Questionario ai cittadini: come previsto, un insuccesso.

In diversi post ho argomentato circa la mancanza di idee chiare della giunta guidata da Daria Denti in merito alla partecipazione dei cittadini al governo della città. Man mano che il tempo passa crescono le prove a conferma di questa valutazione. L’ultima in ordine di tempo è relativa all’iniziativa “Question Time” – un questionario distribuito (?) ai cittadini per raccogliere opinioni in vista della predisposizione del bilancio di previsione 2011. Adesso è ufficiale: pochi questionari distribuiti, ancora meno quelli compilati e raccolti, completa mancanza di coordinamento sull’iniziativa tra i comuni dell’Unione, nessun utilizzo ai fini della definizione del bilancio di previsione. Poteva andare diversamente? Io propendo per il no. Per due ragioni: per manifesta incapacità della giunta ad affrontare seriamente il tema e perché strumento e metodologia scelta (questionario, indagine “non campionaria”) sono inadeguati rispetto alla finalità perseguita. Ecco un aggiornamento sulla vicenda.

Gehard Demetz, Be priest, 2010 (Artefiera, Bologna, 30 gennaio 2011)

[1] Dopo il flop del “bilancio partecipato” 2010 l’amministrazione comunale ha tentato una strada nuova in vista della definizione del bilancio di previsione 2011. Sarebbe interessante conoscere i ragionamenti sviluppati per scegliere la “strategia” (sic) di “partecipazione” dei cittadini in questo caso. Ma ovviamente l’amministrazione comunale non ha speso una parola per giustificare l’abbandono degli incontri di quartiere svolti l’anno precedente, seppur senza successo (in larga parte però attribuibile al modo maldestro in cui è stata organizzata l’iniziativa). Dunque non una parola di spiegazione del perché, al posto di incontri con i cittadini, quest’anno si è puntato tutto su un questionario. Diciamo subito che l’esito non è cambiato. Un insuccesso l’iniziativa per il bilancio 2010: scarsissima la partecipazione dei cittadini, né informati per tempo sugli incontri, né messi in grado di conoscere le regole del gioco (partecipare “conta” sì o no?). Un insuccesso ancora più grande l’iniziativa per il bilancio 2011: stampati circa 600 questionari (e perché poi solo 600, visto che gli adulti vignolesi sono circa 20.000?) ne sono stati distribuiti circa 400 (e qui si evidenziano già carenze organizzative – ovvero il fatto che neppure l’amministrazione credeva all’iniziativa). I questionari restituiti compilati sono in tutto 341. Significa l’1,7% dei residenti adulti vignolesi. Non si tratta, però, solo di un numero particolarmente basso per un’iniziativa di un’amministrazione comunale che vuole conoscere l’orientamento dei propri cittadini in vista della definizione dell’atto più importante dell’anno: il bilancio di previsione. Trattandosi di un campione “non rappresentativo” il valore informativo delle risposte a quei questionari è praticamente nullo, nel senso che non può essere preso “in rappresentanza” dell’intero universo dei ventimila cittadini vignolesi adulti. Ma non è neppure finita qui. Perché, al di là della rappresentatività delle risposte, il fatto è che, una volta acquisiti i 341 questionari questi sono stati messi in un cassetto e la redazione del bilancio di previsione è avvenuta indipendentemente dall’opinione dei 341 cittadini che, fiduciosi nei proclami dell’amministrazione, si sono presi la briga di compilare il questionario. L’iniziativa, inoltre, era stata annunciata come un’iniziativa messa in campo da tutti i comuni dell’Unione Terre di Castelli. Solo che è mancato anche il più elementare coordinamento per cui il comune di Vignola, che aveva urgente bisogno di “mettere una pezza” alla inconsistenza dei propri “percorsi partecipativi” ha svolto l’iniziativa tra il 19 dicembre 2010 ed il 5 gennaio 2011. Altri comuni – es. Spilamberto – hanno iniziato a far circolare i questionari solo a gennaio 2011 dicendo però che sarebbero serviti per costruire il bilancio di previsione 2012 (sic!). Altri comuni ancora hanno semplicemente lasciato cadere l’indagine tramite questionario, ricorrendo, per presentare e discutere le proposte di bilancio, ai tradizionali incontri con i cittadini.

