Accoglienza profughi? Una banco di prova della nostra solidarietà

Decisamente sorprendente vedere che la voce europea più netta a favore dell’accoglienza è quella di Angela Merkel (leader CDU e capo del governo tedesco – qui la sua intervista pubblicata su la Repubblica del 6 settembre scorso: vedi). La bellissima vignetta di Chappatte in cui si vede un indispettito Hollande che di fronte alla Merkel che “abbatte” le frontiere per accogliere i profughi pensa “Ci rifanno la scena della caduta del muro” dovrebbe essere sufficiente per fare riflettere (ancora di più chi si ritiene di sinistra).

Da Internazionale, n.1119, 2015.

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

Nonostante il clamore mediatico non si tratta (ancora) di un’invasione. “La massa di chi cerca riparo da noi rappresenta lo 0,1 per cento della popolazione europea” – ha affermato Jean-Claude Juncker nel suo discorso al Parlamento europeo (vedi). Qualcosa del tipo 160-200mila su 300 milioni. Per l’Europa è un “problema” ancora gestibile. Ma non è detto che sarà così anche in futuro. Conviene dunque iniziare ad interrogarsi su quali valori vogliamo vengano “testimoniati” dall’Europa (che poi siamo noi) e su “a cosa siamo disposti a rinunciare” per testimoniare (davvero) la nostra solidarietà.

Da Internazionale, n.1118, 4-10 settembre 2015.

Da Internazionale, n.1118, 4-10 settembre 2015.

[1] “I profughi che scappano dalla guerra civile siriana hanno lasciato dietro di sé l’orrore. Per quanto riguarda la Germania, è bello constatare quanto grande sia la disponibilità all’aiuto nel nostro paese. Siamo di fronte a una sfida nazionale: la Repubblica federale tedesca, i suoi länder e i suoi cittadini sentono la responsabilità comune e condivideranno gli oneri finanziari” (sono parole di Angela Merkel: vedi). Non conosco altri leader politici europei che abbiano parlato con tanta chiarezza richiamando il dovere della solidarietà. Neppure i leader di “sinistra” (Hollande, Renzi) osano tanto (quel “condivideranno gli oneri finanziari” è impensabile nel discorso politico italiano). Tanto di cappello, signora Merkel. E poi: “Ci deve essere tolleranza zero per l’odio e la xenofobia. Non sarebbe la Germania che sogno e fortunatamente non è neanche quella della stragrande maggioranza dei tedeschi. Io sogno invece una Germania dal volto umano, secondo la nostra Costituzione.” Infine: “E come cancelliere federale vorrei soprattutto schierarmi dalla parte dei tanti cittadini che hanno accolto i profughi in modo aperto e umano, molti dei quali impegnati in attività di volontariato. Vorrei sostenerli e incoraggiare gli altri a seguirne l’esempio.” Certo, leggendo l’intervista si tocca con mano la mentalità “organizzativa” tedesca. Ma è la sua coniugazione con un chiaro principio solidaristico che colpisce ancora di più.

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

[2] Il cambio di politica dell’Unione Europea di fronte all’ondata di profughi del 2015 (in larga parte, ma nient’affatto esclusivamente, generata dalle vicende siriane) è stato ribadito da Jean-Claude Juncker nel suo primo discorso sullo “stato dell’Unione” davanti al Parlamento di Strasburgo, il 9 settembre scorso (vedi). Accoglienza, valutazione rapida dei titoli per l’accettazione, redistribuzione tra i paesi europei mediante l’assegnazione di quote. Ci sono ancora “questioni aperte”, come ricorda Maurizio Ambrosini (sociologo che da anni studia migrazioni e inserimento degli stranieri) su LaVoce.info (vedi). Ma non c’è dubbio che il cambio di rotta nelle politiche di accoglienza è netto. Non era affatto scontato che queste decisioni venissero prese e che sul tema dell’accoglienza dei profughi la Germania esercitasse quella leadership che non ha voluto o saputo esercitare su altri fronti (lo rileva un osservatore di lungo corso dei “fatti tedeschi” come Angelo Bolaffi: vedi).

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

Da Internazionale, n.1119, 11-17 settembre 2015.

