Inaugurato il Parco delle città gemellate e amiche, subito ribattezzato Parco delle erbacce

Sabato 8 giugno è stato finalmente inaugurato il parco di via di Mezzo, dopo che l’inaugurazione prevista un anno fa, il 30 giugno 2012 (vedi), era stata rinviata per le cattive condizioni del “nuovo” parco (sic). Il parco è stato intitolato “Parco delle città gemellate e amiche”, ma prontamente ribattezzato da alcuni presenti come “Parco delle erbacce”. Essendo uno dei pochi cittadini vignolesi che ne ha seguito l’iter di progettazione e realizzazione con continuità (vedi) e che più ha tentato, assieme alla lista di cittadini Vignola Cambia, di migliorarne il progetto (vedi), aggiungo le ultime considerazioni a questa triste vicenda amministrativa, dove l’incapacità nel fare si aggiunge alla non volontà di ascoltare ed il conto viene fatto pagare ai cittadini – in primo luogo ai residenti del quartiere che pur avendo a disposizione il secondo, per grandezza, parco urbano vignolese scopriranno assai presto quanto poco ospitale sarà il nuovo parco specie nel periodo estivo (l’hanno già scoperto, in verità). I miei interventi precedenti sul parco sono ora raggruppati nella categoria “parco di via di mezzo”.

Il momento del taglio del nastro (foto dell'8 giugno 2013)

Il momento del taglio del nastro (foto dell’8 giugno 2013)

La realizzazione del parco di via di Mezzo è un ottimo test per valutare il modo di operare dell’amministrazione Denti. Certo, questa si è trovata a fronteggiare una riduzione delle risorse disponibili per realizzare il parco (a causa della riduzione degli oneri di urbanizzazione derivanti dai comparti coinvolti). Ma se progetto e realizzazione sono criticabili non è per la rinuncia alle attrezzature ludiche di qualità o alle “piazzole tematiche” o all’integrazione di questa nuova area verde con quelle contigue di piazza Maestri del lavoro e di via Ungaretti  – tutte cose previste nel progetto originario predisposto dall’amministrazione Adani (vedi). Il downsizing dell’originario progetto era inevitabile ed opportuno. Al netto della riduzione della spesa affrontabile, progettazione e realizzazione rimangono criticabili. Per diverse ragioni che espongo nei punti seguenti, riservandomi poi alcune considerazioni conclusive.

Allestimenti in occasione del momento d'inaugurazione del parco di via di Mezzo, ora intitolato "Parco delle città gemellate e amiche" (foto dell'8 giugno 2013)

Allestimenti in occasione del momento d’inaugurazione del parco di via di Mezzo, ora intitolato “Parco delle città gemellate e amiche” (foto dell’8 giugno 2013)

  1. La collocazione degli alberi è il primo aspetto critico. Il progetto definitivo ha addirittura rafforzato la scelta originaria di una marcata separazione tra prato (senza alberi e dunque non ombreggiato) ed “area boscata” (dove si concentra l’ombra). Questa scelta renderà questo parco inabitabile nei mesi caldi dell’estate, quando di verde pubblico e di ombra è più sentito il bisogno! E’ così per molti parchi vignolesi (tra i quali, invece, spicca l’esperienza positiva del parco della biblioteca) ed andava evitata nella realizzazione di questo grande parco (che ha una superficie di poco meno di 10.000 mq). A parità di spesa la distribuzione degli alberi sulla superficie del parco poteva e doveva essere diversa (vedi).
  2. All’ultimo momento sono state installate un po’ di attrezzature ludiche in metallo (la loro posa è terminata poche ore prima dell’inaugurazione, anche se il parco è “pronto” da un anno). Sono state ubicate in un’area sprovvista di alberi ed essendo in metallo (anziché in legno) diverranno inutilizzabili nelle lunghe giornate d’estate quando il sole ne porta la temperatura ad oltre 40°C (succede già nel parco “Giardino d’Europa” dove qualche anno fa sono state posizionate attrezzature analoghe). Perché siano fruibili i giochi nei parchi (specie se di metallo) questi vanno posti nelle zone ombreggiate, ovvero con un posizionamento degli alberi che, una volta cresciuti, possano garantirne un’adeguata ombreggiatura (è così nel parco della biblioteca e nel parco di via Cimarosa). Non si è avuta neppure questa accortezza. Anche questa sarebbe stata ad invarianza di spesa.
  3. La realizzazione di un parco di circa 10.000 mq (il secondo di Vignola per dimensioni) avrebbe richiesto adeguate soluzioni per la cura e soprattutto per l’irrigazione. Il progetto originario, in effetti, prevedeva una vasca di raccolta per le acque piovane da utilizzare per l’irrigazione. Questo elemento è stato stralciato dal progetto – avrebbe invece dovuto essere mantenuto, anche se avrebbe comportato un limitato aumento della spesa. Già oggi, nei giorni dell’inaugurazione, il parco si presenta in condizioni penose (come manto erboso). Ci immaginiamo come sarà ridotto tra pochi anni. Oggi l’impianto di irrigazione, limitato agli alberi piantumati, è alimentato con l’acqua dell’acquedotto! Non solo la scelta non è lungimirante (vedi), ma non è neppure una “buona pratica” da esibire per spingere i cittadini ad una maggiore attenzione ai consumi idrici!
  4. Agli errori di progettazione si aggiunge una realizzazione approssimativa e segnata da imperizia. Non è stata condotta in modo adeguato la dissodatura del terreno che oggi evidenzia dunque in superficie una grande presenza di pietrisco. La semina del manto erboso è stata mal condotta ed oggi l’erba è presente a macchia di leopardo. Il fondo della pista ciclopedonale che lo attraversa è già in fase di disgregazione. Insomma è mancata un puntuale controllo della scelta dei materiali e della realizzazione dell’opera. Tutti elementi destinati ad incidere negativamente sulla qualità del parco nel giro di pochi anni (ma, evidentemente, a qualcuno basta che “regga” solo fino alle prossime elezioni comunali).
  5. C’è infine un ulteriore aspetto negativo che pur non riguardando il “prodotto”, ovvero il parco realizzato, è per me ugualmente importante. La realizzazione di un nuovo parco urbano all’interno di un nuovo quartiere doveva essere condotta con un processo di progettazione partecipata. Sulla partecipazione dei cittadini alle scelte della città l’amministrazione Denti ha speso parole a cui non sono seguiti i fatti. Ad essere sinceri ha evidenziato sia idee non chiare, sia realizzazioni deludenti (vedi). In questo caso ha evitato accuratamente di coinvolgere i cittadini, nonostante fosse stata fortemente sollecitata a farlo (vedi). Ma anche in questo caso è risultata evidente la contraddizione tra le dichiarazioni altisonanti ed il modo effettivo di agire, oltre all’opportunismo del primo cittadino (seguito, tra l’altro, senza alcuna resistenza dall’assessore Mauro Scurani e dall’intero gruppo consiliare PD – non certo per convinzione!). Il coinvolgimento di residenti e cittadini alla progettazione del nuovo parco avrebbe consentito sia di ascoltare le valutazioni dei fruitori dell’opera, di correggere alcuni degli errori sopra ricordati ed anche di creare un “senso di appartenenza”, di “legame” con il nuovo parco. Il coinvolgimento sin nella fase iniziale avrebbe dato qualche chances per costituire un comitato di quartiere, per coinvolgere qualche residente (magari pensionato) nelle attività di sorveglianza, cura e manutenzione del parco, per catalizzare cittadini per organizzarvi attività di animazione. E così via. Una buona amministrazione si vede innanzitutto da questo: dalla sua lungimiranza e capacità di visione.
Pietrisco in superficie e manto erboso a macchia di leopardo: gran parte del nuovo parco è così (foto dell'8 giugno 2013)

Pietrisco in superficie e manto erboso a macchia di leopardo: gran parte del nuovo parco è così (foto dell’8 giugno 2013)

E’ così, dunque. Il progetto del parco di via di Mezzo, messo in campo dall’amministrazione Adani nel 2009 (vedi), è finalmente divenuto realtà. Vignola dispone ora di una nuova area di verde pubblico, di medio-grandi dimensioni. Questo è senza dubbio positivo. Ma per chi abbia seguito con attenzione le vicende di questo progetto, per chi abbia seguito progettazione e realizzazione condotta dal sindaco Daria Denti e dall’assessore Mauro Scurani, risulta chiarissimo quanto l’opera realizzata sia di bassa qualità (fateci un giro appena potete). E questo non dipende affatto dalle minori risorse a disposizione. Dipende anche, in larga misura, dall’impostazione del progetto e dall’aver rifuggito la strada della progettazione partecipata. Certo, è stato annunciato un “secondo stralcio”. Ma chi vede la situazione di bilancio ed i vincoli agli investimenti degli enti locali sa bene che questo famigerato secondo stralcio non ci sarà mai, almeno nella misura annunciata (di risorse). In ogni caso alcuni degli errori sin qui fatti non sono più rimediabili. Peccato. Anche con questo progetto lo si è visto: è l’amministrazione Denti, bellezza!

L'area giochi realizzata in extremis (ma scarsamente fruibile sotto il sole dell'estate!) (foto dell'8 giugno 2013)

L’area giochi realizzata in extremis (ma scarsamente fruibile sotto il sole dell’estate!) (foto dell’8 giugno 2013)

PS L’Italia è paese di inaugurazioni, non di manutenzioni! – diceva Ennio Flaiano. Lo stesso vale per Vignola. Nella giornata di ieri la “vita” del parco è stata garantita da un presidio straordinario, con gonfiabili ed attività promosse da diverse associazioni. Tutte cose belle, ma straordinarie. Diversa sarà, purtroppo, la routine. Diversa sarà l’esperienza che ne faranno residenti del quartiere e cittadini. Per questo annuncio sin da ora che questo non sarà l’ultimo post sul parco di via di Mezzo. Ci ritorneremo.

Il cartellone con la denominazione del parco. Si noti la condizione del manto erboso sullo sfondo (foto dell'8 giugno 2013)

Il cartellone con la denominazione del parco. Si noti la condizione del manto erboso sullo sfondo (foto dell’8 giugno 2013)

PPS L’intitolazione del parco come “Parco delle città gemellate e amiche” ha portato alla partecipazione di alcune (non tutte) delegazioni delle città gemellate e amiche alla cerimonia di inaugurazione. L’unica emozione dell’evento è stata data dal discorso del presidente del Comitato gemellaggi di Vignola, Carla Piani, e dalle parole dei rappresentanti delle città con cui Vignola intrattiene relazioni consolidate [presenti Barbezieux (F), Hodonin (CZ), Gabicce mare (PU) e Sant’Oreste (RM)]. E’ scontato dire che meritavano di più.

PPPS L’assessore all’ambiente del comune di Vignola, Mauro Scurani, ha replicato su Modena Qui del 13 giugno 2013 alle critiche (pdf).

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4 Responses to Inaugurato il Parco delle città gemellate e amiche, subito ribattezzato Parco delle erbacce

  1. Andrea ha detto:

    Anche io ero presente all’innaugurazione colto dalla curiosità di ciò che si sarebbe detto in merito.
    Come molte apparizioni della giunta Denti si è trattata più di una manifestazione di autoreferenziazione che di una vera innaugurazione. I residenti della zona presenti alla “cerimonia” si potevano contare sulla punta delle dita. Ma il Sindaco non si è mai chiesto come mai, a tali manifestazioni, ci sono sempre i soliti volti tutti legati all’ambito dell’amministrazione pubblica e di partito? Non è perchè i vignolesi snobbano tali manifestazioni ma perchè, non vengono sentiti come veri eventi partecipativi! Ho l’impressione che questa sia la giunta del marketing e non del fare. Sicuramente costa meno un volantino o sottoscrivere dei patti di buona prassi (non mantenibili) che mettere in atto una politica che arrivi veramente al vignolese ovvero che gli crei un beneficio! Cosa gliene frega alla Sig.ra Rosina (nome di fantasia per indicare la pensionata con 480€ di sussidio) dei cartelli di sensibilizzazione alla raccolta della popò del cane o dei cartelli nei posteggi per diversamente abili (forse è più “sensibilizzante” e utile una multa+rimozione) che portano un maggior ritorno meditico piuttosto di far presidiare l’attraversamento pedonale di Corso Italia o fare qualche controllo in più sulla sicurezza attorno all’ospedale
    Scusate lo sfogo ma queste cosine le avevo sul gozzo!!
    Tornando ai tecnicismi applicati al parco vorrei segnalare altre 2 chicche:
    – il tecno gioco installato nottetempo è di produzione francese. (vorrei segnalare che a Fossoli di Carpi c’è la Sarba ovvero una delle pià grandi ditte in Europa di produzione di giochi per bambini)
    Forse Barbezieux, assieme alle barabatelle di cabernet ha donato anche quello…o forse no….!?
    – Il manto erboso è stato ridotto in quel modo anche perchè il taglio dell’erba è avvenuto senza la raccolta della stessa portando ad un ombreggiamento di quella sottostante indebolendola.

