Il “pagellino” a sindaco ed assessori di Vignola

Diverse scuole medie superiori hanno istituito il “pagellino”. Una sorta di pre-pagella che viene consegnata agli studenti (ed alle famiglie) con almeno un mese di anticipo rispetto alla fine del quadrimestre, dunque rispetto alla consegna della pagella vera. Il “pagellino” svolge una funzione informativa importante. Arrivando prima della pagella vera offre un’ultima chances per chi deve recuperare qualche insufficienza. Ecco dunque, con la stessa finalità, il “pagellino” a sindaco ed assessori del comune di Vignola. E’ passato oramai un anno e mezzo dall’insediamento della giunta municipale di Vignola (vedi). Vi è dunque materiale a sufficienza per esprimere un primo giudizio. Una sorta di “pagellino”, dunque. Prima che arrivi il giro di boa della metà legislatura. E la corrispondente pagella – vera – del primo “quadrimestre”. Qualcuno, ovviamente, avrà da ridire di tanta “sfacciataggine”: dare il voto a sindaco ed assessori! Ricordo semplicemente che sono uno dei 24.745 cittadini vignolesi (alla data del 30 novembre 2010), ovvero uno dei “datori di lavoro” del sindaco – come lei stessa dichiarò in campagna elettorale. Nessuna arroganza, dunque. Ma solo l’esercizio del dovere di valutare i propri amministratori. Argomentando, tra l’altro, diffusamente le valutazioni espresse. E dopo un discreto periodo di osservazione. Un giudizio che “conta uno”. Magari gli altri 24.744 la pensano diversamente da me. Ecco comunque le mie valutazioni. Anzi, i miei voti. A tutti i componenti della giunta. Sindaco incluso.

Manifesto elettorale dell'allora candidato Daria Denti (foto del 24 aprile 2010)

