Abbattuta la palazzina ex-Enel con il murales di Blu

H_home 6lug2013 101Nel corso della settimana appena trascorsa è stata abbattuta la palazzina ex-Enel. Prima fase del cantiere per la realizzazione di 12 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (le cosiddette “case popolari”) alla confluenza tra via Caselline e via per Sassuolo (vedi). Sui muri di quella vecchia palazzina, però, vi era un “murales” realizzato da Blu, uno dei più noti street artist italiani (un po’ di tempo fa il giornale inglese “The Guardian” lo aveva collocato tra i dieci migliori writers al mondo: vedi), oltre ad opere di altri artisti. E’ stato abbattuto nell’indifferenza sia di ACER Modena, sia dell’amministrazione comunale “civica”. Entrambi gli enti si sono dimostrati gretti. Certo, nessuno aveva chiesto di rinunciare all’abbattimento dell’edificio, ma almeno di farsi carico della conservazione delle immagini dei murales, magari di salvare i frammenti più importanti o documentare, con un video, la sua distruzione. Insomma bastava un intervento per salvarne la memoria. Magari in modo artistico anch’esso. Nulla di tutto questo.

Il cantiere dopo la demolizione della palazzina ex-Enel alla confluenza tra via Caselline e via per Sassuolo (foto del 19 settembre 2015)

Il cantiere dopo la demolizione della palazzina ex-Enel alla confluenza tra via Caselline e via per Sassuolo (foto del 19 settembre 2015)

Per ACER Modena si trattava evidentemente di un impiccio, meglio far finta di niente. Per l’amministrazione comunale una colpevole distrazione. Certo, la street art è precaria per definizione e sono gli artisti stessi che non intendono sottrarre le loro opere a tale destino di temporaneità. Ma questo non vieta che le comunità in cui essi operano agiscano in modo diverso, riconoscendo valore a tali opere e cercando almeno di conservarne le tracce. Che questa sia una realtà provinciale lo testimonia anche un tale episodio: l’incapacità di riconoscere i non molti valori estetici che popolano gli spazi pubblici. Peccato.

Il murales di Blu nella palazzina ex-Enel a Vignola (foto del 6 luglio 2013)

Il murales di Blu nella palazzina ex-Enel a Vignola (foto del 6 luglio 2013)

PS Qui una rassegna fotografica dei murales della palazzina ex-Enel (vedi). Qui l’appello a “salvare” il murales di Blu, lanciato durante l’amministrazione Denti (vedi). E qui considerazioni critiche sul progetto di realizzare alloggi ERP nella palazzina ex-Enel, un progetto che ha stornato i fondi per alloggi ERP da ricavare nel seicentesco Mulino di Tavernelle (vedi). Ma se il progetto nell’antico mulino non convinceva si poteva dirottare l’intervento di ACER in centro storico, così da dare un contributo all’opera di riqualificazione dell’area più degradata (per l’edilizia residenziale) della città.

Il murales di Blu, street artist di fama internazionale, sulla palazzina ex-Enel, ora demolita (foto del 6 luglio 2013).

Il murales di Blu, street artist di fama internazionale, sulla palazzina ex-Enel, ora demolita (foto del 6 luglio 2013).

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7 risposte a Abbattuta la palazzina ex-Enel con il murales di Blu

  1. federossa ha detto:

    ORRIBILE SCELTA! Uno schifo

  2. Ivo ha detto:

    http://blog.mariodelmonte.it/icone/
    Segnalo, sul blog della fondazione Mario del Monte, un interessante contributo di Pietro Rivasi organizzatore e animatore del festival Icone. Il contributo contiene anche un accenno ad un vignolese e a Blu che potrebbe suscitare qualche riflessione.

  3. Antonio Tavoni ha detto:

    Il vignolese che segnali Ivo è Luca Lattuga, cofondatore all’epoca dell’associazione Lavabo, oggi chiusa. Se non sbaglio nel 2004, Blu insieme ad Ericailcane (altro artista italiano che dalla street art è partito ed oggi espone in giro per il mondo) furono chiamati anche a dipingere l’interno dell’allora sede dell’associazione presso l’ex lavatoio di via Zenzano. Qui i loro lavori sono bellissimi, assolutamente visibili e assolutamente da conservare.

    Per gettare uno sguardo su un mondo delle arti grafiche che spesso passa per ignorato, segnalo anche Anonima Impressori, l’attività di recupero di storici materiali tipografici e stampa, con sede a Bologna, cui lo stesso Luca Lattuga si è dedicato piu’ di recente.

    http://www.anonimaimpressori.it/

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ci sono diversi modi per affrontare un problema di questo genere, ovvero “salvare” (almeno nella memoria) un’opera di “street art”. Il peggiore è fare finta di niente. A Bologna, ad esempio, istituzioni di quartiere ed alcune associazioni hanno lanciato in questi giorni una raccolta fondi (obiettivo 4.000 euro) per il “recupero” delle opere di Blu nel “Giardino del Guasto”, in piena zona universitaria a Bologna.

