La tempesta perfetta affonda il PD. Elezioni politiche 4 marzo 2018

12 marzo 2018

Quando tutti ormai hanno accantonato l’argomento “cosa è successo il 4 marzo? e perché?” conviene ritornarci sopra. Provare a capire evitando il più possibile letture di parte. Per fortuna molti analisti e commentatori aiutano (in primis l’Istituto Cattaneo di Bologna: vedi). Vincitori e perdenti sono chiari: tra i primi Di Maio e Salvini, tra i secondi Renzi e Berlusconi. Ma perché le cose sono andate così? Leggi il seguito di questo post »

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“Garanzia Politici”: l’unico programma occupazionale che non sbaglia un colpo!

21 novembre 2015

Il programma occupazionale “Garanzia Giovani” arranca (vedi). Va invece decisamente meglio il programma “Garanzia Politici”, specie dalle parti del PD. Palma Costi, che per il primo anno di legislatura ha mantenuto il doppio incarico di assessore regionale e di consigliere regionale (a suo tempo giustificato con i conseguenti minori “costi della politica”), si è dimessa da consigliere. Ha così liberato il seggio in Assemblea Legislativa, subito occupato (il 18 novembre) da Enrico Campedelli (sindaco di Carpi fino a maggio 2014, poi rimasto senza incarichi) che in tal modo non grava più sulle fragili spalle del PD di Modena.

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Allo stesso tempo sappiamo tramite Prima Pagina di giovedì 19 novembre che anche l’ex-sindaco di Vignola Daria Denti è approdata in viale Aldo Moro, nella segreteria della Presidente della Commissione consiliare II (Politiche economiche: vedi), la consigliera Luciana Serri (ex-sindaco di Lama Mocogno e ad oggi unico politico di riferimento di questo territorio: vedi). Si tratta di ulteriori episodi nella commistione istituzioni-partiti. Il problema della “politica come professione” è reale. Altrettanto reale è l’inadeguatezza di questo modo di affrontarlo. Leggi il seguito di questo post »


Cronaca di una morte annunciata: il PD di Vignola

7 ottobre 2015

Infragilito negli anni per le troppo amorevoli cure della “lobby degli ex-sindaci” (Albertini, Quartieri) è infine spirato il PD di Vignola dopo un inutile tentativo di rianimazione condotto dal “delegato” Andrea Sirotti. E’ deceduto nei giorni scorsi, definitivamente stroncato dalle maldestre manovre rianimatorie, nell’indifferenza generale. Lascia gli amici (pochi), sconsolati e inconsolabili. Pochi anche i nemici (ma tutti interni). Non fiori ma opere (politiche) di bene.” Potrebbe essere questo l’epitaffio – ironizzando, ma neanche troppo – del PD di Vignola. Politicamente scomparso. Ovvero inconsistente ed inconcludente. Privo di una guida. Mai ripresosi dopo la batosta della sconfitta al ballottaggio nel giugno 2014 (vedi). Ed è un peccato che le poche energie rimaste siano state così rapidamente dissipate. Perché la democrazia, pure localmente, vive anche grazie al ruolo dell’opposizione. Un’opposizione che … meglio se non urla, ma pensa. Questa però, né urla, né pensa. Leggi il seguito di questo post »


Il PD cade ancora sulle nomine

6 settembre 2015

Dev’essere davvero difficile la vita del segretario PD modenese. Lucia Bursi, non si sa quanto convintamente, ha affermato che è stato “premiato il merito”, con riferimento alla recente nomina di Vanni Bulgarelli a presidente di SETA Spa (vedi). Novella Candide, è convinta che questo sia il migliore dei PD possibili (sic). Il resto del mondo sa che la realtà è diversa. Nessuno, ma proprio nessuno, è convinto che con questa (ennesima) nomina il PD abbia dimostrato di credere nella meritocrazia. Il commento politico più acuto appartiene, come sempre più spesso accade, al mondo della satira. Su Prima Pagina del 3 settembre scorso, il riquadro de “La pressa” riportava: “«Se nella mia vita avessi voluto fare dei soldi, non mi sarei occupato così tanto di aziende pubbliche». Così Vanni Bulgarelli dopo la nomina a presidente di Seta. In effetti, pare che siano arrivate proposte di presidenza anche da Apple e Google, solo che il fax è arrivato giusto due minuti dopo la firma del contratto.” Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. Invece vorrei affrontare la “sofferenza” del PD modenese (e del suo segretario) cercando di capire, cercando una spiegazione.

Prima Pagina, 3 settembre 2015

Prima Pagina, 3 settembre 2015

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Manifesto per una nuova regione. Un documento dei sindaci PD delle città capoluogo dell’Emilia-Romagna

27 novembre 2014

Il 4 settembre scorso, pochi giorni dopo il ritiro del “suo” candidato alle primarie del PD per la scelta del presidente della giunta dell’Emilia-Romagna (vedi), il sindaco di Bologna Virginio Merola ha presentato un “documento programmatico” condiviso con i sindaci di alcune delle più importanti città capoluogo della regione. Oltre che dal sindaco di Bologna, il documento è stato sottoscritto dai sindaci di Ferrara (Tiziano Tagliani), Imola (Daniele Manca), Modena (Gian Carlo Muzzarelli) e Reggio Emilia (Luca Vecchi). “Manifesto per una nuova Regione” – questo il titolo (qui il documento in pdf). Non è chiaro quanto rimanga attuale terminata la capagna elettorale (e dopo il disastroso dato sulla partecipazione elettorale registrato il 23 novembre scorso: vedi). Vale comunque la pena prenderlo sul serio, visto che contiene una prospettiva di ridisegno degli equilibri del potere regionale che, se messo in pratica, toccherebbe i territori “periferici”, penalizzandoli (dunque anche questo territorio). Leggi il seguito di questo post »


Nuovo incarico per l’ex-presidente della provincia Emilio Sabattini

25 ottobre 2014

Il 7 agosto scorso, a Trento, è stata costituita la Autostrada Campogalliano Sassuolo Spa (AutoCS Spa: vedi) società per azioni compartecipata tra le altre da Autobrennero e dall’impresa Pizzarotti spa, alla cui presidenza del consiglio di amministrazione è stato indicato l’ex-presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini. Leggi il seguito di questo post »


Perché Matteo Renzi fa bene al PD (nonostante gli evidenti limiti)

28 ottobre 2013

L’ascesa di Matteo Renzi verso la segreteria del PD segna il collasso del “cartello” di pbersani2013 nella conduzione della “ditta”. Non c’è da esultare per le modalità con cui avviene quest’ultimo eclatante episodio nella pur breve storia del PD, visto che il processo di sostituzione dell’élite ai vertici del partito non si realizza affatto in modo fisiologico. Ma in un partito da lungo tempo bloccato in termini di persone e cultura politica (lo testimonia il fatto che negli ultimi vent’anni il partito originario ha cambiato nome ben tre volte – PCI, PDS, DS, PD – ma le persone ai vertici erano sempre le stesse: cfr. Antonio Funiciello, A vita. Come e perché nel Partito democratico i figli non riescono a uccidere i padri, Donzelli, Roma, 2012: vedi) un’adeguata “circolazione delle élites” sembra possa avvenire solo in questo modo, sotto forma di una brusca e conflittuale discontinuità. La polemica sulla “rottamazione” (e la sua presa in larga parte del partito e degli elettori del PD) va compresa in riferimento a questa condizione nient’affatto fisiologica. Leggi il seguito di questo post »