Il manierismo di Giulio Romano nel Palazzo Te a Mantova

29 dicembre 2014

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Palazzo Te a Mantova, opera di Giulio Romano, pittore ed architetto della prima metà del ‘500, è conosciuto soprattutto per le decorazioni e gli affreschi degli interni (la camera dei giganti e la camera di Amore e Psiche sopra ogni altro). Ma è anche un esempio superbo di “manierismo” in architettura come illustra con efficacia Peter Murray in un noto libro di qualche tempo fa dedicato all’architettura del Rinascimento italiano (Peter Murray, L’architettura del Rinascimento italiano, Laterza, Roma-Bari, 1977: vedi). Una villa suburbana, a ridosso della città, dedicato all’onesto ozio del signore della città (come si legge nella camera di Amore e Psiche), il marchese Federico II Gonzaga (vedi), ed ai fastosi ricevimenti degli ospiti più illustri. Una villa per soggiorni diurni (non sono contemplate camere da letto) a breve distanza dal palazzo che i Gonzaga avevano in città. Leggi il seguito di questo post »