    Unica nota positiva (ovviamente ironicamente) scaturita dalla spiegazione affissa in prossimità delle “isole fiorite”, se contesteranno a mia figlia che sta raccogliendo i fiori, contravvenendo ai divieti apposti all’ingresso del parco, potrò dire “No! Non stà raccogliendo fiori, ma perpetuando la biodiversità spargendo le soavi sementi sulla terra vogliosa di ricreare quell’habitat tanto caro a tutti gli esseri che la Madre Terra chiama figli!”

    Altra domanda retorica, vista la recente approvazione della legge 10 del 14/01/2013 che impone di piantumare un albero ogni nuovo nato (la legge c’era già ma è stata “ribadita”) dov’è l’albero piantumato per mia figlia?

    http://www.pollicegreen.com/piantare-albero-per-ogni-nato-legge/24461/

    Se posso scegliere lo vorrei piantato all’interno del nuovo parco almeno ne avrebbe una percezione tangibile all’iniziativa!

    Che dire…una volta si usavano “Panem et Circenses” oggi nemmeno quelli!

    ….Signora Rosina…Tin Bota!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Sì, è dal 1992 che esiste una legge che prevede che i comuni piantino un albero per ogni nuovo nato. All’inizio venne applicata anche a Vignola, con l’istituzione del “Parco dei nuovi nati” (a fianco della salita del “Gessiere”, lungo la strada per Castelvetro). Qui un po’ di informazioni sulla vicenda vignolese:
      https://amarevignola.wordpress.com/2009/07/13/meno-millesettecentotrentadue-alberi-a-vignola/
      Impegno poi ribadito dalla legge n.10/2013 che anche tu giustamente citi. Qui il commento di Stefano Corazza:
      https://amarevignola.wordpress.com/2013/02/19/una-nuova-legge-sugli-alberi-ma-fondamentale-rimane-la-sensibilita-dei-cittadini-di-stefano-corazza/
      L’amministrazione Denti ha ripreso la pratica di piantare un albero per ogni nuovo nato, ma all’interno di un atteggiamento contraddittorio verso il verde, per cui succede che, in carenza di fondi e di persone, i servizi di cura e manutenzione del verde sono in sofferenza, e diversi giovani alberi … non ce l’hanno fatta! Io seguo, ad esempio, quelli piantati proprio nel Parco dei nuovi nati e molte giovani piantine sono scomparse, seccatesi prematuramente (specie se non vengono adeguatamente annaffiate nei periodi più caldi dell’estate). Comunque, vengono effettivamente piantati tutti (per Vignola sono circa 250 ogni anno)? Dove vengono piantati? Non è dato sapere.

      • Andrea ha detto:

        Bene! Quindi rispetto al 1992 a Vignola ci sono 5250 alberi in più! Pertanto a bilancio, ogni anno ci dovrebbe essere una cifra di circa 10000€ per l’acquisto di tali piante! (??)
        Per quanto riguarda l’informazione circa il luogo dove vengono piantate le piante, per fortuna, la legge ci viene in aiuto.
        Infatti nella L.13/2013 art.2 lettera b, si legge “omissis….Entro il termine di cui al comma 1, l’ufficio anagrafico comunale fornisce informazioni dettagliate circa la tipologia dell’albero e il luogo dove l’albero e’ stato piantato alla persona che ha richiesto la registrazione anagrafica….omissis”.
        Quindi aspettiamo la lettera.

        A parte gli scherzi, secondo me, se una famiglia venisse messa al corrente che è stato piantato un albero “in onore” di suo figlio (e dove…) probabilmente si creerebbe una sensibilità diversa rispetto a tali alberi che non verrebbero più visti come semplici arbusti ma in modo diverso.
        Forse sarò troppo poetico ma vedere seccarsi un albero con su scritto il nome e la data di nascita di mia figlia mi darebbe fastidio!!
        Oltretutto sarebbe un modo (sempre nel mio mondo poetico) di avvicinare lo Stato alla persona, sembrerebbe un atto del tipo “eh guarda, lo stato sa che mi è nato un figlio e mi regala una pianta”!
        Cosa molto più gradevole della prima lettera che arriva attualmente ovvero…quella dell’agenzia delle entrate che ti comunica di essere entrato nel club dei contribuenti assegnandoti la tessera con il codice fiscale!

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    L’assessore all’ambiente Mauro Scurani risponde alle critiche di questo post su Modena Qui del 13 giugno. Qui il testo:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2013/06/scurani-difende-il-parco-modena-qui-13giu2013.pdf
    Le repliche di Scurani non mi sembrano per nulla convincenti. Provo a spiegare perché.
    (1) L’assessore Mauro Scurani ribadisce che si tratta solo del primo stralcio. Un secondo stralcio ci sarà. In futuro. Non dice quando e con quali risorse. Visto il crollo degli investimenti del comune di Vignola (da 7-8 milioni di euro a 2 milioni di euro all’anno) c’é da NON credergli. Io temo che il parco di via di Mezzo rimarrà così ancora per molto tempo. Forse per sempre.
    (2) Per essere un po’ più credibile l’assessore Scurani potrebbe esibire il progetto definitivo, dicendo: oggi il parco è così, ma domani, molto presto (?), sarà così. Purtroppo il progetto della fase 2, del cosiddetto secondo stralcio non c’é. Né ci sarà entro questa legislatura. L’assessore Scurani, dunque, sta vendendo “grandi illusioni” – una specialità dell’amministrazione Denti.
    (3) Oggi afferma, per la prima volta, che pianteranno nuovi alberi, nel prossimo inverno. Fino ad ora, invece, aveva detto che gli alberi erano quelli e che la loro collocazione era conforme al progetto. In ogni caso risulta singolare questo modo di procedere. Almeno gli alberi, li vogliamo collocare secondo un progetto? E vogliamo dire qual é questo progetto? Ovviamente l’assessore Scurani non lo può dire. Per una semplice ragione. Non c’é.
    (4) Dice anche che il manto erboso non va poi male. Meglio scordarsi i prati all’inglese (nessuno se li aspettava). Ma un prato almeno uguale a quello degli altri parchi vignolesi sì. Invece il parco di via di Mezzo emerge proprio per il manto erboso disastrato. E soprattutto per la quantità di pietrisco presente in superficie. Insomma, “il giusto mix vegetale per avere sempre erba verde” non è ancora stato trovato. E non vedo perché l’assessore Scurani debba continuare a fare esperimenti sulle spalle dei cittadini vignolesi. Provi prima nel giardino di casa sua.
    (5) Per quanto riguarda i giochi di metallo, anziché in legno, invito l’assessore Scurani a farci un giro nelle calde giornate di luglio e di agosto. Potrebbe ricredersi.
    (6) Sulla partecipazione dei cittadini invece l’assessore Scurani è proprio in malafede. Sa benissimo, essendo stato sollecitato più volte (in consiglio comunale, nel corso di una pubblica assemblea, privatamente) che il tema vero era quello di fare un percorso di progettazione partecipata con i residenti del quartiere ed i cittadini. E ciò per diverse ragioni che ho esposto ampiamente, ad esempio qui:
    https://amarevignola.wordpress.com/2011/05/15/nuovo-parco-di-via-di-mezzo-perche-non-coinvolgere-i-cittadini-nella-progettazione/
    Tutto questo l’amministrazione non l’ha voluto fare. Per mancanza di coraggio. Poi di gente che dà una mano ce n’é sempre, anche oggi. Ma questo parco NON ha visto alcun percorso di progettazione partecipata. E’ stato calato dall’alto, frutto dell’ingegno dell’assessore Scurani e dei progettisti dello studio BES. Anzi, se dobbiamo prendere per vero quello che l’assessore Scurani dice, allora possiamo affermare che non solo il parco NON nasce da una progettazione “partecipata”, ma che non ha neppure avuto una “progettazione”! Infatti per gli alberi oggi ci sono quelli, ma domani si cambierà. Per il tappeto erboso si sta ancora sperimentando il mix. E per i giochi il futuro riserverà meravigliose sorprese. Ecco, l’assessore Scurani passerà alla storia per una nuova idea della progettazione: la “progettazione liquida”! Auguri ai vignolesi. Auguri a noi.

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