Scritti di impegno incivile. Ugo Cornia al Circolo Ribalta

3 luglio 2013

In una gradevolissima serata al Circolo Ribalta lo scrittore modenese Ugo Cornia, incalzato da Ivano Gorzanelli, ha letto brani del suo ultimo libro: “Scritti di impegno incivile” (Quodlibet Compagnia Extra, Macerata, 2013, 14 euro: vedi). Il libro raccoglie 49 scritti di “impegno incivile”, che in realtà evidenziano una civilissima sensibilità. Innanzitutto quella di non assuefarsi a quelle assurdità che solo per il fatto di essere oggi propinate quotidianamente, spesso proprio da chi dovrebbe costituire l’élite del paese, corrono il rischio di diventare indistinto senso comune. La forza di questi brevi scritti è proprio quella di prendere sul serio pezzi del discorso quotidiano, ad esempio politico, e di sezionarli e guardarli al microscopio, con una sorta di scientifico e straniante distacco. L’effetto ironico è assicurato. Ma anche lo stimolo alla crescita della civica sensibilità.

Ivano Gorzanelli (a sinistra) con lo scrittore modenese Ugo Cornia, presso il Circolo Ribalta a Vignola (foto del 3 luglio 2013)

Ivano Gorzanelli (a sinistra) con lo scrittore modenese Ugo Cornia, presso il Circolo Ribalta a Vignola (foto del 3 luglio 2013)

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Biciclette a Vignola

7 maggio 2013
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Biciclette a Vignola, un set su Flickr.

Il ritardo della primavera ha trattenuto le bici appese al chiodo più a lungo che in passato. Ma nelle ultime settimane, anche a Vignola, è tutto un pullulare di biciclette. Sarebbe il momento giusto, questo, per lanciare iniziative di promozione dell’uso della bici. Se solo ci fosse un progetto da parte dell’amministrazione comunale. Ma non c’é. Leggi il seguito di questo post »


Una modesta proposta/9. Istituire la consulta comunale della bicicletta

3 maggio 2013

Vorrei essere smentito, ma non ricordo una sola azione significativa condotta dall’amministrazione Denti per la promozione dell’uso della bicicletta. In ciò l’amministrazione vignolese si muove in controtendenza, almeno rispetto alle città ecologicamente più attente (tra cui Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano, Bologna e Modena). Invece la promozione di un sistema alternativo di mobilità urbana è un obiettivo assai importante, per ragioni ecologiche, economiche e di salute. Non che non se ne parli nei documenti programmatici. E’ che, semplicemente, alle parole non seguono fatti. E le parole sono poi così generiche da fare dubitare che dietro ad esse ci siano idee vere. Ma se l’assessore alla “viabilità” (Mauro Montanari) o quello al “benessere” (Daniele Santi) non sanno che pesci pigliare, perché non mobilitare cittadini ed associazioni, ad esempio tramite una “consulta comunale della bicicletta”? Lo sta facendo proprio in questi giorni il comune di Bologna (vedi) e potrebbe essere il caso di seguirne l’esempio. Vediamo perché. Leggi il seguito di questo post »


Bici in treno: perché non si riesce a farne un’opportunità quotidiana?

31 marzo 2012

La Regione Emilia-Romagna e TPER (la nuova azienda nata dalla fusione di ATC e FER) lanciano l’iniziativa “La tua bici va in treno” partendo proprio dalla ferrovia Vignola-Bologna (vedi). Di cosa si tratta? In pratica viene assicurato il trasporto gratuito della bici sul treno. Attenzione però! L’offerta è valida solo nei giorni festivi, neppure per tutte le corse (solo 8 su 10; chissà perché sono escluse le corse serali), e solo dall’8 aprile al 3 giugno. Di fronte ad iniziative come queste provo sentimenti ambivalenti. Certo, da un lato apprezzo quest’opportunità di abbinamento di treno e bici. Dall’altro so bene che non è nulla di più di una “spruzzatina” di ambientalismo su un servizio che ancora oggi evidenzia nella quotidianità parecchie disfunzioni. Tra cui quello di un sistema assolutamente disincentivante all’abbinamento treno + bici, visto che: (1) i nuovi ATR220 non sono in grado di caricare più di 5 bici; (2) si deve comunque pagare un biglietto aggiuntivo; (3) occorre prenotare in anticipo per caricare la bici sul treno. Questo nei giorni “normali”.

