Riprende a crescere la popolazione vignolese. Ecco i dati demografici 2010

7 gennaio 2011

Riprende la crescita demografica, anche se in modo meno dinamico rispetto agli ultimi anni. Come negli anni passati tale crescita è determinata quasi esclusivamente dal saldo migratorio ampiamente positivo. Inoltre è soprattutto la crescita delle presenze straniere a determinare la crescita della popolazione (a testimonianza che la crisi economica non determina una più forte contrazione dei posti di lavoro di stranieri, rispetto a quelli di italiani). Il numero dei nati si mantiene alto (260 nati), anche se inferiore a 2008 e 2009. E tra questi gli stranieri si confermano incidere per più di un terzo (35% del numero complessivo dei nati). Questi i principali “fatti” demografici del 2010 a Vignola. Leggi il seguito di questo post »


I dati demografici del 2009 confermano le trasformazioni in atto a Vignola

7 gennaio 2010

Sappiamo da tempo che anche Vignola partecipa ai processi di trasformazione demografica che caratterizzano larga parte del Nord Italia, specie quella parte del Nord Est – la cosiddetta “terza Italia” – caratterizzata da un’economia diffusa in larghissima parte dovuta a medie, piccole e piccolissime imprese. Economia diffusa, presenza significativa di attività industriali, servizi “sviluppati” (alle imprese e, soprattutto, alle persone). Che sia Castelfranco Veneto o Prato, queste caratteristiche economiche attraggono crescenti flussi di popolazione, in larga parte straniera. Mentre le grandi città continuano a perdere popolazione (es. Bologna) od a crescere in misura assai contenuta (es. Modena), le cittadine intermedie come Vignola presentano sviluppi demografici più dinamici. I dati dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Vignola ci aiutano a leggere la trasformazione in atto. Continuando un trend iniziato alla fine degli anni ’90, Vignola ha confermato anche nel 2009 un processo di crescita della popolazione residente – giunta a 24.509 unità al 31 dicembre 2009 (con un incremento di 400 residenti in un anno). Si avvertono, però, anche i segnali “demografici” della crisi economica in atto. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »