Benvenuti a Vignola!, di Stefano Corazza

In ritardo, mi rendo conto, per servire ai frequentatori dei fine settimana della Festa dei Ciliegi in fiore, ma ancora in tempo utile per i visitatori della città di Vignola in questa ancora giovane Primavera, ho compilato una (non breve) guida per gli approdi in città in treno, in auto ed anche a piedi o in bici.

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Stazione ferroviaria di Vignola (foto del 27 novembre 2013)

Arrivate in treno. Il treno da Bologna è ad andamento lento e con poca frequenza (nonostante le promesse tanto tradite quanto reiterate dei gestori del trasporto e amministratori regionali) ma, almeno negli ultimi anni ha vetture nuove e comode ed è quasi sempre puntuale. Scendete alla Stazione che porta ancora sopra la tettoia la bella scritta a caratteri cubitali modernisti rossi del 1936. Ora però sarebbe meglio chiamarla Non-Stazione in quanto l’unico servizio presente è quello igienico riservato però esclusivamente al personale del treno. Triste, la povera Non- Stazione di Vignola. Si immalinconisce per l’abbandono di sé e del suo intorno. Rifiuti di vecchi cantieri ferroviari; rifiuti sui binari; cestino per lo più stracolmo. Persino le bigliettatrici automatiche e le vidimatrici spesso non funzionanti. E poi, attorno quei (quasi tutti) bellissimi capannoni in pietra e mattoni per le diverse funzioni di servizi ferroviari e la palazzina di Stazione, della purtroppo cancellata linea per Modena, scoperchiati o murati da chi si è liberato così in un colpo solo di un’emergenza statica e di possibili ricoveri per senza tetto lasciandoli là esposti al degrado atmosferico ed estetico. Poi condannandoli alla demolizione (ci faranno un parco!!!??? dicono) invece di progettare un loro recupero e riutilizzo magari legato alla vocazione agricola-alimentare della città. Un suggestivo km 0 in un terminal ferroviario! E intanto però proliferano baracche in legno ma anche in cemento sulla circonvallazione e sugli assi automobilistici principali di accesso alla città per la vendita “diretta” di frutta e verdura in qualche caso di provenienza ….dal mercato ortofrutticolo! A proposito, se venite in auto, fate attenzione a chi entra ed esce improvvisamente dalla strada per andare a comprare alle baracchine.
Torniamo al terminal ferroviario per dare un’occhiata ai recinti semiabbattuti che contornano l’area del sedime del vecchio Binario 1, ora rimosso, divenuta una vera e propria discarica di rifiuti e allo stesso tempo (e per fortuna, visto ne mascherano in parte la vista) terreno della conquista di specie avventizie, invasive o “vagabonde” (Gilles Clement: vedi), sia arborescenti (ailanti; che non lo sappia Ahdanni, un ex sindaco che li definì “tossici”) che erbacee.

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ex-Mercato ortofrutticolo, da tempo destinato a parcheggio gratuito a servizio del centro urbano

Se uscite sul fronte della Non-Stazione potete prendere la pista ciclopedonale che vi porterà di fronte all’ex mercato ortofrutticolo ora, di solito, parcheggio assurdamente gratuito e sede di mercato settimanale e fiere. Non pensate comunque di trovarvi posto, la sua centralità e gratuità è ben nota ai locali. Raccomando solo attenzione dato che la pista non protetta è quasi sempre invasa da auto in sosta e almeno al mattino ingombra di contenitori dei rifiuti da svuotare. Se uscite invece nella direzione dei binari (Sud-Ovest) e piove, attenti alla grande pozzanghera che si forma proprio nel varco della recinzione.

