R.I.P. Vignola Cambia

Nello svolgimento del dramma di una maggioranza che va in pezzi rischia di passare inosservato un altro “piccolo” dramma: la morte della “lista di cittadini” Vignola Cambia. In realtà la metafora della morte non è del tutto adeguata visto che nominalmente ancora esiste. Si tratta però di una radicale trasformazione in qualcos’altro. Non più “lista di cittadini”, ma lista “personale” del sindaco. Ed in realtà, non è neppure un evento delle ultime ore. E’ avvenuto progressivamente nel corso del tempo. Parecchi militanti della prima ora l’hanno “sentito”. Sulla base di un sentimento di insoddisfazione hanno abbandonato, praticando l’opzione exit. Io ed altri, per stare alle categorie di A.O.Hirschman (vedi), abbiamo invece a lungo praticato l’opzione voice (protesta), pur senza renderci pienamente conto di ciò che stava avvenendo (lo confesso). Ma è stato solo ieri, nel corso della “rappresentazione” di quella che doveva essere un incontro di lista per decidere il da farsi a fronte della defezione di Vignola per tutti dalla maggioranza “civica”, che ho messo a fuoco concettualmente cosa era avvenuto in questi due anni e mezzo, passo dopo passo, impercettibilmente. Rendendomi conto d’aver fatto la fine della famosa rana bollita (vedi).

Il Resto del Carlino - Modena, 6 gennaio 2016.

Il Resto del Carlino – Modena, 6 gennaio 2016.

[1] Primo episodio. Il 28 dicembre 2015 la Giunta Smeraldi approvava lo schema di accordo di programma con l’allora Coop Estense per il trasferimento ed ampliamento del supermercato Coop di Vignola. Un atto così dirompente, nient’affatto contemplato nel programma elettorale (che dice altro: vedi), veniva assunto senza che il sindaco sentisse il bisogno di informare la “lista di cittadini” Vignola Cambia. Né il coordinatore. Né il capogruppo. Nessuno. Né prima, né dopo. Né una comunicazione de visu, né una telefonata, né un’email, né un sms. Tant’è che la “lista di cittadini” imparò della delibera di giunta dall’articolo che Valerio Gagliardelli, gran spulciatore dell’albo pretorio comunale, scrisse su Il Resto del Carlino – Modena il 6 gennaio 2016 (pdf). Neppure il peggior partito sarebbe stato trattato in questo modo dal proprio sindaco. Ed in effetti, quando l’allora amministrazione DS dovette gestire un caso analogo (era l’aprile 2005), il coinvolgimento delle diverse articolazioni del partito ci fu prima, durante e dopo.

Gazzetta di Modena, 8 aprile 20126. Si noti il passaggio "Per vincere i dissensi si punta ai voti del PD" (posizione del sindaco). E' l'inizio della fine della maggioranza civica.

Gazzetta di Modena, 8 aprile 20126. Si noti il passaggio “Per vincere i dissensi si punta ai voti del PD” (posizione del sindaco). E’ l’inizio della fine della maggioranza civica.

[2] Secondo episodio. La sera del 7 aprile 2016 si tenne uno dei primi confronti della “lista di cittadini” sul tema Coop con il sindaco. Discussione in cui vennero avanzate molte osservazioni critiche e perplessità, anche con posizioni molto nette di contrarietà (coerentemente con la storia di Vignola Cambia, per un’intera legislatura schierata contro il consumo di territorio e contro la crescita della grande distribuzione a discapito degli esercizi di vicinato), che il sindaco cercò di minimizzare più con colpi ad effetto (chi dei presenti non ricorda le telefonate in viva voce, ad ora tarda, ad un funzionario dell’Unione e ad un dirigente scolastico per scambiare un po’ di battute sul dimensionamento della rete scolastica?) che facendosi carico di una informata risposta alle puntuali (anche se magari un po’ disarticolate) osservazioni critiche (che non a caso sono ancora oggi sul tavolo: vedi). Ma il fatto è che il sindaco si dimenticò (sic) di comunicare alla sua “lista di cittadini” (ma neppure lo comunicò al solo coordinatore o al solo capogruppo) che lui, comunque, una posizione l’aveva già presa (senza aspettare una richiesta di approfondimento che lo infastidiva). E senza comunicare che il giorno successivo sarebbero apparse sue dichiarazioni in merito sulla stampa locale. Il famoso articolo (Gazzetta di Modena, 8 aprile 2016) in cui affermava già allora (con il primo schema d’accordo meno vantaggioso per l’amministrazione comunale rispetto a quello oggi in discussione): “voterò convintamente sì al progetto della nuova sede della Coop” (pdf). Un “voterò convintamente” (assunto ancora prima dei numerosi approfondimenti richiesti dalla “lista di cittadini”) che la “lista di cittadini” apprese dalla Gazzetta il giorno successivo la riunione.

