Aperta al pubblico a Modena la Galleria d’arte di BPER: Banca

11 febbraio 2018

Cristoforo Canozi da Lendinara, L’adorazione del Bambino con San Bernardino (particolare), 1470 circa.

Tra i non molti i dipinti del Rinascimento modenese figura l’anconetta (un dipinto per l’altare di non grandi dimensioni) di Cristoforo Canozi da Lendinara (altre suo opere in Duomo a Modena ed alla Galleria Estense: vedi) da tempo nel patrimonio artistico della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, ora BPER: Banca. Assieme ad una trentina di altre opere di quella importante collezione (oltre 700 dipinti) è oggi accessibile al pubblico nella sede espositiva da poco inaugurata (La Galleria-Collezione e Archivio Storico) in via Scudari 9, in pieno centro a Modena, nel grande salone che un tempo ospitava le assemblee dei soci. La Galleria è aperta al pubblico nel primo weekend del mese, dal venerdì alla domenica (ore 10-13 e 14-18). Merita una visita. Leggi il seguito di questo post »

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Da Piacenza a Dresda. La Madonna Sistina di Raffaello

5 febbraio 2018

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Questi due angioletti dallo sguardo tra il pensoso e il distratto e con i capelli studiatamente scarmigliati sono da tempo diventati un’icona indipendente dal quadro a cui appartengono. Si trovano sulle copertine di quaderni, sulle cover di cellulari, in quadretti da salotto. Ma non è un fenomeno recente, un effetto della commercializzazione dell’arte o dell’estetizzazione della vita attribuibile al capitalismo. Risale almeno all’inizio del XIX secolo visto che nel quadro di Wilhelm Barth che riproduce il Boudoir della granduchessa Alexandra Fjodorowna nel palazzo Aničkov di San Pietroburgo (di poco successivo al 1823) compare una loro riproduzione – solo loro e non l’intero quadro – in bella mostra appesa alla parete, in posizione centrale (Alexandra Fjodorowna fu la moglie dello Zar Nicola I). Non tutti coloro che hanno familiarità con questa immagine che oggi vive di vita propria – una riproduzione è alla parete anche del bar del circolo ricreativo del Rizzoli, dove lavoro! – conoscono il quadro a cui i due angioletti appartengono. Si tratta della Madonna Sistina di Raffaello (1512-1513), un dipinto per la chiesa benedettina di San Sisto e Santa Barbara di Piacenza (dono di Papa Giulio II), ma a metà del XVIII secolo finita alla Gemäldegalerie di Dresda dove ne costituisce tuttora una delle principali attrazioni. Sono molte dunque le storie che si possono narrare a partire da quest’opera, già definita un capolavoro da Giorgio Vasari nel 1550. Leggi il seguito di questo post »


Perché occuparsi oggi di Ugo Foscolo a Vignola nel 1799

17 dicembre 2017

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E’ lecito provare un certo orgoglio per il fatto che per la prima volta a Vignola si racconta la vicenda del passaggio di Ugo Foscolo nella primavera del 1799. Due associazioni vignolesi – Gruppo di Documentazione Vignolese “Mezaluna – Mario Menabue” e Archivivi – hanno creduto che dietro a questo episodio marginalissimo della vita di Ugo Foscolo ci fosse una storia interessante da raccontare. Ed è così. Anzi le storie sono due, per così dire. La prima è quella del passaggio vignolese di Ugo Foscolo, qui prigioniero di una pattuglia austriaca il 30 e 31 maggio 1799. Ugo Foscolo allora aveva 21 anni. Era già conosciuto come letterato, ma non era ancora l’Ugo Foscolo che abbiamo studiato sui banchi di scuola (le Ultime lettere di Jacopo Ortis furono pubblicate, nell’edizione riconosciuta dall’autore, nel 1802, le Poesie nel 1803, Dei Sepolcri nel 1807). Leggi il seguito di questo post »


Una statua di Jacopo Barozzi. Ma la raffigurazione non convince

7 maggio 2017

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L’idea di realizzare una statua di Jacopo Barozzi da collocare nel cortile di Palazzo Barozzi (la denominazione che si è infine imposta per Palazzo Contrari-Boncompagni) è senz’ombra di dubbio assolutamente condivisibile. Fa parte di quelle azioni che si iniziano finalmente a dispiegare, grazie alla Fondazione di Vignola, al fine di valorizzare la figura dell’illustre architetto vignolese (1507-1573). Detto questo debbo però rilevare che la realizzazione, affidata all’artista Nicola Zamboni (vedi), è problematica visto che si discosta in modo significativo dalle poche immagini che abbiamo di Barozzi. Più fedele risulta invece la scultura – un altorilievo – realizzato da Giuseppe Graziosi nel 1907 in occasione del quarto centenario della nascita di Barozzi ed ora collocata sulla facciata di Palazzo Barozzi. Leggi il seguito di questo post »


