Precisazioni tardive dell’ex-assessore Basile

L’ex-assessore Maria Francesca Basile non ci sta. Ha dunque trasmesso ai giornali una lettera in cui lamenta il giudizio indifferenziato verso l’amministrazione Denti da parte del candidato sindaco Gasparini e dei vertici PD (una sorta di “guai a fare di tutta l’erba un fascio!”), ma allo stesso tempo critica proprio il modo di fare dell’ex-sindaco. Quella che è passata come una difesa dell’amministrazione Denti – secondo i titoli che hanno dato all’articolo i due giornali che hanno riportato la lettera dell’assessore Basile – era in realtà un’autodifesa (e corrispondente accusa proprio al sindaco uscente). Nell’uno e nell’altro caso, tuttavia, risulta poco convincente. Vediamo perché.

L'assessore Maria Francesca Basile (al centro) in occasione della prima seduta del consiglio comunale, legislatura 2009-2014 (foto dell'11 luglio 2009)

L’assessore Maria Francesca Basile (al centro) in occasione della prima seduta del consiglio comunale, legislatura 2009-2014 (foto dell’11 luglio 2009)

[1] “Adesso basta! Basta con tutte le affermazioni fatte dai rappresentanti del PD rispetto all’amministrazione Denti. Dire che il fallimento è colpa della precedente amministrazione è riduttivo, perché significa fare di tutta l’erba un fascio. Forse è il caso che il PD faccia autocritica distinguendo le varie componenti e non criticando indistintamente. Il PD non ha capacità di confronto e di discussione, ma ritiene di essere detentore della sapienza. Ho fatto parte della giunta Denti e rigetto quello che durante il periodo elettorale e ora Gasparini sta affermando. Durante l’amministrazione tutta la maggioranza ha sempre saputo qual era la mia posizione rispetto ai vari temi e che il lavoro non era sempre condiviso, ma esclusiva scelta di qualcuno [chiaro riferimento al sindaco]. Se la memoria non mi inganna Gasparini era seduto nella sedia di fianco alla mia durante i consigli comunali dei primi 4 anni di amministrazione Denti. Ci sono molti modi per fare politica, io ho scelto di dare il mio contributo, ho scelto di lavorare cercando di fare il meglio alla fine ciò che conta deve essere sempre il bene di Vignola e ho accettato anche quelle situazioni in cui io mettevo la faccia e le azioni erano compiute da altri, da ingenua non ho capito da subito alcuni meccanismi che, anche se nascosti, esistono. Ho sempre pensato a dare il meglio. Su questo penso di essermi impegnata molto, nonostante i continui attacchi, ho anche chiesto spesso al sindaco di valutare il mio operato (quando ho lasciato l’IdV) e di liberarmi da questo impegno se fosse stato utile o necessario, e non è stato solo un atto formale. Secondo me non è andato tutto così male come si dice e si è detto in questa campagna elettorale; ci sono diverse cose che sarebbero da salvare e che tutta la giunta ha fatto con molto impegno. Esempi? Sede Avis, sede Avap, sede Banda della Trottola e altro. Mi rimane una bella esperienza e sono contenta di aver instaurato un bel rapporto con i dipendenti. Mi dispiace che l’amministrazione, di cui ho fatto parte, sia dichiarata deludente e che molti prendano le distanze. Auguro al nuovo sindaco e al suo gruppo di poter operare e di fare in modo che ogni cittadino si senta partecipe della vita dell’amministrazione”. Questa la lettera dell’ex-assessore Basile. O meglio, ampi stralci – come riportati dalla Gazzetta di Modena (pdf) e da Modena Qui (pdf) del 13 giugno. Tra i temi che tocca alcuni ci riguardano in particolare visto che attengono alla valutazione dell’operato dell’amministrazione Denti (e del “contributo” (sic) dato dall’assessore Basile) ed al più generale tema della valutazione di chi ricopre incarichi politico-amministrativi.

Giancarlo Gasparini e Daria Denti in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell'11 luglio 2009)

Giancarlo Gasparini e Daria Denti in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell’11 luglio 2009)

[2] L’esperienza “amministrativa” di Maria Francesca Basile non è andata bene. Nessuno mette in discussione onestà, impegno, voglia di fare. Ma chiaramente non bastano. Come la differenza tra un “purosangue” ed un “brocco” non si cancella, così non si cancella la differenza tra un amministratore capace ed uno no. Per quanto ho visto fare in questa legislatura dall’assessore Basile non posso far altro che ribadire che si è trattato di un assessore mediocre. Peraltro in buona compagnia nella giunta scelta dal sindaco Daria Denti (vedi). Assessore alla “trasparenza della Pubblica Amministrazione” (sic!) non ha certo lasciato il segno in questo ambito (vedi). Sulle vicende della scuola non ha brillato affatto (vedi). L’unico progetto per cui è risaltata in cinque anni di piattezza – quello relativo al “Piedibus” – è tristemente fallito (vedi). Non parliamo poi di questioni complesse come il nuovo “polo scolastico” (vedi), rafforzamento e trasparenza nelle relazioni con le istituzioni scolastiche o altro. Certo, sarebbe interessante poter leggere un resoconto come si deve circa l’operato dell’assessore Basile. Così come degli altri assessori. Rendere conto sarebbe in realtà un dovere per chi ha amministrato (vedi). Ad oggi però tale compito attende ancora di essere svolto.

