Adotta un assessore!

Un invito ad adottare un assessore od anche un consigliere comunale (oltre, ovviamente, al Sindaco). A seguirlo passo a passo nel suo “lavoro”, attraverso la lettura e l’analisi delle delibere di giunta e del consiglio comunale. Partecipare alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni consiliari (che sono pubbliche!). Fare periodicamente (non una tantum a fine mandato, quando è troppo tardi!) un “bilancio” della sua attività. Insomma esercitare un maggiore controllo sull’operato dell’amministrazione comunale che, anche per questo, è chiamata a diventare più trasparente. O, detto in modo diverso: non lasciare soli gli amministratori nel momento della decisione. Recuperare (in modo trasparente però!) una funzione che i partiti hanno smesso da tempo di esercitare in modo efficace. Questo è quanto propone l’associazione bolognese Controllo Cittadino (vedi). Un’esperienza che sarebbe bene importare anche a Vignola. Approfondiamo il tema.
Si legge sul sito web di Controllo Cittadino: “Controllo Cittadino è una rete di cittadini attivi che utilizza l’informazione e l’azione collettiva per controllare le iniziative e i comportamenti della classe politica italiana. Controllo Cittadino nasce dal bisogno di identificare nuovi modi per praticare la cittadinanza attiva. La convinzione di base è che non esiste democrazia senza controllo.” La citazione di Thomas Jefferson che chiude la pagina è illuminante dello spirito dell’iniziativa: “Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.”

Per una democrazia locale più forte: adotta un assessore!

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Ed ancora: “Il Controllo Cittadino è essenziale. Senza Controllo Cittadino non sarà possibile selezionare una classe politica responsabile. L’assenza di controllo garantisce immunità e favorisce comportamenti irresponsabili. Il voto è una pratica troppo limitata per le democrazie moderne. Le classi politiche tendono a limitare la scelta dei cittadini. Le elezioni si riducono a un rito formale, senza alcun potere per i cittadini.” Il fatto è che gli “strumenti” fondamentali della politica – i partiti, in primo luogo – sono ampiamente consumati. Lo testimonia, ce ne fosse ancora bisogno, la proliferazione di liste civiche a Vignola (ben cinque!). Che testimonia, però, anche una ripresa della volontà di partecipare. Strumenti consumati sono però anche i programmi elettorali, lo si vede anche nella competizione vignolese (vedi). Tra programmi monstre che contengono molto di più di quello che potrà essere realizzato nel corso di una legislatura quinquennale e con proposte/promesse generiche e, per questo, difficili da verificare puntualmente (per cui alla fine sarà comunque difficile dimostrare che proprio nulla è stato realizzato in quello specifico ambito). Consumati anche dal prevalere della funzione di marketing, a scapito dell’analisi seria ed approfondita (della “diagnosi”) e di un altrettanto serio lavoro di proposta, tra scenari ambiziosi e progetti fattibili (la “terapia”). Consumati sono anche gli strumenti della rendicontazione attualmente in uso presso l’amministrazione comunale (vedi). Dunque, interessante l’idea di mobilitare “risorse civiche” per rafforzare quella funzione di controllo necessaria perché la democrazia a livello locale possa dare il meglio di sé. Ed anche l’invito ad “adottare” un assessore (od un consigliere comunale) nel contesto vignolese ha qualche motivo di attualità in più. Specie se pensiamo che due assessori su sette, in questo secondo mandato di Roberto Adani, sono stati “lasciati a casa” (solo) a metà legislatura per la performance insoddisfacente. Forse se  qualche ex-assessore fosse stato “adottato” da qualche cittadino minimamente attento sarebbe diventato ex con qualche anno di anticipo (vedi). Proprio episodi di questo tipo mettono in luce la consunzione della politica e la sua difficoltà a premiare per davvero meriti e competenze. Ed aprono lo spazio ad una “mobilitazione civica” per la trasparenza, il controllo, una rendicontazione come si deve, un coinvolgimento vero dei cittadini nelle scelte strategiche per la città. Aprono lo spazio, cioè, ad un nuovo impegno per la democrazia locale (a proposito: quanti programmi elettorali vignolesi ne parlano per davvero?). Ne abbiamo bisogno? Assolutamente sì. Il momento elettorale è importantissimo, ma anche il dopo non lo è da meno.

4 Responses to Adotta un assessore!

  1. Alessandro Nicolai ha detto:

    Sacrosanto… ci sto già pensando da tempo a questa cosa… ci vorrebbe solo un gruppetto di persone assennate, poco tifose e con un minimo di dotazione per far un lavoro con i fiocchi!