[3] Ad oggi sul territorio dell’Unione Terre di Castelli i profughi “ospitati” sono 51 (su una popolazione di circa 80mila – si tratta cioè dello 0,06%). Sino ad ora nessuno s’è accorto della loro presenza, dunque. Plausibilmente sono destinati ad aumentare. Ma anche raddoppiassero o venissero moltiplicati per cinque l’accoglienza potrebbe venire garantita senza troppe difficoltà (una parte delle spese sono a carico dell’Unione Europea: “Per ogni profugo accolto, i governi riceveranno dalla Commissione un contributo di seimila euro”, afferma Juncker). Questo per il 2015. Cosa ci riserverà però il futuro non lo sappiamo. Anche se vengono sempre più spesso accreditati scenari preoccupanti: una crescita delle persone in fuga da zone di guerre o da paesi con violazione dei diritti umani e civili, ma anche una crescita delle migrazioni per ragioni economiche e climatiche. Non possiamo dunque immaginare quale sarà il “carico” che potrà essere posto sulla nostra “solidarietà” – in realtà non sappiamo neppure quanto è “convinta” e “forte” la nostra solidarietà. Lo si potrà vedere solo nel passaggio dalle parole ai fatti, dalla retorica all’azione. Nel frattempo però potremmo “sollecitare” ed “alimentare” la disponibilità alla solidarietà della nostra comunità con un impegno alla conoscenza ed alla testimonianza. Conoscenza di quanto sta avvenendo, in termini di migrazioni, nelle aree del mondo che più ci coinvolgono oggi o ci potranno coinvolgere domani. Testimonianza visto che numerose associazioni di questo territorio (la prima che mi viene in mente è Overseas di Spilamberto: vedi) sono impegnate in progetti nel terzo e quarto mondo e dunque dispongono di volontari che possono testimoniare di quei drammi e però anche dell’impegno alla solidarietà. Certo è che guardando ai “progetti” delle istituzioni “pubbliche” di questo territorio non sembra che questi temi abbiano sin qui riscosso molta considerazione (impazza invece la “guerra di Troia”: vedi). Ma se pure la Merkel ci ha stupito, vuoi che non ci stupisca nessuno a Vignola e dintorni?

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2 risposte a Accoglienza profughi? Una banco di prova della nostra solidarietà

  1. federossa ha detto:

    Credo che si vuole fare ACCOGLIENZA ai PROFUGHI, non esistono PROBLEMI ( n° 3 – 4 persone) VICEVERSA se per accoglienza ci carichiamo di CLANDESTINI PARASSITI, allora il PROBLEMA c’è e RIMANE la differenza di “Accoglienza” Di parassiti palestrati, che utilizzano le RISORSE COMUNALI, per i loro PORCI COMODI, è megli mandarli in montagna con i “partigiani”!

  2. Luciano Credi ha detto:

    Ma un traduttore di Wall street direi impegnato anche x questo week end x festival filosofia mi ha fatto notare anomalie/ nervosismi di alcuni profughi/clandestin/locali,i? Dovuto secondo lui a pressioni mafiose lontane dall’accoglienza… Lega votiamola ma lasciamola ad agorà x tutta la simpatia ed il rispetto che provo x loro, ma qui troppo tecnicismi in corso, come non completamente sicuro che trasportatori dei profughi da Sicilia a Germania non siano anche in loco. Quindi? Attendere la lentezza dello stato italiano, alla fine è la meno peggio delle ipotesi possibili. Ma le mafie x come fui trattato nelle birre (quindi critiche in discoteca da ormai 20 anni, ma non solo”io”), vuol dire che in loco sono fortissime, peraltro non impongono alcool ma droga (mafia anti alcool ecco perché), gli puoi fare il nome della tua morosa On. Ti ridono in faccia? Perché sono mafiosi quindi sicuri di se a 360 gradi… Quindi meglio aspettare la lentezza dello stato italiano. Il resto peggio ancora. Perché da “Moro” (perché virgolette? Ma non voglio essere PhD, Oddio x sfumature dicevo non complottista parola insegnata dagli avvocati dei piccoli mafiosi, grazie a Dio, altrimenti ci vorrebbe l’esercito…). Quindi odierne prese di posizioni a Bruxelles sebbene lentissime, diciamo quasi positive…

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