Come fu che Vignola non ebbe la torre di 52 metri

28 agosto 2009

Nel corso del 2008, per tre-quattro mesi, la città di Vignola ha corso il “rischio” di veder autorizzare la costruzione di una “torre” residenziale alta 52 metri nell’area ex-Enel (vedi su Google Maps). Se consideriamo che il campanile di Vignola è alto 54 metri risulta evidente l’importanza dell’opera ed il suo impatto (comunque lo si valuti). Questo episodio di trasformazione urbana, seppure non realizzato, è interessante per diversi motivi. E’ opportuno dunque ripercorrerne la storia e leggere questa vicenda a partire dagli interrogativi che pone agli amministratori impegnati nel processo di riqualificazione e trasformazione della città di Vignola.

Un'immagine del progetto (Arch. Calzolari) presentato al bando 2008 per la vendita dell'area ex-Enel

Un'immagine del progetto (Arch. Calzolari) presentato al bando 2008 per la vendita dell'area ex-Enel

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Al Séndèch stradèin. Sul parcheggio di Corso Italia & C.

20 agosto 2009

Nel dicembre 2005 un “importante” foglio locale (ancorché ironico) – mi riferisco al periodico “Al Bragher” (direttore e redattore unico Fulvio Mezzanotte) – uscì con un titolo a tutta pagina dedicato al sindaco di Vignola, Roberto Adani. Il titolo era: “L’è d’ Vgnòla al prém «séndèch stradèin»!” L’editoriale ironizzava sul “bunker” che, al termine di un anno di lavori e tolti pannelli, reti, protezioni del cantiere, era rimasto in mezzo a piazza Corso Italia, nell’area di superficie del nuovo parcheggio (con due piani interrati). “… finchè, a l’improvvis, da sòvra ai sbaramèint la zèint la vdè spuntér dal turati cal pariven di bunker ed vècia memoria”. Le perplessità sull’opera, a sentire il foglio vignolese, risultavano abbastanza diffuse: “quand i hann descuért al cuérc ièin armès a bàcca avérta: i cuntèint i-s cuntèven còun i dìi dal man, quèsi tòtt amministradòr, la maggioranza l’è armèsa mòta e quii chi vliven dir la sòo ièin stè tgnùu ala lerga” (vedi il pdf dell’articolo). In effetti il nuovo parcheggio Corso Italia era stato inaugurato pochi mesi prima, il 17 settembre 2005 (vedi il comunicato stampa). Leggi il seguito di questo post »


Qual é il valore di un albero?

11 agosto 2009

Gli alberi e la città: è questo certamente uno degli argomenti dell’estate vignolese 2009. L’iniziativa in difesa dei tigli di via Libertà, prima (vedi). Poi, le considerazioni sul “parco che muore” e la carenza della manutenzione e della cura dei parchi urbani (vedi). Infine, le perplessità sull’abbattimento di 67 alberi (poi divenuti 56) considerati a “rischio di schianto” in via per Spilamberto, viale Mazzini, via della Pace, ecc. (vedi). Su questo tema ci sono tre comunicati stampa dell’amministrazione comunale (n. 49, 53 e 65/2009), diversi articoli apparsi sui quotidiani locali. Da ultimo ha preso la parola l’assessore all’urbanistica e all’ambiente, Mauro Scurani, sulla Gazzetta di Modena del 7 agosto scorso. Il tema è quello dell’abbattimento di un certo numero di alberi perché, appunto, “a rischio schianto”. Come giustamente rileva il giornalista che ha raccolto le dichiarazioni dell’assessore Scurani, nel suo intervento vi sono “importanti precisazioni”. Leggi il seguito di questo post »


Suburbana, il nodo irrisolto, di Giuseppe Sciortino

7 agosto 2009

Mercoledì 5 agosto il Consiglio direttivo dell’Associazione In prima classe per Bologna-Vignola ha ricevuto un’e-mail da FER srl che informa che per lavori di ampliamento della sezione idraulica del ponte su Rio Minganti a Ponte Ronca la linea ferroviaria Bologna-Vignola verrà chiusa dal 17 agosto al 9 settembre. E’ garantito un servizio di corse sostitutive tramite bus (l’orario di partenza resta il solito: ai 48 da Vignola, ai 16 da Bologna; si sposta in avanti, invece, l’orario di arrivo, di circa 20 minuti!). Insomma, ulteriori sofferenze! Pochi giorni prima, il 30 luglio, Giuseppe Sciortino, sociologo all’Università di Trento, ma residente a Bologna, aveva scritto alcune interessanti considerazioni sul Corriere di Bologna, a commento dell’indagine pubblicata pochi giorni prima in merito al Servizio Ferroviario Metropolitano a cui appartiene la cosiddetta “suburbana” Vignola-Bologna. Eccole.

