Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli: cosa succede?

F_home 13giu2015 059Doveva essere inaugurata nell’aprile scorso, ma le “tribolazioni” dell’impresa edile incaricata della realizzazione hanno praticamente fermato i lavori … all’ultimo miglio. Si tratta della nuova sede del “tecnopolo” dell’Unione Terre di Castelli a Spilamberto. Quella che dovrebbe ospitare l’incubatore Knowbel intanto avviato, nell’aprile 2013, nella sede provvisoria di Democenter-Sipe sempre a Spilamberto. Ma forse non è l’unica difficoltà. Visto che anche i bandi di selezione per “idee d’impresa e startup” sembrano avere meno successo del previsto (una criticità che si aggiunge al flop del programma di “sviluppo locale” della Fondazione di Vignola: vedi). In ogni caso l’attività del nostro “tecnopolo” soffre di opacità: quale performance, quale ricaduta sul territorio, quale efficacia nei servizi alle imprese non è dato sapere. Indubbiamente serve più trasparenza.

La sede del tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli, a Spilamberto, alla confluenza di via Confine e via Coccola. Praticamente completata? (foto del 12 settembre 2015)

La sede del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli, a Spilamberto, alla confluenza di via Confine e via Coccola. Praticamente completata? (foto del 12 settembre 2015)

[1] La posa della prima pietra – evento un po’ più folkloristico del lecito (vedi) – era avvenuta il 5 aprile 2014, non a caso in campagna elettorale. La fine dei lavori fu annunciata dopo un anno da allora. Ed in effetti l’inaugurazione era ipotizzata ad aprile 2015. Solo che l’impresa costruttrice, Costruzioni Scianti Spa di Modena, si trova in condizioni di carenza di liquidità (con domanda di ammissione al concordato: vedi). Il cantiere si è di fatto fermato in primavera. Da allora si è andati al completamento del cantiere a passi lentissimi, anche se infine l’opera dovrebbe potersi dire conclusa (il collaudo dovrebbe essere stato svolto alcuni giorni fa). Per questo l’inaugurazione della sede del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli è slittato di almeno 6 mesi. O forse più. Comunque sia, l’importante è giungere finalmente alla fine di questo tribolato progetto (l’amministrazione Denti ne aveva annunciato il termine entro il 2012, poi si è “inceppato” l’iter progettuale e la conferma dei finanziamenti regionali – visto il ridimensionamento del progetto e la diversa localizzazione che in origine era prevista nelle “Sipe basse”: vedi), così da poter mettere in funzione la sede definitiva.

La sede del tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli, a Spilamberto (foto del 26 agosto 2015)

La sede del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli, a Spilamberto (foto del 26 agosto 2015)

[2] Non siamo gli unici, in verità, a tribolare nella realizzazione delle infrastrutture destinate ad accogliere il pezzo locale della Rete Regionale Alte Tecnologie (appunto il “tecnopolo”). Certo, a Mirandola le cose sono andate diversamente e in un anno hanno realizzato la sede di un “tecnopolo”, seppur non previsto nel programma originario, a “compensazione” del trauma del sisma 2012 (inaugurato il 10 gennaio 2015: vedi). Ed anche a Modena, nel dicembre 2014, è stata inaugurata la sede del tecnopolo cittadino all’interno del Campus di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (investimento da 5,7 milioni di euro: vedi). Decisamente più tribolato, invece, l’iter di realizzazione della sede del tecnopolo bolognese presso l’ex-Manifattura Tabacchi, il cui approntamento è atteso per il 2019 (pdf). Ma si tratterà comunque di una realizzazione di ben altre dimensioni: circa 50.000 mq di superficie, dove si fa vera ricerca industriale (al confronto il nostro pezzetto di tecnopolo – “solo” incubatore di start-up – è davvero un “francobollo”: 1.300 mq di superficie). Nel complesso l’investimento per le sedi dei dieci tecnopoli regionali (uno per provincia, solo a Bologna due sedi) ammonta a più di 70 milioni di euro (di cui 50 milioni di contributo regionale) (vedi).

Tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli: vista di un locale interno (foto del 26 agosto 2015)

Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli: vista di un locale interno (foto del 26 agosto 2015)

[3] Cosa sappiamo dell’efficacia del programma regionale “tecnopoli”? Ad oggi mancano valutazioni metodologicamente fondate. Non basta ovviamente dire che dal 2009 al 2014 sono stati sottoscritti 1.679 progetti di ricerca tra laboratori e imprese (vedi). Una parte di queste attività si sarebbe svolta comunque. Il tema vero è confrontare la performance del programma regionale con quella di analoghi programmi in altre regioni italiane (es. Lombardia) od europee. Insomma, ad oggi la “valutazione” risente ancora di finalità di marketing politico. Questa debolezza generale, relativa al livello regionale, si ribalta quindi sui livelli sottostanti. La stessa cosa, in altri termini, vale per l’attività del “tecnopolo” modenese realizzata da Democenter-Sipe e dall’Università di Modena e Reggio Emilia: mancano adeguate (ovvero metodologicamente fondate) analisi della performance e delle effettive ricadute sul tessuto economico modenese. Certo Democenter-Sipe realizza annualmente un evento pubblico di presentazione del “bilancio delle attività”: in 200 hanno presenziato all’edizione 2015, tenutasi il 13 giugno scorso (vedi). Sta di fatto che un report adeguato, un vero “bilancio di missione”, non è pubblicamente accessibile nel sito web della Fondazione Democenter-Sipe. Segno di scarsa attenzione alla rendicontazione. E magari avevano pure ragione a protestare contro il commissario alla spending review Cottarelli che li aveva inseriti nella black list degli enti inadempienti circa la pubblicazione dei bilanci (vedi). Sta di fatto che l’impegno alla rendicontazione è indubbiamente insufficiente.

Tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli: cancelletto d'ingresso (foto del 26 agosto 2015)

Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli: cancelletto d’ingresso (foto del 26 agosto 2015)

[4] Ne è una riprova la mancanza di una rendicontazione territorialmente mirata, ad esempio con riferimento all’attività del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli. Non è dato sapere, in altri termini, cosa ha “prodotto” l’attività dell’incubatore di start-up Knowbel nei primi due anni di attività (è stato infatti attivato nell’aprile 2013). Sfido a chiedere riscontri ad enti locali ed associazioni di categoria. Insomma, occorre decisamente fare un salto di qualità in termini di “trasparenza” e “rendicontazione” – uno dei punti deboli del sistema paese (e Modena non brilla di certo su questi aspetti). 12 sono le start-up richiamate nel sito web di Knowbel, ma nulla è detto circa lo stato di realizzazione del programma di costituzione e lancio dell’impresa. Solo di alcune di loro abbiamo notizie frammentarie a mezzo stampa (in primo luogo per MilkyWay che in questi anni ha ottenuto cospicui finanziamenti). Ma il tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli non dovrebbe comunque limitarsi alla funzione di incubatore d’impresa. Nella nuova sede dovrebbero infatti trovare posto, oltre ad 11 uffici ricerca start-up, anche 4 laboratori, 3 aule formazione, 1 spazio co-working, 1 spazio brain storm ed altro. Insomma, possiamo sapere qualcosa delle “prime” ricadute del tecnopolo sul nostro territorio? Ovviamente la preoccupazione è che possa avere un impatto significativo (anziché irrilevante). Preoccupazione accentuata dal flop della prima annualità del programma di “sviluppo locale” lanciato dalla Fondazione di Vignola (vedi). Anche perché la reiterazione, nel 2015, di bandi per la selezione di “idee d’impresa e di startup” fa pensare che qualche problema ci sia. Prima, a marzo, un bando è stato prorogato (vedi). Quindi lo stesso bando è stato ripresentato a settembre (vedi). L’impressione che se ne ricava è che l’attività di Knowbel e più in generale il collegamento tra ricerca industriale ed innovazione di processo e di prodotto sconti qualche difficoltà e comunque non sia adeguatamente presidiata in questo territorio. Forse enti locali ed associazioni economiche dovrebbero alzare il livello di attenzione.

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2 risposte a Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli: cosa succede?

  1. Rosanna Sirotti ha detto:

    CARO ANDREA, BISOGNA AVERE FEDE!

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    E’ stata infine inaugurata sabato 12 dicembre 2015, ore 10, la nuova sede dell’incubatore di imprese “Knowbel”, ovvero di quel pezzettino di “tecnopolo” modenese che si trova collocato nell’Unione Terre di Castelli (in comune di Spilamberto, al confine con Vignola). Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni ’00 si ipotizzava un vero e proprio Parco Scientifico-Tecnologico, collocato nell’area della “Sipe-basse”, previa recupero dei vecchi edifici. Esempio ora di archeologia industriale buona soltanto per realizzare opere d’arte – esemplare Robert Pettena, “Noble explosion”:
    http://www.comune.modena.it/galleria/mostre/archivio-mostre/2014/robert-pettena.-noble-explosion-1
    Comunque dell’originario progetto (10.000 mq di superficie coperta), rimane l’attuale “francobollo” (1.700 mq di superficie coperta). Il compito della politica locale (prima ancora che dell’ente chiamato a gestirlo, ovvero il consorzio Democenter-Sipe) è quello di farlo funzionare al meglio, magari aggiungendovi funzioni a servizio dell’economia del territorio (affinché non rimanga un UFO atterrato in questa landa tendenzialmente più desolata).

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