Trent’anni di errori sul fiume Panaro. E ora?

29 aprile 2017

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La situazione in cui versa oggi il fiume è il frutto di decenni di rapina, di abbandono e di interventi a dir poco errati nella sua gestione complessiva” – è un passaggio del testo di presentazione dell’incontro tenutosi a Marano il 20 aprile scorso dedicato a “Il fiume vivente … trent’anni dopo”, iniziativa promossa dall’associazione AmbientInForma (AIF) ed altre associazioni locali (vedi). L’iniziativa, focalizzata sul tratto del medio Panaro (sostanzialmente il tratto che attraversa il territorio dell’Unione Terre di Castelli), ha messo in luce i guasti della cattiva modernizzazione: sfruttamento del fiume per fini economici privati senza preoccupazione per la sostenibilità del lungo periodo (ovvero produzione di ricchezza privata e di danni per la collettività, es. con l’estrazione ghiaia), frammentazione del corso del fiume tramite le traverse in alveo, conseguente erosione ed abbassamento del letto fluviale con relativa alterazione di flora e fauna, inadeguatezza dei dispositivi di amministrazione della tutela e manutenzione (frammentazione delle competenze con conseguente inefficienza del “governo”). Ma se tutto il medio Panaro è in sofferenza, è indubbiamente il tratto vignolese (quello tra il ponte Muratori ed il ponte della ferrovia) il tratto che ha subito gli sconvolgimenti maggiori, tanto da risultare assolutamente irriconoscibile (vedi).
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Percorso Sole allo sbando? Ottimisti

23 luglio 2016

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Droga e balordi di notte: Percorso Sole allo sbando” – è il titolo che campeggia sulla Gazzetta di Modena di oggi, sabato 23 luglio 2016. Un articolo originato da un recente controllo dei Carabinieri che, in realtà, non è che abbia messo in luce granché. Una coppia di “ragazzi” (lei italiana, lui magrebino) con un’accetta in uno zaino – denunciati, così pare, per il “possesso di strumenti atti ad offendere”. E automaticamente definiti “due balordi” dall’articolista (peraltro anonimo, visto che il pezzo non è firmato). Ma anche tre ragazzi (età 20-22 anni) scoperti non lungo il Percorso Sole, ma “nei pressi … a ridosso della piscina, con modiche quantità di hascisc.Leggi il seguito di questo post »


Noi e Panaro (parola e realtà), di Enzo Cavani

8 marzo 2015

Messa in sicurezza“, “riqualificazione”. Queste espressioni, due fra le tante, sono il connotato quotidiano della comunicazione istituzionale, soprattutto a livello locale, quando si affronta il tema degli interventi che vanno a modificare assetti e situazioni consolidate. Si tratta in qualche modo di parole d’ordine, che tradiscono spesso pigrizia intellettuale (nel senso che vengono usate senza specifica contestualizzazione), a volte volontà di mascherare (cioè di nascondere nella genericità dei termini l’aspetto problematico, composito, di una scelta a forte impatto). Leggi il seguito di questo post »


Scriccioli. Devastato il loro habitat in Panaro, di Stefano Corazza

26 febbraio 2015

Lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes: vedi) è un minuscolo uccellino lungo appena dieci centimetri e del peso di pochi grammi che vive nei boschi ripariali del Panaro (assieme a numerosi altri passeriformi e silvidi). Ama particolarmente gli ambienti arbustati in cui si cela mimetizzandosi e costruisce il suo nido già a partire dalla fine dell’inverno (si veda la descrizione in Rabacchi R., Cavani E., Tosatti G., Panèra, Grandi e Grandi editori, Savignano s.P., 2009, pp.153-154). “Scricciolo” è un epiteto (oggi un po’ desueto) attribuito a bambini minuti o neonati, sempre con intenzione affettuosa e protettiva.

Quel che rimane del bosco dopo il taglio (foto del 25 febbraio 2015)

Quel che rimane del bosco dopo il taglio (foto del 25 febbraio 2015)

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Baracche lungo il fiume Panaro. C’è possibilità di riqualificare l’area nell’ambito del Contratto di Fiume?

12 ottobre 2014

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La risposta fornita dall’amministrazione comunale ad un’interrogazione del gruppo consiliare PD ci consente di conoscere lo stato dell’area verde attraversata dal “Percorso Natura”, in margine al fiume Panaro (appena al di sopra dell’area propriamente golenale). Chiunque frequenti tale “Percorso Natura”, relativamente al tratto tra il Ponte Muratori ed il confine con Spilamberto, incontra a più riprese aree recintate e baracche che testimoniano del degrado dell’area (vedi). Formalmente noto dall’anno 2000 il problema è lungi dall’essere in via di risoluzione, anche se una incerta prospettiva è affidata alle azioni conseguenti al “Contratto di fiume” (ratificato dagli enti coinvolti a fine 2012: vedi) e che ora si vorrebbe finalmente far decollare. Leggi il seguito di questo post »


L’Unione Europea non ammette al finanziamento il progetto WOW. Un colpo duro per il Contratto di fiume del medio Panaro

22 luglio 2013

E’ inutile raccontarsela. La bocciatura del progetto WOW, presentato al bando 2012 del programma Life+ per l’ottenimento di un finanziamento europeo, riduce le chances di fare del “Contratto di fiume” qualcosa di più di un mero esercizio teorico. Già il Contratto di fiume (vedi) ha avuto sin qui vita tribolata, visto il diverso significato ad esso associato dagli attori coinvolti (Provincia di Modena, comuni del territorio, associazioni degli agricoltori, Presidio partecipativo). La perdita di questo finanziamento renderà tutto più complicato. Ma non è certo colpa del destino cinico e baro, se questo è successo. Le responsabilità sono chiaramente accertabili e stanno in capo a chi ha governato il processo: gli enti locali. Tutte le osservazioni critiche dei referee della UE erano già state espresse come perplessità dai componenti del Presidio Partecipativo (una rappresentanza dei comitati e delle associazioni ambientaliste del territorio). Quello che era facilmente prevedibile è successo: il progetto non ha superato i rigorosi “test di coerenza” messi in atto per aprire le porte ai finanziamenti europei. La ri-partenza di un progetto mai partito (il Contratto di fiume) diventa ancora più difficile. Leggi il seguito di questo post »


Nuova briglia con centrale idroelettrica sul fiume Panaro

2 giugno 2012
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La nuova traversa in alveo in corso di realizzazione (foto del 2 aprile 2010)

Nell’estate 2009 prendeva il via il cantiere per la realizzazione della nuova traversa in alveo nel fiume Panaro, a valle del ponte della ferrovia, a Vignola, dopo che la precedente era miseramente crollata nell’autunno del 2005, prima ancora di essere ultimata (vedi)! “Ripristino della briglia fluviale sul fiume Panaro in località Casella con realizzazione di una centrale idroelettrica – Atto di determina dirigenziale n. 007195 del 20-06-2008 – Regione Emilia-Romagna” – così recitava il cartello apposto sul cantiere. Nell’estate del 2011 i lavori sono terminati. La briglia è stata completata senza inconvenienti (è stato interessante seguire il modo in cui è avvenuta la fase realizzativa più delicata, quella dell’inverno 2010, in cui il cantiere doveva convivere con il fiume in piena) e la centrale idroelettrica è ora in funzione. La slideshow consente di ripercorrere la realizzazione dell’opera, a partire dal crollo della “nuova” traversa nel novembre 2005, sino a marzo 2012 (qui su flickr).

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Baracche lungo il Percorso Natura a Vignola

7 ottobre 2010

Nel tratto del Percorso Natura che costeggia la riva vignolese del Panaro sono cresciute negli ultimi anni numerose baracche. A volte collegate ad appezzamenti coltivati ad orto, a volte semplice luogo di insediamento nell’ambiente fluviale, sono divenute sempre più un fattore di degrado di un’area che invece dovrebbe essere di qualità, come auspicato, ad esempio, dal recente “contratto di fiume” (vedi).