Maria Francesca Basile: 4 (quattro). Assessore a “Demografici, Cimiteriali, Sociale, Formazione e Trasparenza della Pubblica Amministrazione”. Scelta in quanto esponente vignolese dell’Italia dei Valori, non certo per le competenze che esprime, in questo anno e mezzo ha colpito per la sua irrilevanza. L’unica cosa realizzata è il “piedibus” – un progetto assolutamente marginale rispetto a quelli in campo nel settore scuola e sociale (e nonostante si tratti di un progetto di bassa complessità, realizzato con gran difficoltà). Come assessore alla scuola non ha giocato alcun ruolo quando l’Unione ha affrontato, in modo maldestro, la vicenda “scodellamento” (vedi). Non ha speso una parola per giustificare (semmai fosse possibile) i tagli ai servizi scolastici inflitti alle scuole di Vignola, a partire dalla soppressione dello scuolabus per le scuole dell’infanzia (vedi). Non ha saputo intervenire con tempestività per affrontare e risolvere i problemi al nuovo nido Barbapapà (vedi). Non è stata in grado di predisporre uno straccio di documentazione in merito al dimensionamento del nuovo “polo scolastico”, di cui i cittadini di Vignola non sanno nulla ancora oggi (ma intanto pagano la tassa di scopo: 365.000 euro all’anno nei 5 anni 2007-2011) (vedi). Parimenti irrilevate è stata nella vicenda della rivisitazione dell’assetto organizzativo dei servizi sociali, tra Unione e ASP (vedi), e quando il Centro per le famiglie è stato a rischio di chiusura (vedi). In un anno e mezzo, inoltre, non è stata in grado di pensare e realizzare una sola iniziativa rivolta ai cittadini stranieri (che pure sono il 15% dei residenti), per favorirne l’integrazione o per evitarne discriminazioni, od anche solo per dare loro informazioni su diritti e doveri. Nulla di fatto anche per quei progetti “a costo zero”, ma utili per instaurare relazioni significative (vedi). Ugualmente irrilevante è risultata l’azione in merito alla “trasparenza della pubblica amministrazione” (sic). Non un provvedimento significativo (non considero certo tale l’organizzazione di 4 incontri sul tema – chiacchiere anziché fatti, dopo 500 giorni da amministratore! – peraltro andati deserti) (vedi). In effetti oggi il livello di trasparenza esibito dall’amministrazione comunale, in merito ai propri processi decisionali, non si è spostato di un millimetro rispetto alla precedente amministrazione. Anzi, sono stati fatti passi indietro, visto che neppure la maggioranza sa qualcosa dei progetti che avrebbero dovuto “caratterizzare la legislatura”. Dunque: assolutamente insufficiente. Dunque: quattro.
Mauro Montanari: 5 (cinque). Assessore a “Lavori Pubblici, Viabilità, Innovazione della Pubblica Amministrazione e Rapporti con il Volontariato”. Forse in pochi ricordano la prima uscita sui quotidiani del vicesindaco Montanari. Era la Gazzetta di Modena del 5 settembre 2009, un intervento in merito al “polo della sicurezza”. Tanto puntuale e rassicurante che il giorno successivo è dovuto intervenire, di nuovo sulla Gazzetta di Modena, il sindaco per rettificare le dichiarazioni del suo vicesindaco. Questo atteggiamento da elefante in un negozio di cristallerie ha accompagnato il primo anno e mezzo di attività dell’assessore Montanari (vogliamo ricordare il “provocato allarme” sul cambio di sede delle associazioni accasate in via Agnini?). Che ha dato il meglio di sé nella conduzione (sic) del percorso di progettazione partecipata “Via della Partecipazione” – in cui, in realtà, più che “governare” il percorso è sembrato essere sballottato dagli eventi, fino all’apoteosi dell’epilogo: il taglio di tutti i 27 tigli (quando invece uno delle quattro linee-guida formulate dai partecipanti affermava “salviamo il più possibile gli alberi”: vedi). Un intervento che ha fatto il paio con la risistemazione della stazione ferroviaria di Vignola, in cui la capacità negoziale del vicesindaco nei confronti di FER Srl si è rivelata pari a zero. Tant’è che non è stato in grado di ottenere, ma neppure di richiedere, un intervento “di qualità” (vedi). All’interno di questa vicenda si colloca l’episodio della (ricercata) nuova sede AVIS. Prima promessa all’interno della palazzina della stazione ferroviaria – un’ipotesi abbandonata non appena ci si è resi conto che le apparecchiature FER (che un progetto di qualità avrebbe fatto collocare altrove, non a piano terra della palazzina!) interferivano con le apparecchiature elettromedicali dell’associazione dei volontari del sangue. Dunque, decisamente insufficiente: cinque.
Romina Bertoni: 5 (cinque). Assessore a: “Bilancio, Tributi, Società Partecipate, Attuazione del Programma e Progetti di Cooperazione Internazionale”. Negli ultimi anni dell’amministrazione Adani l’assessore Bertoni (allora assessore alla cultura) si era guadagnata un certo credito verso le associazioni culturali, plausibilmente per una buona capacità d’ascolto. Il cambio di deleghe (indubbiamente da lei non gradito, ma imposto dal sindaco) lascia però il segno. Si è occupata di “bilancio partecipato” senza successo: gli incontri con i cittadini a fine 2009 sono andati praticamente deserti (vedi). Ora ci riprova con la boutade del “questionario” per impostare il bilancio di previsione 2011 (vedi). Non ci si sposta, però, dal piano del marketing. E dire che sul versante della “democrazia deliberativa” e della partecipazione dei cittadini ci sarebbero vaste praterie a disposizione per realizzare innovazioni significative. Come per i colleghi, però, manca competenza sul tema, coraggio, forza politica per imporre ad un sindaco probabilmente indifferente qualcosa di significativo in materia. Ancora fumo sul versante della “rendicontazione sociale”, ovvero del bilancio di missione (che una norma dello Statuto comunale obbliga a predisporre: vedi). Qui ci si è inventati la “rendicontazione partecipata” (vedi), nel tentativo di distogliere l’attenzione dal fatto che ciò che conta, quando si “rende conto”, è la qualità dei dati, la “verità”, la completezza (che significa, però, il riconoscere anche eventuali problemi). Invece siamo ancora sul piano della propaganda, come abbiamo potuto constatare con il primo ciclo di documenti sul bilancio comunale (equilibri 2009 e 2010, assestamento 2009 e 2010, consuntivo 2009, previsione 2010) (vedi). Occorre inoltre osservare che l’assessore Bertoni testimonia che ciò che rimane del PRC risulta essere politicamente irrilevante. Forse perché tutta concentrata sulle sue deleghe o forse perché alle spalle manca un partito vero, quando si è trattato di spendere una parola in difesa delle famiglie più svantaggiate (come nel caso della soppressione del trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia: vedi), non ha fatto minimamente sentire la sua voce. Tipico esempio di marxismo da salotto – quello che pensa che per cambiare il mondo è sufficiente organizzare una bella conferenza.
Daniele Santi: n.c. (non classificabile). Assessore a “Sport, Benessere e Promozione della Città”. Inesistente. Plausibilmente assorbito dalla scuola di specializzazione in medicina che sta frequentando, praticamente non si è visto. D’altro canto è stato messo in giunta non certo per le competenze (difficilmente identificabili), ma per sbarrare la strada ad un diverso personaggio del PD, anch’egli medico, ma più “ingombrante”. Davvero: non classificabile.

Posto "riservato", ma vuoto (Teatro Ermanno Fabbri, 2 ottobre 2010)

Mauro Scurani: 6½ (sei e mezzo). Assessore a “Pianificazione e Gestione del Territorio, Ambiente e Agricoltura”. L’assessore Scurani sa bene che una delle motivazioni per cui è stato scelto risiede nella funzione “surrogatoria” rispetto al mancato ingresso in giunta della lista di cittadini Vignola Cambia (la lista civica ha infatti declinato l’invito prima del ballottaggio del 20 giugno 2009). Al di là delle competenze, che in tanti giustamente gli riconoscono, la forza dell’assessore all’ambiente, agricoltura, urbanistica sta in ciò. Ma la sua debolezza sta nel non avere una forza organizzata alle spalle in grado di elaborare temi e fare pressing perché entrino nell’agenda politica. E’ indubbiamente l’unico assessore che ha “capacità di visione” – in questo aiutato anche dalla precedente esperienza amministrativa (assessore per due legislature – 1990-1999 – con il sindaco Gino Quartieri). Ma sono caratteristiche che faticano ad emergere e che per ora si traducono in iniziative ancora “periferiche”: censimento del verde pubblico, la conclusione (in verità tribolata) del “contratto di fiume”, un piano particolareggiato nell’impresa Mancini in cui è stata negoziata la ripiantumazione di ciliegi, una prima edizione della festa degli alberi in città (un’iniziativa percepita come un po’ ironica, essendosi tenuta a pochi giorni dall’abbattimento dei tigli di via Barella!).
Daria Denti: 10 e lode (dieci e lode). Ha mantenuto le deleghe a “Sicurezza, Economia, Cultura e Governance Socio-Sanitaria”. Sì, avete letto bene: dieci e lode. Dieci e lode innanzitutto perché in merito ai progetti più importanti per la città da un anno e mezzo sta conducendo a zig-zag tanto l’amministrazione quanto la sua maggioranza: basta leggersi la relazione programmatica-previsionale per il 2010 e metterla a confronto con quanto realizzato, o meglio, non realizzato  (vedi). Dieci e lode perché ha chiesto ed ottenuto le dimissioni del consigliere Moreno Dal Rio, uno dei pochi con un’autonoma capacità di giudizio nel gruppo consiliare PD. Perché è riuscita a spingere alle dimissioni il dirigente del settore lavori pubblici Vincenzo Parise, probabilmente il migliore dirigente del comune di Vignola. Perché lo stesso è avvenuto con Simona Sighinolfi, fino a poco tempo fa responsabile della segreteria del sindaco, tenuta per mesi a fissare il monitor del PC. Perché ha fatto comminare una sanzione disciplinare a Romana Rapini (che pure è l’incarnazione del concetto di lealtà istituzionale), dirigente del settore welfare dell’Unione Terre di Castelli, solo perché l’ha contraddetta in giunta. Perché assieme al presidente dell’Unione imporrà l’attuale segretario comunale, Carmelo Stracuzzi, caduto in disgrazia (politicamente parlando), quale direttore dell’ASP G.Gasparini (nonostante la mancanza di competenza nel settore) al posto del direttore uscente. Perché ha introdotto, probabilmente per la prima volta nella storia del comune di Vignola, un clima di forte polarizzazione – “o con me o contro di me” – nell’ente che presiede. Perché l’Unione Terre di Castelli (di cui è vicepresidente) risulta oggi infragilita organizzativamente e priva di slancio politico e progettuale. E perché tutto ciò avviene con un partito (il PD) che fatica a comprendere cosa sta succedendo e che, nonostante i bei proclami della fase terminale del mandato Adani, non ha alcuna capacità di interloquire “alla pari” con l’amministrazione. Infine perché nonostante le dichiarazioni sull’esigenza, ancor più in questi tempi difficili, “di mettere in campo tutte le competenze e le energie disponibili della nostra città” raramente si è vista una giunta così fragile, così priva di competenze forti e di visioni di respiro sul futuro della città e su un modo nuovo di amministrarla. Eppure il sindaco ha potuto godere di una libertà sinora mai vista nella formazione della sua giunta. Certo, visto tutto ciò, non è facile credere all’affermazione che la candidatura sia originata soprattutto dalla “voglia di mettermi a disposizione dei vignolesi per costruire insieme il futuro della nostra città”. Il sospetto che ciò che è in costruzione sia semplicemente una carriera politica forse a qualcuno è già balenato.