L'articolo sulla Gazzetta di Modena, 13 giugno 2014

L’articolo sulla Gazzetta di Modena, 13 giugno 2014. Il titolo però non riflette il contenuto della lettera

[3] Così come, per converso, è un diritto dei cittadini potersi informare, poter conoscere ed anche esprimere un giudizio, una valutazione. Riconnettere istituzioni e cittadini vuol dire anche fare della “valutazione” dell’operato degli amministratori (sindaco ed assessori) una quotidiana routines. Un elemento normale della vita democratica di un paese. E’ certo un lavoraccio: informarsi, studiare, seguire con continuità, analizzare, confrontare – qualcuno a tal fine ha coniato lo slogan “adotta un assessore” (vedi). Ma sarebbe cosa salutare per la città (e per essere chiaro: tanto per i vecchi, quanto per i nuovi amministratori).

Daria Denti e l'assessore Daniele Santi in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell'11 luglio 2009)

Daria Denti e l’assessore Daniele Santi in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell’11 luglio 2009)

[4] La lettera ai giornali dell’assessore Basile evidenzia un sentimento di disagio nell’esperienza di giunta con il sindaco Denti. “Il lavoro non era sempre condiviso, ma esclusiva scelta di qualcuno”. “Ho accettato anche quelle situazioni in cui io mettevo la faccia e le azioni erano compiute da altri”. “Da ingenua non ho capito da subito alcuni meccanismi che, anche se nascosti, esistono”. Sono considerazioni che mettono in luce il singolare modo di operare dell’amministrazione Denti – in primo luogo l’incapacità del sindaco di fare davvero squadra e di organizzare un luogo vero di discussione con gli assessori. Le sedute di giunta ridotte all’essenziale, alla cosiddetta “giunta tecnica”. E’ uno dei tanti sintomi del rinsecchimento del “circuito deliberativo”, ovvero il confronto e la discussione che deve accompagnare e “sostenere” il processo decisionale. Analogo rinsecchimento si è esperito da tempo nel rapporto tra giunta (organo esecutivo) e consiglio comunale (ed anche gruppo consiliare di maggioranza). Così come tra amministrazione e partito (PD). Chiunque amministra la città (ed oggi tocca all’aggregazione civica guidata da Mauro Smeraldi) ha il compito di rivitalizzare questi circuiti dell’ascolto, della discussione, della partecipazione – ovvero della deliberazione. Di certo nella passata amministrazione hanno funzionato al peggio – merito anche di un gruppo consiliare PD che è risultato, alla fine, largamente inefficace. Ed anche questo è all’origine del giudizio severo dato dai cittadini sull’amministrazione Denti (vedi), checché ne pensi l’ex-assessore Basile. Che, di certo, per reagire al suo divenire sempre più marginale nei processi politico-amministrativi aveva una possibilità che non ha usato – quella delle dimissioni (e della salvaguardia della dignità). Le sue lamentazioni consentono di capire meglio le disfunzionalità dell’amministrazione Denti, ma giungono fuori tempo massimo. Un lamento tardivo. Sia nelle parti indirizzate al precedente sindaco, sia nelle parti indirizzate al candidato perdente del PD.

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2 Responses to Precisazioni tardive dell’ex-assessore Basile

  1. Enrico Matacena ha detto:

    Ho conosciuto l’assessore Basile a proposito dell’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici. In tale vicenda il suo comportamento è stato davvero vergognoso. Ha tentato di prendere in giro i 220 cittadini che avevano presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare, prima rinviando qualsiasi decisione con scuse assurde (voleva il parere del garante della privacy), poi incalzata anche da Vignola Cambia e da articoli di giornale ha varato un provvedimento farraginoso e poco utilizzabile dai cittadini, salvo poi sospenderlo con la scusa di una circolare prefettizia (ignorata da tutti gli altri comuni). Perciò consiglio alla Basile e a chi ha governato con lei di cambiare mestiere, per il bene di Vignola e in fondo anche per il loro bene.

  2. ballottante ha detto:

    Ma quando scopriva tutte queste nefandezze e malfunzionamenti, non poteva andarsene? Mica Vignola si sarebbe stracciata le vesti e nessuno le sarebbe corso dietro.

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