Attenti alle bufale/2. Cittadini felici nell’era del marketing politico?

Anche la politica locale si affida sempre più spesso al marketing. Lo abbiamo visto nella campagna elettorale dell’allora candidato a sindaco Daria Denti (vedi). Lo vediamo con una certa frequenza nell’operato degli spin doctor nostrani che impostano la campagna di comunicazione dell’amministrazione comunale. Ma non è solo questione di comunicazione più o meno abilmente impostata – sarebbe un errore non riconoscere che siamo già oltre questa fase. Qui gli eventi sono ricercati e pianificati per “produrre effetti” sui cittadini-spettatori. Contando su distrazione o smemoratezza della maggior parte di essi. O su entrambe. Perché difficilmente un cittadino si prende la briga di verificare se agli annunci seguono davvero i fatti (e se essi sono come annunciati). A meno che non ne sia in un qualche modo coinvolto – ma si tratta di ristrette minoranze. E quando mancano i fatti, al loro posto si propinano i “progetti”: una promessa di un futuro diverso (migliore). Che nella maggior parte dei casi, però, difficilmente si realizzerà. Per questo diventa sempre più urgente mettere a confronto gli impegni presi e le realizzazioni effettivamente conseguite. Così come diventa sempre più urgente non fermarsi alla superficie delle cose, ai semplici annunci – e chiedersi invece: è davvero così? E’ davvero come ci viene raccontata? Occorre, in altri termini, un’azione di anti-marketing – azione salutare per qualsiasi democrazia. Per questo proseguiamo qui un’azione contro le “bufale” (già iniziata in campagna elettorale: vedi) ed anzi ci proponiamo di farne una sezione stabile, periodicamente aggiornata: Flop e bufale. “Bufale”, innanzitutto. Ma non solo. Visto che ci sono anche “cose fatte”, realizzazioni ed iniziative, “venute male” per responsabilità di amministratori distratti o incapaci. Dunque “flop”. Ma di cui normalmente non trovate traccia nella comunicazione istituzionale. E neppure nei documenti di rendicontazione che l’amministrazione comunale è tenuta a redigere (secondo quanto prevede dal 2009 lo Statuto comunale: vedi). Vorrei sviluppare questa riflessione a partire da un piccolo episodio avvenuto recentemente: il Web Day “vignolese”.

Uno sguardo ironico ai monumenti al potere (Post-monument, XIV Biennale internazionale di scultura, Carrara; foto del 3 luglio 2010)

[1] Il 20 ottobre 2010 – forse a qualcuno è sfuggito – è stato “il giorno epocale del web italiano”. Così recitava un manifesto davvero accattivante visto in giro per la città e rilanciato dall’home page del sito web del comune di Vignola (con tanto di stemma del comune a dare ufficialità all’evento). Sembra però che il web italiano, nonostante l’epocalità, non si sia accorto dell’evento. Duemila i web designer contattati dagli organizzatori – “e di questi alcune centinaia saranno domani a Vignola per il primo ‘Web-day’ italiano” (così il promotore dell’evento su Il Resto del Carlino del 19 ottobre). Risultato: 30 partecipanti (su Facebook – cercare il gruppo Wday – sono accessibili le foto del Teatro Ermanno Fabbri, sede dell’evento, desolatamente vuoto). Ovviamente auguro agli organizzatori un maggiore successo per la prossima edizione annunciata per il 2011, visto che l’evento è pensato come annuale. Un augurio che vale per loro stessi, per l’impegno che hanno messo e perché è in gioco una categoria professionale che può solo crescere, ed anche per Vignola, perché, come tanti, vedrei solo con favore la scelta della città quale location di eventi importanti. Spero mi sia consentito, però, usare questo episodio per mettere in luce quanto la politica, anche locale, si affidi più al marketing che al fare, più agli “eventi” che ai processi di trasformazione di medio-lungo periodo. Sull’evento il comune di Vignola ha fatto un comunicato stampa, presentandolo come un evento davvero epocale e come il segno del ruolo che Vignola, con la nuova amministrazione Denti, sta giocando nei processi di innovazione (economica, professionale, culturale, ecc.). Leggiamo il comunicato (n.149 del 14 ottobre 2010; qui il testo completo in pdf). “Mercoledì 20 ottobre 2010 Vignola ospiterà l’evento W-Day (Web Day), il primo incontro tra tutti i professionisti italiani.” Il primo incontro tra tutti i professionisti italiani del web? Ma dai! Possibile che il comune di Vignola non sappia (e non si preoccupi di sapere) che i professionisti del web di incontri ne fanno da tempo in gran quantità? Che esiste un’associazione di tali professionisti – AssoWeb Italia – operante da anni (dal 2005) e che dunque da anni promuove incontri anche solo dei propri associati? Ed ancora: “Obiettivo finale del W-Day (…) è creare un documento programmatico che pone le linee guida per il futuro del web italiano.” Coerenza tra mezzi e fini? Qualcuno pensa davvero che “il futuro del web italiano” possa essere deciso in un incontro di una sola delle categorie professionali coinvolte (al di là del dato quantitativo dei partecipanti)? Il fatto è che il comune di Vignola scrive queste cose in un proprio comunicato (giocandosi, in questo modo, la non tantissima autorevolezza che ancora i cittadini riconoscono all’istituzione). Comunque sia, il comunicato è stato emesso il 14 ottobre. Nessuno dei quotidiani locali lo ha pubblicato. Solo il 19 ottobre, Il Resto del Carlino, ha pubblicato un’intervista a Stefano Baldaccini, web designer locale promotore dell’evento. La settimana prima dell’evento, inoltre, il manifesto dell’evento epocale del web italiano ha campeggiato in evidenza nel sito web del comune (sezione “eventi in città”). Non si è trattato, dunque, solo di una meritoria azione di sostegno a favore di un giovane professionista locale che organizzava a Vignola un evento (di cui, in una qualche misura, beneficia la città). Fin qui tutto bene. Ciò che rileva, nell’episodio, è l’uso delle risorse istituzionali (tra cui la credibilità) per far passare un messaggio di rilevanza – appunto Vignola come crocevia di processi di innovazione – che in realtà è stato contraddetto dai fatti. Ciò che rileva è la prevalenza del marketing – del “raccontarla” – sulla realtà.

Uno sguardo ironico ai monumenti al potere (Post-monument, XIV Biennale internazionale di scultura, Carrara; foto del 3 luglio 2010)

[2] L’episodio del W-Day vignolese è assolutamente marginale nella vita politica ed amministrativa vignolese. Si potrebbe pensare che non vale la pena spendere un commento articolato sulla vicenda. E che ci si potrebbe limitare a dire agli organizzatori: “in bocca al lupo per l’edizione 2011, ragazzi!” A me sembra, invece che il modo di fare che l’amministrazione comunale ha esibito in questa occasione manifesti un atteggiamento di fondo che si ritrova in molta parte dell’operato dell’amministrazione Denti. Molte altre iniziative, azioni, interventi hanno questa caratteristica comune. Si deve dare l’idea che si fa, che si innova. Attenzione. Si deve dare l’idea. La realtà – come nel caso del W-Day – è un’altra cosa (come testimonia la sequenza: duemila invitati, alcune centinaia di ospiti attesi, trenta partecipanti). Dare l’idea è la cosa davvero decisiva. Che poi il progetto riesca o meno, sembra di minore importanza. Ciò che colpisce – non è la prima volta che lo dico – è lo scarto tra l’annuncio ed il risultato. E’ lo scarto tra ciò che si comunica e ciò che davvero succede. Così l’assessore al bilancio Romina Bertoni annuncia a mezzo stampa il “bilancio partecipato”, dando l’idea di chissà quale coinvolgimento della città nella definizione del bilancio di previsione 2010 (vedi). Solo i 60 partecipanti ai 6 incontri nei quartieri (in buona parte cittadini della lista civica Vignola Cambia) hanno potuto constatare la realtà: partecipazione prossima a zero (e non perché i cittadini non vogliano partecipare, ma per incapacità ad organizzare il percorso ed a rendere tangibile la posta in gioco: se partecipo cambia qualcosa nel mio quartiere? Nella mia vita?). Così l’assessore alla formazione Maria Francesca Basile scrive una lettera di auguri al mondo scolastico in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2010/2011 in cui può scrivere “intendiamo salvaguardare la qualità della formazione … ci impegniamo a supportare le famiglie … difendiamo il diritto allo studio per tutti”, mentre viene completamente azzerato il trasporto di scuolabus per la scuola dell’infanzia (lasciando a piedi 30 bambini che, in larga parte, sono quindi stati tenuti a casa da scuola visto che le famiglie non sono in grado di accompagnarli a causa degli orari di lavoro) (vedi). Così l’assessore ai lavori pubblici Mauro Montanari comunica a mezzo stampa che il progetto di sistemazione di via Barella (con abbattimento di tutti i 27 tigli) risponde in pieno alle linee guida di “via della Partecipazione” (che pure aveva dato l’indicazione “salviamo il più possibile gli alberi”) e che anzi tutti i residenti di via Barella sono favorevoli al taglio degli alberi (mentre invece era in corso una petizione online contro l’abbattimento degli alberi ed a cui diversi residenti hanno aderito) (vedi).

Uno sguardo ironico ai monumenti al potere (Post-monument, XIV Biennale internazionale di scultura, Carrara; foto del 3 luglio 2010)

Episodi di questo tipo si sono accumulati nel corso del primo anno e mezzo dell’amministrazione Denti – tanto che diventa indispensabile, per darne conto, aprire una nuova sezione in questo blog (vedi). Non consola certo il fatto che oggi, anche a livello locale, l’evoluzione della comunicazione politica e del marketing politico sta adottando modalità da tempo in uso a livello nazionale. Di cui Berlusconi è considerato un maestro. Un mix fatto di uso delle conoscenze sulla notiziabilità nelle redazioni giornalistiche; di sfruttamento dell’autorevolezza delle istituzioni per avere maggiore visibilità sui mass media (e nessun giornalista che chiede: “davvero si tratta del primo incontro tra tutti i professionisti del web italiano”?); di mancanza di puntuali ed approfonditi strumenti di rendicontazione; di sfruttamento dell’atteggiamento di scarsa attenzione, di benevolenza e soprattutto dell’impossibilità di verificare puntualmente, da parte dei cittadini, se quanto annunciato si traduce effettivamente in realtà. Ovviamente questo modo di fare si inserisce nel solco di una significativa tradizione, come ci ricorda Hannah Arendt: “Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l’una con l’altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche.” (Hannah Arendt, Verità e politica, Bollati Boringhieri, Torino, 1995; ed.orig. 1963) (vedi). Ma non c’è dubbio che è una tendenza che va fermamente contrastata. E per fare questo, visto che oggi a questa tendenza si piegano anche le istituzioni pubbliche (anche locali), non rimane che la voce critica della società civile.

11 Responses to Attenti alle bufale/2. Cittadini felici nell’era del marketing politico?

  1. Ziva ha detto:

    Che dire…… Tristezza, amarezza…..
    qui si va di male in peggio…….
    Possibile che non se ne rendano conto?!!!!!!!!!
    Si… Possibile…
    Credo siano gli unici a credere in quel che professano e questo è “molto” grave…..