Una bici caricata su uno dei nuovi treni ATR220, che però hanno solo 5 posti-bici (foto del 5 agosto 2011)

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Ladri di biciclette. Incentivare l’uso della bici nonostante i mariuoli urbani

23 agosto 2011

Mi hanno rubato la bicicletta. Non proprio a me, ma a mia figlia Sara. Chiusa con lucchetto, fissata alla rastrelliera, in centro a Vignola. E’ successo sabato 20 agosto, all’incirca alle 17. “Nel tornare a riprenderla mi accorgevo che, ignoti, durante la mia assenza, la avevano asportata.” Così ha messo per iscritto l’appuntato della Tenenza dei Carabinieri di Vignola quando abbiamo fatto denuncia del furto. Il fatto è che neppure quattro mesi prima lo stesso era successo alla bicicletta usata dall’altra figlia, Anna. Stesso copione: bicicletta chiusa con lucchetto, fissata alla rastrelliera davanti alla biblioteca Auris (lato di via C.Plessi), al momento di riprenderla non c’era più. In quel caso il brigadiere che ha raccolto la nostra denuncia ha “verbalizzato” così le dichiarazioni di mia figlia: “Sono stata vittima di furto in parcheggio incustodito generico.” Tutto vero, anche se in realtà il furto è stato compiuto sotto l’occhio “vigile” (?) delle telecamere installate a protezione della biblioteca. Sarebbe dunque bastato visionare le registrazioni per raccogliere qualche informazione sull’asportatore (il “ladro”, per usare un termine politicamente scorretto). Ma in biblioteca non sono autorizzati a farlo (ho telefonato per capire cosa potevo fare). Alla polizia municipale non hanno accesso diretto a quelle immagini (le immagini della biblioteca non fanno parte del sistema di videosorveglianza centrato sugli uffici della locale PM; certo questa può acquisire le registrazioni). Ai Carabinieri erano troppo indaffarati per occuparsene. Insomma, nonostante il furto sia stato “videoripreso” nessuno ha visionato le immagini e le indagini sulla bici rubata si sono fermate ancora prima di iniziare. Ordinaria (e piccola) burocrazia nei rapporti interforze. Leggi il seguito di questo post »


Una modesta proposta/6. Tolleranza Zoro con chi viaggia con bici+treno sulla linea Vignola-Bologna

29 maggio 2011

Sulle due più importanti linee ferroviarie gestite da FER Srl (la Bologna-Portomaggiore e la Bologna-Vignola) da lunedì 16 maggio è partita una sorta di campagna “tolleranza zero” nei confronti di chi non è in regola con i titoli di viaggio (FER Play, il nome della campagna: vedi). Ben fatto! Anche se la campagna mette un’enfasi eccessiva sul tema sicurezza (hanno assoldato anche alcuni “vigilantes” impiegati, temporaneamente, presso le stazioni) e lascia in ombra, invece, il tema delle facilitazioni necessarie per mettere tutti in condizione di acquistare ed obliterare il biglietto (faccio solo un esempio: la macchina emettitrice di biglietti alla stazione di Vignola è stata tolta un anno fa e poi mai più rimessa). Comunque su queste cose l’associazione degli utenti ha avanzato diverse osservazioni confidando che vengano recepite e tradotte operativamente con tempestività. In questo post mi vorrei però soffermare su un tema minore, a partire da un episodio di cui sono stato testimone in questi giorni, quando ad un utente presentatosi alla stazione (se ben ricordo Zola Comune) con la bicicletta è stato impedito di salire sul treno perché non aveva prenotato. Leggi il seguito di questo post »


Bici d’epoca a Vignola: una mostra di Luigi Paltrinieri. E qualche riflessione

3 aprile 2010

Il 20 giugno 1933 il commissario prefettizio, Avv. Favali, comunicava all’Unione Fascista delle Imprese di Bologna l’elenco dei possessori di licenza di deposito di biciclette a Vignola. Dall’elenco risultano assegnate 12 licenze, di cui 11 effettivamente “operanti”. Tra i possessori di licenza risulta anche Paltrinieri Aldo di Giuseppe, con deposito di biciclette in via G.B.Bellucci (all’angolo con via A.Plessi). Aldo era mio nonno. Nato nel 1908, a Vignola era meglio conosciuto con lo scutmai di “Geremia”. Suo figlio Luigi, figlio unico, classe 1931, chiamato Athos dagli amici, iniziò ben presto a lavorare nell’impresa di famiglia. Nel 1945, terminata la guerra, lavorava con suo padre nel deposito di biciclette di via Bellucci (se ben ricordo il deposito era in origine sul lato verso il centro, ma venne spostato sul lato opposto, verso Modena, visto che, assieme alla casa di mio nonno, era stato distrutto dai bombardamenti). Qualche anno dopo lo vediamo aprire un negozio di biciclette e motocicli poco distante, in via Alessandro Plessi n.4. Determinazione, etica del lavoro, grande forza di volontà gli hanno consentito di intercettare le opportunità dischiuse dal boom economico. Per quarant’anni ha fornito Vignola ed il territorio del distretto di biciclette, ciclomotori, motocicli e motocarri divenendo uno dei più apprezzati concessionari della Piaggio in Emilia-Romagna. Oggi nei locali in cui ha iniziato la sua carriera lavorativa – in via A.Plessi 4 – ha allestito una mostra di biciclette d’epoca e relativi accessori.

Il volantino della mostra (con Luigi Paltrinieri in un’immagine dei ruggenti anni ’50)

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