    “L’hanno chiamata Guastoland in onore dell’ultima trovata dell’artista e writer inglese Bansky («Dismaland», il parco giochi del degrado) ma le finalità della kermesse culturale, che si terrà a Bologna da venerdì prossimo al 18 ottobre, organizzata dall’associazione culturale Habitart e da Peacocklab, in collaborazione con l’Accademia delle Belle arti, il quartiere San Vitale e l’associazione Giardino del guasto, sono assai differenti. Musica, installazioni video, laboratori di street art per i bambini: con queste attività si cerca di riportare i cittadini all’interno del giardino del Guasto e raccogliere i fondi per ripulire il murale di Blu, artista famoso in tutto il mondo, che nel 2002 ha decorato le pareti della struttura, ideato nel 1975 dall’architetto Rino Filippini.”

    Qui la notizia intera dal sito web del Corriere di Bologna del 13 ottobre 2015:
    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cultura/2015/13-ottobre-2015/raccolta-fondi-salvare-murale-blu-giardino-guasto-2302045202463.shtml

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    “Ottocento euro di multa per la nota street-artist AliCè, condannata per imbrattamento dal tribunale di Bologna. La sentenza che punisce Alice Pasquini è stata letta nel pomeriggio dal giudice monocratico Gabriella Castore: era stata denunciata dalla Polizia municipale e poi è finita a processo per aver impresso alcuni dei suoi disegni sui muri della città. La denuncia risale a ottobre 2013 e il provvedimento, nei giorni successivi alla notizia, aveva fatto discutere e fu organizzata anche una manifestazione in sua solidarietà. Ma oggi, ironia della sorte, c’è pure un altro aspetto: l’istituzione museale di Bologna Genus Bononiae vuole infatti realizzare una mostra “strappando” i graffiti dalla strada e portandoli, appunto, in museo. Un’idea che, a sua volta, ha diviso molto gli appassionati. Ad ogni modo, l’avvocato difensore di AliCè, Stefania Martelli, ha detto che la sentenza verrà “sicuramente appellata”. Il pubblico ministero, nella scorsa udienza, aveva chiesto l’assoluzione. “Penso di aver contribuito a valorizzare la città e non ad imbrattarla, soprattutto perché le opere sono state realizzate in aree degradate. Oggi invece è stato sancito il principio per cui qualsiasi espressione artistica è reato”, dice la diretta interessata.”

    Qui le foto di alcune opere di AliCè sul sito web di la Repubblica-Bologna:
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/02/15/foto/bologna_writer_condannata_per_imbrattamento_ma_le_sue_opere_andranno_al_museo-133502958/1/#1

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Guerra di Blu contro la “privatizzazione” (o “musealizzazione”?) dei graffiti, ovvero della street art. Succede a Bologna dove Blu, in polemica con gli organizzatori della mostra “Banksy & Co. L’arte allo stato urbano”
    http://www.genusbononiae.it/mostre/street-art-bansky-co-larte-allo-urbano/
    (promossa da Genus Bononiae) ha cancellato le sue opere dai muri della città.

    BOLOGNA – Il museo non mi avrà. Nel corso di una notte frenetica di vernice e spray, Blu, il Banksy italiano, ha cancellato i suoi celebri, splendidi graffiti dai muri di Bologna, dove una potente istituzione culturale, Genus Bononiae, sostenuta dalla fondazione bancaria e presieduta dall’ex rettore Fabio Roversi Monaco, sta staccando dai muri le opere dei writer più quotati per esibirli, in alcuni casi senza il consenso degli autori, in una mostra sulla street art che inaugurerà giovedì prossimo nell’austero e storico Palazzo Pepoli.
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/03/12/news/bologna_graffiti-135303806/?ref=HREC1-9

    Qui il testo che spiega il clamoroso gesto sul blog Giap da Wu Ming:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=24357

    A Vignola non ce n’é stato bisogno. Ci ha pensato ACER Modena a “cancellare” l’opera di Blu sulla palazzina ex-Enel, abbattuta nell’indifferenza dell’amministrazione comunale “civica”. Provincia della provincia della provincia. Anche culturalmente parlando.

  7. Andrea Paltrinieri ha detto:

    A Ferrara, intanto, l’amministrazione comunale realizza un percorso sulle tracce della street art presente in città. Una mappa per seguire il lavoro di rigenerazione urbana fatto dai writer.

    “«Ricostruire e documentare la storia della street art ferrarese non è stato facile – commenta la curatrice Licia Vignotto – sono stati necessari mesi di studio e confronto con gli artisti locali, sia perché spesso si è dovuto ‘surfare’ sul confine labile tra legalità e illegalità, sia perché il sottobosco creativo è tipicamente confuso, contraddistinto dall’anonimato e dal proliferare di pseudonimi». “Ferrara street art” scaturisce in sinergia con il progetto “FM street map”, ideato dal Servizio Giovani del Comune di Ferrara e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Lo scopo è strutturare un itinerario congiunto che guidi alla scoperta di vere e proprie opere en plein air, come se si trattasse di impressionisti odierni.”

    Qui l’articolo completo su la Repubblica – Bologna del 5 aprile 2017:
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/04/05/news/ferrara_un_percorso_alla_scoperta_della_street_art-162245311/

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