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A fianco del Ponte Muratori un relitto della piena del 1966 (foto del 23 dicembre 2012)

Arrivate in auto e andate al Parcheggio di Via Zenzano (sotto la Rocca sulla riva del fiume). Da oltre 10 anni le diverse amministrazioni hanno promesso rinnovi e ristrutturazioni di tutta l’area che versa in uno stato piuttosto desolante. Arrivando dal ponte Muratori, a destra vedete la testata del vecchio ponte su cui si trova la “fu” officina del gommista ora quasi completamente crollata e sul punto di finire nel fiume con il muraglione di pietra che difendeva la sponda, completamente divelto dal corso delle acque. In due decenni, seppure tale situazione sia sotto gli occhi di tutti, nessuno che, dalla casa comunale, abbia ordinato almeno la demolizione e rimozione di ciò che rimane del gommista e la riparazione del muro di difesa spondale (anche per difendere il retrostante parcheggio!). Poco più avanti le siepi di viburno, mai oggetto d interventi di conduzione o pulizia hanno vasti volumi di seccagione e celano alla base vecchi rifiuti (vedi).
La discesa verso il parcheggio ha una ripida sponda su cui recentemente l’amministrazione è intervenuta per “riqualificare il verde”. Così tutti gli arbusti e alcuni alberelli sono stati tagliati (che vuoi che sia? Erano per lo più Robinie!). I rifiuti presenti non sono stati rimossi e il terreno lasciato più scoperto potrà smottare più facilmente sulla strada: tra l’altro le piccole opere di reggi-sponda preesistenti non sono state né riparate né rinnovate come necessario. Se guardate a sinistra scendendo potete invece vedere l’abbandono in cui versa l’ex-mattatoio (una elegante costruzione in pietra) e il suo intorno.

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Il tunnel di collegamento tra il parcheggio di via Zenzano ed il centro storico con la Rocca (foto del 30 gennaio 2016)

Il parcheggio cui arrivate, strutturalmente male organizzato (per ciò che ne rimane) e abitualmente sporco, ha perso nel tempo il suo già scarso “arredo verde” ed è quasi sempre pieno. Comunque, se riuscite a piazzare lì (in qualche modo) la vostra auto per andare in centro dovrete imboccare un orribile tunnel, spesso puzzolente, sempre poco illuminato che vi porterà, guidati (?) da una pletora di cartelli, ad una scalinata molto “sgarruppata” sotto la splendida “posterla” della Rocca e di lì con una brevissima stradella in salita ingombra di auto parcheggiate (abusivamente), in Piazza dei Contrari. E’ così che si fa risaltare la straordinaria permanenza di un affaccio diretto sul corso del Fiume della parte storica della Città!

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Via Portello in discesa verso il Centro Nuoto di Vignola (foto del 3 novembre 2012)

Se non trovate posto in Via Zenzano, niente paura, andate verso la piscina Comunale. Imboccate in discesa Via del Portello lungo la quale il parcheggio non ha spazi determinati ma in compenso vi sono grandi e profonde buche. Attenti alle vecchie rastrelliere per biciclette che affiorano fra le alte erbe a lato strada. Proseguite fra sbalzi e asfalto rappezzato fino ad un parcheggio sulla sinistra (quasi sempre pieno di utenti di piscina, palestra, bar) e poi uno sulla destra. Però da almeno due anni e in buona parte usato come sito di cantiere o parcheggio di mezzi che vi lavorano, area di scarico di acque di lavaggio e deposito di materiali. Non vi rimane, sempre che troviate posto, che parcheggiare sulla sinistra (non cercate righe!) a fianco del canale tra foglie, fango, fazzoletti di carta, bottiglie di plastica, cartoni di pizza e qualche volta armadi smontati. Di là mettetevi in cammino verso il Centro. Non potrete farlo altro che al centro della strada come del resto fanno anche gli scolari che arrivano in bus alla piscina, i partecipanti alle gare e i loro familiari, i podisti che corrono e camminano verso il Percorso Natura. Attenti alle buche che il cantiere di cui sopra ha certamente contribuito ad approfondire e moltiplicare. A proposito prendendo a destra quando tornate al primo parcheggio ci sarebbe la possibilità di accedere al Centro attraverso questo percorso, lungo il fiume, ma non troverete segnali che vi indichino la via. Potreste anche farlo attraversando il Parco della piscina (il Parco? Quale Parco? Nulla che lo qualifichi come tale…) ma il cancello di pubblico accesso potrebbe essere chiuso specie nei giorni festivi e quelli di uscita (sul Percorso natura: ve ne sono ben due) non vengono mai aperti così come l’accesso pedonale principale sulla stessa Via Portello (lo vedrete risalendo ancora un po’. Non vi potete sbagliare: la scala che porta al cancello, in discesa, è quella sempre ingombra di bottiglie anche rotte e sporcizia).
Risalite allora Via Portello sul marciapiede sconnesso e strettissimo tra il muro della piscina e le auto parcheggiate. Avrete una bella vista sulle già citate buche stradali, gli onnipresenti rifiuti tra le ruote delle auto e il cordolo del marciapiede, le piante erbacee pioniere che spuntano dalle fessure lungo il muro. Arrivati in piano il bell’affaccio sul Parco vi permetterà di apprezzarlo a patto che non guardiate troppo sotto la balaustra dato che i rifiuti che qualche buon cittadino vi precipita da sopra vi rimangono a lungo anche dopo i frequenti sfalci d’erba. Se venite presto in Città il famoso “cesso con vista” all’incrocio è al momento servibile dopo oltre tre mei di chiusura “per guasto”, per quanto ancora?

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Un tratto delle antiche mura (lato nord) crollate nel 2014.

Proprio da questo incrocio invece di continuare diritto verso il centro potreste volere dare un’occhiata alla cinta delle antiche mura della città e risalire Via Portello (le tre strade sono in realtà una) verso la rotonda Barozzi. La strada in salita costeggia il tratto ovest delle mura su cui si eleva un ristorante. Tenete il marciapiede a sinistra dato che la parte destra della strada minaccia di crollare sul parcheggio del ristorante (ricavato nell’area del fossato) per il cedimento del muro di sostegno. L’opera di contenimento provvisorio con blocchi di cemento è destinata a durare (?) anni se i tempi di riparazione saranno quelli con cui (non) si è (ancora) intervenuti per il parziale crollo delle mura del lato Nord. La bellezza e al contempo il deprecabile stato di manutenzione delle mura lo percepirete molto chiaramente già al vostro arrivo nell’area della rotonda Barozzi. Di fronte a voi la bella torre angolare rotonda, ma sia a destra che a sinistra di quella le mura sono coperte da folta vegetazione che in certi casi arriva a dimensione arborea. E’ stata proprio la mancata manutenzione e ripulitura periodica della cinta muraria che ha provocato in passato il vasto crollo sul quale sono stati stesi da anni enormi teli che svolazzano non tanto allegramente e che ne fa prevedere altri in futuro. Non pare davvero che le mura della città siano considerate una vera attrattiva per questa amministrazione comunale e neanche per le precedenti. La fossa che le circonda è poco fruibile e la sua continuità è spezzata da recinzioni e usi impropri (parcheggio); la visibilità per chi vi giunge di fronte dall’accesso di Via M.Pellegrini ostruito da una selva di cartelli segnaletici e cabine elettriche; sulla sponda che scende dalla strada l’erba è sempre alta e quando viene tagliata lascia emergere i rifiuti; sulla parte interna, Via Soli trasformata in fiume di auto parcheggiate lascia poca percepibilità al muro di contenimento, alla bella passerella che porta a Palazzo Galvani, alle vecchie spalliere di acero campestre che delimitano lo splendido giardino con teatro di verzura purtroppo raramente visitabile.

Ora giratevi verso la rotonda per ammirarla. La intitolazione originale al grande Architetto e trattatista Jacopo Barozzi detto il Vignola, nelle intenzioni dell’ideatore (sempre Ahdanni!) sarebbe supportata dalla forma pentagonale (ispirata alla forma del Palazzo Farnese di Caprarola) della vasca della fontana. Sarete fortunati se la fontana funzionerà: nonostante le continue manutenzioni cui è sottoposta non è frequente vedere gli zampilli alzarsi. Apprezzate comunque il recente re-styling delle aiuole che la circondano. Assieme al rinnovo di una parte delle piante, dopo avere ben vangato e ripulito i fazzoletti di terra, diverse parti di essi sono state ricoperte di tappeti erbosi … di plastica. Non si sa se per estrema fobia di qualche tecnico per l’allergenicità o per una aspirazione modernista di qualche neo-futurista nell’Amministrazione o forse per “rendere più sostenibile” la manutenzione (più prosaicamente e meno furbescamente: per risparmiare). Un lavoro davvero ben fatto! Sulla irregolarità delle zolle i pezzi di tappeto sono stati tagliati in loco lasciando grandi quantità di fili di plastica depositati al di sotto o attorno ai cordoli, forse a simulare uno sfalcio di erba vegetale? Comunque a settimane di distanza i fili d’erbaplastica rimangono ancora lì a deteriorarsi e a poco a poco, sollevati dal vento, depositarsi un po’ ovunque per diventare microscopici inquinanti oppure dilavare nei corpi idrici ed entrare nelle catene alimentari degli organismi acquatici.

Ultim’ora. Le rastrelliere abbandonate da almeno un decennio a lato di Via Portello, di fronte alla Piscina sono state rimosse. Su una parte della vegetazione che cresce sulla cinta muraria della città è stato sparso un potente disseccante, in abbondanza; il tratto interessato appare così di un bel colore grigio-nero.

PS Le foto a corredo dell’articolo non sono recentissime, ma riflettono tuttora (sic) la situazione. Si vuole lasciare ai pochi che lo leggeranno il piacere di andare a vedere (e osservare, come direbbe Sherlock Holmes) da sé.

Stefano Corazza

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2 Responses to Benvenuti a Vignola!, di Stefano Corazza

  1. sergio smerieri ha detto:

    I cittadini come Stefano Corazza sono sicuramente un pungolo ( scomodo!) per l’amministrazione a fare meglio, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, e suggerimenti preziosi sui quali almeno fare una riflessione. Occorre una mentalità non antagonista e una disponibilità non comune a tutti gli amministratori. Sono stimoli anche per i cittadini in primis : stimoli a far meglio e ad osservare con occhi più educati ciò che ci circonda per non cadere nel terrificante baratro della “banalità del male”, dove si accetta tutto, non si “vede” nulla, e ci si adegua alla bruttezza. Grazie Stefano. Sergio Smerieri

    • Stefano Corazza ha detto:

      TPER ha inviato lunedi 3 Giugno una squadra di manutentori che hanno tagliato l’erba nell’area della Stazione della Suburbana rimanendo rigorosamente entro le “pertinenze” non solo per quanto riguarda l’area: vedi il netto confine fra l’aiuola “frullata”-e-non sullo stradello di uscita verso l’ospedale. Evidentemente si trattava di una squadra specializzata di “sfalciatori d’erba” dato che a questa sola attività si sono dedicati senza. Non si sono improvvisati nè “raccoglitori di rifiuti” nè tantomeno “raddrizzatori di pali”.
      Dunque per la rimozione dei numerosi rifiuti di ogni genere- dalle cassette della frutta alle bottiglie ai cartoni da pizza,etc.- che avevo già segnalato, sia sul sedime del vecchio binario sia sulle minuscole aiuole di fronte al fabbricato della Stazione, bisognerà ancora attendere chissà quanto dato che sono là da mesi e anni.
      Con l’aggravante che l’erba falciata è stata lasciata in situ e dunque ora i rifiuti emergono da un bel tappeto di erba secca e gialla.
      Per la sistemazione della recinzione semiabbattuta occorrerà almeno un progetto finanziato dalla Unione Europea e la scelta attraverso una gara di appalto di una ditta di “raddrizzamento pali” superspecializzata e in regola con la normativa antimafia.
      Dunque non prima di cinque anni almeno!
      Mi chiedo se l’Amministrazione comunale non possa inviare a compiere queste piccole manutenzioni, una squadra dei suoi bravi operai “multifunzionali” per mantenere un minimo di decoro in un’area importante per l’immagine della città…anche se fuori dalla sua competenza!

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