La Giunta fa tabula rasa nell’area della stazione ferroviaria, di Stefano Corazza

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Il 23 settembre scorso la Giunta Comunale di Vignola ha deliberato “con urgenza” la demolizione dei fabbricati presenti nell’area della Stazione della Ferrovia Suburbana di Vignola (spesa complessiva 55.600 euro; si tratta della delibera G.M. n.100 del 23 settembre 2019: pdf). Si tratta dei capannoni di servizio tecnico (un tempo adibiti ad officina, ricovero, magazzini per materiali ferroviari) ancora presenti, seppure scoperchiati (completamente dopo alcuni crolli) con un malaugurato intervento della precedente amministrazione per la loro “messa in sicurezza”.

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Uno degli edifici che saranno abbattuti nell’area della stazione ferroviaria (foto del 6 agosto 2014)

I fabbricati, che presentano, seppure con valori storico culturali e testimoniali di peso differenziato (ma comunque meritevoli di conservazione), caratteri costruttivi e materiali tipici della zona sono stati in passato al centro di diverse proposte di riuso. Una di tali proposte che ho anche avuto modo di rappresentare, assieme ad altri, al precedente sindaco Smeraldi, prevedeva la realizzazione di un’area legata alle produzioni biologiche locali con un mercato “a km 0” comprendente: spazi ed attrezzatura per la conservazione, trasformazione e vendita dei prodotti; aree per la documentazione, divulgazione, incontri; spazi per la ristorazione. Un progetto realizzabile nel contesto del Piano di Sviluppo Rurale con finanziamenti della UE.
Una più generica rifunzionalizzazione turistico ricettiva formulata dalla precedente amministrazione salvaguardava comunque la presenza di quegli edifici.
A onor del vero anche prima d’ora c’è stato chi non si sarebbe troppo curato della conservazione dei fabbricati (AhDanni) e avrebbe, (Manhattan il suo modello) realizzato grattacieli su una piattaforma sopraelevata che avrebbe coperto l’intera area della stazione!!!!

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Uno degli edifici già parzialmente abbattuto nel 2014 (foto del 6 agosto 2014)

Il trasferimento dal Demanio al Comune ottenuto dalla precedente amministrazione degli edifici e delle aree di sedime, era subordinato ad un riutilizzo dei beni trasferiti.
Difficile anche concettualmente e non solo normativamente considerare la demolizione di quegli edifici un loro riutilizzo e poco importa (e non stupisce) che l’Agenzia del Demanio, informata , non abbia formulato obiezioni (a quanto è dato saperne). Ancora più difficile considerare tale demolizione, seppure associata al pomposo titolo di “Strategia per la rigenerazione urbana dell’area della Stazione ferroviaria di Vignola” un intervento di “riqualificazione urbana”. Si tratta di una semplice rimozione di fabbricati che sembra rispondere al criterio del “fare pulizia” rimuovendo rapidamente ciò che necessiterebbe invece di un serio impegno sia programmatico che progettuale da formulare con un apporto decisivo di partecipazione dei cittadini.
Più facile rimandare perfino il previsto “parcheggio” (che visione!) e magari un paio di aiuole (enfaticamente definite: ”aree verdi”, magari con tappeto di erba in plastica) ad opere da realizzare “successivamente”. Non è un caso che la copertura finanziaria per l’intervento, considerato talmente urgente da godere di una procedura semplificata, avvenga tramite una voce di spesa dal titolo: “Lavori di manutenzione stradale di tratti della rete stradale comunale.”

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Uno degli edifici che saranno abbattuti (foto del 4 ottobre 2014)

Nessun progetto, dunque, dietro questa decisione di Giunta. Niente “riuso” di beni pubblici; nessuna “rigenerazione urbana” attraverso un ponderato riutilizzo di aree ed edifici con caratteristiche storico culturali e testimoniali di buon profilo; nessuna attenzione sulla riqualificazione funzionale, ma anche estetica dell’accesso a/approdo da la Stazione che costituisce un vero e proprio biglietto da visita della città; nessuna considerazione del ruolo di snodo urbanistico di queste aree (tra l’ospedale e lo stadio, il vecchio mercato, alle porte del distretto scolastico, in contatto con forte dotazione di esercizi commerciali, su uno snodo stradale di primaria importanza); niente valutazioni sull’attuale caotico intrecciarsi di percorsi pedonali, ciclabili, automobilistici.
Si fa pulizia per un altro (futuro) triste Parcheggio e (forse) qualche ritaglio di aiuole in cui lasciare depositarsi per mesi e anni rifiuti di ogni sorta (vedi lo stato attuale).
C’è da domandarsi quanto ne sappia e cosa possa fare la Sovrintendenza ai Beni Storico Artistici e Culturali, ma anche dove siano finiti i cittadini che dovrebbero esprimersi su un’azione che investe in modo così banale e riduttivo un’area veramente strategica per la città. Peraltro la rapidità e l’”urgenza” con cui la Giunta sta procedendo sembra proprio volta ad evitare qualsiasi interferenza di voci dissenzienti.

Stefano Corazza

PS Le foto a corredo del post sono state scattate nel periodo agosto-ottobre 2014 in occasione dei lavori di parziale demolizione (messa in sicurezza) commissionati dall’Agenzia del Demanio.

One Response to La Giunta fa tabula rasa nell’area della stazione ferroviaria, di Stefano Corazza

  1. Vincenzo Cariani ha detto:

    Cancellare tutto ciò che rimane di “memoria” di un paese lo ritengo uno stupro. Diverse generazioni hanno giocato in quei posti, meravigliati davanti alla gru, in quei capannoni semideserti dove lavorava un falegname. La ex residenza della famiglia del Capo Stazione dove, quando Vignola era la Capitale Europea, così ci insegnavano allelementari, della frutta rossa, era diventata l’ufficio per la spedizione dei vagoni in tutta Europa, refrigerati con copiose stecche di ghiaccio, vagoni trasportati con adeguati carrelli dai vari capannoni dei commercianti di frutta. Storia del nostro paese ormai dimenticata o sconosciuta alle giovani generazioni. Per ultimo, la raccolta dei muschi e della cosidetta” marogna” il carbone incombusto svuotato in Stazione dai treni a Vapore. Tutto materiale necessario alla realizzazione dei presepi, quando le statuine in terracotta smaltate erano divise verticalmente a metà per farne 2 con il materiale di una. Vecchi ricordi che non possono essere calpestati per tante generazioni che le hanno vissute. Piccolo inciso, oggi a Bologna rimpiangono di aver abbattuto nei primi anni del 900, Torri di bellezza inestimabile al pari della Incoronata, Garisenda e Asinelli.

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