L’inchiesta del Corriere di Bologna sul servizio ferroviario metropolitano è sconfortante. Nonostante tutti siano concordi sull’importanza di spostare i mezzi di trasporto dall’individuale al collettivo, dalla gomma alla rotaia, le condizioni nelle quali viaggiano i pendolari sembrano fatte apposta per spingerli frementi verso le chiavi della propria macchina. Leggi il seguito di questo post »


Riacho Grande! Progetto Brasile 2009

5 agosto 2009


Il volo AZ 676 dell’Alitalia, partito da Malpensa alle 22.55 del 3 agosto è atterrato all’aeroporto internazionale di Guarulhos-São Paolo, in Brasile (vedi su Wikipedia), alle 5.37 ora locale (in Italia erano le 10.37 del 4 agosto; la differenza dovuta al fuso orario diverso è -4, ma diventa -5 con l’ora legale). E’ iniziato così il “Progetto Brasile 2009” del gruppo scout Agesci Vignola 1. 56 persone vi prendono parte: 32 ragazzi e ragazze del Clan “La Quercia” e del Noviziato “La Ghianda” (età dai 17 ai 21 anni), più 24 adulti (numerosi capi del gruppo scout vignolese, frate Matteo e Raffaella delle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe). Tra di loro Anna (mia figlia) e Tiziana (mia moglie): buona strada! In questo post vorrei dare un po’ di informazioni sulla realtà brasiliana di “Riacho Grande” – il luogo di destinazione – e fare un po’ di considerazioni su questa esperienza. Confidando che vada tutto per il meglio nei prossimi 20 giorni ed il 24 agosto siano tutti di nuovo tra noi. Non sono un esperto di Brasile, né di missioni, né di scoutismo (pur avendolo frequentato). Nell’organizzare queste considerazioni mi guida, dunque, soprattutto la curiosità. Internet, come sempre, funge da miniera di informazioni. Leggi il seguito di questo post »


Dare vitalità al rito. Ancora riflessioni sulla commemorazione dell’eccidio di Pratomavore

3 agosto 2009
Monumento ai caduti di Pratomavore (foto del 31 maggio 2009)

Monumento ai caduti di Pratomavore (foto del 31 maggio 2009)

Anche i riti muoiono. Sono “caduchi”, come tutti i prodotti “sociali”. Una lingua non parlata muore, così come muore un comportamento sociale non reiterato. Muoiono piano piano, quando la “popolazione” dei praticanti si assottiglia sempre più e, dunque, quando se ne perde la misura della rilevanza. Anche in questo post il tema è dunque quello del mantenere vitale uno dei riti civili più importanti della comunità vignolese: la commemorazione dell’eccidio di Pratomavore, avvenuto il 13 febbraio 1945. Ma in questo caso la sollecitazione non proviene dall’invito di Aldo Balzanelli a rinnovare la cerimonia del 2 agosto a Bologna (vedi). Tema di riflessione è invece il confronto tra il rito civile della commemorazione del 13 febbraio e la processione religiosa del primo sabato di maggio, rito celebrato dalla Parrocchia di Vignola a seguito di un voto fatto alla Madonna della Pieve nel 1775. Leggi il seguito di questo post »


2 agosto 1980 Bologna, 13 febbraio 1945 Pratomavore

2 agosto 2009

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe. 85 furono i morti, 200 i feriti – l’atto terroristico più grave mai compiuto in Italia. La prima volta che mi fermai nella sala d’aspetto ricostruita, a guardare la lapide con l’elenco delle vittime, rimasi colpito dalla presenza di persone straniere: persone che non c’entravano niente con il nostro paese, ma che in quel preciso istante si trovarono lì (tra loro Iwao Sekiguchi, 20 anni, giapponese e Kai Mader, tedesco, di 8 anni; Angela Fresu fu la vittima più piccola, 3 anni, residente in provincia di Firenze – per l’elenco completo delle vittime vedi). Il 13 febbraio 1945 a Pratomavore a Vignola vennero impiccati per rappresaglia 8 partigiani. Ne venne imposta la esposizione per due giorni per terrorizzare la popolazione. Non c’è forse altro che unisce questi due episodi se non l’esigenza di ricordare i morti e di “celebrare” civilmente quegli episodi. Ventinove anni sono passati dalla strage di Bologna. Ancora di più – 64 – dall’eccidio di Pratomavore. Ci si interroga oggi sul come mantenere viva la memoria di questi ed altri episodi che punteggiano la storia civile e politica del nostro paese. Leggi il seguito di questo post »