Maria Francesca Basile. Assessore alla trasparenza della pubblica amministrazione (sic!)

La fine del 2011 segna anche la metà della legislatura 2009-2014. E’ dunque il momento di fare un primo bilancio di quanto fatto sino ad ora dall’amministrazione comunale di Vignola, focalizzando l’attenzione su sindaco ed assessori. E’ un tema trattato più volte su questo blog. Già in campagna elettorale segnalavo l’interessante iniziativa “Adotta un assessore” dell’associazione bolognese  Controllo cittadino (vedi). Ecco qui un primo tentativo (altri ne seguiranno). Maria Francesca Basile è assessore a “Servizi Demografici, Cimiteriali, Sociale, Formazione e Trasparenza della Pubblica Amministrazione”. Sì, avete letto bene. Addirittura alla “trasparenza della pubblica amministrazione”, come se non fosse già sufficiente introdurre per davvero un po’ più di “trasparenza” sull’operato dell’amministrazione comunale di Vignola! Comunque, prendiamo sul serio questa delega e chiediamoci che cosa ha fatto l’assessore Basile in tema di trasparenza a Vignola. Zero assoluto. Queste le mie conclusioni. Che, come al solito, provo ad argomentare.

Il sito web del comune di Vignola. In due anni e mezzo non sono stati capaci di pubblicare i CV di tutti gli assessori! Mancano infatti i CV del vicesindaco Montanari e dell'assessore Scurani (28 dicembre 2011)

[1] In primo luogo è opportuno precisare il concetto di trasparenza. A che cosa ci si riferisce con il termine “trasparenza” in relazione ad un’amministrazione comunale? L’amministrazione come “casa di vetro”, ovvero “trasparente”, che cosa sottende? Purtroppo il dibattito sulla trasparenza ha risentito della curvatura imposta dall’ex-ministro Brunetta che sotto l’etichetta della “trasparenza” ha fatto confluire quelle azioni della pubblica amministrazione volte al rilascio ed alla pubblicazione (in genere nei siti web della PA) di informazioni per consentire ai cittadini-utenti l’esercizio di un controllo. Così l’operazione trasparenza (art. 21 della legge 69 del 18 giugno 2009) prevede la pubblicazione di dati relativi a: incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni; incarichi retribuiti ai dipendenti pubblici; consorzi e le società a totale o parziale partecipazione pubblica; distacchi, aspettative e permessi sindacali, nonché aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive; nominativi dei dirigenti (curriculum vitae, retribuzioni e recapiti istituzionali) e tassi di assenza e presenza del personale (vedi). E’ una interpretazione riduttiva, soprattutto se pensato in riferimento alle funzioni di un ente locale. Comunque, piaccia o non piaccia questa “trasparenza” è oggi un obbligo di legge. Non è rimessa, dunque, a volontà politica. Ci sono invece altri ambiti della “trasparenza” che sono rimessi alla volontà politica locale: (a) trasparenza sulla formazione dell’agenda politica (su quali temi ci si appresta a deliberare e perché); (b) trasparenza sulla performance dell’amministrazione (in che misura gli obiettivi dichiarati sono stati raggiunti); (c) trasparenza circa i processi decisionali (quali argomenti hanno contribuito a formare l’orientamento dell’amministrazione, ovvero qual è stato il “gioco argomentativo” che ha portato alla decisione); (d) trasparenza circa le “caratteristiche” degli occupanti del “palazzo del governo” (titoli di merito, ovvero curriculum degli assessori; tasso di presenza ai lavori di giunta e di consiglio; indennità ovvero “costi della politica”; ecc.). Sarebbe compito di un “assessore alla trasparenza” (lasciamo stare “della pubblica amministrazione”, visto che l’assessore comunale ha competenza solo sull’amministrazione comunale) sviluppare l’azione amministrativa su questi fronti, ovvero aumentare la trasparenza, dando ai cittadini l’opportunità di controllare l’operato dell’amministrazione e di prender parte al processo deliberativo ogni volta che, per interessi o per ideali, si sentono toccati. In effetti qualcosa di ciò è detto (seppur un po’ confusamente) anche nel programma di legislatura presentato dalla coalizione che ha sostenuto l’allora candidato a sindaco Daria Denti (vedi a pag. 24 del Programma: pdf). Peccato che ad oggi, dopo due anni e mezzo di governo, quasi nulla di tutto ciò sia stato fatto! E dire che numerosi “suggerimenti” sono giunti anche dalle minoranze. La lista di cittadini Vignola Cambia, ad esempio, ha portato in consiglio comunale un elenco di interventi per dare più trasparenza all’azione dell’amministrazione (qui le motivazioni: vedi). Il consiglio ha approvato la mozione una prima volta il 25 maggio 2010 (pdf). Quindi di nuovo, per pungolare un’amministrazione “dormiente”, il 30 novembre 2010 (pdf). Oggi, a fine 2011, molte di quelle indicazioni – rese vincolanti per la giunta dal voto del consiglio comunale – sono ancora in attesa di essere messe in pratica!

L'assessore Basile (a destra) assieme al vicesindaco Montanari e, alle loro spalle, l'ex-sindaco Gino Quartieri, all'atto dell'insediamento del consiglio comunale (foto dell'11 luglio 2009)

[2] Trasparenza sulla formazione dell’agenda politica. Nei giorni scorsi, mentre facevo la spesa al supermercato, un cittadino mi ha riconosciuto come autore del blog AmareVignola. Mi ha detto che aveva letto il resoconto sulla “cementificazione” della campagna vignolese (vedi) e mi ha chiesto informazioni sugli interventi di edilizia residenziale in corso nell’impresa Mancini. E’ così venuto a sapere che è già stato tutto deciso con l’approvazione di un piano particolareggiato (in zona agricola) nella seduta consiliare del 29 giugno 2010. Quello di apprendere di una decisione solo dopo che questa è già stata presa e dunque non può essere modificata è un’esperienza diffusa tra i cittadini. Evidentemente i canali informativi previsti dalla legge (es. la pubblicazione di un atto all’albo pretorio per l’eventuale raccolta di osservazioni) sono assolutamente inadeguati per richiamare l’attenzione della maggior parte dei cittadini, anche potenzialmente interessati. A volte sono i media locali a richiamare l’attenzione, svolgendo una funzione di “allarme” (per un recente caso vignolese si veda il progetto di costruzione di una centrale ad olio di colza, un’iniziativa di un privato: vedi; oppure il progetto di realizzare un parcheggio nelle basse di Vignola, in questo caso un progetto dell’amministrazione – vedi -, poi abbandonato per il clamore suscitato), ma essi non funzionano con continuità. Se ci fosse per davvero a Vignola un “assessore alla trasparenza” non c’è dubbio che avrebbe individuato una qualche soluzione. O, semplicemente, avrebbe applicato quanto suggerito dalla mozione di Vignola Cambia, attivando una sezione nel sito web del comune dedicata all’agenda in formazione (“prossimamente in consiglio”). L’indicazione in effetti è stata recepita, la sezione web attivata, ma non è mai entrata in funzione (tanto che vi sono riportati gli stessi avvisi di convocazione di consigli comunali, commissioni, ufficio di presidenza già riportati in altre sezioni). Per cui oggi dei principali temi rilevanti e “strategici” per la città i cittadini non sanno nulla, anche se i processi decisionali sono in corso. Verranno “informati” in prossimità del momento formale di decisione, quando i margini di manovra sono oramai inesistenti. A quel punto non si potrà far altro che prendere atto. Ed eventualmente protestare. E’ così che questioni importanti come la rete di teleriscaldamento (ricordate? Quella che deve passare per via Libertà) (vedi), il nuovo “polo scolastico” (vedi), il “polo della sicurezza” (vedi), il PSC (vedi), ed altro ancora, sfuggono all’orizzonte del comune cittadino. Sempre la mozione di Vignola Cambia suggeriva di pubblicare nel sito web del comune “lo stato di avanzamento del piano comunale delle opere e del piano dei lavori di Vignola Patrimonio Srl con particolare riguardo alle fasi di inizio, sospensione e conclusione dei lavori”. Ovviamente anche di questo non s’è fatto nulla. Dunque una domanda: assessore che stai a fare?

Un'immagine della prima seduta del consiglio comunale nella legislatura 2009-2014 (foto dell'11 luglio 2009)

[3] Trasparenza sulla performance dell’amministrazione. Una democrazia che funziona presuppone la disponibilità a “rendere conto” da parte di chi governa e l’interesse ad esercitare un controllo sul suo operato, da parte di chi è amministrato. La prima cosa che ha fatto l’amministrazione comunale di Vignola è stato far sparire il “programma di legislatura” presentato agli elettori in campagna elettorale. Difatti non lo trovate nel sito del comune di Vignola (lo metto dunque qui: pdf). Già questo la dice lunga sulla volontà a “rendere conto” e sulla veridicità dell’impegno alla trasparenza. Poiché invece io ritengo che il “rendere conto” sia fondamentale per qualsiasi amministrazione pubblica, una delle ultime cose che ho fatto da consigliere comunale è stata la predisposizione di emendamenti allo statuto del comune di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli per introdurre strumenti sofisticati di rendicontazione (leggi: bilancio di missione). In modo un po’ rocambolesco – vincendo anche le resistenze di sindaci e parte della maggioranza (chiedere a Maurizio Piccinini, attuale capogruppo PD in Unione) – le modifiche allo statuto sono state approvate dai consigli (vedi). Certo, perché strumenti di questo tipo funzionino occorre sensibilità per il tema e volontà politica. Che questa amministrazione non ha. Non si spiegherebbe altrimenti l’incapacità di formulare un bilancio di previsione che sia leggibile per un normale cittadino (vedi). Né si spiegherebbe l’inaffidabilità, quale strumento di rendicontazione oggettiva, del primo “bilancio di missione” realizzato dall’amministrazione comunale di Vignola (vedi). Zeppo di parole (e retorica), povero di numeri. Senza alcun confronto con gli obiettivi fissati per la legislatura. Anche in questo caso ci sarebbe lavoro per un “assessore alla trasparenza”, che potrebbe impegnarsi (ed ingegnarsi) per modalità di rendicontazione che non fossero sfacciatamente piegate ad “esigenze” di marketing politico (lo stanno facendo presso altre amministrazioni, vedi Cesena: vedi). Evidentemente l’assessore Basile è in altre faccende affaccendato e la “trasparenza” dovrà attendere!

Il sito web del comune di Vignola: i dati su assenze e presenze ai lavori di giunta e consiglio sono aggiornati al primo semestre 2010 (28 dicembre 2011)!

[4] Trasparenza sui costi della politica & C. La bassa performance del sistema politico e la non solidissima “etica pubblica” di politici ed amministratori producono continuamente una forte diffidenza verso la politica e verso chi fa politica “per professione”. Non smetterò mai di dire che, a livello locale, il principale “costo della politica” non è dato dalle indennità di sindaco, assessori o consiglieri, ma dal basso “livello di qualità” di politici ed amministratori e dunque dalla scarsa performance del “sistema politico” (vedi). Fino a quando la politica non sarà in grado di attrarre (e poi mantenere) le migliori energie intellettuali e morali della comunità locale (oggi è difficile sostenere che sia così) dovrà prestarsi a recuperare il deficit di credibilità che la caratterizza. E’ un sintomo di ciò l’enfasi con cui oggi si persegue un controllo sulla politica: verificando che la selezione e l’accesso alle cariche avvenga per competenze vere e non per meri “meriti politici” (come invece avvenuto di recente con la nomina nel cda dell’ASP G.Gasparini del sig. Giuseppe Novembre: vedi), ricercando eventuali privilegi per ridurli od eliminarli, ricercando eventuali situazioni di conflitto d’interesse, chiedendo appunto trasparenza sulle indennità degli amministratori. Di fronte a questo clima una buona amministrazione deve fare solo due cose: in primo luogo offrire il massimo di trasparenza con l’intento di testimoniare competenze e serietà del lavoro di “amministratore”; in secondo luogo testimoniare con la propria azione la capacità di lavorare per il bene della città (è di nuovo il tema della performance e della “capacità di visione”).  Il primo aspetto è in verità assai banale: basta prendere dei documenti e renderli pubblici (il modo migliore, come sempre, è la pubblicazione sul sito web del comune). Eppure anche di fronte ad un compito così banale l’amministrazione comunale di Vignola non ce la fa. Forse perché il suo “assessore alla trasparenza” si chiama Maria Francesca Basile. Vediamo un po’ questi ed altri “impegni” disattesi in tema di trasparenza:

  • la pagina con il curriculum vitae degli assessori è incompleta (controllata oggi). Dopo due anni e mezzo di legislatura mancano i CV degli assessori Montanari e Scurani;
  • i tassi di assenza e presenza degli assessori ai lavori della giunta sono fermi al primo semestre 2010;
  • i documenti di bilancio delle società o degli enti partecipati (es. ATCM, AMO, Strada dei vini e dei sapori, ecc.) non sono disponibili nel sito web del comune e neppure sono presenti i link diretti a tali documenti su altri siti (che pure sono tenuti a pubblicarli);
  • la sezione web sui “verbali commissioni qualità” (immagino sia la Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio) è tuttora vuota (vedi). Non compare neppure l’elenco dei componenti la commissione od il calendario delle sedute;
  • nonostante il programma di legislatura (p.24) prevedesse che venissero “rese pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei membri del consiglio comunale e della giunta” nulla di tutto ciò è stato fatto. Una sollecitazione in tal senso era contenuta anche nella mozione di Vignola Cambia del 25 maggio 2010, ma senza esito. Altri amministratori lo hanno fatto (vedi sindaco ed assessori di Cesena: vedi).

Intanto il segretario dei Giovani Democratici dell’Unione Terre di Castelli, Giuseppe Novembre, viene nominato nel consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini pur essendo privo dei requisiti richiesti dallo statuto (vedi). Ovviamente di questa nomina non trovate traccia da nessuna parte, non nel sito web del comune di Vignola o dell’Unione (i due principali azionisti dell’ASP), neppure in quello dell’ASP (e la prima nomina risale al 15 novembre 2011: poi è stata addirittura ripetuta!). In questo caso la trasparenza è un elemento di disturbo. Infatti la notizia della nomina non è stata data dall’amministrazione comunale, ma da AmareVignola (vedi). Insomma, considerato tutto ciò propongo di cambiare la delega dell’assessore Maria Francesca Basile. Coerenza vorrebbe che le venisse attribuita la delega all’opacità, non certo alla trasparenza!

Annunci

5 Responses to Maria Francesca Basile. Assessore alla trasparenza della pubblica amministrazione (sic!)

  1. Galb ha detto:

    Ma questo è poco. Se te ne vai in giro e domandi chi sia questo assessore, non trovi nessuno che sappia dirti nulla!

    Per alcuni vale la cattiva fama.
    Per altri nemmeno quella.

    C’era una battuta un tempo: si aprì la porta e non scese nessuno, era…l’assessore.

    Ma alla fine, credo, non è forse meglio così?

  2. Alberto ha detto:

    Sinceramente più che di assessore alla opacità parlerei di assessore opaco. Ho i bambini a scuola a Vignola, non ricordo un suo intervento di spessore, l’unica cosa per cui la si può ricordare è il pedibus funzionante con dipendenti pubblici in straordinario. Che dire l’unica a rimanere a piedi è la scuola. Ma il dramma è che ho l’impressione che La Basile pensi anche di essere all’altezza e non completamente inadeguata come si è dimostrata, Questa amministrazione non ha capito che ogni cosa avvenga sul territorio è un problema che deve affrontare e se dobbiamo accontentarci di un nulla assoluto, di questi politici se ne potrebbe anche fare a meno, come ogni cittadino sa, se hai un problema chiedi un appuntamento a Bonezzi o alla Rapini, non sempre ottieni una soluzione, ma almeno una risposta sì. Se la politica deve essere quella che non ci sono soldi e non mi compete sinceramente preferisco un buon burocrate che possa lavorare tranquillo.