Wayan Suja, Beyod Balinese Beauty#I, 2010 (Artefiera, Bologna, 30 gennaio 2011)

[2] Eppure questa “innovativa” forma di “partecipazione” (sic) dei cittadini alle decisioni più importanti del governo della città era stata annunciata in pompa magna, come fosse l’asso nella manica in grado di risolvere tutte le difficoltà (ed anche “contraddizioni”) della partecipazione (vedi). Era stata oggetto di un comunicato stampa (n.181 del 15 dicembre 2010), ampiamente ripreso dai quotidiani locali (qui il pdf). Era stato messo in testa nella pagina di apertura di Vignola Informa, la newsletter dell’amministrazione comunale (n.5, dicembre 2010). E lì si proclamava: “Continua [sic] il cammino di trasparenza e condivisione delle scelte avviato dall’amministrazione fin dal suo insediamento con un questionario da distribuire a tutta la cittadinanza [e ne avevano stampate 600 copie!] sul bilancio 2011. Cosa pensano i cittadini delle scelte dell’amministrazione? Ne condividono le priorità e le proposte per il bilancio 2011 [e come fanno i cittadini a sapere quali sono, visto che al momento della compilazione del questionario non erano dichiarate?]? Cosa vorrebbero per il futuro della città? Su queste tematiche l’amministrazione intende confrontarsi con i vignolesi per definire piani e strategie per il prossimo anno. (…) Per la prima volta, inoltre, la consultazione riguarda i cittadini di tutti e otto i comuni dell’Unione Terre di Castelli dal momento che alcune funzioni fondamentali, come i servizi sociali e l’istruzione, sono delegati all’Unione.” Abbiamo visto come è andata. Un insuccesso su tutto il fronte. Metodologia discutibile (vedi), conduzione dell’iniziativa terribilmente maldestra. Esito nullo. A riprova che sindaco, assessore al bilancio (Romina Bertoni, gran regista dell’operazione) e giunta non sanno minimamente come organizzare la partecipazione dei cittadini, come predisporre un vero “bilancio partecipato”, come coinvolgere – andando al di là di operazioni di facciata, rilevanti solo ai fini del marketing politico – i cittadini nelle scelte più importanti per il futuro di questa città (vedi). In sintesi: dilettanti allo sbaraglio (vedi).

PS Qui il questionario (pdf). E qui una valutazione critica in merito alla possibilità di usare tali strumenti ai fini della predisposizione del bilancio (vedi). Infatti un conto è conoscere opinioni, un conto avere e rilevare opinioni su una materia complessa come le scelte di bilancio, un conto prendere decisioni.

One Response to Questionario ai cittadini: come previsto, un insuccesso.

  1. mauro smeraldi ha detto:

    Caro Andrea,
    la mancanza di democrazia e di partecipazione è sicuramente una delle caratteristiche principali della nostra società. A tutti i livelli. Dal livello locale a quello nazionale. Se a questa mancanza unisci quella di informazioni attendibili su quello che succede in giro (vedi di recente rivolte nei Paesi Arabi) il cerchio si chiude. E’ la forza della società capitalista per impedire che i cittadini (o, come si diceva una volta, il popolo) possano essere consapevoli dei processi decisionali o addirittura parteciparvi. Certamente Berlusconi e i suoi sono abilissimi nel raccontare “balle” e nel gestire in solitudine i processi decisionali. Ma il problema è che, da tempo, anche la sinistra ha abbandonato l’uso degli strumenti democratici e (come più volte abbiamo detto) ha perso il contatto con i cittadini e non parla più con la gente.
    A Vignola si parla tanto di democrazia e partecipazione, ma tutte le decisioni vengono prese dai soliti pochi e quasi di nascosto (ricordi la vicenda del Teatro?) E anche quando il PD prova ad usare strumenti partecipativi (come incontri con i cittadini o referendum) fallisce clamorosamente.
    Credo che ricostruire un rapporto con la gente, ricercare una vera democrazia, ricostruire il senso di comunità, fare sentire tutti importanti, favorire comunque la partecipazione siano condizioni essenziali per costruire davvero qualcosa di nuovo. VIGNOLA CAMBIA ci sta provando. Ma è molto difficile, per tante ragioni, che l’esaminarle ci porterebbe troppo lontano. Dobbiamo però riconoscere che ai nostri ultimi incontri il numero dei partecipanti è diminuito e dobbiamo chiederci il perchè. Dobbiamo concentrare le nostre poche forze su questi aspetti, lasciando perdere i “giochi di palazzo e di alleanze” che ci hanno fatto solo perdere tempo.
    Ciao

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