Il Resto del Carlino - Modena, 31 agosto 2016.

Il Resto del Carlino – Modena, 31 agosto 2016.

[3] Terzo episodio. In occasione della giunta del 27 luglio 2016, senza nessun confronto preventivo né con il coordinatore della lista, né con il capogruppo, il sindaco invitava alle dimissioni gli assessori dissenzienti verso il progetto Coop (Simone Pelloni, lista Vignola per tutti, e Monica Maisani, lista Vignola Cambia), su cui peraltro la discussione nella maggioranza (consiglieri comunali e militanti di Vignola per tutti e Vignola Cambia) era ancora apertissima. A fronte di quell’episodio, offensivo anche solo sul piano personale, l’assessore Maisani presentava le proprie dimissioni con una lettera aperta indirizzata a militanti e cittadini (pdf). Dimissioni poi ritirate a fronte di un fortissimo pressing esercitato dalla “lista di cittadini”. I giornali riferiscono solo della parte finale della vicenda, ovvero dell’incontro, promosso dal capogruppo Enzo Cavani, tra il sindaco e l’assessore Maisani, in cui il sindaco “invitava l’assessore a ripensarci”. Non sanno ovviamente della tempesta di e-mail della “lista di cittadini” verso l’assessore Maisani (con attestazioni di stima sul suo impegno) e verso il sindaco (affinché recedesse da una forzatura non condivisa; ribadisco: la discussione era ancora aperta in maggioranza, come peraltro lo è stata fino a pochi giorni fa).

Gazzetta di Modena, 12 settembre 2016.

Gazzetta di Modena, 12 settembre 2016.

[4] Quarto episodio. La seduta di giunta del 27 luglio 2016 e la manifestazione reiterata da parte del sindaco di essere disponibile a portare la delibera dell’accordo Coop in consiglio comunale ricercando, per l’approvazione, anche i voti del PD (a compensazione dei numerosi voti contrari che si prospettavano da parte di consiglieri comunali di Vignola per tutti e Vignola Cambia nient’affatto convinti del progetto), portò inevitabilmente alla prima vera crisi della maggioranza “civica” nel settembre 2016. Ovviamente in merito a questa sua (singolare) posizione – la disponibilità a far approvare l’accordo Coop con i voti determinanti dei consiglieri PD – il sindaco non ha mai sentito il bisogno di concordarla né con il capogruppo, né con il coordinatore, né con la “lista di cittadini”. Neppure di spiegarne le ragioni e di dichiarare come avrebbe inteso gestire la conseguente dissoluzione della maggioranza. Di nuovo: neppure il peggior partito sarebbe stato trattato in questo modo dal proprio sindaco. Eppure questo è quanto è capitato alla “lista di cittadini”. Che sul tema una sua posizione ce l’ha e l’ha espressa ripetutamente: la maggioranza è una e per punti qualificanti del programma non si può prescindere da questa. Detto diversamente: non può esistere una maggioranza a geometria variabile su questioni di fondamentale importanza come l’accordo Coop. Una maggioranza la cui configurazione verrebbe determinata dai desiderata del sindaco, in base all’oggetto da far approvare dal consiglio. Che il sindaco lo pensi è un’aberrazione politica. Ma se lo pratica è la morte della maggioranza. E’ la “maggioranza del sindaco” – appunto un’altra cosa rispetto a quella votata dagli elettori. Certo teoricamente possibile, ma politicamente catastrofica. Sulla base di questa personale posizione del sindaco si è dunque registrata, nel settembre 2016, la “crisi” della maggioranza con la lista civica Vignola per tutti che esplorava pure l’ipotesi di una mozione di sfiducia al sindaco (vedi). Allora se ne uscì per il rotto della cuffia, con un sofferto accordo che, tra le altre cose, contemplava la “cabina di regia”, come tentativo estremo di coordinamento inter-liste. Ma oggi, a pochi mesi di distanza, stiamo rivedendo esattamente quel bruttissimo film, anche se stavolta, è probabile, si arriverà fino al “The End” finale con relativi titoli di coda. E questo perché nei giorni scorsi, a fronte del permanere della contrarietà della maggioranza dei consiglieri “civici” rispetto all’accordo Coop, il sindaco ha di nuovo imposto la sua linea: l’accordo Coop potrà essere approvato con i voti determinanti del PD, ovvero anche contro la maggioranza della maggioranza “civica”. Ovviamente anche in questo caso senza comunicare o concordare alcunché con il capogruppo, il coordinatore, la “lista di cittadini”.
[5] Sono solo gli episodi più eclatanti, ma il percorso di questa esperienza amministrativa è stato costantemente punteggiato da episodi del genere, in cui la “lista di cittadini” Vignola Cambia è stata usata come fosse semplicemente la “lista del sindaco”. La lista a cui il sindaco, se va bene, comunica le sue intenzioni ed i suoi desiderata. La lista che al più il sindaco utilizza, mobilitandola per difendere le sue posizioni (più verso l’interno, ovvero “contro” le altre liste civiche, che verso l’esterno, le forze politiche di opposizione – assai meno rilevanti: vedi). Non una lista da coinvolgere sulle decisioni vere (fosse anche solo per un confronto preventivo). Men che meno una lista con cui prendere decisioni.