13 Responses to Il “pagellino” a sindaco ed assessori di Vignola

  1. cittadino 24152 ha detto:

    Ma ci saranno anche i colloqui con i genitori? In quel caso forse potrebbero essere presi seri provvedimenti da parte dei famigliari (ndr. il PD)!!!

  2. Edoardo ha detto:

    Non conosco pienamente e non ho seguito tutte le vicende della situazione vignolese attuale. L’elezione di Daria denti devo dire che ha creato un vuoto pneumatico in città. Mi divertirò a verificare e informarmi leggendomi un po’ di questo blog e altro.
    Volevo invece proporre al sig. Paltrinieri di fare un pagellino dello stesso periodo ma delle cose positive successe a vignola extra-amministrazione (se ce ne sono). Servirebbe a focalizzare l’attenzione di chi si appassiona di politica e di sociale per investire energie per qualcosa che secondo lei funziona!
    Intanto auguri a tutti per il 2011!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Edoardo, ci sono certamente cose positive successe a Vignola in quest’ultimo anno e mezzo, anche se le prime tre che mi vengono in mente, pur assai diverse tra loro, non lo sono: l’omicidio commesso da Don Giorgio Panini, la fusione della Banca CRV nella BPER, il fallimento della ditta Galassini. C’é comunque un ricco tessuto associativo che fa cose egregie. Io ho seguito, ad esempio, un po’ dell’attività del Centro di Documentazione Mezaluna. Mi è piaciuto molto l’ultimo libro pubblicato: “Con la forza dell’acqua”. Vedo anche un grande impegno in altri gruppi che frequento o che ho occasione di vedere da vicino: LAG, volontari del commercio equo & solidale, scout … Ma sono tempi duri per l’economia del territorio e molti imprenditori, impiegati, operai sono davanti a scelte difficili. Temo che il 2011 sarà ancora più problematico dell’anno che si sta per chiudere. Questo così, secondo una prima impressione …

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nel consiglio comunale di ieri sera, 21 dicembre, ho avuto occasione di ascoltare l’assessore Basile intervenire in merito alla mozione, presentata da Chiara Smeraldi di Vignola Cambia, per l’istituzione di una cerimonia pubblica per il conferimento della cittadinanza italiana a residenti stranieri (sono stati 80 nel 2009, saranno circa 50 nel 2010). L’assessore si è fissato sul dito, anziché sulla luna che questo indicava. La mozione chiedeva due cose: (1) che il conferimento della cittadinanza avvenisse nel corso di una cerimonia pubblica (e collettiva). Non privata e individuale come oggi; (2) che essa non fosse solo “affare” dell’amministrazione, ma di un consiglio comunale in cui siedono anche forze politiche di minoranza. E che sarebbe intelligente (politicamente parlando) coinvolgere. Perché quel momento – l’ingresso nella comunità nazionale di nuovi cittadini – sia una festa per tutti. Nel suo intervento l’assessore Basile ha forse dimostrato di essere un competente impiegato dell’anagrafe (in effetti è il suo lavoro), ma un pessimo amministratore. Un pessimo politico. Perché non ha colto la rilevanza di questi due aspetti, ma ha invece elencato tutti gli ostacoli burocratico-procedurali all’attuazione della proposta. Ostacoli facilmente superabili solo che lo si voglia. Perché, ad esempio, non c’è nulla che vieti di aggiungere 3 consigli comunali all’anno in cui svolgere all’inizio questa cerimonia, per poi proseguire con un odg non troppo impegnativo. Oppure perché, invece di un consiglio comunale in seduta aperta, si può organizzare semplicemente una cerimonia pubblica a cui invitare tutti i consiglieri comunali (e magari assegnare a diversi di loro un ruolo nell’evento). Ogni anno, come abbiamo visto, qualche decina di stranieri ottiene la cittadinanza italiana. Perché non riconoscere che si tratta di un evento di rilievo per tutta la comunità vignolese? Perché non usare quell’evento per creare “relazioni sociali” (e dunque attaccamento alle istituzioni)? Una festa. Una di quelle cerimonie dove poi si fanno le foto tutti assieme. Dove si portano i familiari. Dove magari qualcuno porta un piatto tipico fatto da casa, da condividere con gli altri. Una cerimonia dove si gettano i semi per una frequentazione ulteriore, per una conoscenza ulteriore. Tra cittadini stranieri ed istituzioni (loro rappresentanti). Tra cittadini stranieri e cittadini italiani. Ieri sera l’assessore Basile ha dimostrato di non avere capito tutto ciò. Ha fatto il funzionario, non l’assessore. Il burocrate. Forse la cosa che le viene meglio. Peccato. Comunque ascoltandola mi sono accorto di essere stato troppo benevolo nella valutazione. Dunque: voto 3 (tre).

  4. Rosanna ha detto:

    Le tue pagelle e osservazioni sono purtroppo condivisibili. La mia sensazione è di una navigazione senza rotta che porterà poco di buono ai cittadini. Spesso a noi basterebbero, tanto per cominciare, poche cose; una città pulita (non solo Viale Mazzini), dei cassonetti non puzzolenti, meno buche per le strade, meno tagli di piante ad alto fusto, più cura del verde. Corretta applicazione delle leggi vigenti in campo scolastico, previsioni di bilancio attendibili, poche sparate demagogiche e non guasterebbe un atteggiamento meno altezzoso da parte di coloro che hanno le leve del comando.

  5. ziva ha detto:

    Rosanna ha ragione, come Andrea del resto……
    ma l’atteggiamento meno altezzoso non sarebbe neanche da chiedere ma doveroso. il fatto che non sia così la dice molto, ma molto lunga…….

  6. E.T. 57 ha detto:

    “Una donna sola al comando”….. questo è il risultato della corsa alla realizzazione dei propri sogni (politici), che teoricamente dovrebbero invece dovrebbero coincidere con i sogni dei cittadini (pratici).
    Daria Denti ce l’ha fatta, si è contornata di persone che mai e poi mai gli rivolgerebbero una, dico una critica, perchè forse sarebbe la loro fine (o forse positivamente il loro inizio).
    L’ha fatto e lo sta’ facendo praticamente ovunque, PD compreso (vedi come è composto il Direttivo).
    Con la “pagellona” che hai fatto (manca il voto complessivo…) caro Andrea, c’è sicuramente qualcuno che lancia delle maledizioni a non finire, però stranamente nessuno ha il coraggio di reagire.
    Perchè?

  7. ridicoli ha detto:

    10 e lode? Ma se Vignola diventa giorno dopo giorno un paese orrendo, invivibile e cementificato. Qui la gente non vede l’ora di andarsene.. e la colpa di chi è se non da chi ci amministra?

  8. Luciano Credi ha detto:

    Io a volte, ho reagito a quello che non mi sembrava giusto da parte di… mi dispiace in quanto abbiamo amici in comune, che per quieto vivere fanno finta di litigare con lei, ma sono sempre dalla sua parte… e alla resa dei conti s’arrabbiano con me…

    Ma la Denti ha anche cose positive…

    Comunque, se io a mia volta non fossi stato contornato da ambienti aperti quali “intel…” dare contro a questo sindaco non é facile…

    Comunque riconosco i suoi difetti, ma ha anche pregi… e per certe cose fa meglio di Adani…

    La Denti almeno invita al confronto dopo che ti ha fatto venire i nervi, Adani era quasi irreperibile… per fare due chiacchiere … anche se i suoi discorsi in pubblico erano più posati…

    Il problema forse a Vignola, é stato il brusco passaggio d’orientamento politico che c’é stato fra Adani e Quartieri. L’unico grande merito che riconosco all’attuale sindaco, é di aver sfumato questa rottura.

    Adani é stato molto più amministratore che politico, Gino Quartieri al di là delle cose non sempre condivisibili, per Vignola é stato un grandissimo politico.

  9. Roberto Adani ha detto:

    Solo per curiosità caro Luciano e senza polemica solo per capire come si originano certe favole metropolitane. Sai io ho passato dieci anni in comune dalla mattina a tarda sera. Ho completamente abbandonato un lavoro che mi piaceva molto per fare il sindaco a tempo pieno. Capitava spesso che fossi in regione o in provincia per rappresentare il mio territorio ma comunque mi sembra di essere stato piuttosto presente e comunque per il resto non rimaneva nulla. Ora invece per fortuna mi godo molto di più la mia famiglia. Magari uno può dire che c’ero troppo, che ho fatto danni… ma per il resto non mi viene in mente nemmeno una volta che tu mi abbia chiesto un appuntamento o che mi abbia anche solo fermato per strada. Non mi sono accorto di aver mai mancato di rispetto a nessuno non rispondendo alle sue richieste, se l’ho fatto con te mi scuso, ma sinceramente non ricordo. Mi potresti citare un qualche caso.

  10. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ridicoli sembra voler dare un giudizio ancora più negativo del mio sull’attuale sindaco e l’operato della sua amministrazione (il mio dieci e lode era infatti profondamente venato di ironia … basta leggere per coglierla). Luciano è convinto che Daria Denti “per certe cose fa meglio di Adani” (però poi si dimentica di dire per quali cose). Ecco, posso solo dire che non sono affatto entusiasta da discussioni portate avanti in tal modo. Ogni squadra ha i suoi tifosi. Ogni politico i suoi fans. E forse il “merito” di Daria Denti è proprio quello di riuscire ad avere fans molto accesi, anche se di norma … durano poco (dopo qualche mese o qualche anno te li ritrovi schirati sul fronte opposto – un fenomeno già di per sé indicativo). Come vedete faccio uno sforzo enorme per argomentare, per mettere in fila tutte le cose che, secondo me, non vanno. Tutte le cose che non mi piacciono. Non nascondo che il feeling con l’attuale sindaco è pari a zero, ma cerco comunque di descrivere fatti e produrre argomenti. Se Luciano vede dei fatti diversi è pregato di illustrarceli. E’ pregato di fare l’elenco delle cose positive fatte in questi primi due anni (quasi) di legislatura. Non che non ci sia nulla, ci mancherebbe. Ma se faccio un bilancio tra elementi positivi ed elementi negativi mi sembra prevalgano i secondi. Ecco, se qualcuno, ad esempio Luciano, vuole contribuire davvero alla discussione farebbe bene a provare a convincere me (e molti altri lettori di questo blog) delle “magnifiche e progressive sorti” della città di Vignola sotto l’amministrazione Denti. Lamentarsi della difficoltà a “reperire” il sindaco Adani mi sembra ridicolo. Ma su questo ha risposto Roberto stesso. Non perché fosse semplice (anche se la segreteria del sindaco ha sempre lavorato con grande efficienza), ma perché, di un sindaco, il fatto di non riuscire ad avere un appuntamento con lui nel giro di pochi giorni può non essere il giusto indicatore per valutare la performance. Forse, almeno altrettanto importante è cosa fa dentro e fuori dal suo ufficio, nel rapporto con le altre istituzioni, quali progetti ha portato avanti. In questo ultimo anno abbiamo visto sindaci e giunte che si proponevano di incontrare i propri cittadini al bar (es. Castelnuovo). Non disprezzo certo questo modo di ridare un senso di vicinanza tra amministratori e cittadini. Ma a me è chiarissimo che sono altre le cose su cui si misura la qualità di un amministratore. Ecco, su questi aspetti un po’ più di “cultura” ci farebbe solo bene. Invece non solo le istituzioni non sono predisposte (né propense) a farsi valutare, ma neppure noi cittadini siamo attrezzati per valutare i nostri amministratori. AmareVignola, pur con tutti i limiti del suo autore, sta provando a fare questo. A documentare, passo dopo passo, la performance dell’attuale amministrazione. Puoi benissimo provarci anche tu. Per favore, però, vedi di farlo sulla base di fatti e di argomenti. Grazie.