  2. E.T. 57 ha detto:

    “Si deve dare l’idea che si fa”
    Bella frase.
    questa affermazione da sola sicuramente identifica in modo abbastanza esplicativo quello che finora è stato un pò, chiamiamolo, il metodo Denti.
    Forse è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo sull’operato dell’attuale Sindaco e relativa Amministrazione ma a mio parere qualcosina si può dire oltre a quello che ha detto Andrea.
    Premesso che al Sindaco piace da matti essere dentro al potere, tanto che incautamente si era avventurato nel promettere ai cittadini durante la campagna elettorale tante cose (che poi non era così tanto sicuro di realizzare), tra l’altro aveva sostenuto che la partecipazione, la trasparenza, la rendicontazione sarebbero diventati la propria bandiera, inoltre aveva promesso che in caso di sbagli, avrebbe avuto l’umiltà di dire all’intera cittadinanza :.
    Evidentemente ritiene che vada tutto bene, anzi benissimo, perchè il bagno d’umiltà ancora non si è visto, nonostante che alcune cose non abbiano funzionato a dovere (vedi Flop e Bufale).
    Il metodo Denti, però non contempla di subire critiche (anche se giuste) e tutti quelli che le fanno finiscono automaticamente nella lista nera, non prevede contradittorio (in particolare nel PD che è stato per ora sufficientemente anestetizzato).
    E’ un metodo che se portato avanti con una certa determinazione, può portare a risultati sicuramente negativi.

  3. ziva ha detto:

    sulla lista nera che indica E.T.57 sono super d’accordo.
    non a caso uso uno pseudonimo……
    evviva la libertà di pesnisero e soprattutto di parola.
    Si! Libertà di parola, ma quando mai……
    ops!!!!! ho pure sbagliato a scrivere la parola “pensiero”
    lapsus froidiano? della serie “attenti anche a quel che pensate!!!!!!”

  4. sergio smerieri ha detto:

    In riferimento alle “bufale” in generale: sta nascendo un nuovo tipo di cittadino che è quello che scrive ai giornali, in maniera spesso anonima, o con raccolte di firme, che usa i giornali per esternare pensieri o posizioni sui fatti della collettività (Teatro Fabbri, via Barella ecc ecc) Un nuovo fenomeno che andrebbe analizzato con attenzione perchè, nascondendo a volte il mandante, utilizzando l’anonimato, manda messaggi ai cittadini pro o contro l’amministrazione: per intenderci,roba da uffico stampa. La domanda che mi pongo è questa: ma oggi giorno non ci sono altri ambiti e/o opportunità per avviare confronti o dialoghi?

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Lo so che oggi tutto testimonia del contrario. A partire dall’avere mister B alla presidenza del consiglio. Ma dovrà pur succedere che arriva il tempo in cui si afferma un diverso modo di governare. Anche a livello locale. Trasparenza, coinvolgimento dei cittadini, più partecipazione dei cittadini nella democrazia (pur sempre “rappresentativa”) locale, processi deliberativi trasparenti ed a cui ogni cittadino che lo voglia possa dare un contributo … Utopia. Occorre recuperare capacità di visione che oltrepassa questo triste presente. Bisogna crederci. Bisogna costruire con pazienza, giorno dopo giorno le condizioni perché ciò diventi plausibile (prima) e realizzabile (dopo). L’esperienza dell’amministrazione Denti testimonia che anche chi è di sinistra (sic!) quando è al potere, al governo di una città diventa conservatore. Qualcuno mi vuole dire in modo chiaro che cosa ha fatto questa amministrazione sul tema della trasparenza, della partecipazione dei cittadini, delle nuove forme di democrazia locale? Solo qualche piccolo tatticismo. Ma nessuna convinzione forte, nessuna capacità di visione, ancora meno capacità realizzativa. Invece oggi occorre capacità di liberare energie utopiche. Dimostrare che una diversa democrazia locale è possibile!

  6. Chiara ha detto:

    Le parole di Andrea sono sempre meditate e positive. Niki Vendola, in un’intervista al Manifesto di qualche tempo fa , sosteneva che bisogna avere il “coraggio” di riappropiarsi di alcune parole “ideali” e di riempirle di “contenuto”, come la parola “alternativa”. Proviamo ad esaminare queste espressioni semplici.
    a) Coraggio: la sinistra nazionale e locale ha paura. E’ immobile. Non riesce a fare scelte che vadano nella direzione di creare qualcosa di nuovo, si limita a gestire, a fatica, l’esistente.

    b) Ideali: non esistono più. Con il consenso della sinistra ha prevalso l’opinione di chi li ha volutamente confusi con le ideologie intese in accezione negativa. Il pragmatismo, il tecnicismo, l’uso esasperato ed indistinto dei mezzi informatici, la ricerca del benessere (non solo quello sessuale di Berlusconi), la globalizzazione ci fanno credere che le grandi idee non servano più.

    c) Contenuto: anche questo non serve più. Come tu hai sottolineato quello a cui si aspira è l’apparire non l’essere. Sono le iniziative di facciata a cui non partecipa più nessuno, i discorsi, le inaugurazioni, il vestire bene(?), l’avere sempre e comunque ragione, il non riconoscere mai gli errori.

    d) Alternativa: dobbiamo contribuire a costruirla partendo dal basso. Anche se la gente è stanca e non ne può più dei politici e delle loro promesse, bisogna insistere sulla democrazia e sulla partecipazione. E sulla trasparenza. I cittadini, soprattutto in momenti di crisi, possono riscoprire il gusto di partecipare, di provare a contare,di discutere e dibattere, di incidire, anche nel loro piccolo, sulle scelte che li riguardano. Abbiamo avuto modo di verificare che non è impossibile farlo. Le nostre iniziative sono state sempre partecipate. Vignola Cambia ha coinvolto nel lavoro politico persone che avevano abbandonato la voglia di partecipare e si erano chiuse in casa. La serata sulla partecipazione con Michelotto in preparazione degli emendamenti sul bilancio è stata molto bella. Lui stesso è rimasto colpito dalla presenza dei cittadini e dai contenuti.
    Non so se ascolti Vasco. A me piace molto, perchè esprime con parole semplici concetti complessi e profondi. Ci sono alcune parole di Sally che suonano pressapoco così: “…. si accendono le luci dei lampioni e la gente corre a casa davanti alle televisioni…” Ecco dobbiamo contruibire a rompere questo meccanismo, a fare uscire la gente, a farla partecipare, a farla contare. E la gente uscirà solo se saremo in grado di garantire una condizione prepolitica che nel tempo, sia a destra che a siinistra, è venuta meno: la trasparenza.
    In Puglia Niki Vendola ci è riuscito. Ha un consenso incredibile tra giovani e anziani, tra vecchi e bambini. E un sacco di gente partecipa. Ha Battuto D’Alema e Fitto. Dobbiamo provarci anche in Emilia.
    Ciao Mauro

    • Luciano Credi ha detto:

      Chiara complimenti,

      anche se per numero di preferenze sono il primo di une delle liste che sostiene l’attuale sindaco…(ora non ho nessuna tessera e vivo fuori Vignola), mi ricordo che c’incrociammo al seggio il giorno dell’elezioni (poi fui uno di coloro che ubbidienti alla Daria, come uno dei suoi candidati consiglieri, ti ho applaudito la sera del 25 giugno 2009, per festeggiare la vittoria…), ma non credo che tu mi conosca…
      Non é importante!!!
      complimenti di nuovo, ma i tuoi ideali sono ottimi per una mamma o un papà(come cose da insegnare), ma non per quelli della nostra generazione… Anch’io adoro Vasco ma su di me non c’é che il residuo più disfattista delle sue bellissime canzoni, di uno che era adolescente nei primi anni 90… Non voglio assolutamente cambiare… (perchè dentro le mie ferite ci sono ricordi, storie d’amore, interessi culturali, amicizie passate)…
      Gli ideali di cui tu parli li lascio ai miei figli se sarà possibile, se no alla generazione che verrà che sarà sicuramente migliore della mia, ma forse perderà qualcosa della vit