Il Resto del Carlino - Modena, 21 gennaio 2017.

Il Resto del Carlino – Modena, 21 gennaio 2017.

[6] Io provo ancora un senso di profonda lealtà per la Vignola Cambia della legislatura 2009-2014 (amarcord: vedi). Un gruppo sufficientemente eterogeneo, contenente le diverse anime della sinistra, che prendeva le decisioni a maggioranza dopo ampia discussione (ed in cui mi sono ritrovato, spesse volte, in minoranza). Ma non c’è più. Quella Vignola Cambia è progressivamente venuta meno a seguito delle dinamiche avviatesi dopo l’elezione del sindaco Mauro Smeraldi, che pure di quella lista sarebbe espressione. Quella Vignola Cambia è divenuta un impiccio per il sindaco (che non manca di ricordarlo ogni volta che può). Gli serve invece un’altra Vignola Cambia. Una Vignola Cambia che appunto sia un utile strumento per la sua volontà. Le tensioni interne di questi due anni e mezzo di legislatura non si comprendono senza questo schema interpretativo. Ora serve un “partito” del sindaco. O se preferite una “lista di cittadini” del sindaco. Non deve sfuggire l’ironia della sorte. Lo slogan elettorale era “I cittadini diventano sindaco”. La realtà praticata è stata: “Il sindaco si è appropriato anche della lista di cittadini”. Oggi, dopo la “cura” praticata per due anni e mezzo (con effetti necessariamente “dimagranti” in termini di partecipanti) la compagine sociale della lista si è infragilita, l’eterogeneità ridotta, i “dissidenti” allontanati (a volte esplicitamente) o invitati ad allontanarsi (anche con gli insulti). Rimane un nocciolo duro tenuto assieme in primo luogo da lealtà pre-politiche (relazioni parentali o amicali). Un fenomeno che sarebbe fisiologico se la componente dell’appartenenza ideale fosse ancora forte come in passato (legislatura 2009-2014). Invece la componente più importante per qualsiasi forza politica vera, quella che unisce lealtà agli ideali e capacità di critica (anche autocritica), è ridotta ai minimi termini. E sofferente. Insomma, meglio prenderne atto: la Vignola Cambia per anni conosciuta e praticata (2009-2014) non c’è più. Non è corretto dire semplicemente che è morta. E’ stata uccisa. Requiscat In Pace (R.I.P.). Oggi non rimane che da gestire il simulacro rimasto e l’eventuale eredità ideale. Ma per questa non è detto che la cosa migliore sia affidarsi al notaio.

Gazzetta di Modena, 21 gennaio 2017. Una "minoranza" della lista (dice il sindaco)? Non è così.

Gazzetta di Modena, 21 gennaio 2017. Una “minoranza” della lista (dice il sindaco)? Non è così.

[7] Ultima cosa. Strumentalmente il sindaco non vuole riconoscere l’unico criterio chiaro che consente di definire chi compone una “lista civica” come Vignola Cambia. Quando la maggioranza della lista prende posizione contro un progetto fortemente voluto dal sindaco come il progetto Coop (qui il comunicato dei “ribelli”, peraltro la maggioranza della lista: pdf) il sindaco ripete – un argomento usato più volte per gestire il dissenso interno – che si tratta solo di una ristretta “minoranza” rispetto ai 1.600 elettori (così anche nella replica affidata alla Gazzetta di Modena del 21 gennaio 2017). Come se questi elettori fossero la lista, anziché i 20-30 militanti attuali. In realtà che l’unico criterio sia quello della militanza diventa chiarissimo se si presta attenzione a questo fatto: le spese della campagna elettorale di Vignola Cambia le hanno pagate i militanti (non certo i 1.600 elettori). Ed ancora oggi è a loro che ci si rivolge per completare l’opera. Piccola contraddizione. Sarebbe opportuno chiarirlo visto che, come si dice dal 1775, “no taxation without representation”.

PS Questo post è l’ammissione senza attenuanti di una sconfitta politica personale. Mia e del gruppo di persone, militanti di Vignola Cambia, oggi sempre più ristretto e sofferente, unito da un’adesione agli ideali di democrazia, solidarietà, ambiente che hanno innervato non solo il programma elettorale di Vignola Cambia del 2009, ma anche quello della maggioranza “civica” del 2014 (che non a caso è debitore innanzitutto delle idee di queste persone). Il nostro progetto di una Vignola Cambia “lista di cittadini” è fallito. Non siamo stati capaci di difenderlo adeguatamente. Si è imposto – lo ha certificato inequivocabilmente la riunione del 21 gennaio 2017 – il progetto della “lista del sindaco”. Io ne sono divenuto consapevole tardi (colpevolmente). Qualcuno non l’ha ancora capito.

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9 Responses to R.I.P. Vignola Cambia

  1. stefano ha detto:

    sono un cittadino non partecipante ma votante, ed esprimo la mia solidarietà ai delusi, dei quali faccio parte.
    credevo molto al cambio epocale dell’amministrazione del comune di vignola, che nei fatti non è completamente avvenuto

  2. sergio smerieri ha detto:

    Stefano, non sentirti solo…

  3. Diana Garofani Manzini ha detto:

    … cosa possiamo fare, IN CONCRETO? Ve lo chiedo perché, per fermare il nuovo scempio (dopo il quale avremo superato il limite massimo) sono disposta a mobilitarmi …ma come?…con chi?
    qui davvero servirebbe una raccolta firme!
    Attendo, davvero, una risposta concreta
    Grazie

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Diana, hai ragione. Non si può stare inerti di fronte a questo scempio. Una coalizione “civica” (che da ieri ha perso un pezzo importante e dunque non è più maggioranza) vorrebbe comunque approvare un accordo di programma per realizzare a Vignola l’insediamento commerciale più grande della storia della città. Un supermercato Coop da 4.500 mq. Sembrerebbe fantapolitica ed invece è la realtà. E ciò viene fatto con i voti – tra cui il mio – di chi per anni ha contrastato proprio questo modo di uccidere il tessuto commerciale esistente e l’ambiente. Hai ragione, bisogna mobilitarsi. Una raccolta firme o altro. Occorre organizzare una risposta stavolta davvero “civica”.

  4. Io sono di Vignola Cambia dal 2009 e non la lascerò morire, la carta dei principi che trovate sul blog di Vignola Cambia per me ha un valore immenso, è ancora il mio pensiero e sono infinitamente imbarazzata per la situazione.
    Mi mobiliterò per fermare il progetto della coop.

    • Diana Garofani Manzini ha detto:

      Brava! La prego! sono certa che se LEI VUOLE VERAMENTE QUESTO, unendosi ad altri che abbiano veramente a cuore il bene di Vignola e dintorni ci riuscirà. Ma deve fortemente volerlo non soltanto dirlo e poi alla fine …”mi dispiace ho cercato ma non ci sono riuscita”, come già altri in questi giorni mi hanno detto.
      A me e a tanti cittadini delle “sconfitte politiche/personalistiche” non interessa nulla!…interessa che lo scempio non venga perpetrato!!! …attenzione il tempo passa e, quando il “dado sarà tratto”, tutto sarà finito …fortunati se potremo “leccarci le ferite”…

      NO ad ALCUNA SCUOLA IN CAMBIO DI UN IMMENSO DISASTRO ECOLOGICO/ECONOMICO!!!!.

  5. Diana Garofani Manzini ha detto:

    * Per la signora Monica Bononcini.
    Sto mandando persone a firmare NO COOP indirizzandole nello spazio vicino all’edicola dell’ ex Cassa di Risparmio e vicino a dove è piantata una brutta baracchina di legno (che non so bene cosa sia):
    queste persone sono ritornate dicendomi di non aver trovato il “banchetto”! Possibile!! Forse ho sbagliato indicazioni e giorni?
    Le chiedo, per favore, se può fornirmi dati più precisi sui giorni, sugli orari e sui “luoghi” di presenza.
    Può darmi anche i nomi dei negozi ove firmare?
    Resto in attesa e la ringrazio.
    P.S.: consiglierei, comunque, di mettere “banchetti raccolta firme” per tutta Vignola e con grandi cartelli evidenti.

    * Per il fotografo Smerieri: ho mandato persone anche da te, ma era chiuso. Potresti dirmi in che giorni e orari si potrebbe firmare?
    Attendo
    grazie.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Diana, il banchetto (alla confluenza tra viale Mazzini e Corso Italia) ci sarà il giovedì dalle 10 alle 12; il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 circa. Un negozio nei pressi del centro dove è possibile firmare è l’Albero Azzurro (giocattoli) in via A.Plessi 3.

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