  11. Luciano Credi ha detto:

    Caro Adani,

    io all’epoca del tuo mandato, dopo aver fatto le scuole a Vignola, ero sempre a Bologna all’università (o in Svizzera dove avevo una “compagna” ora importantissima PR per fond. culturali elvetiche); quando ero a Vignola dialogavo solo “visivamente”, ero impegnato con Paolo Fabbri ad occuparmi di semiotica… con progetti anche all’università di Liegi: Etereogenité du visuel 2002… Poi premio dams 2002 con rettore dell’università di Bologna Calzolari davanti alle mie foto…

    Poi “restauro” di chiese private per importanti famiglie storiche, di notai di Bologna, nel nostro appennino (dove avevano le cappelle di famiglia), prima forse di matrimoni di loro “eredi”…

    Progetti media per motorshow di Bologna…

    Quindi tutto per essere contento?

    Forse… ma nei miei lavori esposti fuori Vignola parlavo con amore di Vignola, ma ero ignorato… cosa che ad esempio a brillanti poeti come Marco Bini non è avvenuta…

    Non è per me, ma quei reportage fotografici (li ho tutti bruciati) erano legati a lavori culturali che venivano da lontano, e rappresentavano la storia di tanti uomini, che anche in ambiti locali avevano creduti a valori di sinistra… e non solo… casomai di solidarietà…

    Ora diciamo che mi occupo di Europa, e dato che negli ambienti in cui sono ora (spero per tanto tempo, ma niente è sicuro… quindi può darsi che fra qualche mese sarò a chiedere “aiuti” ai servizi sociali… e poi non sarebbe la fine del mondo…), debbo essere più formale e meno artista, ogni tanto mi piace ricordare la gioventù che da poco ho passato, ed ho spesso la sensazione che era meglio diventare un “cravattaio” prima… almeno sarei meno ridicolo ogni volta che mi faccio il nodo della cravatta… quantomeno sarei più abile nel vestire da “piccolo” “piccolo” borghese…

    Comunque, nella vita delle persone ci sono cose strane, ho fatto una tesi di laurea sulla ripazione del lutto con un “montanaro”(mi ricordava mio padre che era da poco morto anche lui montanaro…), all’università di Bologna, che ora è morto, era un grande traduttore di francese (ora ad esempio sono in Francia non so per quanto tempo ancora…)mi ha voluto bene come un figlio…

    Beh, durante queste vacanze di pasqua recandomi a Cereglio dov’è sepolto, ho parlato con i suoi amici, ed ho scoperto che quella tesi che avevamo fatto assieme, forse un pò parlava anche di Marco Biagi, sua figlia è Carlotta Serra, responsabile della fondazione Biagi, sua assistente…

    Questo per dire che mi ricordo dove’ero l’11 settembre 2001, ero in stazione a Milano ed aspettavo la coincidenza per Bruxelles per un periodo di studio universitario all’estero…

    Insomma al di là della bravura dei singoli amministratori, ci sono periodi che anche per ragioni storiche, noi come persone vogliamo dimenticare.

  12. francesco ha detto:

    4 a tutti

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