  7. Massimo ha detto:

    Mi fa ridere il fatto che io, da 15 anni professionista nel settore del tanto urlato evento storico, iscritto a tanti gruppi e fonti informative riservate agli addetti ai lavori, cittadino e libero professionista di Vignola non abbia mai avuto nemmeno lo straccio si una news, un invito o una richiesta di adesione…
    Come Andrea e Chiara hanno detto chiaramente, anche a livello locale prevale la fuffa fumosa degli pseudo-spindoctor, quella che in ambito consulenziale chiamano “waporware”, dimenticando che per cambiare questo Paese occorre avere coraggio, ideali, contenuti e passione.
    Continuiamo a lavorare sotto traccia, facendo circolare le informazioni, le proposte, i contenuti, per realizzare veramente una nuova alternativa, democratica e partecipata.
    Con stima,
    Massimo

  8. Stefano Baldaccini ha detto:

    Ciao caro amico Vignolese!
    Leggo solo ora questo “bellissimo” articolo dedicato al WDAY, e posto solo alcune precisazioni, che riguardano l’evento da me organizzato, e che ritengo di farti poichè ho letto molte imprecisioni…
    Mettiti comodo e stai un pò a sentire:

    PREMESSA:

    Prima cosa, che tengo a precisare, è che il WDAY è nato quasi “per gioco” in un caldo pomeriggio estivo a Città Sant’Angelo, alla cerimonia di consegna degli Italian Web Awards 2010.

    In quell’occasione ho potuto confrontarmi con tanti miei colleghi e amici, e abbiamo constatato che molti problemi che incontravo io nel mio piccolo paese di provincia, in realtà li incontravano anche grandi e piccole agenzie sparse per l’Italia, e che in realtà, nessuno se ne era mai occupato.

    In quel momento mi proposi di ospitare a Vignola tutti i web designer, siccome sapevo che in quel periodo si sarebbe inaugurato il teatro Fabbri, e che poteva essere un punto strategico a livello logistico, poichè raggiungibile in modo facile da tutte le agenzie del Nord Italia, che sono la stragrande maggioranza, ma anche da quelle del Centro/Sud attraverso la linea ferroviaria.

    In più poteva essere il primo vero incontro tra tutti i professionisti del web, poichè è vero che assowebitalia esiste dal 2005, ma se avessi fatto una ricerca più approfondita, avresti scoperto che l’unica attività di assoweb fino a quest’anno è stata quella di organizzare il premio web italia. (Questo lo so bene, siccome sono anche socio professionista e delegato nazionale di Asso Web.)

    Inoltre, AssoWeb non è l’unico ente in italia che rappresenta i professionisti interattivi, ci sono anche Art Director Club Italia, AssoDigitale ed altre piccole associazioni.
    Che però costituiscono una “casta” propria, e che non hanno mai creato un vero legame d’intenti l’una con l’altra.

    L’intento del WDAY è proprio questo, uscire dagli stereotipi comuni, lasciando da parte la politica e le istituzioni, parlando in maniera diretta dei problemi del fare web in Italia, unendo le idee, le speranze e progetti futuri, con l’intento di far crescere sempre di più la cultura interattiva tra le aziende e tra la gente comune.

    Che come saprai anche tu, in Italia è molto bassa!

    SVILUPPO:

    Come ti dicevo prima, dopo la promessa fatta ai miei colleghi, mi sono dato da fare, per organizzare l’evento.
    Tengo a precisare che il mio mestiere non è organizzare eventi, ma è creare siti internet, per lo più esclusivi!
    Quindi sono partito in quattro, per prima cosa sul fronte che conoscevo meglio cioè il web, organizzando un gruppo su facebook e pubblicando un sito ufficiale dell’evento.

