Parco di via di Mezzo due anni dopo (è nato un comitato di cittadini)

C_home 26ago2015 037Poco più di due anni fa (era l’8 giugno 2013) fu inaugurato il parco di via di Mezzo, ribattezzato Parco delle Città gemellate e amiche (vedi). Dei vistosi limiti del progetto di quel parco, testardamente voluto così dall’amministrazione Denti, abbiamo già detto lungamente (vedi). I due anni passati da allora non cambiano di una virgola le cose dette e la loro validità. In sintesi si tratta di un esempio perfetto di come non dovrebbe essere realizzato un parco pubblico (tra l’altro si tratta del secondo parco vignolese per dimensioni – circa 10.000 mq – dopo il Parco dei nuovi nati). C’è tuttavia una notizia positiva. Negli ultimi mesi si è costituito un comitato di cittadini per la cura del parco. Questo “Comitato” ha promosso, con il supporto dell’amministrazione comunale, la prima festa del parco che si è tenuta sabato 29 agosto. Non ho informazioni circa il successo o meno dell’iniziativa (immagino sia andata bene). Al di là dell’evento, la costituzione del Comitato è in ogni caso una buona notizia. Si aggiunge ad altre più o meno ampie iniziative di tutela e produzione di “beni comuni” (vedi) – un fenomeno che non riguarda certo solo Vignola (si pensi al fenomeno delle “social street” di cui la più famosa è probabilmente via Fondazza a Bologna: vedi).

Il parco di via di Mezzo con l’area giochi (foto del 26 agosto 2015)

[1] Il Parco di via di Mezzo (continuo a chiamarlo così – ci si intende meglio) soffre oggi degli stessi malanni rilevati due anni fa. Malanni che discendono innanzitutto da scelte irragionevoli fatte in sede di progettazione, ad esempio circa la collocazione degli alberi e circa la mancanza di un adeguato impianto di irrigazione (il serbatoio di raccolta delle acque piovane, previsto in origine, è stato stralciato per ragioni di costi) (vedi). A quest’ultimo difficilmente si metterà mai più rimedio. Al primo invece si può rimediare. La netta distinzione tra le due componenti (area boscata compatta su due lati del parco, da un lato; area a prato sulla maggior parte della superficie, dall’altro) va superata. Occorre cioè procedere a nuove piantumazioni con l’obiettivo di aumentare (ovviamente una volta che gli alberi saranno cresciuti) le zone d’ombra. A qualche altro inconveniente del progetto originale ha già rimediato l’amministrazione Denti (realizzando un’area giochi in origine non prevista), a testimonianza del fatto che il “pressing” delle opposizioni civiche qualcosa è servito (vedi). Rimane ancora l’handicap di un terreno non adeguatamente setacciato per l’eliminazione del pietrisco e malamente seminato. Temo che anche per questo non ci sia più nulla da fare.

Il "manto erboso" del parco di via di Mezzo: almeno il 50% della superficie è così (foto del 26 agosto 2015)

Il “manto erboso” del parco di via di Mezzo: almeno il 50% della superficie è così (foto del 26 agosto 2015)

[2] I margini di miglioramento sono dunque ridotti, ma ci sono. Per questo è di fondamentale importanza la costituzione del Comitato Parco dei Gemellaggi (il cui presidente è Elisa Montanini). Questo Comitato di residenti sarà attivo nella cura del parco con il prezioso aiuto della Banca del Tempo di Vignola e della Associazione Alpini Vignola-Marano. Per festeggiare la nascita hanno organizzato la prima festa del Parco, tenutasi nel parco stesso sabato 29 agosto dalle ore 15.30 con attività per bambini e dalle 19 con apertura stand gastronomico (pdf). Il ricavato della festa è destinato alla manutenzione e cura del parco. Non è la prima volta che a Vignola i cittadini “scendono in campo” per prendersi cura di un’area pubblica (vedi). Ma è bene, in questo specifico caso ancora di più, che non si limitino a “curare” l’esistente, ma semmai anche a concordare con l’amministrazione comunale un “aggiustamento” al progetto (iniziando dalla piantumazione di nuovi alberi, ovviamente dopo aver ridisegnato il progetto). E questa amministrazione, finalmente sensibile al tema del coinvolgimento dei cittadini, farebbe bene a promuovere la costituzione di Comitati o aggregazioni di cittadini in altri parchi pubblici, in altri quartieri, per la cura di altri spazi cittadini.

Locandina della festa del Comitato del Parco delle città gemellate ed amiche, tenutasi sabato 29 agosto 2015.

Locandina della festa del Comitato del Parco delle città gemellate ed amiche, tenutasi sabato 29 agosto 2015.

[3] Il Comune di Bologna, primo in Italia, si è dotato di un Regolamento che semplifica e promuove le forme di collaborazione nella gestione dei beni comuni, cercando appunto di supportare, mobilitare o anche solo non intralciare i cittadini che curano “beni comuni” (con l’avvertenza: “Sono beni comuni quei beni, materiali, immateriali e digitali, che cittadini e amministrazione riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo, il cui arricchimento arricchisce tutti e il cui impoverimento impoverisce tutti”: vedi). Sostenere e promuovere tramite un “supporto” amministrativo non è affatto cosa semplice in un mondo che tende a burocratizzare tutto. Per questo l’esperienza bolognese va seguita con attenzione e magari replicata anche da noi. Alla fine della legislatura iniziative come quella del “Comitato Parco dei Gemellaggi” dovrebbero essersi moltiplicate per dieci. Ci si riuscirà? Spesso ci si lamenta – cittadini ed amministratori – del venir meno di quel “senso civico” che si manifestava nella cura della città (dalla pulizia dell’area davanti a casa od al negozio alla spalatura della neve sul marciapiede, alla cura delle aree comuni, alla disponibilità ad aiutare persone in difficoltà, ecc.). Ciò che non si manifesta più spontaneamente (almeno non nella stessa misura del passato), può tuttavia divenire il risultato di un intervento intenzionale di “costruzione” e di “organizzazione”. Oggi l’attenzione, la disponibilità, la solidarietà prende queste forme.

La cosiddetta "zona boscata" (foto del 26 agosto 2015)

La cosiddetta “zona boscata” (foto del 26 agosto 2015)

Per questo è importante l’azione di innesco che deve giocare l’amministrazione comunale. Con l’obiettivo di diffondere questa modalità di “cura della città” nei diversi quartieri. Con i cittadini si dovrebbe proporre una sorta di patto (vedi), “riconoscendo” questo loro impegno con la controfferta di occasioni particolari di partecipazione alle decisioni riguardanti il loro quartiere ecc. (es. relativamente all’allocazione delle risorse del bilancio annuale del comune). In questo modo i due processi verrebbero a sostenersi vicendevolmente: impegnandosi a curare il “loro” parco ed il “loro” quartiere i cittadini sarebbero spinti anche alla “partecipazione civica”, ovvero alla partecipazione alla presa delle decisioni politico-amministrative sull’area di cui si prendono materialmente cura. Un circolo virtuoso, insomma. Nulla di particolarmente innovativo sul piano delle idee (vedi). Ma ancora oggi esperienza di avanguardia se guardiamo il piano delle realizzazioni concrete, della prassi. Ce la farà quest’amministrazione civica? Vedremo. Intanto la partenza è con il piede giusto.

Panchine necessitanti di un po' di manutenzione (foto del 26 agosto 2015)

Panchine necessitanti di un po’ di manutenzione (foto del 26 agosto 2015)

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