Cosa sappiamo delle infiltrazioni mafiose a Vignola?

Giovedì 5 giugno un blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bologna ha portato all’effettuazione di 9 arresti per traffico di droga. Tre di questi sono avvenuti a Vignola. Si trattava proprio del vertice dell’organizzazione (padre, madre e figlio minorenne) legato alla ‘ndrangheta (il capofamiglia era già stato arrestato nel 2009 nel corso di un’operazione contro la cosca Farao-Marincola di Cirò). Nonostante l’importanza dell’evento esso non è divenuto “materia” della campagna elettorale allora in corso – è quanto lamentava il giorno successivo, appresa la notizia dai quotidiani locali, Roberto Adani. Un nuovo episodio che tocca il territorio vignolese. E che ripropone, per l’ennesima volta, il quesito circa la capacità delle istituzioni e della comunità locale di contrastare le infiltrazioni mafiose. Prima però di interrogarci circa l’efficacia delle azioni di contrasto bisogna che ci chiediamo che cosa sappiamo, come cittadini e rappresentanti delle istituzioni e dei cosiddetti “corpi intermedi”, dei fenomeni di criminalità organizzata che caratterizzano il nostro territorio. Già, cosa sappiamo?

Maria Lassnig, Du oder ich, 2005 - 55a Biennale d'Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

Maria Lassnig, Du oder ich, 2005 – 55a Biennale d’Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

[1] Pochi giorni fa Legambiente ha presentato il rapporto “Fermare l’ecomafia. Rilanciare l’Italia” (vedi). Ecco un’anticipazione del quadro nazionale emerso: “29.274 infrazioni accertate nel 2013, più di 80 al giorno, più di 3 l’ora. In massima parte hanno riguardato il settore agroalimentare: ben il 25% del totale, con 9.540 reati, più del doppio del 2012 quando erano 4.173. Il 22% delle infrazioni ha interessato invece la fauna, il 15% i rifiuti e il 14% il ciclo del cemento. Il fatturato della criminalità ambientale, sempre altissimo nonostante la crisi, ha sfiorato i 15 miliardi.” Questo a livello nazionale (per quanto riguarda la “criminalità ambientale”, un sottoinsieme del business della più generale criminalità organizzata). Ma a livello locale? Che cosa sappiamo? Purtroppo poco. Innanzitutto perché manca una ricostruzione sistematica delle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio o anche solo del fenomeno della criminalità organizzata o, più in generale, dell’illegalità diffusa. Eppure il tema è salito prepotentemente agli onori delle cronache, a Vignola, dal 2006, ovvero da quando una busta con proiettile venne recapitata al sindaco di Vignola Roberto Adani (vedi). Che indubbiamente anche per questo ha sviluppato una certa sensibilità al tema (vedi). Da allora non sono di certo mancate le iniziative, che però sono rimaste episodiche, senza mai diventare un progetto “sistematico”. Eppure dal 2012 l’amministrazione comunale di Vignola partecipa, assieme all’attuale comune di Valsamoggia ed al comune di Castelfranco, al Festival regionale contro le mafie – Aut/Aut (vedi). Ciò nonostante i cittadini di questo territorio non hanno a disposizione una ricostruzione complessiva di cosa è successo in passato e di cosa sta succedendo oggi in termini di “infiltrazioni mafiose”. Non varrebbe la pena iniziare da qui? Dal descrivere consistenza e meccanismi dell’infiltrazione “mafiosa”?

AES+F, Allegoria sacra - 55a Biennale d'Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

AES+F, Allegoria sacra – 55a Biennale d’Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

[2] Anche la Fondazione di Vignola ha di recente organizzato un’iniziativa pubblica sul tema “Legalità ed economia”, certo più ampio, ma con evidenti sovrapposizioni (vedi). Ma anche questa è stata un’iniziativa estemporanea, non collocata in un piano preciso di crescita della consapevolezza locale e degli strumenti informativi per produrla. Insomma, abbiamo bisogno di superare la frammentarietà tipica della cronaca dei quotidiani. Ed abbiamo bisogno di ricostruire e poi raccontare ai cittadini di questo territorio cosa sta succedendo, quali sono le “modalità operative” della criminalità organizzata sul nostro territorio (es. in termini di “riciclaggio” di denaro proveniente da attività illecite), quanto è diffuso il fenomeno (dunque con quale probabilità possiamo imbatterci in esso, in quali condizioni, come riconoscerlo, ecc.). Forse varrebbe la pena che i comuni del territorio (tramite l’Unione Terre di Castelli) e la Fondazione di Vignola si impegnassero in un progetto articolato di produzione di informazioni e di promozione della consapevolezza della criminalità organizzata qui da noi. E non solo. Perché bisognerà, prima o poi, prendere atto che non solo ci sono processi di “infiltrazione” dall’esterno, ma ci sono anche fenomeni endogeni, ovvero nati in seno a questa comunità, di illegalità diffusa. Ce lo ricordano le indagini relative ai crimini ad oggi attribuiti all’ex-direttore generale del Policlinico di Modena (politicamente di area DS) (pdf). Ce lo ricordano pure le vicende che per diversi anni, così hanno certificato le indagini, hanno riguardato l’ufficio edilizia del comune di Vignola. Ecco, queste sono le storie che andrebbero raccontate e, con tanto di dati, messe a disposizione (su carta e su web) dei cittadini vignolesi e degli altri comuni del territorio. Solo in questo modo la partecipazione al Festival Aut/Aut potrebbe diventare un dispositivo di innesco di maggiore consapevolezza e dunque di contrasto dell’illegalità. Vorrà farsene carico la nuova amministrazione “civica”? Speriamo.

Manifesti dell'iniziativa "Legalità ed economia" promossa dalla Fondazione di Vignola (foto del 22 marzo 2014)

Manifesti dell’iniziativa “Legalità ed economia” promossa dalla Fondazione di Vignola (foto del 22 marzo 2014)

PS Qui il resoconto delle iniziative in tema di “legalità” promosse dall’amministrazione Denti nella legislatura 2009-2014 (pdf). Qui l’articolo sul Rapporto Ecomafie di Legambiente, su Modena Qui del 12 giugno 2014 (pdf). E qui gli articoli relativi al blitz antidroga a Vignola del 5 giugno scorso, rispettivamente de la Gazzetta di Modena (pdf) e de Il Resto del Carlino (pdf).

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3 risposte a Cosa sappiamo delle infiltrazioni mafiose a Vignola?

  1. Luciano Credi ha detto:

    Con amico giornalista espertissimo dell’argomento a presentare suo libro in Lombardia, durante questo week end elettorale.

    Di primo acchito le infiltrazioni sono agevolate dai massimalismi dialettici: politici, culturali e sociali… Perché la mafia non teme che la gente possa riconoscere il nero dal bianco, ma ha paura quando riconosce anche il grigio e l’intera scala dei colori, perché fatica di più a nascondersi e trova persone più preparate a fare i distinguo.

  2. mauro ha detto:

    Andrea fai bene a ritornare su questo tema. Nelle scuole sicuramente sono segnalati casi di spaccio che vengono purtroppo spesso “tamponati” per non gettare ombre su una famiglia o su un ragazzo. Definire protocolli di comportamento e collaborazione fra organi istituzionali e fra loro ed i cittadini aiuterebbe forse più che i citati “massimalismi dialettici” di Credi.

  3. Luciano Credi ha detto:

    Sicuramente Mauro,
    ma dato che io non sono un poliziotto ma un semplice operatore culturale che a volte fa articoli su Proust in francese, altre volte per sbarcare il lunario presenta libri di questo genere con giornalisti, cosa completamente diversa… dico quello che sento dal mio limitatissimo ambito. Poi adesso non voglio parlare su cosa voglia dire per esempio gestire economicamente parlando progetti di questo tipo, anche solo x semplici presentazioni… Discorsi troppo tecnici che a volte anche chi ci lavora dentro proprio a causa dei loro tecnicismi estremi perde la bussola, sebbene possa essere preparato e faccia del proprio meglio e … scusate la parola di primo acchito mi viene da dire che succedono “casini” (se perde la bussola) ecco si è vero anche a causa della troppa burocrazia.

    Detto ciò lo stesso giornalista che per anni ha collaborato con magistrati mi ha detto domenica stessa venendo da Milano, in auto per recarmi alle urne giusto in tempo… che a volte certe indagini vengono anche deviate dai servizi segreti per essere prese in considerazioni magari in altri momenti… ma lui mi ha parlato in generale, senza citarmi nessun caso specifico.

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