    Con mia grande sorpresa, vidi che l’afflusso e le attese per il WDAY superavano le mie aspettative, grandi agenzie e professionisti, di cui non faccio il nome, ma che puoi trovare sul sito del wday, hanno iniziato a collaborare direttamente, giornali come Wired hanno sposato il progetto aumentando il tam tam mediatico, blog di settore hanno iniziato a citare il WDAY come l’evento più importante del web design italiano e quindi mi sono trovato un pò spiazzato perchè da poche decine di persone, mi sono trovato a gestire migliaia di contatti.

    Pensa che ad oggi il sito del WDAY è stato visitato da 27.165 utenti (Dati di google Analytics), dati impressionanti se pensi che è stato organizzato in circa un 2 mesi.

    Quindi con queste premesse, ho presentato il progetto alla sindachessa Denti, e devo dire oltrepassando i valori politici, che con me è stata molto partecipe e propositiva. Ha sposato in pieno l’evento e sia lei che i suoi collaboratori mi hanno aiutato nei passaggi più burocratici, che bisogna fare in eventi di questo genere, e che sinceramente ignoravo.

    Tieni conto, caro amico Vignolese, che avevo come obbiettivo quello di non coinvolgere nessuno sponsor, proprio perchè volevo che l’evento fosse senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese di realizzazione superavano le idee che mi ero fatto, e quindi a pochi giorni dall’evento ho dovuto chiedere l’aiuto ad un paio di aziende interessate ad investire sull’evento, che ricordo, non si è sviluppato solo realmente al teatro fabbri, ma anche virtualmente nei social network ed attraverso il sito ufficiale.

    REALIZZAZIONE:

    Il giorno dell’evento si sono registrate alla reception del teatro fabbri 170 persone, che rappresentavano circa 100 tra le più grandi ed importanti agenzie web Italiane.

    E’ vero, me ne sarei aspettate molte di più, ne avevo previste circa 300, ma essendo stato fatto in un giorno lavorativo, molte persone hanno dovuto dare forfait.

    Tra queste 170 persone vi era anche il presidente di AssoWebItalia, con il consiglio direttivo, pronto a sposare le idee e i progetti che sarebbero nati.

    Il WDAY si è svolto come un vero e proprio talk show, cioè ogniuno aveva la possibilità di porre le proprie questioni, proporre le proprie idee, criticare l’operato delle varie associazioni, discutere su eventuali problematiche legate al nostro lavoro.

    Poi quando il clima stava iniziando a surriscaldarsi e stava arrivando l’una, ho bloccato tutto, e ho invitato le 170 persone a gustare i tortelloni e le tagliatelle dei ristoranti di vignola, altro grave errore!!!
    Purtroppo qua da noi si mangia troppo bene, rispetto alle altre parti d’Italia, e quindi ci sono stati dei dispersi, dei caduti e addirittura un partecipante ha chiesto “asilo politico” al ristorante la Bolognese.

    A parte gli scherzi, dopo le 15, in molti sono tornati verso casa, e sono rimaste poche decine di persone, cioè quelle che hai visto anche tu nelle foto che puoi trovare sul profilo di facebook.

    RISULTATI ED OBBIETTIVI FUTURI:

    I risultati del WDAY sono stati gratificanti sia per i partecipanti che per le associazioni che hanno potuto raccogliere nuove idee e stimoli per attuare le proposte ricevute.

    AssoWebItalia, ha potuto creare un programma proprio sulle considerazioni fatte al WDAY, ed in Dicembre c’è stato il primo incontro del consiglio direttivo che si è impegnato verso tutti i soci AssoWeb, di lavorare sulle seguenti iniziative:

    + Promuovere incontri in ogni regione
    + Migliorare la comunicazione
    + Avviare i lavori per un tariffario Italiano
    + Avviare i lavori per le Certificazioni delle web agency
    + Pubblicare l’Annual Book con le migliri case history
    + Costituire Reti d’impresa
    + Mettere a punto un progetto formativo (WebItalia LAB)
    + Organizzare il PWI2011
    + Organizzare Donna è Web 2011

    Tutto questo grazie anche al WDAY!

