Il difficile compito di rilanciare l’Unione Terre di Castelli. E’ importante provarci.

18 ottobre 2020

Amarcord 2014: Francesco Lamandini posa la prima pietra del Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli. Peccato si sia rivelato un progetto fallimentare (foto del 5 aprile 2014)

Molto opportunamente e senza perdere tempo l’ex-sindaco di Spilamberto Francesco Lamandini ha richiamato l’attenzione sulla congiuntura favorevole che si è aperta per l’Unione Terre di Castelli con l’elezione di Emilia Muratori a sindaca di Vignola (vedi). Quella di Lamandini è anche un’ultima chiamata per gli amministratori locali ed in primis per i sindaci dei comuni dell’Unione (oggi tutti PD tranne il sindaco “civico” di Zocca): serve un rilancio del progetto dell’Unione, serve uno scatto per trascinarla fuori dalle sabbie mobili in cui è caduta nell’ultimo decennio, servono nuove idee, nuovi obiettivi, nuovi progetti. In questa situazione il tema delle materie che i comuni hanno conferito all’Unione (le “deleghe”), non può essere un tabù – se ne può ridiscutere, meglio se con il coinvolgimento delle minoranze (ovvero il centrodestra), se questo è utile per superare le improduttive polemiche del passato (es. su HERA, ASP, Polizia Municipale, PSC-PUG ovvero pianificazione urbanistica, ecc.). E quindi consentire di nuovo all’Unione Terre di Castelli di recuperare capacità di fare e tornare a divenire un’esperienza innovativa ed avanzata. Leggi il seguito di questo post »


Lamandini ideologo della caccia come “pubblica virtù”. Una critica dal WWF di Modena

16 aprile 2016

Si diffonde l’ideologia della caccia come “pubblica virtù” (non come “vizio privato”), ovvero al servizio dell’agricoltura e della società. Ogni ideologia ha i suoi propugnatori e diffusori. Già il linguaggio è rivelatore – la caccia sarebbe contro le “specie selvatiche opportuniste”. Squalificarle moralmente (sic) aiuta il compito di legittimare chi “le fa fuori”. Ma forse le cose non stanno proprio così. Forse è bene guardarci dentro. Per questo pubblichiamo una nota predisposta da un esponente del WWF di Modena ed apparsa, in una versione leggermente diversa, su Prima Pagina del 14 aprile (in replica ad un intervento di Francesco Lamandini, presidente di ATCMO2, apparso invece il 12 aprile). Potrebbe risultare che le “specie opportuniste”, per così dire, siano altre. Leggi il seguito di questo post »


L’opposizione nell’ombra a Spilamberto/2. Francesco Lamandini

31 marzo 2016

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Fonti bene informate segnalano che Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto, sta predisponendo un ulteriore attacco all’amministrazione Costantini. Dov’è la novità, chiederà qualcuno. Sembra che in questo caso ad essere preso di mira sarà uno o più assessori dell’attuale giunta. Con l’obiettivo di addivenire ad un rimpasto. A questo mirerebbe Lamandini – improbabile che riesca nell’intento (questa la mia prognosi). Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe commentare. Il PD è un partito-contenitore di diversi clan in lotta permanente l’uno contro l’altro per quello che ritengono essere “il potere”. Sempre meno è un luogo di elaborazione di idee, di produzione di nuove visioni, di confezionamento di progetti per rispondere ai bisogni della società. Eppure questo modo di fare (patologico) merita un commento. Viene spontaneo chiedersi perché un sindaco certo non brillante investa così tante energie per mettere i bastoni tra le ruote al suo successore. Ovviamente non ho la risposta. Ma non per questo rinuncio a porre la domanda. Ed a svolgere qualche considerazione. Leggi il seguito di questo post »


Forum e politiche per l’integrazione degli stranieri dell’Unione. Una replica, di Francesco Lamandini

11 gennaio 2016

Ricevo e quindi pubblico questa replica di Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto ed ex-presidente dell’Unione Terre di Castelli, in merito allo “smantellamento” del Forum dei cittadini stranieri e delle politiche per l’integrazione di cui lo ritengo corresponsabile (vedi). Ringrazio Francesco per questo contributo a cui replico a mia volta. Leggi il seguito di questo post »


