Dehors a Vignola. Ancora un commento

28 marzo 2011

Da qualche giorno si è aggiunto un nuovo esemplare di dehor nel centro di Vignola. E’ il dehor del Bar Piccadilly, in via Minghelli 8. Il bar è ubicato all’angolo tra via Minghelli e via A.Plessi e, conseguentemente, il dehor  è collocato in prossimità dell’incrocio. Immagino che le norme del codice della strada siano rispettate anche se questa nuova creatura, indubbiamente funzionale agli interessi dell’esercente che ha così la possibilità di sviluppare la propria attività economica ed a quelli dell’amministrazione comunale che ottiene nuove entrate per l’occupazione del suolo pubblico, qualche intralcio al traffico lo crea (come crea qualche rischio per chi si ferma lì a sorseggiare una bibita od un caffè).

Il nuovo dehor del Bar Piccadilly, in via Minghelli (foto del 26 marzo 2011)

Intanto la vicenda del dehor del Bar Corso ha avuto una nuova fiammata, dopo che il vicino negozio “Calzedonia” (nella figura sia della proprietà dell’immobile, sia del titolare dell’esercizio) ha fatto ricorso al TAR contro il dehor, ritenendo la sua collocazione un elemento che danneggia l’attività commerciale. I due dehors si aggiungono a molti altri cresciuti da tempo in città. Spesso sfuggono alla nostra attenzione solo perché siamo assuefatti al cambiamento dei volumi e degli ingombri che essi hanno determinato in molte vie cittadine. In altre città, lo si ricordava nel post che ha dato il via al “dibattito” sul tema (vedi), i dehors sono divenuti oggetto di un apposito regolamento. Anche Vignola avrebbe fatto bene a dotarsi di un apparato di norme, pubblicamente dibattuto prima dell’approvazione, per cercare di coniugare al massimo sviluppo d’impresa, tutela del “paesaggio” urbano, sicurezza dei cittadini. Questo però non è avvenuto e l’amministrazione comunale non sembra sentirne la mancanza (inoltre va considerato che oramai la maggioranza dei bar ne ha uno). Non rimane dunque che qualche considerazione a posteriori, plausibilmente prive di risvolti pratici. Leggi il seguito di questo post »

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Trasporto Pubblico Locale sulla direttrice Vignola-Bologna: si tagliano le corse del bus 671, mentre per il potenziamento del servizio ferroviario ci sono ancora 2-3 anni da attendere.

25 marzo 2011

Novità importanti in vista, ma non tutte positive, per il trasporto pubblico locale (bus e treno) sulla direttrice Vignola-Bologna. Si manifestano i primi effetti del taglio ai trasferimenti decisi dal governo e prende il via la conseguente “razionalizzazione” del servizio da parte delle aziende gestrici (FER Srl e ATC Spa). Si comprende meno, invece, il disegno che le autorità locali (Regione, Provincia di Bologna e di Modena) hanno per il “sistema della mobilità” tra Vignola e Bologna. Risulta evidente, infine, il costo che tutti gli interessati, dai pendolari agli utenti saltuari, sono chiamati a “pagare” per i ritardi nell’adeguamento della linea ferroviaria Vignola-Bologna (ritardi di 4-5 anni, non di pochi mesi). Per intenderci. Entrano in funzione i nuovi ATR220 Pesa – ma non tutti e 4 i nuovi treni promessi (e si palesano subito pregi e difetti dei nuovi treni). Dall’1 aprile 2011 ATC sopprime diverse corse dell’autobus 671 (Vignola-Bologna). Dal canto suo FER aveva già provveduto a tagliare le corse nei giorni festivi con l’orario entrato in vigore il 12 dicembre 2010. Mentre dall’1 febbraio era scattato il rincaro dei biglietti (passato, per la corsa Vignola-Bologna, da 2,90 a 3,60 euro: + 24%). Può darsi che dietro a tutto ciò ci sia un disegno che punta a costruire un futuro migliore per la mobilità nell’area metropolitana di Bologna (e lungo la direttrice Vignola-Bologna). Se è così sarebbe buona cosa rendere trasparente tale disegno ad utenti e cittadini – cosa che invece non avviene. Proviamo qui a leggere cosa sta succedendo. Leggi il seguito di questo post »


