Bibidibobidibu e la siepe non c’è più!, di Stefano Corazza

Pare però non trattarsi di una magia del pasticcione, ma tutto sommato abile, Mago Merlino disneyano, è invece il risultato di una straordinaria convergenza di errori, incapacità, indifferenza con cui viene abitualmente (vuol dire: da diverse amministrazioni nel corso del tempo) affrontato il tema della gestione del verde urbano a Vignola (ma non solo!). La storia di questa piccola siepe realizzata sulla Via Ponte Muratori più di 15 anni fa ne costituisce un caso esemplare tra i tanti.

In primo piano a sinistra la siepe di Viburno dopo alcuni anni di sviluppo (foto del dicembre 2012)

Proprio alla radice del Ponte Muratori nei pressi della Rocca esisteva una stazione di servizio (carburante) che cessò di operare alla fine del secolo passato. Dopo alcuni anni di attesa e di abbandono, proprio all’inizio del millennio (direi tra il 2002 e il 2003) venne finalmente realizzata una sistemazione dell’area con rimozione dell’asfalto, creazione di aiuole, collocazione di panchine e di alcuni di ciliegi e realizzazione sul fronte strada di una siepe lineare di circa 40 metri con piante di Viburno Tino. Una buona soluzione questa che, oltre che migliorare esteticamente l’intorno della Rocca, avrebbe consentito, una volta cresciuta la siepe, di separare visivamente l’area delle panchine dalla trafficatissima strada e proteggere almeno un po’ chi fosse passato camminando o si fosse seduto o fermato a guardare il Panaro, da rumore e polveri là generati. E infatti in pochi anni, nonostante la quasi nulla manutenzione, la siepe era cresciuta e formava una bella massa verde larga circa un metro e alta anche di più (almeno un metro e mezzo).

A qualcuno però, nella Villa Comunale, quella bella e sana e utile siepe di Viburno proprio non piaceva. E neanche i ciliegi piacevano… Perciò la siepe, tra la fine dell’inverno e la primavera del 2013 venne, senza alcuna motivazione tecnica o funzionale, sradicata e i ciliegi sostituiti da cipressi. Per qualche anno l’aiuola al bordo della strada è rimasta abbandonata alle erbacee spontanee.

Maggio 2013: la “scomparsa” dei Viburni e la comparsa dei cipressi al posto dei ciliegi

Dal 2012 (probabilmente a partire dal Friuli) si è rapidamente estesa una grave infestazione di Piralide del Bosso (una farfallina “aliena”) i cui bruchi hanno in breve tempo devastato siepi di questa pianta e gravemente danneggiato molti antichi giardini in cui il Bosso(Buxus sempervirens ss.vv.) è pianta fondamentale per bordure e parterre ricamati dall’arte topiaria. La lotta a questo parassita si presenta ancora oggi complessa e di efficacia limitata. Il Bosso è inoltre una pianta a crescita lenta e piuttosto delicata bisognosa di cure e attenzioni.

Bene, allora cosa avranno deciso finalmente di piantare, nel 2016, in quella desolata aiuola dove fino al 2013 vegetava la splendida siepe di Viburno? Indovinato! una fila di belle piantine alte circa 20 cm di Bosso. Naturalmente una volta piantate sono state rapidamente dimenticate. Gli effetti non hanno tardato a manifestarsi e in pochi mesi diverse piantine sono ingiallite e morte. Nel tempo alcune sono state progressivamente espiantate ma ovviamente non sostituite.

2017: agonia delle piantine di Bosso

L’agonia progressiva dei piccoli Bossi, fosse da Piralide o da incuria, è durata fino alla scorsa primavera poi un nuovo colpo di spugna ha riportato l’aiuola alla sua condizione di vuotezza e abbandono che oggi è visibile e chissà per quanto ancora.
Ma Merlino no, proprio non c’entra!

2018: il vuoto!

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