Coop Alleanza 3.0 interviene nella campagna elettorale: il nuovo supermercato s’ha da fare!

Il comunicato di Coop Alleanza 3.0 riportato con grande enfasi sulla stampa locale giovedì 20 aprile ha almeno un pregio: sgombera il campo dagli equivoci circa l’interesse di Coop a portare avanti il progetto. Qualcuno, tra i cittadini, pensava che il progetto di spostamento ed ampliamento del supermercato Coop di Vignola fosse caduto con l’amministrazione Smeraldi. Non è così (vedi). Qualcuno poi pensava che Coop Alleanza 3.0 fosse propensa a rinunciarvi – stante le polemiche e le proteste (da ultimo oltre 3.000 firme raccolte: vedi). Non è così. Ora è chiaro a tutti che, da parte di Coop, c’è l’intenzione di procedere. Che il nuovo progetto risponda pienamente agli interessi di Coop è chiaro da tempo (vedi). Coop vorrebbe però convincere i cittadini vignolesi che risponde anche agli interessi della città. E qui forse è il caso di non farsi incantare dalle sirene.

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Il Resto del Carlino – Modena, 20 aprile 2017, pag.16.

[1] Per la realizzazione del nuovo supermercato Coop è previsto, così dice Coop Alleanza 3.0, un investimento di oltre 20 milioni di euro. Cifra importante – ci mancherebbe. Ma la questione è cosa “produce” un tale investimento. Cosa produce nel tempo. Quale impatto sulla città. Non ci sono novità, da questo punto di vista, nel comunicato di Coop Alleanza 3.0. Anzi, come c’era da aspettarsi, c’è un po’ di “fumo”. E sulle criticità si sorvola. Ecco quanto affermato circa i “benefici che il nuovo negozio porterà alla città: ulteriori servizi [ma non si dice quali], un’offerta più vasta, moderna [?] e completa [ma in realtà l’offerta è destinata a restringersi se non si guarda al solo negozio, ma al sistema del commercio cittadino], una superficie più ampia con ricadute positive sull’occupazione (140 lavoratori rispetto agli 82 di oggi) [si trascura il fatto che l’incremento occupazionale del negozio Coop sarà “pagato” in larga parte dalla rete commerciale esistente che perderà addetti] e sulla valorizzazione dei fornitori locali.” Ma poi c’è una vera “chicca”: “Il tutto senza ulteriore consumo di suolo” – così recita il comunicato. Ma come? L’accordo con il comune prevede una specifica variante alla pianificazione urbanistica per rendere edificabile un’area di oltre 20mila mq oggi identificata come area agricola e questo viene presentato come “senza ulteriore consumo di suolo”? Questa è una chiara mistificazione. Il nuovo insediamento, infatti, verrà realizzato – se autorizzato dal nuovo consiglio comunale – su un’area in larga parte agricola! Che rimarrà tale, invece, solo se il progetto verrà bocciato. Poi è vero che è un’area non coltivata (ma adesso sappiamo il perché, visto che il comunicato di Coop Alleanza 3.0 dice che è di loro proprietà da quindici anni). Bisognerebbe anche chiedersi perché la pianificazione urbanistica del passato ha mantenuto questo pezzo di intercapedine verde ai margini della città. L’obiettivo, infatti, era quello di separare, tramite zone verdi (se non zone agricole), l’area urbanizzata, dall’area produttiva prospiciente. Nel frattempo le ragioni di questa intercapedine verde non sono certo venute meno. Anzi, il riscaldamento globale ed i correlati fenomeni meteo estremi dovrebbero spingere l’amministrazione a tutelare con grande determinazione questo verde infra-urbano, invece di rinunciarvi con grande facilità. Insomma, rimane il tema dei 2,9 milioni di euro per investimenti pubblici. Nessuno ne sottovaluta l’importanza, specie in questi tempi di penuria per gli enti locali. Però ci si chiede: chi pagherebbe infine? (vedi)

H_Gazzetta 20apr2017

Gazzetta di Modena, 20 aprile 2017, pag.26.

[2] Il comunicato di Coop Alleanza 3.0 non porta dunque nuovi argomenti nel dibattito in corso (sic). Le criticità del progetto rimangono quelle oramai identificate con chiarezza:

  • consumo di terreno non urbanizzato (terreno agricolo o comunque “verde”) che verrebbe in larghissima parte “cementificato” (su 27.400 mq di superficie, solo 4.309 mq di “verde pubblico” – e in realtà si tratta di verde solo nominalmente “pubblico”, essendo inserito all’interno del perimetro del supermercato!);
  • la collocazione di un forte attrattore di traffico in un’area già oggi congestionata e con un impatto decisamente più negativo di quello prospettato dai documenti di progetto (sulle cui stime “minimali” è giusto dubitare: vedi);
  • la sottrazione di clienti alla rete commerciale esistente (fatta di supermercati assai più piccoli e soprattutto di negozi di vicinato – non verrebbero colpiti solo quelli alimentari, ma anche abbigliamento, cartolerie, librerie, casalinghi, giocattoli, ecc.) per un valore complessivo di ricavi stimato in oltre 17 milioni di euro all’anno (i ricavi che farà in più Coop saranno fatti in meno dagli altri negozi, molti dei quali già in sofferenza per la crisi) (qui le stime d’impatto: vedi).

Sono questi, in sostanza, gli argomenti che sono stati posti in evidenza da chi fino ad ora si è opposto al progetto (qui una sintesi: vedi): le associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Lapam-Licom, CNA (vedi) e numerosi cittadini a cui la petizione promossa dal Comitato NO nuova Coop Vignola ha dato voce (sono state infatti raccolte oltre 3.000 firme contro il progetto – la petizione più grande della storia di Vignola: vedi).

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La consegna delle 3.053 firme “NO nuova Coop” al commissario prefettizio del comune di Vignola (foto Sergio Smerieri, 21 aprile 2017)

[3] Ma la questione più importante anche di queste considerazioni analitiche sull’impatto per la città di Vignola è in realtà un’altra ancora. Ovvero: quale modello di sviluppo si persegue? Possibile che ancora si senta il fascino di una “modernizzazione” basata sulla moltiplicazione delle grandi strutture commerciali? Perché ciò che questo modello di sviluppo produce nel resto della città è una “desertificazione” dei negozi di vicinato. Delle due l’una: o la moltiplicazione della grande distribuzione (con conseguente consumo di territorio, ma anche finanziamento della “città pubblica”) oppure la difesa, con modalità innovative ed intelligenti, di un diverso modello di città, volto a salvaguardare la presenza di una rete di esercizi commerciali (supermercati piccoli e, soprattutto, esercizi di vicinato) a servizio della città, del suo presidio, della sua vivibilità, di un modo diffuso e distribuito di servizi. E’ questa la vera scelta dirimente. E di fronte a questo dilemma risulta chiaramente quanto assurdo risulti che l’allora “civico” Mauro Smeraldi, con un mandato elettorale di tutt’altro tipo (stop al consumo di territorio e stop alla grande distribuzione: vedi), abbia provato (per fortuna sinora senza riuscirci) a trasformare i voti ricevuti nel 2014 (con relativo “mandato”) in un progetto di “modernizzazione” basato proprio sulla grande distribuzione! Questo – e non altro – è il motivo per cui Smeraldi è diventato non-votabile per una parte dell’originaria Vignola Cambia e del suo elettorato storico (vedi)!

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Rendering del nuovo supermercato Coop, vista aerea (documentazione del progetto)

[4] Il progetto Coop è dunque divenuto un elemento centrale della contesa elettorale. Anche questo ora è chiaro a tutti. L’unico modo per disfarsi del progetto è votare quelle forze politiche o civiche che si dichiarano esplicitamente contro. Non esiste altro modo. Ad oggi posizioni di contrarietà sono state espresse solo dal candidato “civico” di centrodestra Simone Pelloni e dal candidato M5S Fabio Rocchi. Il primo, assieme alla lista civica “Vignola per tutti”, ha posto fine alla legislatura quando è divenuto chiaro che l’allora sindaco Mauro Smeraldi avrebbe fatto ricorso ai voti del PD per far approvare un progetto che non sarebbe passato con i voti della sola maggioranza (vedi). Il secondo ha affermato pochi giorni fa (Gazzetta di Modena del 9 aprile 2017): “siamo contrari alla nuova Coop per una questione di consumo del territorio”. Del candidato della nuova (sic) lista “Vignola Cambia” (vedi), Mauro Smeraldi, sappiamo che farà il possibile per far approvare il progetto (lo ha ribadito pochi giorni fa: “resto favorevole al progetto Coop” – così su Il Resto del Carlino – Modena del 16 aprile 2017). Già si era detto intenzionato a votare “convintamente” a favore della nuova Coop quando il contributo straordinario offerto era solo di 2,5 milioni di euro (Gazzetta di Modena dell’8 aprile 2016), ovvero quando l’accordo era stato impostato (da lui stesso) come meno remunerativo per l’amministrazione comunale! Oggi Smeraldi ribadisce semplicemente quella posizione: fosse per lui la nuova Coop si farebbe … e al diavolo tutto il resto! Ambiente, traffico, infragilimento del tessuto commerciale esistente – tutto passa in secondo piano. Anzi, se possibile non viene neppure menzionato.

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Componenti del Comitato NO nuova Coop Vignola in municipio per la consegna delle 3.053 firme (foto Sergio Smerieri, 21 aprile 2017)

[5] Resta da dire qualcosa sulla posizione (?) del PD – un partito che fino ad ora si è distinto per il tentativo di evitare di prendere chiaramente posizione! Il comunicato di Coop Alleanza 3.0 suona indubbiamente anche come un richiamo all’ordine per il PD locale. La “cinghia di trasmissione” oggi funziona in senso inverso: sono gli interessi economici forti (e Coop è indubbiamente l’attore economico più forte in questo territorio) ad influire sui processi politici, non l’inverso. Ed un partito incapace di elaborare una propria autonoma visione su alcunché circa il futuro della città, non potrà far altro che farsi dettare il “che fare?” appunto dagli interessi economici con cui storicamente si relaziona. Eppure in passato l’amministrazione vignolese a guida PCI aveva assunto decisioni scomode rinunciando alla “modernizzazione” fatta a forza di insediamenti di ceramiche anche nel distretto est-pedemontano, immaginando una traiettoria di sviluppo diversa da quella del contiguo distretto ceramico. Forse solo una razionalizzazione a posteriori dell’incapacità di saltare sul carro delle magnifiche e progressive sorti della modernità industriale? Può essere. Sta di fatto che la traiettoria di sviluppo di Vignola e del suo distretto è risultata diversa: meno industrie (ceramiche), meno immigrazione dal Sud Italia negli anni ’70 ed ’80, maggiore qualità del paesaggio, maggiore forza delle “produzioni tipiche” (e sviluppo dell’industria del settore agro-alimentare, oltre al raccordo con le produzioni meccaniche modenesi e bolognesi). Ma erano altri tempi. Oggi il PD di Vignola brilla in primo luogo per l’incapacità di elaborare una solida visione di una traiettoria di sviluppo per questo territorio. Non è neppure attrezzato per percepire i guasti di questa “modernizzazione”. Men che meno per elaborare una traiettoria alternativa. Credibilità ed appeal stanno sotto zero anche per questo. Per questo la prognosi è: non andrà al ballottaggio. Comunque, chi vuole un ragionamento puntuale e credibile sul progetto Coop e sul suo impatto sulla città non lo cerchi da quelle parti.

A_Numero Uno_Coop a Montecreto

PS Qui gli articoli con il comunicato di Coop Alleanza 3.0, pubblicato il 20 aprile 2017 sia su Il Resto del Carlino – Modena (pdf) che sulla Gazzetta di Modena (pdf). Segnaliamo un errore che viene ripetuto e che si ritrova nell’articolo del Carlino: il contributo di Coop per la nuova scuola è di 2,9 milioni di euro (non 4 come riportato). Non è infatti corretto considerare gli oneri di urbanizzazione (circa 1 milione di euro) che invece sono destinati alla realizzazione di “opere pubbliche” (sic), come parcheggi ed aree verdi, che però saranno interni al perimetro del nuovo supermercato Coop, e dunque molto “privati”.

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4 Responses to Coop Alleanza 3.0 interviene nella campagna elettorale: il nuovo supermercato s’ha da fare!

  1. loredana baruffi ha detto:

    ma allora se non bastano le firme, se non è lampante , accendiamo le luci del NO COOP ! PACIFICA PROTESTA MEDITATA. VIGNOLA E’ DEI SUOI CITTADINI , NON DI ALTRI ! NEMMENO
    DI UN RAPPRESENTANTE CHE NON C’E’ ! O NO ?

  2. Firmatario tenace ha detto:

    La Coop dice la sua pubblicamente? Bene, forse è irritata dalle tante firme che abbiamo raccolto ( spontaneamente, è bene non dimenticarlo).
    Tuttavia, se date un occhiata alla composizione elettorale delle liste, non vi sarà sfuggito che il fronte No Coop, che ha incontrato il favore di tanti cittadini e politici ( vista la mostruosità che ci stava per ‘servire’) mostra delle ‘ fessure’ .
    Pensate al Pd. Se da un lato la candidata ufficiale si è espressa criticamente riguardo al ‘progettone’, ( probabilmente perché le 3000 firme hanno suonato come un campanello di allarme per il 12 Giugno…) , piu’ interessante è la composizione della lista ‘Amo Vignola’, che la sostiene.
    Oltre ad una ‘lenzuolata’ di vecchie e storiche conoscenze del Pd locale ( la cui opinione sul progetto Coop sarebbe interessante conoscere, chissà se collimano con quella della candidata), si noti la figura dal capolista.
    Il giornalista Ferrari, volto noto e simpatico della tv locale, lavora per TRC.
    Trc è un emittente diciamo legata alla coop (http://www.reggionline.com/nasce-tr-media-il-primo-network-dellinformazione-televisiva-e-web-in-emilia-romagna-video/). Non mi pare di aver visto su questa emittente la notizia delle firme ( ma confesso che guardo poca tv)
    Dunque si profila , in caso di vittoria del Pd e della sua lista alleata, un conflitto di interessi?
    Penso : se il suddetto dovesse ricoprire cariche importanti, decisionali, nella futura giunta, dovendo esprimersi pro o contro il progetto Coop, cosa accadrebbe? Datore di lavoro o cittadini?
    Come risolverebbe questa delicata posizione? Il Pd davvero non ha pensato a questo ‘inconveniente’?
    La cosa importante è non essere mai maliziosi..

  3. STIAMO SCHERZANDO??A volte si riesce a peggiorare una situazione che già pare incasinata. Sulla stampa, a seguito della evidente incompatibilità del suo ruolo, il candidato consigliere sostiene che ‘ uscirà dall’aula’? Scherziamo vero? Stiamo davvero scherzando? Ci sono 3000 firme! C’è UN CANDIDATO CHE LAVORA PER UN EMITTENTE DELLA COOP, E LA SUA IDEA DI CITTA’, PARTECIPAZIONE, E’ QUELLA DI USCIRE DALL’AULA SE LA COOP DOVESSE PRESENTARSI DI NUOVO? ??? Noi vogliamo sapere COSA QUEL CANDIDATO PENSI DEL PROGETTO ( MAI UNA SOLA VOLTA NELLE NUMEROSE INTERVISTE AI QUOTIDANI SI E’ ESPRESSO). QUALI LE SUE IDEE, COSA NE PENSA. E’ PER IL SI , O PER IL NO? Costui si sta candidando a governare la città! A GOVERNARE LA CITTA!! Una città nella quale la precedente giunta è caduta sull’avanzare minaccioso della coop. E cosa fa? NON DICE QUALE E’ LA SUA POSIZiONE? AVVALLA L’IDEA CHE SIA SEDUTO SU DI UN CONFLITTO DI INTERESSI MOSTRUOSO??? Candidato, ci sono 3000 firme.
    LEI chiede il voto ai Vignolesi su una questione centrale per i prissimi 5 anni. VOGLIAMO SAPERE SE LEI E’ PER IL SI O NO! Bisogna avere il coraggio di esporsi, candidarsi è questo!!
    In attesa fiduciosa che le nebbie siano diradate, e che non siamo in presenza di vecchia, vecchissima politica. E’ FORSE COSI??? IN mezzo ai suoi tanti proclami, ci può dire qualcosa in merito? Sa com’è, essere candidato è questo! NON IGNORI 3000 FIRME! FACCIA IL CANDIDATO. DICA LA SUA OPINIONE. Affermare di uscire signifca che il conflitto di interessi c’è. C’è eccome!

  4. tenace firmatario ha detto:

    Volete ridere? Se qualcuno ancora pensa di stracciarsi le vesti al nominare il conflitto di interessi dietro ad alcuni movimenti elettorali, ve segnalo questo. Stamane, alla Coop, c’erano decine e decine di biglietti invito, stampati in bianco e nero. Cosa c’era sopra? La lista ‘SIAMO VIGNOLA’, invita ad un aperitivo con la candidata Covili dentro al bar Trollei , dentro alla COOP-
    I biglietti erano ovunque: nei carrelli, per terra, nel posto di lettura della coop. Cosa c’e de strano? La lista che promuove l’incontro DENTRO alla COOP, è quella capitanata dal giornalista che lavora per un emittente proprietà della COOP. Chi lavora qua dentro, ricorda assai bene che MAI UNA SOLA VOLTA dentro a COOP è stato possibile fare campagna elettorale. Perchè il mitico Giordano, e altri, hanno sempre fatto un filtro impenetrabile a chiunque portasse volantini elettorali di altri partiti. Stavolta , che il timore della sberla è forte, il mitico servizio d’ordine ha chiuso gli occhi. Dunque, siete tutti invitati, domattina, alla grande farsa della lista ( il cui capolista ha detto che in caso di voto su coop ‘uscirà dall’aula) che ospita, unica tra tutti i candidati, la candidata che è formalmente contraria al progetto. Dico, candidati: tutto va bene, e non c’è mica niente di illegale.
    Le elezioni si possono anche perdere, ma la faccia?

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