    COSA FACCIO ADESSO?

    Non preoccuparti, non sono diventato nè ricco nè tantomeno sono su un isola deserta a godermi i soldi del WDAY… In questi mesi dopo il wday, ho continuato a fare il mio vero lavoro, cioè il web designer, giorno e notte davanti ad un monitor, cercando di far sgranare gli occhi a coloro che visitassero i miei siti, ma la cosa bella è che sono in contatto giornalmente con quelle 170 persone che fanno il mio stesso mestiere e che hanno i miei stessi problemi, attraverso un gruppo di lavoro su facebook, e che non vedono l’ora di rincontrarsi a Vignola per parlare di web e per mangiare tortelloni e tagliatelle!

    Quindi, come ho già annunciato pochi giorni fa in un servizio andato in onda sul canale 143 di sky, ti dico già da adesso che il prossimo WDAY ci sarà, il giorno previsto sarà l’ 11/11/11 e la location sarà quasi sicuramente Vignola, e mi piacerebbe questa volta che ci fossi anche tu!

    Un salutone
    sTe

  9. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Caro Stefano, mi fa piacere che tu sia soddisfatto del primo WDAY italiano. E, come ho scritto nel post, ti auguro che l’edizione 2011 abbia ancora più successo. Per il resto penso di non aver detto nulla di scorretto se ho rilevato un certo “scarto” tra la presentazione dell’evento (il giorno epocale del web italiano) e lo svolgimento dell’evento ed i suoi effetti sull’attività di web designer. Semplicemente mi sembrava che non ci fosse proporzione tra “mezzo” e “fine”. E sono ancora convinto che sia così. Se continuerete a scegliere Vignola come location dei vostri incontri mi fa solo piacere. Come hai visto, ho usato questo episodio per evidenziare non tanto la tendenza di soggetti od associazioni private ad enfatizzare ciò che stanno facendo. Cosa legittima su cui non ho nulla da dire. Ma la tendenza di istituzioni pubbliche, nel caso specifico il comune di Vignola, ad usare per fini di marketing politico eventi e comunicazioni di altri, senza prendervi adeguatamente le … misure. Per il resto vedo, leggendo i giornali, dei successi che ottieni come web designer. Ho letto del tuo ultimo riconoscimento per il sito web di un aceto di mele di alta qualità – e mi sono pure visitato il sito: bello, anche se personalmente lo ritengo troppo … spettacolare. Comunque, non sono certo un’autorità nel campo, per cui non mi rimane che augurarti nuovi successi. Grazie comunque per l’invito. Se il programma della vostra giornata dovesse interessarmi potrei anche passare.

    PS Dimenticavo. Secondo il tuo resocondo un fatto epocale del primo WDAY è stata la mangiata di tortelloni. Che ha decimato i partecipanti alla seconda parte della giornata (-76%). Plausibile? Rimango convinto che nel post sono riportati i numeri corretti dei partecipanti. Confermati da una persona presente. Comunque, auguri per l’edizione 2011.

  10. Stefano Baldaccini ha detto:

    Ciao Andrea, ho capito il tuo discorso, volevo solo dare dei dati più precisi riguardo al WDAY, perchè era passato come un evento di poco rilievo, invece è stato molto importante e lo sarà ancora, per coloro che fanno il mio mestiere.

    Chiaramente ho usato l’aggettivo “epocale” proprio perchè anche io sono uomo di marketing, per cercare di enfatizzare l’evento e i contenuti che si sarebbero discussi.

    Comunque spero di poter riorganizzare il tutto al meglio, con più tempo e più persone che mi aiutano, perchè è stata veramente dura.

    Grazie anche per essere andato a visitare il sito, mi fa piacere che ti sia piaciuto, in effetti è molto spettacolare, proprio perchè si deve distinguere dagli altri.

    Comunque anche io ti faccio i complimenti per questo blog, rimarrò un tuo affezzionato lettore, promesso!

    Un salutone
    sTe

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