Raccontare storie. Narrazioni diverse sulla soppressione dello scuolabus per le scuole dell’infanzia

26 gennaio 2011

“La CGIL non si preoccupi: affidare un servizio comunale a dei volontari e non a dei lavoratori dipendenti non è una prassi per questa amministrazione, e né lo diventerà. Sugli scuolabus abbiamo agito così perché c’era un’emergenza e non intervenire sarebbe stato peggio.” Così  Daria Denti (Il Resto del Carlino, 20 gennaio 2011, p.19) in risposta alle critiche della CGIL che non aveva apprezzato l’affidamento del servizio scuolabus per la scuola materna al volontariato, anziché a personale dipendente. In tre righe due incongruenze (uso un eufemismo). Non male. Chi non ha seguito sin dall’inizio la vicenda della cancellazione del servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia (scuola materna) difficilmente potrà cogliere le “contraddizioni” contenute nelle due brevi proposizioni. Ma prima di procedere a disvelare questo modo “manipolatorio” di raccontare la vicenda lasciamo parlare ancora un po’ il sindaco di Vignola: “I tagli erano stati inevitabili e l’unica alternativa al volontariato era lasciare in difficoltà trenta mamme. E per il ripristino abbiamo pensato a Vignola, e non in ‘chiave Unione’, perché il servizio in altri Comuni aveva contorni diversi e uniformarlo non era possibile. Il volontariato, poi, per definizione ha caratteristiche prettamente locali.” Da tempo stiamo assistendo ad un mutamento della politica. Ovvero alla trasformazione della politica in puro marketing (vedi). Non importa ciò che si riesce a fare per il proprio paese o la propria città. Ciò che conta è “produrre un effetto” sul pubblico degli spettatori. Ciò che conta è, dunque, “saperla raccontare”. Christian Salmon, autore di Storytelling (Fazi Editore, Roma, 2008), bestseller nel campo della comunicazione politica, osserva a proposito di un noto politico americano: il suo problema “è che racconta storie anche quando gli sarebbe più utile la verità. Ma quando lo “spin control” è diventato una pratica comune, diviene presto un’abitudine, e poi un modo di vivere” (p.109). Questa affermazione rappresenta efficacemente, riportata sulla scala locale, il modo di comunicare dell’amministrazione comunale di Vignola e del nostro primo cittadino. Vediamo perché affermo ciò. Leggi il seguito di questo post »


Ripristinato il trasporto scolastico per le scuole dell’infanzia!

4 gennaio 2011

Da lunedì 10 gennaio sarà ripristinato il servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia di Vignola. Ricordo che il servizio era stato completamente cancellato in seguito alla delibera del Consiglio dell’Unione Terre di Castelli n.38 del 28 luglio 2010 (vedi). Quella decisione era una conseguenza del fallimento della manovra, condotta maldestramento dall’Unione, per trasferire la funzione di “scodellamento” al personale scolastico. Poiché il taglio alle spese scolastiche non era andato in porto, l’Unione aveva deciso di procedere con altri tagli, sempre ai servizi scolastici. Vittima dell’operazione era risultato anche il servizio di trasporto scolastico (lo scuolabus) per le scuole dell’infanzia. In questo modo erano state appiedate circa un centinaio di famiglie che fino all’anno scolastico 2009/2010 avevano potuto fare affidamento sul servizio. Con la decisione annunciata oggi l’amministrazione comunale di Vignola pone parzialmente rimedio a quella decisione. Alla cancellazione dello scuolabus per la scuola dell’infanzia. In questo modo l’amministrazione comunale riconosce “l’inefficacia delle misure finora adottate [quali? Il servizio è stato semplicemente cancellato!] per garantire il trasporto per la scuola dell’infanzia”. Tradotto: riconosce che la soppressione del trasporto per la scuola dell’infanzia tocca il diritto alla frequenza scolastica, visto che diverse famiglie non hanno altra possibilità che quella di affidarsi al servizio per far accedere il proprio figlio alla scuola. Questo ravvedimento è una buona cosa. E’ il riconoscimento di una scelta sbagliata. Una scelta sbagliata sia perché, appunto, tocca diritti importanti (vedi). Sia perché riduce l’efficacia delle critiche alle scellerate politiche scolastiche del governo Berlusconi; politiche di meri tagli alla spesa per la scuola pubblica. Leggi il seguito di questo post »


Al PD sta davvero a cuore il diritto di frequenza alla scuola dell’infanzia?

11 ottobre 2010

“Tagliare la scuola vuol dire tagliare il futuro”. Con questo slogan il PD dell’Emilia-Romagna introduce un volantino di critica all’operato del governo sul fronte delle politiche scolastiche. Critiche sacrosante, visto che l’unico obiettivo chiaro che il governo Berlusconi sta perseguendo è quello della riduzione della spesa per la scuola pubblica italiana. Però poi anche l’Unione Terre di Castelli taglia fortemente interventi e servizi per la scuola locale. La spesa per la qualificazione dell’offerta formativa viene tagliata di circa il 60%. Nelle mense scolastiche vengono reintrodotti piatti e posate di plastica (dopo che due anni fa – per giuste ragioni di sostenibilità ambientale – si era passati alle stoviglie lavabili, anche con i relativi investimenti). Oltre a ciò – cosa più grave di tutte – viene tagliato completamente il servizio di trasporto scolastico per le scuole dell’infanzia. Un centinaio di famiglie rimangono letteralmente a piedi, ovvero nell’impossibilità di portare il figlio a scuola (può succedere se gli orari di lavoro sono particolari e se non si dispone dell’aiuto dei nonni). Il Presidente dell’Unione nonché sindaco di Spilamberto, Francesco Lamandini, afferma che la soppressione del servizio è una scelta obbligata a causa dei tagli che il governo ha fatto ai trasferimenti agli enti locali. Tagli che ci sono stati, è bene precisarlo. Ma davvero non si poteva fare diversamente? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »