Parola d’ordine: rendere conto!

Venerdì 11 luglio, a Ponte Alto di Modena, l’assemblea regionale del Partito Democratico ha approvato lo statuto regionale (ecco il pdf). Diversi i punti di grande interesse e che segnano, finalmente, un’innovazione nella modalità di organizzazione del partito. E’ chiaro che le norme sono importanti, ma ciò che conta è che la prassi sia conseguente. Questa è la vera sfida del partito – soprattutto per chi ritiene che vi sia un nesso tra “forma partito” (democrazia interna, apertura e partecipazione, selezione dei gruppi dirigenti in base al “merito”, ecc.) e la capacità del partito stesso di stare in sintonia con la società. Di “stare sul pezzo” – come si suol dire (o di non essere autoreferenziali, per usare un gergo più sofisticato). In attesa di una ricognizione dettagliata, mi preme evidenziare un punto a mio modo di vedere di grande interesse. Quello della “rendicontazione” e della trasparenza sull’operato degli amministratori, già trattato in precedenza su questo blog (vedi). Sono norme contenute nell’art.20 dello Statuto regionale (esattamente ai commi 4, 5 e 6). Innanzitutto richiamano l’obbligo alla rendicontazione, agli elettori ed ai cittadini, di quanto operato dagli amministratori nel corso del proprio mandato:
“4. I Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidente della Regione eletti nelle liste del Partito e gli assessori nominati nelle Giunte regionale, provinciali e comunali, nonché gli eletti al Parlamento nazionale, si impegnano a una rendicontazione sociale al termine del mandato che dia conto dell’attività svolta e dei risultati conseguiti per la comunità, prevedendo forme di partecipazione della cittadinanza attraverso strumenti di comunicazione comprensibili per consentire una valutazione partecipata sul proprio operato.”
In secondo luogo un impegno alla trasparenza nelle nomine effettuate dagli amministratori, con l’evidente intento di innalzare, tramite la trasparenza, il livello qualitativo (sappiamo che non è sufficiente, ma è un passo nella giusta direzione!):
“5. Se nelle competenze discrezionali degli eletti ricade la nomina di organi tecnici o amministrativi, di presidenze di Enti o di membri di consigli di amministrazione, di consulenti e professionisti, gli eletti si impegnano a seguire criteri di competenza, merito e capacità. Essi devono inoltre richiedere che all’intera procedura di selezione sia data la massima pubblicità. Dell’elenco delle nomine effettuate sulla base delle competenze discrezionali viene data pubblicazione sul sito del PD regionale o del livello territoriale di appartenenza, se presente.”

In terzo luogo anche i gruppi consiliari – dunque anche il gruppo consiliare del PD a Vignola – sono tenuti a rendere conto del proprio operato e della presenza dei propri membri (oltre a disciplinare in modo formale il proprio funzionamento):
“6. I gruppi del Partito Democratico nelle assemblee elettive di ogni livello istituzionale sono tenuti ad approvare e a rendere pubblico un Regolamento di disciplina della loro attività, e un resoconto annuale che contenga le informazioni relative all’espletamento del mandato (presenze/assenze alle riunioni, rendicontazione delle attività – iniziative legislative, mozioni, interpellanze).”
Personalmente valuto di grande importanza queste norme, anche se non mi illudo che basti metterle per iscritto (che pure è davvero tanto!). Ora si tratta di metterle in pratica. La consapevolezza dell’importanza di trasparenza, rendicontazione e valutazione per il funzionamento degli organismi politico-istituzionali e delle amministrazioni pubbliche è in crescita, come testimonia anche questo articolo di Pietro Ichino e Pietro Micheli, apparso sul Corriere della Sera del 12 luglio 2008 (vedi). Mentre riconoscono condivisibili alcuni degli obiettivi proposti dal ministro Brunetta per la “modernizzazione” ed il recupero di efficienza della pubblica amministrazione, gli autori evidenziano che nelle idee di riforma del ministro mancano alcuni pezzi importanti: appunto trasparenza (sulla performance delle amministrazioni, molto più importante che sulle consulenze) e “misurazione, valutazione, incentivazione”. Pur nella tempesta che si sta per scatenere sugli enti locali (i tagli di Tremonti) occorre tenere fissa la barra verso questi obiettivi.

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