Guerra agli storni. Una replica, di Francesco Lamandini

21 maggio 2015

Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto ed ora presidente dell’Ambito Territoriale Caccia (ATC) MO2 replica al post in cui, a partire da un poco piacevole episodio in cui mi sono trovato coinvolto, criticavo le modalità di gestione della “caccia agli storni” (vedi). Nel frattempo il tema è stato ripreso da un quotidiano locale, Prima Pagina, dapprima il 20 maggio (pdf). Quindi, con replica “affidata” alla locale Confederazione Italiana Agricoltori (vedi; ma anche con l’intervento dell’assessore vignolese Erio Ricchi), il 21 maggio (pdf). Anche se, in realtà, la CIA non replica affatto alle mie osservazioni critiche.

Caro Andrea, anzitutto, visto le tante battaglie fatte in questi ultimi 11 anni, sia dalla stessa parte che contrapposti, mi sarei aspettato, come piccolo gesto, almeno un sms in cui mi avvisavi del tuo articolo. Un po’ di fair play non guasta mai, non credi? Entrando poi nel merito, aldilà delle simpatiche battute sulla “guerra fredda” (non male, davvero), ti chiedo cosa mi stai contestando? Leggi il seguito di questo post »


Lamandini go home!

17 maggio 2015

Per fortuna l’hanno messo alla presidenza dell’Ambito Territoriale Caccia (ATC MO2): vedi. Che se l’avessero messo a capo di una base missilistica la guerra fredda sarebbe finita in altro modo. Perché Francesco Lamandini (ex-sindaco di Spilamberto) “ha il grilletto facile” (politicamente parlando). Ed è uno zelante. E queste due cose assieme non sono sempre un bene. Sta di fatto che pochi giorni fa ha lanciato la guerra agli storni “per la difesa delle ciliegie”. Una difesa fatta a suon di pallini di piombo. Diecimila storni da abbattere – questo l’annuncio. Avevo letto la notizia sui quotidiani locali di ieri, 16 maggio, e pensavo che la cosa non mi riguardasse da vicino. Sbagliavo. Oggi, domenica 17 maggio, verso le 17.30-18 un cacciatore (con il fucile in bella mostra) è passato a dieci metri da casa mia (sto nelle “basse” di Vignola, in mezzo a terreni coltivati a ciliegie). Non gradisco la vista delle armi da fuoco, ma sono stato zitto. Qualche minuto dopo … il botto. Assordante. Ed i pallini che arrivano contro casa mia, a pochi metri da me e da mia moglie – assieme stavamo sistemando il giardino. Eh no, Lamandini. Un cretino ha sparato dalla parte sbagliata, ma tu sei il “mandante”. Leggi il seguito di questo post »


Consumo di territorio nel PSC dell’Unione Terre di Castelli: una replica, di Francesco Lamandini

2 dicembre 2013

Andrea Paltrinieri, autore dell’articolo “Un PSC culturalmente vecchio. Vignola, Castelnuovo e Spilamberto prevedono ancora consumo di territorio agricolo!” (vedi), denuncia che, nel PSC dell’Unione, si continui a pensare ad una ulteriore urbanizzazione di terreni agricoli, dimostrando così di avere, il PSC, una impostazione vecchia sul futuro del nostro territorio. Vorrei provare a dare alcune risposte e rappresentare un quadro il più completo possibile. Leggi il seguito di questo post »


Daria Denti eletta presidente dell’Unione Terre di Castelli

16 febbraio 2012

Dopo ben due rinvii causa neve, questa sera il consiglio dell’Unione Terre di Castelli ha eletto Daria Denti presidente dell’Unione Terre di Castelli, in sostituzione di Francesco Lamandini, dimessosi senza darne ragione il 20 gennaio scorso (vedi). Il nuovo presidente è stato eletto a maggioranza. Il risultato era ampiamente scontato. Non scontato, ma fortemente probabile, il voto favorevole di tutti i sindaci, anche di quelli anti-PD: Germano Caroli, civico di Savignano e Monica Amici, sindaco di Guiglia di centrodestra. Circa due ore di dibattito, non molto entusiasmante, anche perché è quasi completamente mancata la voce dei consiglieri di maggioranza. Eccezion fatta per i sindaci, dei consiglieri di maggioranza sono intervenuti solo il capogruppo Maurizio Piccinini ed Umberto Costantini. Non molto entusiasmante perché la “rendicontazione” del presidente uscente, Francesco Lamandini, è stata un po’ rituale. La presentazione “programmatica” del presidente entrante, Daria Denti, assai disordinata. Alla fine il commento più pertinente, nella sua candida trasparenza, l’ha fatto il sindaco di Castelvetro, Giorgio Montanari, nel suo breve intervento: “C’è dietro [a questo avvicendamento] una chiarissima strategia politica”. Ecco. Partiamo da qui. Leggi il seguito di questo post »


Doppiezza “morale” nel PD locale

31 gennaio 2012

Chi si è preso la briga di seguire, su questo blog o sui giornali, la vicenda della nomina di Giuseppe Novembre nel consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica dei servizi sociali ha avuto l’occasione di constatare almeno un paio di cose. In primo luogo ha avuto la possibilità di rendersi conto di una decisione che infrange le regole istituzionali. Probabilmente illegittima. Certamente in contrasto con quanto richiesto dallo statuto dell’ASP per poter essere nominati in quel ruolo (Giuseppe Novembre, infatti, non ha la “specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa” richiesta – però è il segretario dell’organizzazione giovanile locale del PD). A ciò si aggiunge un secondo aspetto non meno rilevante: l’incapacità di giustificare in modo convincente la scelta compiuta. Amministratori e partito hanno perlopiù evitato di intervenire pubblicamente, segnalando un evidente imbarazzo. Caso più unico che raro non hanno reagito neppure di fronte alla critica avanzata dalla Lega Nord sui quotidiani locali il 26 gennaio scorso (vedi), dopo che il “caso” era stato sollevato su questo blog a fine 2011 (vedi) e poi dalla lista di cittadini Vignola Cambia il 21 gennaio (subito dopo la pubblicazione dell’atto di nomina) (vedi). E quando hanno balbettato qualcosa, non per voce di Daria Denti, che pure ha la responsabilità della candidatura, ma di Francesco Lamandini, presidente dell’Unione, non sono risultati affatto convincenti (vedi). La vicenda ha infatti messo in luce una certa afasia istituzionale del PD e dei suoi amministratori locali. O, per dirla diversamente, una certa “doppiezza morale” del PD – senonché non di “morale” si tratta, ma semmai di “etica pubblica”, come minimo, o di violazione della legalità, con ogni probabilità. Leggi il seguito di questo post »


Discorso sullo stato dell’Unione: c’è qualcuno in grado di farlo?

29 gennaio 2012

All’ordine del giorno del consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 2 febbraio è iscritto l’avvicendamento alla presidenza: Daria Denti, sindaco di Vignola, al posto di Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto. Le ragioni di tale avvicendamento non sono state rese pubbliche (vedi). Difficile pensare, dunque, che siano funzionali al rafforzamento dell’Unione. Più probabile che servano a rafforzare le chances di carriera politica del sindaco di Vignola. Peccato. Perché di altro ci sarebbe bisogno, come emerge da una indagine fatta tra i 31 amministratori (sindaci e consiglieri) dell’Unione (il report dell’indagine è datato 16 dicembre 2011, ma non è ancora stato reso pubblico; qui il pdf). Dell’Unione nessuno vuol fare a meno, ma nessuno ne è pienamente soddisfatto. Si potrebbe sintetizzare così quanto emerge. Gli elementi apprezzati sono tanti, ma tanti sono anche i punti di criticità. Eppure nella lettera “di commiato” che Francesco Lamandini ha firmato il 18 gennaio scorso (pdf) non c’è alcun accenno ai nodi critici ed alla necessità di mettere in agenda un’azione incisiva per affrontarli e lasciarseli una volta per tutte alle spalle. Ma se il “discorso sullo stato dell’Unione” non lo fa il presidente, chi lo può fare? Forse è bene che sia un discorso collettivo. Ecco il mio contributo. Leggi il seguito di questo post »