  3. dunnangall ha detto:

    …Maria Francesca Basile è assessore a “Servizi Demografici, Cimiteriali, Sociale, Formazione e Trasparenza della Pubblica Amministrazione”. Sì, avete letto bene…come ho letto bene Sabato mattina 10 Dic anche seppur su uno striminzito foglietto appiccicato al portone degli Uffici Comunali dell’Anagrafe ove a giustificazione della porta chiusa si “comunicava” che gli Uffici Comunali rimanevano chiusi nelle giornate di Venerdì 09 e Sabato 10 Dicembre. Stessa cosa successe Ven 03 Giugno e Sab 04 Giugno. Voi direte ma che c’entra ? He beh! Finalmente un’assessore che ha a cuore la funzionalità ed efficenza del servizio pubblico al cittadino, un assessore che alla buon’ora sà razionalizzare e ottimizzare la produttività dei pubblici dipendenti che contiene i costi e abbatte gli sprechi, rendendo ovviamente informati i cittadini di questo suo grandaffare che la stà animando. E brava Francesca bella pensata hai avuto, chiudiamo gli Uffici e “ponte per tutti” una bella schiera di dipendenti comunali al mare (Giugno) o ai mercatini di Natale (Dicembre), tutti d’accordo tutti a casa, tanto chi vuoi che sia quello sfigato di un cittadino che solo pensa di voler/dover venire in questi giorni all’anagrafe per un certificato o alla cimiteriale per una riesumazione mortuaria, certo mica si nasce o si muore durante il ponte del 2 giugno o all’immacolata, ma chi vuoi che sia quel matto che ha bisogno di un residenza o fare una qualsiasi pratica, tanto sono talmente pochi gli adempimenti burocratici che pesano sul cittadino, vuoi poi che si debbano fare proprio al venerdì o al sabato. Il cittadino torna poi lunedì.. hanno pensato il nostro attento Assessore Basile e la Dirigente Pesci e tutta la schiera degli impiegati che tutti assieme appassionatamente…e con trasparenza…ce l’anno messo in quel posto.
    Saluti
    Dunnangall

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Condivido le vostre considerazioni. Nel post mi sono limitato a trattare una delle deleghe dell’assessore Basile, quella sulla trasparenza amministrativa. Ma la valutazione non sarebbe stata diversa se avessi trattato quelle, in verità più impegnative, relative a scuola o sociale. La “selezione” di persone di dubbia capacità per cariche amministrative o nelle istituzioni pubbliche è responsabilità della politica. Occorre che i cittadini trovino il modo di far pervenire le loro valutazioni ai diretti interessati, meglio se con espressioni pubbliche, cioè in grado di raggiungere anche altri. C’é bisogno di un monitoraggio costante e di uno scrutinio puntuale della politica, anche locale. Io di questo ne sono assolutamente convinto!

  5. sergio smerieri ha detto:

    Sarebbe interessante che, qualche volta, i diretti interessati partecipassero al dibattito. Non per giustificare o incensare il proprio operato, ma per spiegare cose che magari sfuggono ai comuni mortali invece di utilizzare comunicati stampa che spesso non fanno altro che buttare fumo negli occhi. E’ singolare per esempio che Adani parli più adesso, attraverso il blog coi cittadini che prima.
    E’ a mio avviso singolare che Daria Denti, non utilizzi uno strumento come questo per reagire alle critiche o alle osservazioni fatte alla sua giunta. E’ un invito insomma… si parla tanto di troppa distanza tra politica e mondo reale, chissà!
    ss

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: