Almanacco ferroviario 2010/2. L’incubo del cattivo servizio sulla linea Vignola-Bologna

Risentito per le critiche che riceve con continuità dai pendolari, il presidente di FER Srl, Gino Maioli, ha snocciolato le cifre che dovrebbero testimoniare che va (quasi) tutto bene: “Sulla linea Vignola-Bologna, nel 2010 il 98% circa dei nostri treni è arrivato puntuale o con ritardi entro i 5 minuti.” (Gazzetta di Modena del 19 gennaio 2011, p.22). E bravo Gino! Ovviamente praticamente nessuno conosce il dato preciso e quindi non c’è tema di smentita. Questo è il bello della “modernità” di questa Regione. Che gli utenti – pur essendo coloro che pagano il servizio – non hanno nessuna possibilità di verificare la performance dell’azienda da cui acquistano i servizi (vedi). L’associazione degli utenti della linea (“In prima classe per Bologna-Vignola”) in realtà qualche dato ce l’ha. Fornito direttamente da FER. Non coprono l’intero anno 2010, ma sono sufficienti a comprendere qual è la performance. Si scopre così che i treni con ritardo superiore ai 5 minuti sono il 3,7%. A cui si aggiunge un altro 3,5-4% di treni soppressi. Cancellati. Insomma, se avete un appuntamento importante a Bologna, sappiate che viaggiare in treno non è proprio affidabile (nel 10% dei casi – un po’ meno in verità – non arrivereste per tempo). Per chi usa il treno per andare a scuola o al lavoro non è proprio il massimo. Sono i dati dei primi 6 mesi del 2010: 7.285 corse effettuate di cui 269 arrivate a destinazione con ritardo superiore a 5 minuti (in alcuni casi anche di mezz’ora). A queste, però, si aggiungono 272 corse soppresse (alcune per sciopero) ed altre 19 “soppresse parzialmente” (ovvero il treno viene fermato a Casalecchio, non arriva cioè alla stazione centrale di Bologna, e da lì vi dovete arrangiare). Questi sono i dati FER del primo semestre 2010. Nel secondo semestre la performance è peggiorata, visto che nel periodo estivo (luglio e agosto) sono state cancellate numerose corse (più di 100 in luglio) e che con il nuovo orario, in vigore dal 12 dicembre 2010, è cresciuta fortemente la percentuale di treni in ritardo, in conseguenza dell’attivazione della nuova fermata di Zola Chiesa. Sarebbe comunque bello (e segno di un servizio moderno in una regione civile) se FER Srl rendesse pubblicamente accessibili (es. via web) i dati sulla performance del servizio. Sino ad allora sarà opportuno non credere alle “patacche” del signor Gino.

Bus sostitutivo di un treno FER soppresso, presso la stazione centrale di Bologna (foto del 21 settembre 2010)

[1] Treni soppressi, treni in ritardo. Sono il primo indicatore della qualità del servizio. Ma non l’unico. Pulizia dei treni e delle stazioni; facilità nel procurarsi i biglietti; disponibilità di un moderno sistema di informazione dell’utenza (più volte annunciato, mai messo in funzione); prontezza ed efficienza dei bus sostitutivi le corse soppresse (per un episodio che testimonia del contrario: vedi); obliteratrici funzionanti e altro ancora. Sono questi gli altri elementi della qualità del servizio ferroviario. Che però è particolarmente bassa. E, soprattutto, non evidenzia segni di miglioramento. I dati sulla qualità del servizio – misurata semestralmente mediante una rilevazione delle “non conformità” su treni e stazioni del servizio regionale – sono imbarazzanti. Negli ultimi 5 anni sono inchiodati a percentuali di non conformità degne di paesi del terzo mondo (vedi). La linea Vignola-Bologna alza la media (delle non conformità!). L’esperienza di questi anni testimonia in modo inequivocabile che il “sistema qualità” non funziona. Ovvero, i controlli ispettivi consentono sì di rilevare, in modo sufficientemente puntuale le non-conformità (es. l’ascensore che non funziona alla stazione di Bazzano e di Crespellano), ma poi tutto finisce lì. Terminati i controlli non si innesca la fase del “miglioramento”. Ne consegue, dunque, che anno dopo anno le percentuali delle non conformità non si riducono affatto. E la Regione (il committente) che fa? L’impressione è che consideri FER srl un’azienda talmente “cotta” da non vedere altra possibilità che la sua soppressione, tramite la fusione con ATC Spa. Prima di esprimere un parere in merito bisognerebbe conoscere il piano industriale della nuova super-azienda della mobilità (l’impressione è che le ragioni del mettere insieme un’azienda ferroviaria ed un’azienda di autobus non siano così stringenti …). E’ comunque certo che se in questo passaggio verso la nuova azienda non si elabora un pensiero forte sui diritti degli utenti anche il passaggio da FER Srl alla nuova super-ATC non cambierà la qualità del servizio (fatto salvo la molto plausibile riduzione del numero delle corse soppresse in conseguenza della messa in funzione dei nuovi ATR 220 Pesa).

Ascensore per disabili presso la stazione di Crespellano. Non è mai entrato in funzione (foto del 5 febbraio 2010)

[2] Nel 2009 FER Srl ha avviato un importante cantiere per l’ammodernamento della linea. Ammodernamento che sarebbe dovuto avvenire subito dopo il ripristino del servizio (2003-2004), ma che è partito solo nel 2009. Nuovi impianti di segnalamento, nuove sottostazioni di alimentazione, completamento dell’elettrificazione della linea nel tratto Bazzano-Vignola, rifacimento del piano dei binari e sistemazione della stazione di Vignola. Una parte di questi lavori sono stati terminati nel 2010. Per altri – es. gli impianti di segnalamento – la fine è prevista per marzo 2011 (comunicazione di FER Srl all’associazione degli utenti, nel corso dell’incontro del 27 ottobre 2010). Nel 2011, dunque, la linea sarà pronta ad accogliere i nuovi treni elettrici. Accoglierà, invece, i nuovi treni diesel, gli ATR220 Pesa che, avendo meno posti a sedere degli attuali “catorci” costringerà un po’ di gente a farsi il viaggio in piedi. Il comfort migliora – ma solo per chi riesce a mettersi a sedere! Per i nuovi treni elettrici bisognerà attendere il 2013. O il 2014. Sincronismi svizzeri.

Passaggio a livello in via Livello a Vignola. Sono posizionati sul posto i nuovi dispositivi di azionamento delle sbarre. Tre mesi dopo non sono ancora installati (la foto è del 4 ottobre 2010)

[3] Fa parte del cantiere avviato lungo la linea nel 2009 anche la risistemazione della stazione ferroviaria di Vignola (vedi). O meglio, di quella parte di proprietà della Regione – visto che, invece, la parte di proprietà del demanio continua ad andare in rovina. Nel 2009, infatti, i tre edfici storici di proprietà demaniale sono divenuti pericolanti. Le nevicate dell’inverno, inoltre, hanno sfondato i tetti in più punti. Nell’ottobre 2009 il sindaco di Vignola, Daria Denti, ha quindi ordinato la chiusura del tratto di via N.Sauro adiacente alla stazione. Esattamente un anno dopo, nell’ottobre 2010, nuova ordinanza. Questa volta per intimare all’Ufficio del demanio, proprietario dei fabbricati, di “metterli in sicurezza”. Perché aspettare un anno per fare una ordinanza e poi dichiararla urgente? Mistero. Comunque, alla stazione di Vignola il cantiere di FER è stato terminato. Giusto in tempo per l’inaugurazione “all’italiana” del 12 novembre scorso (sono stati inaugurati i nuovi ATR 220, ma ad oggi nessuno è stato messo in servizio!) (vedi). Per l’occasione hanno pure tinteggiato l’edificio passeggeri (quello identificato come “stazione”). Ma non avendo ripristinato l’intonaco, c’è già qualche pezzo della tettoia che sta cadendo a terra. Inoltre, non avendo installato telecamere per la videosorveglianza, non sono passati 3 giorni (tre!) dalla ritinteggiatura che già compariva una bella scritta su una parete (“Chiara e Dani per sempre!”). Si attende la prossima manifestazione d’amore. La stazione è tuttora sprovvista di biglietteria automatica (che non verrà ripristinata, almeno nelle intenzioni di FER). Ma non trovate neppure l’indicazione delle rivendite dei biglietti a Vignola. Ed il pannello elettronico di informazione all’utenza non sempre va. E se va non sempre riporta le giuste informazioni (per due giorni consecutivi, ad esempio, ha ripetuto il messaggio sulla soppressione di una corsa!). Per fare economia non è stata messa la pensilina sul marciapiede del binario dove arriva il treno. E manca la segnaletica di ausilio alla mobilità dei non vedenti. Inoltre metà del piano terrà dell’edificio passeggeri sarà occupato dall’impiantistica ferroviaria, sottraendo quegli spazi preziosi ad attività sociali o commerciali (mentre il progetto di una stazione “di qualità” avrebbe consigliato di collocare l’impiantistica altrove) (vedi).

Scritte alla stazione di Vignola subito dopo la ritinteggiatura (foto dell'8 ottobre 2010)

[4] Dal 12 dicembre, entrata in vigore del nuovo orario 2010-2011, sono state cancellate diverse corse festive. E’ la conseguenza dell’opera di “razionalizzazione” attuata in conseguenza del taglio ai trasferimenti statali al trasporto pubblico locale. Il comune di Vignola, che pure vorrebbe sviluppare la propria vocazione turistica (?)(vedi), non ha avuto nulla da dire in merito. Al di là di questo, il nuovo orario ha visto l’attivazione di un’ulteriore fermata – Zola Chiesa. Si tratta della diciottesima fermata su 32,7 km. Zola Chiesa apre a poche centinaia di metri da Zola Comune (700 metri, secondo FER). E’ vero che serve un quartiere di 800 unità abitative e che dunque la dotazione di una fermata ferroviaria è ampiamente giustificata. Ma l’episodio testimonia dell’incapacità, manifestata sino a qui dagli enti locali, di pensare la linea nella sua unitarietà (anziché come sommatoria di “spezzoni” comunali) e di porsi come obiettivo una riduzione dei tempi di percorrenza (oggi pari a 60-62 minuti, a seconda della corsa) – un aspetto importante visto che tra qualche anno la linea ferroviaria subirà la concorrenza della “nuova bazzanese” (vedi). Tant’è che l’apertura di Zola Chiesa era programmata solo nel momento in cui, con l’entrata in servizio dei nuovi ATR 220 (un po’ più veloci), sarebbe stato possibile aggiungere questa nuova fermata (che assorbe pur sempre 2-3 minuti) senza allungare i tempi di percorrenza. Tuttavia la fermata di Zola Chiesa è in funzione dal 12 dicembre, mentre i nuovi treni ancora non si vedono. Con il nuovo orario, quindi, sono cresciuti vertiginosamente i treni in ritardo di 5, 10, 15 minuti. Studenti e lavoratori tenuti ad un orario preciso d’ingresso sono di nuovo in difficoltà.

Treno fermo alla stazione di Ponte Ronca per guasto al motore. Cinquanta passeggeri sono fatti scendere ed invitati a prendere l'autobus di linea (foto del 18 gennaio 2011)

[5] Assieme ai cantieri in corso, le notizie positive del 2010 contemplano anche l’emersione di un’associazione di difesa degli utenti (vedi). In effetti il 2010 è il primo anno intero dell’associazione degli utenti della linea Vignola-Bologna (“In prima classe per Bologna-Vignola”), che si è infatti costituita il 21 maggio 2009. Ha incontrato FER Srl alcune volte per essere informata sull’avanzamento del programma delle opere di ammodernamento e per segnalare i problemi della linea, ma senza ottenere grande considerazione. Ha anche incontrato tutti gli amministratori coinvolti nella linea (sindaci od assessori, gli assessori alla mobilità delle due province coinvolte, l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli) ed ha verificato la fragilità politica degli enti locali (incapaci di fare fronte compatto e chiedere con determinazione un “cambio di passo”), il loro scarso coordinamento (lo testimonia la vicenda della nuova fermata di Zola Chiesa, istituita senza considerare l’impatto sull’intera linea) ed anche la loro impotenza di fronte alle continue inadempienze di FER Srl. Oggi l’associazione si propone per rimettere in moto il processo di miglioramento del servizio (chiedendo di sperimentare l’Audit Civico come forma di controllo di qualità che coinvolge gli utenti in modo sistematico, non episodico), di pungolare gli enti locali a giocare con maggiore determinazione il loro ruolo, ma anche a continuare a segnalare a FER Srl i maggiori problemi riscontrati dagli utenti (quando serve anche a mezzo stampa). Dare continuità ad esperienze di tutela degli utenti e per il miglioramento del servizio significa oggi saper gestire le frustrazioni. Ma in queste forme di mobilitazione ci sono comunque margini per creatività ed apprendimento la cui portata è difficile definire a priori. A forza di “picchiare” potrebbe anche succedere di riuscire finalmente ad incidere sul servizio. Ottenendo qualche significativo miglioramento. Almeno questa è la speranza.

Moderno pannello segnaletico (sic) alla stazione di Vignola. Annuncia treni soppressi. Ma quali? (foto del 28 marzo 2010)

Un comunicato dell’associazione “In prima classe per Bologna-Vignola” è stato ripreso da L’Informazione di Bologna – Il Domani del 15 gennaio 2011 (pdf) e da Il Resto del Carlino – Bologna del 20 gennaio 2011 (pdf). A sua volta la Gazzetta di Modena ha promosso un’indagine sul servizio, presentata ai lettori il 19 gennaio 2011 (pdf).

One Response to Almanacco ferroviario 2010/2. L’incubo del cattivo servizio sulla linea Vignola-Bologna

  1. A.M. ha detto:

    Forse sulla Bologna-Vignola non sono entrati in servizio gli ATR220, ma sulla Suzzara-Ferrara in servizio ce ne sono ben 7!!!

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