#Gennaioalmuseo tra Modena e Rimini

5 gennaio 2017


L’arte ti somiglia” è il nuovo spot che Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la regia di Paolo Santamaria per promuovere i Musei Italiani. E’ carino e per quanto provi simpatia verso ogni iniziativa volta ad avvicinare i cittadini ai luoghi della cultura (tra cui musei e pinacoteche), rendendoli fruitori e conoscitori dell’arte (e magari anche creatori d’arte), debbo dire che sono scettico sulla sua efficacia. Comunque, offro qui il mio contributo alla promozione dei musei d’arte e soprattutto delle pinacoteche di questa regione. Dieci opere per ciascuna pinacoteca/museo d’arte di 5 città emiliano-romagnole: Modena, Bologna, Forlì, Ravenna, Rimini (vai a Flickr). Leggi il seguito di questo post »


Ancora una micro-mostra archeologica a Savignano

14 dicembre 2016

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Periodicamente il comune di Savignano organizza (micro)mostre a tema archeologico. Su un mosaico di età romana (oggi giace abbandonato nella Casa del Graziosi) e sulla famosa “Venere” nel recente passato (vedi). Il tema 2016, invece, è dato dagli insediamenti nella valle del Panaro 4.000 anni fa. La mostra è infatti costruita attorno ad alcuni nuclei di reperti dell’età del bronzo medio-recente (all’incirca 1550-1200 aC): il ripostiglio di asce in bronzo nel campo “della Lovara” a Savignano (scoperta del 1864 documentata da Arsenio Crespellani), la terramara di Trinità a Vignola, quella di Bazzano, il villaggio di Castiglione (tra Savignano e Marano), la terramara di S.Anastasia sempre a Savignano. Ma è più che altro un richiamo alla gloriosa stagione delle campagne archeologiche di fine Ottocento, quella dominata da Arsenio Crespellani (avvocato e archeologo, che a Savignano fu anche sindaco, ma che trova a Bazzano un museo a lui intitolato: vedi). Poche vetrine (con reperti giunti temporaneamente dal Museo Civico di Modena), qualche pannello esplicativo, un video mandato su un monitor, qualche laboratorio di metallurgia – di più non ci se la fa. Per chi, come me, da adolescente ha solcato il territorio alla ricerca di “reperti” (magari proprio guidato dalle “mappe” di Arsenio) una visita è d’obbligo. Ma l’evento savignanese ha un po’ il sapore del “vorrei ma non posso”. Vorrei fare dell’archeologia un tema di richiamo e di diffusione culturale, ma le risorse che il comune di Savignano riesce a mettere in campo sono così striminzite che ne può risultare solo una mini-mostra (realizzata essenzialmente grazie al contributo finanziario della Fondazione di Vignola). E’ su questo scarto tra i desideri e la capacità realizzativa che è opportuno – di nuovo – richiamare l’attenzione. Leggi il seguito di questo post »


Buone pratiche al comune di Vignola: indagine di customer satisfaction sulla biblioteca

19 novembre 2016

Va dato merito all’assessore Monica Maisani di aver introdotto questa buona pratica nel comune di Vignola: il coinvolgimento degli utenti nella valutazione della qualità dei servizi (indagini di customer satisfaction). La prima esperienza venne effettuata nel 2015 relativamente allo Sportello Uno (il front office del servizio anagrafe e di altri servizi comunali – qui la relazione con i risultati, allegata alla delibera di giunta n. 168 del 28 dicembre 2015: pdf). Quest’anno l’indagine ha invece riguardato la biblioteca comunale Francesco Selmi-Auris. E’ giusto che questa iniziativa non passi inosservata perché è il segno, ancora limitato, ma presente, di una piccola “rivoluzione” che dovrebbe riguardare i servizi pubblici: sempre coinvolgere gli utenti nella valutazione e miglioramento della qualità (e dove possibile anche nel controllo/supporto della gestione). D’altro canto sono norme di questo tipo che le liste civiche del territorio sono riuscite a far inserire nello Statuto dell’Unione Terre di Castelli nella passata legislatura (vedi). Ed è questo – merita di essere rimarcato – un punto di debolezza del PD su cui, se il partito fosse vitale (ed a livello locale non lo è: vedi), dovrebbe impegnarsi nella famosa “mobilitazione cognitiva” (vedi). Per la tutela dei “consumatori” (o utenti di servizi pubblici) non è spesa neppure una parola nel Manifesto dei valori del PD nazionale – come rilevò a suo tempo Giacomo Vaciago (vedi).
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