  2. Paola Covili ha detto:

    Il tema dei controlli e della vigilanza è molto affascinante anche perchè ha come presupposto essenziale il possesso da parte dei cittadini degli strumenti giusti per operare ed esercitare tali funzioni. E questo è un passaggio a mio avviso fondamentale: quali strumenti? e soprattuto chi definisce gli eventuali limiti di tale controllo?
    Sarebbe un’argomento da approfondire, non fosse altro perche si impone nel dibattito politico di oggi, anche oltre la realtà vignolese.
    Ma già oggi (come ieri) uno strumento di controllo esiste: è lo strumento della rendicontazione continua. Non è ancora diffusamente acquisita la consapevolezza che la rendicontazione è sia uno strumento di comunicazione tra il “decisore politico” e il “cittadino” (o portatore di interessi) ma è soprattutto uno strumento che tende a favorire, sollecitandola, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, che ha implicita una forma di controllo (e non solo a posteriori) positiva e costruttiva.
    Diverso potrebbe essere vissuto il controllo se agito con strumenti non condivisi che allontanano le parti, che alimentano posizioni contrapposte.

  3. Saoirse ha detto:

    Possiamo, a mio avviso, valutare le considerazioni di questo articolo quali continuazione naturale di altre precedentemene postate esattamente in “Rendiconto Gestione 2008_Riflessioni su uno strumento consumato” in cui il buon Paltrinieri snocciola diverse considerazioni, alcune alquanto preoccupanti, in merito ad una quasi totale assenza sostanziale di monitoraggio e analisi sui cosiddetti “documenti di rendicontazione” da parte delle cariche deputate e soprattutto abilitate a poterlo fare. Ci dice in quell’articolo che ritiene di essere uno dei pochi, in Consiglio, se non l’unico ad averlo letto e analizzato. Ora voglio che Paltrinieri tenda oltremodo a autoreferenziarsi ma certamente credo che la situazione reale non si discosti poi più di tanto. Tutto ciò probabilmente per diversi motivi che si accodano e rendono sempre più difficile il lavoro di persone animate da buoni e volonterosi intenti, non certo quelli da bastion contrario, ma assolutamente motivazioni di voler ricercare e verificare una buona gestione, una affidabile guida, l’esistenza di amministratori che hanno considerazione delle persone che guardano all’amministrazione locale quale interlocutore diretto per le proprie aspettative di cittadino. Il presupposto necessario per agevolare le analisi, verifiche e considerazioni sulle rendicontazioni delle più svariate nature è certo quello di avere fin dall’inizio la percezione di un interlocutore trasparente, di attori che cercano di condividere col pubblico la sceneggiatura e recepire a piene mani variazioni sul tema, essere consapevoli di avere un Consiglio attivo e critico se serve e se necessario vs la Giunta e lo stesso Sindaco. Tutto ciò mi pare che si faccia fatica ad accreditarlo anzi si ha la percezione che gli interlocutori cerchino di tenere un basso profilo consapevoli che soprattutto dall’interno voci criticamente competenti poche se ne sentiranno, quando sarebbe invece utile e fonte di crescita di una classe dirigente un confronto sostanziale e concreto sul percorso effettuato. Mi stupisce, a riguardo, l’approccio al tema della Dott.ssa Covili, da persona competente quale ritengo che sia, che mi pare di capire ritenga invece esistente e attuale lo strumento della rendicontazione quale teatro di confronto e di critica, nonchè di eventuale condivisione, della gestione e amministrazione dei vari ambiti. Personalmente ritengo che questo strumento condiviso manchi addirittura fin dalle fondamenta, gia’ all’interno del PD, e quindi è fisiologico che poi venga trasmesso tramite le proprie arterie in sede amministrativa e consigliare. Il cittadino ha voglia di partecipazione, l’iscritto ne sente il bisogno, ma entrambi per scrollarsi di dosso una certa disaffezione hanno bisogno di vedersi tendere la mano…dai padroni della legna.
    L’iniziativa “Adotta un Assessore” è condivisibile e interessante, sicuramente la mia disponibilità c’è nel caso si concretizzi qualcosa. Ad Alessandro, che saluto, dico che se per “dotazione” intende competenza allora mi trova assolutamente d’accordo. In queste fasi la competenza da apportare è necessaria, ben condita però da disponibilità ed entusiasmo e sano approccio al confronto.
    Bene. A presto.

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Proprio quello che è successo in questa legislatura – due assessori “lasciati a casa” in base ad una valutazione negativa del loro operato da parte del sindaco – evidenzia che qualcosa non ha funzionato nel modo di interpretare il proprio ruolo sia da parte del sindaco, sia da parte del principale partito della coalizione (allora i DS). Non ha funzionato perché che ci fosse un problema di performances era evidente molto prima dell’ottobre 2006 – momento in cui è stato unilateralmente deciso il rimpasto di giunta. Questo però ha significato che il prezzo dell’incapacità di intervento tempestivo dei partiti lo si è fatto pagare ai cittadini. Sono perfettamente consapevole del fatto che NON esiste una soluzione “perfetta” di controllo e verifica. Anche il controllo “popolare” ha i suoi limiti. Oggi però ce n’é un gran bisogno. E, soprattutto, oggi ci sono i presupposti della sua attivazione, vista la quantità di “energie civiche” che si sono mobilitate a queste elezioni amministrative. Sperando anche che, in tal modo, i partiti imparino seriamente a fare il loro mestiere, senza scaricare le loro incapacità sui cittadini! Che cos’altro è stato se non questo aver avuto per due anni e mezzo Antonio Francesco Orlando assessore a Vignola?

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