Villettopoli nella campagna vignolese. Una relazione ufficiale su cosa è successo nel periodo 1998-2010

20 marzo 2011

Cos’è successo alla campagna di Vignola?” Questo il titolo di un post (vedi) in cui ho provato a raccontare le cause del progressivo processo di “cementificazione” della campagna vignolese. La situazione era stata “certificata” dagli studi preliminari del PSC: “nei vent’anni intercorsi dal 1987 al 2007 sono stati realizzati in territorio rurale circa 700 nuovi fabbricati a fronte dei 1300 preesistenti con oltre 100.000 mq di superficie coperta che si sono aggiunti ai 200.000 mq preesistenti. Questo mentre dal censimento agricolo del 1990 a quello del 2000 le aziende agricole si riducevano in numero da 530 a 440” (p.19 del Documento preliminare – Sintesi, luglio 2008). Dunque mentre diminuivano le imprese agricole, crescevano invece (e non di poco) le unità abitative in zona agricola, a testimonianza del fatto che il processo di “urbanizzazione” della campagna non ha nulla a che fare con lo sviluppo dell’agricoltura (che in effetti è in regressione da tempo). “Villettopoli” – secondo l’espressione dell’urbanista Pierluigi Cervellati – si è dunque diffusa anche nella campagna vignolese. Oggi, finalmente, disponiamo di una ricostruzione sufficientemente puntuale di ciò che è avvenuto. La relazione, predisposta dal direttore della struttura Pianificazione territoriale del comune di Vignola, è stata richiesta tramite una mozione presentata dalla lista di cittadini Vignola Cambia (approvata dal consiglio comunale di Vignola nella seduta dell’8 novembre 2010 – qui il testo in pdf). Eccone una sintesi ed alcune considerazioni – oltre al testo completo. Leggi il seguito di questo post »


Il piano della sosta del 2006. Perché non è stato approvato e perché resta indispensabile adottarne uno

18 marzo 2011

Nel corso del 2005 l’amministrazione comunale di Vignola commissionò a Saba Italia (vedi), la società assegnataria della gestione del parcheggio interrato di Corso Italia (il primo parcheggio interrato sotto una piazza in provincia di Modena; un intervento accompagnato anche da polemiche: vedi), la redazione di un nuovo “piano della sosta” per Vignola. Sino ad allora erano stati realizzati interventi importanti come il nuovo parcheggio di Corso Italia (209 posti auto interrati e 84 in superficie), la sistemazione a parcheggio dell’area della stazione ferroviaria, l’introduzione della sosta a pagamento su Viale Trento Trieste, Corso Italia e Piazza Carducci. Mancava però un piano organico e complessivo che affrontasse il tema della sosta a Vignola, con particolare riferimento al centro storico ed alle zone in prossimità. Lo studio venne terminato all’inizio del 2006 e fu quindi presentato in due incontri di maggioranza all’inizio dell’estate (il 29 giugno ed il 25 luglio). Dopo di allora scomparve dall’agenda politica. Confesso di non conoscerne il motivo preciso; posso dunque solo ipotizzare che al suo eclissarsi contribuì il “deteriorarsi” della maggioranza politica con il rimpasto di giunta dell’ottobre 2006 che vide “dimissionati” gli assessori Morselli (vicesindaco ed assessore alla mobilità e polizia municipale) e Orlando (assessore al bilancio e sanità), ma anche l’uscita dell’ottimo assessore Francesco Galli (con deleghe ai lavori pubblici, ambiente, agricoltura). E forse anche l’approssimarsi delle elezioni (che in genere sconsigliano gli amministratori dall’affrontare temi non proprio popolari). Comunque sia, il progetto di Saba Italia conteneva proposte interessanti ed alcuni limiti. E’ interessante rileggerlo ora, perché l’esigenza di una riorganizzazione della sosta delle auto (e più in generale, un ripensamento del rapporto tra auto e città e, dunque, della mobilità complessiva) è oggi anche più forte di allora. Solo che l’attuale giunta comunale risulta politicamente troppo fragile per gestire un tema così impegnativo (e che non assicura affatto un incremento dei consensi), oltre che priva di competenze e capacità di visione. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


L’Unione Terre di Castelli celebra (male) i 150 anni dell’Unità d’Italia

14 marzo 2011

Da oggi, 14 marzo, siamo a conoscenza del programma delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia dei comuni dell’Unione Terre di Castelli (qui il pdf), con le prime iniziative programmate per giovedì 17. A prima vista il programma sembra ricco, ma se si va oltre al dato quantitativo è difficile non rimanere un po’ perplessi. Basta infatti un’occhiata appena un po’ approfondita per rendersi conto che questa importantissima ricorrenza scivolerà via senza lasciare tracce significative sui cittadini di Vignola e dintorni (se non come lieve incremento del tasso alcolico nel sangue a seguito dei numerosi “aperitivi tricolore” organizzati –Vignola ha cominciato per prima il 18 febbraio; seguiranno, il 17 marzo, Guiglia e Savignano). E’ un peccato perché, al di là del fatto che, come ha osservato lo storico Emilio Gentile, “l’Unità d’Italia divide gli italiani” (il Riformista del 3 marzo 2011: vedi) – e ciò assai prima delle ostilità della Lega Nord (vedi), questa poteva essere l’occasione per promuovere un po’ di consapevolezza storica (bene assai raro) nei cittadini di questo territorio. In effetti dobbiamo riconoscere che anche il modo in cui celebriamo questi momenti importanti della nostra storia parlano di noi, di chi siamo e, soprattutto, di chi vogliamo essere. Vorrei dunque provare ad interpretare queste celebrazioni leggendole innanzitutto come un segno di debolezza politica. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Questionario ai cittadini: come previsto, un insuccesso.

12 marzo 2011

In diversi post ho argomentato circa la mancanza di idee chiare della giunta guidata da Daria Denti in merito alla partecipazione dei cittadini al governo della città. Man mano che il tempo passa crescono le prove a conferma di questa valutazione. L’ultima in ordine di tempo è relativa all’iniziativa “Question Time” – un questionario distribuito (?) ai cittadini per raccogliere opinioni in vista della predisposizione del bilancio di previsione 2011. Adesso è ufficiale: pochi questionari distribuiti, ancora meno quelli compilati e raccolti, completa mancanza di coordinamento sull’iniziativa tra i comuni dell’Unione, nessun utilizzo ai fini della definizione del bilancio di previsione. Poteva andare diversamente? Io propendo per il no. Per due ragioni: per manifesta incapacità della giunta ad affrontare seriamente il tema e perché strumento e metodologia scelta (questionario, indagine “non campionaria”) sono inadeguati rispetto alla finalità perseguita. Ecco un aggiornamento sulla vicenda. Leggi il seguito di questo post »


Il punto sull’Unione Terre di Castelli/2. Cresce la fragilità politica e l’opacità dei processi decisionali

7 marzo 2011

Qual è lo stato di salute dell’Unione Terre di Castelli? Va tutto bene, come sentenzia il presidente Francesco Lamandini? Oppure crescono, anche a causa dei nuovi amministratori e della perdita di “collante”, le fragilità, i nodi critici, le incapacità di elaborare e condividere visioni di alto profilo? Prosegue qui la riflessione sul tema a partire dalla relazione di accompagnamento al bilancio di previsione 2011. Leggi il seguito di questo post »