Nasce la “nuova” Vignola Cambia. Non più lista di cittadini, ma lista del sindaco

Era nata nel 2009 per cambiare Vignola. Alla prima prova del governo della città ne è rimasta cambiata. Profondamente. Tanto da diventare un’altra cosa: non più lista di cittadini, ma lista del sindaco. Certo, in lista per le elezioni comunali saranno di nuovo presenti, come in passato, 16 cittadini. Ma non bisogna farsi ingannare: chi ha seguito l’evoluzione interna ha colto perfettamente il cambiamento (vedi). Ed ora, dopo quanto accaduto in questi mesi, passo dopo passo, diviene manifesto che la lista che si proporrà alle prossime elezioni comunali a sostegno di Mauro Smeraldi è diventata un’altra cosa. Il passaggio è stato sancito in un incontro tenutosi lunedì 20 febbraio, con una netta spaccatura della lista (quello che ne rimane). 15 ancora disponibili a sostenere Mauro Smeraldi candidato (con il compromesso, sul progetto Coop, di rimettere la decisione ai cittadini tramite un referendum consultivo). 10 che invece chiedevano innanzitutto un pronunciamento della lista contro il progetto Coop (e, conseguentemente, la scelta di un candidato coerente con questa posizione). In realtà quest’ultima posizione contava pure qualche sostenitore in più, ma il percorso decisionale in due step (prima di questa decisione, la scrematura di coloro che preferivano, dopo l’esperienza tribolata della legislatura appena terminata, il lavoro “fuori dalle istituzioni” – tutti anche fortemente contrari al progetto Coop) ha portato a quell’esito. Comunque sia è nata la “nuova” (sic) Vignola Cambia.

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Raccolta firme contro il mega-supermercato Coop (foto del 23 febbraio 2017)

[1] E’ trascorso molto tempo dai raduni di lista con 50, 60 o più partecipanti. Che alla fine una decisione fondamentale sia presa da uno sparuto gruppetto di 25 persone (o poco più) è già un segno del malessere che da tempo colpisce Vignola Cambia. Inevitabile se, come è successo, una volta che i militanti hanno garantito il propellente per la vittoria elettorale, una volta che si conquista l’amministrazione della città, la loro “partecipazione” è vista come qualcosa di secondario, a volte come un impiccio. E ci si ricorda di loro solo le rare volte in cui se ne ha davvero bisogno. Comunque, la spaccatura c‘è stata. Netta. L’esito può essere visto ovviamente in modo diverso. L’ex-sindaco ha confidato trattarsi di “taglio di alcuni rami secchi”. Operazione funzionale ad avere un gruppo più compatto a suo sostegno. Suona ironico che qualcuno dei suoi sostenitori abbia affermato di aver detto al candidato che “la lista che nascerà dovrà essere piena di capacità critiche”. Ironico, ma segno dell’auto-inganno tuttora in corso. Meglio farla breve: un nucleo importante della Vignola Cambia originaria oggi non ne fa più parte. Io sono tra quelli, assieme a molti di quelli in lista nel 2009 e nel 2014. A molti di quelli in prima linea quando Vignola Cambia era all’opposizione con un solo consigliere comunale (legislatura 2009-2014: vedi): Monica Maisani (ex-assessore alla cultura ed alla partecipazione), Mauro Corticelli, Sergio Smerieri, Stefano Corazza, Fabrizio Migliori, Monica Bononcini, Maria Pia Corsini, Elisabetta Gilioli, Maria Miani, Francesco Solmi, Fabio Piccioli, Simone Balestri e altri. Ciascuno di noi farà individualmente la sua scelta in merito alla futura collocazione politica. Ma la non condivisione rispetto ai tratti assunti dalla “nuova” Vignola Cambia dell’ex-sindaco Smeraldi è netta.

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Raccolta firme contro il mega-supermercato Coop (foto del 18 febbraio 2017)

[2] Ma non si tratta solo di turnover, foss’anche “straordinario”: via “i rami secchi”, dentro linfa nuova (sic). Su questo è bene essere chiari: la “nuova” lista diventa una lista del sindaco, anziché una lista di cittadini. Lo diventa anche perché è il candidato ad imporre di fatto un punto programmatico importante come quello del progetto Coop contro l’opinione maggioritaria della lista. Infatti anche nell’incontro di lunedì sera, come in tutti gli incontri di Vignola Cambia, la maggioranza dei partecipanti è risultata contraria al progetto Coop. Che si conferma, dunque, un progetto del sindaco, fortemente voluto da lui (e condiviso dal suo “cerchio magico”, quello tenuto assieme da lealtà pre-politiche). Ma che non ha nulla a che vedere né con il programma elettorale civico (vedi), né con la storia della lista e delle sue battaglie politiche. La lista di cittadini finisce nel momento in cui l’opinione della lista soccombe di fronte a quella (minoritaria) di uno (il candidato) e di pochi altri (i fedeli). E’ lì che nasce qualcos’altro: la lista del sindaco. Insomma, in un anno e mezzo di dibattito sul tema non si è voluto costruire un luogo di confronto, argomentazione e decisione collettiva. Quando, vedendo l’operare politicamente spregiudicato dell’allora sindaco, la lista ha preso posizione (a maggioranza) con un comunicato inviato ai giornali (pubblicato da Gazzetta di Modena e Il Resto del Carlino il 21 gennaio scorso) oramai era troppo tardi. Ma almeno quello, con i relativi nomi, resta agli atti.

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Gazzetta di Modena, 21 gennaio 2017.

[3] Da oggi, dunque, il compromesso è il seguente. L’ex-sindaco Mauro Smeraldi si è detto disponibile a ricandidarsi ponendo però una condizione: tenere ancora in vita il progetto Coop. Insomma, la famosa lista civica deve evitare di prendere posizione sul tema. Il progetto, piuttosto, sarà portato al vaglio dei cittadini, mediante un referendum consultivo. Quello che è stato chiamato “un esercizio di democrazia”. Sarà interessante vedere come la “nuova” lista civica organizzerà un esercizio di democrazia per la città tutta dopo che non è stata in grado di organizzare, in oltre un anno, un esercizio di democrazia per i propri 30-40 amministratori e militanti. In realtà l’opzione referendum è solo di un modo per rimandare il momento della decisione – oggi l’unico modo possibile per non dire un chiaro no al progetto (nonostante sia l’opinione della maggioranza). Chi ha accettato questa soluzione di compromesso (pur essendo contrario al progetto Coop) ha dunque una grande responsabilità nei confronti della città, visto che acconsente a tenere in vita un progetto deleterio.

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Raccolta firme contro il mega-supermercato Coop (foto del 23 febbraio 2017)

[4] Cosa c’è di meglio che dare ai cittadini la possibilità di esprimersi? Cosa c’è di meglio che coinvolgere la città in questo “esercizio di democrazia” che è il referendum? In effetti. Ma il tema non è questo. Nessuno di chi è contrario al progetto Coop teme l’esercizio della democrazia diretta. Come ho scritto più volte, il concetto di sovranità popolare va preso sul serio: se i cittadini chiedono di riappropriarsi del potere decisionale (anziché lasciarlo ai rappresentanti eletti) questo è un loro diritto (vedi). Ma qui si parla d’altro: è piuttosto una lista che essendo fortemente divisa (e con il candidato-sindaco su una posizione minoritaria) pensa che possano essere gli altri a risolvergli il problema dell’avere troppe posizioni al suo interno (la posizione No-Coop, ma anche la posizione Sì-Coop!) . La parte minoritaria (di poco) della “vecchia” Vignola Cambia chiedeva questo: una lista in grado di prendere posizione nel momento in cui si propone per il governo della città. E’ davvero pensabile che chi si candida ad amministrare Vignola non sappia cosa dire circa il progetto Coop? Un progetto non incluso nel programma elettorale, fatto nascere dal sindaco Smeraldi e che, condotto in modo avventuristico, ha provocato la fine anticipata della legislatura (vedi)? Non prendere posizione è opportunismo, visto che oggi sappiamo (e non certo per merito dell’amministrazione Smeraldi) anche chi paga il conto per le nuove opere pubbliche (scuola e altro) che verrebbero finanziate con il contributo straordinario di 2,9 milioni di euro dato da Coop Alleanza 3.0. Sappiamo infatti che sarebbe la città a pagare ed in primo luogo la rete commerciale esistente (a cui verrebbero sottratti circa 17 milioni di euro di ricavi all’anno! vedi).

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Raccolta firme contro il mega-supermercato Coop (foto del 25 febbraio 2017)

[5] Un’ultima considerazione merita qui di essere fatta. E’ ora di finirla con questo uso retorico del “civismo” a cui non corrisponde alcuna vera sostanza. La democrazia interna dei partiti è ad un livello paurosamente basso. Ma la vicenda del progetto Coop (ed altro) dice in modo chiarissimo che in questi anni al governo della città la lista Vignola Cambia è stata al di sotto di quel livello, non sopra. Non aver voluto organizzare una assemblea generale della lista per un confronto degli argomenti e dei contro argomenti, l’aver evitato ostinatamente e con ogni mezzo una presa di posizione della lista sul progetto Coop, testimonia che una cosiddetta lista civica può anche non raggiungere il penoso livello della democrazia interna garantito da un partito. Continuare a sostenere l’ex-sindaco Smeraldi come se niente fosse vuol dire accomodarsi ad una narrazione di comodo dei fatti dove il “male” è sempre solo roba d’altri (a volte i famigerati partiti, a volte le altre liste civiche ex-alleate). Inganni ed auto-inganni. Quando invece la cultura democratica di cui si è divenuti portatori è un involucro vuoto.

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Raccolta firme contro il mega-supermercato Coop (foto del 23 febbraio 2017)

PS Le immagini a corredo di questo post si riferiscono alla petizione contro lo spostamento ed ampliamento del supermercato Coop promossa da un comitato di cittadini, tra cui molti della “vecchia” Vignola Cambia, consapevoli dell’impatto negativo che avrebbe su Vignola dal punto di vista del consumo di suolo, dell’aumento di traffico e dell’inquinamento, del danno alla rete commerciale esistente (vedi).

PPS Chi come me ha lavorato al progetto Vignola Cambia in questi anni non può che constatare la propria sconfitta politica (vedi). Senza se e senza ma. E’ nata una cosa diversa da (e in contraddizione con) quella per cui ci siamo impegnati ed abbiamo lottato. Ne prendiamo atto.

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3 Responses to Nasce la “nuova” Vignola Cambia. Non più lista di cittadini, ma lista del sindaco

  1. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Quasi incredibile, sono allibita!!…ma con che faccia?!!?…

  2. Elisabetta ha detto:

    Sì, tutto vero. Una analisi realistica di come è andata: dove eravamo partiti e come e perché siamo finiti spaccati a metà. È giusto ricordarlo, anche se i più non seguono o hanno seguito queste laceranti dinamiche, i giorni d’amore e d’inganno (romanzo letto di recente di Alicia Gimenez, bellissimo). Un anno e mezzo di riunioni nelle quali eravamo solo un impiastro, da tagliare per l’appunto. Prendiamone atto :fortuna nostra non ci hanno tagliato anche la lingua, quindi avanti con coerenza a raccontare i nostri pensieri, la nostra verità (“fallimento incluso) e a ribadire che quella Vignola Cambia che si presenterà alle prossime elezioni è diventata una altra cosa. Betty Gilioli

  3. sergio smerieri ha detto:

    E’ stato bello…ho pianto tanto ! (cit)

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