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Baracche lungo il Percorso Natura a Vignola, posted with vodpod

Almeno una quarantina possono essere facilmente localizzate in due tratti del lungofiume: immediatamente a valle del parcheggio di via Zenzano, il primo, e all’altezza di via Casella Gatta, a valle del ponte della ferrovia Vignola-Bologna, il secondo. Non si tratta certo di un problema emerso di recente. Piuttosto è l’esempio di un’emergenza rispetto a cui l’amministrazione comunale si è manifestata incapace di intervenire (o forse semplicemente non intenzionata ad intervenire). Fatto sta che chi oggi percorre quel tratto del Percorso Natura che dal borgo antico di Vignola prosegue, costeggiando il fiume Panaro, verso Brodano, si trova spesso ad attraversare zone segnate da degrado e che si configurano come vere e proprie “discariche” ai margini della zona fluviale. Leggi il seguito di questo post »


Giochi d’acqua. Suggestioni per politiche ambientali a Vignola

11 agosto 2010

Da tempo Vignola ha allentato il proprio rapporto con l’acqua del fiume e dei canali che segnano il suo territorio (vedi). Questo è indubbiamente anche la conseguenza del progresso. La costruzione del primo ponte sul fiume Panaro tra Vignola e Savignano, inaugurato nel 1876, ha consentito l’attraversamento del fiume senza dover ricorrere a passerelle traballanti od a barche di traghettatori, senza dover prestare attenzione ai capricci del tempo ed al livello dell’acqua (il servizio di traghetto, nei pressi del “sasso del Tufo” tra la riva di Zenzano e della Posterla, è stato per lungo tempo prerogativa della famiglia Ballestri). In questo modo, però, ha preso il via un progressivo distacco dal fiume della comunità vignolese che sempre meno è ricorsa ad esso per le attività della vita quotidiana e lavorativa. Leggi il seguito di questo post »


Briglia su briglia. Cosa succede al fiume?

17 ottobre 2009

Da alcuni mesi è operativo un grande cantiere a valle del ponte della ferrovia, sul fiume Panaro. Un cartello ai margini dell’area di cantiere informa: “Ripristino della briglia fluviale sul fiume Panaro in località Casella con realizzazione di una centrale idroelettrica – Atto di determina dirigenziale n. 007195 del 20-06-2008 – Regione Emilia-Romagna”. Committente è la società Centro Elettrica Spa di Salò (BS). Durata dei lavori: 450 giorni. Anche oggi, sabato 17 ottobre, il cantiere è attivo, diversi mezzi e numerosi operai sono al lavoro. Dunque si lavora per il ripristino della traversa in alveo travolta dalla piena del fiume nel novembre 2005 – un intervento che consentirà di mettere in sicurezza in modo definitivo anche il ponte della ferrovia (uno dei piloni era stato ampiamente scoperto dall’erosione del fiume: vedi). Anzi, l’intervento consentirà di realizzare, oltre alla traversa, anche una centrale idroelettrica (e di produrre così energia pulita). Rimangono però da rimarginare le ferite inferte al fiume in questi anni di incuria e disastri: l’abbattimento della traversa nel 2005 ha portato ad una profonda erosione del letto del fiume che si è abbassato di parecchi metri. Oggi, proprio in prossimità del ponte della ferrovia, il fiume è incanalato in profondi canyon che lo rendono assai meno sicuro che in passato (per i cittadini che volessero frequentarlo). Proviamo a ricostruire questa vicenda (prevalentemente con l’aiuto della stampa, visto che gli atti ufficiali non sono facilmente accessibili, seppure con qualche eccezione; qui c’è una foto aerea dell’area, del 2008, ottenuta dal SIT dell’Unione Terre di Castelli).

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