abbattuto in via Barella o ad uno dei bagolari abbattuti in questi giorni in via Matteotti. Insomma, non sarebbe male, sia per l’amministrazione che per i cittadini, disporre di una “misura” del verde in città e del contributo che esso fornisce alla qualità della vita urbana.

Una delle piantine messe recentemente a dimora, ed ora secca, nel Parco dei nuovi nati (foto del 17 marzo 2012)

In effetti nel marzo 2010 l’allora ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo presentò al Consiglio dei Ministri un disegno di legge sul verde urbano. I contenuti erano interessanti e condivisibili. Riporto le questioni essenziali, a partire dalla premessa dove sta scritto: “un singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Inoltre, gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono farci risparmiare sino al 10% del consumo energetico.” Tra le altre cose il disegno di legge impone ai comuni di rendere pubblico, due mesi prima della fine del mandato del sindaco, il “Bilancio arboricolo del Comune”, evidenziando lo stato del verde pubblico a fine mandato in rapporto alla “dotazione” ricevuta all’inizio. Questa forma di “rendicontazione” è davvero di grande interesse. Senza aspettare l’approvazione della legge – che plausibilmente non ci sarà – sarebbe buona cosa che il Comune di Vignola facesse proprio questo impegno alla rendicontazione del patrimonio e dello stato del verde pubblico.

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