Il piedibus ha fatto flop! L’assessore pure.

La risposta dell’assessore Maria Francesca Basile ad una interrogazione certifica il flop del piedibus a Vignola. Ce n’eravamo già accorti, in verità (vedi). Dopo il primo anno di tribolato funzionamento, con l’anno scolastico 2011/2012 il “piedibus” si è definitivamente spento. Il flop del piedibus porta con sé il flop dell’assessore alla “formazione” del comune di Vignola. La vicenda conferma che uno dei punti deboli, anzi debolissimi, della giunta Denti sta nella “squadra”. Ovviamente di questo “paga” la città (ecco i veri costi della politica, almeno a livello locale).

Capolinea in centro storico, punto di partenza del piedibus per le scuole elementari G.Mazzini. Oggi in disuso (foto del 13 aprile 2012)

[1] Cos’è il “piedibus”? E’ un modo per organizzare l’accompagnamento degli alunni affinché compiano a piedi il tragitto casa-scuola (e viceversa). Molti comuni l’hanno istituito in questi anni. Così ha provato a fare anche il comune di Vignola. Iniziativa condivisibile. Solo che a Vignola è stato un flop. E così, dopo alcuni mesi di funzionamento “tribolato” (nell’anno scolastico 2010/2011), il progetto è stato abbandonato. Nell’anno scolastico 2011/2012 il piedibus per la scuola primaria G.Mazzini è scomparso. Ma praticamente nessuno se n’è accorto, visto che sostanzialmente lo stesso numero di bambini continua ad andare a scuola a piedi. Dietro all’idea del piedibus sta il tentativo di incrementare il numero dei bambini che vanno a scuola con mezzi alternativi all’automobile. Uno dei mezzi può essere, appunto, quello del piedibus, ovvero del gruppo organizzato accompagnato da uno o più adulti (genitori a turno o volontari). A Vignola avevano collocato lungo il percorso i cartelli delle “fermate”, i punti di raduno e raccolta dei bambini. In più avevano speso 8.000 euro in una sorta di corso di formazione su “Come insegnare ai figli a camminare da soli” (sic). Soldi buttati – anche per l’importo spropositato! – dalla Fondazione di Vignola. Quattro incontri per complessivi “circa 80 genitori” partecipanti (come recita la risposta all’interrogazione), ovvero meno di 20 ad incontro. In altre realtà stanno invece promuovendo l’uso della bici per il tragitto casa scuola, tanto che ad un recente incontro a Vancouver in Canada, in occasione della conferenza internazionale di progettazione di piani legati alla ciclabilità organizzata è stata avanzata la richiesta di inserire tra i diritti fondamentali del fanciullo (nella corrispondente dichiarazione ONU) anche quello di andare in bicicletta (vedi). Iniziativa interessante, ma certamente non applicabile nelle nostre città italiane, grandi o piccole che siano, senza profondi ripensamenti della mobilità cittadina. Comunque, a Reggio Emilia, tanto per citare una città tradizionalmente amica dell’infanzia, oltre a piedibus hanno organizzato il bicibus (vedi). Questo solo per dire che sono diverse le iniziative realizzabili al fine di dare maggiore autonomia agli alunni della scuola elementare e della scuola media e, in tal modo, per ridurre le auto in circolazione in città: confidando sulla spontaneità o sull’organizzazione, sull’uso della bici o sull’andare a piedi. E’ plausibile, però, che senza adeguati interventi infrastrutturali o senza la pedonalizzazione dell’area circostante agli edifici scolastici l’incremento della mobilità non-motorizzata è destinato a rimanere scarsamente significativo. L’offerta di “trasporto organizzato” a piedi o in bici può dare una mano. Eppure anche un progetto nient’affatto complesso come questo è stato coronato da insuccesso nelle mani dell’amministrazione comunale di Vignola. L’assessore Basile rischia di passare alla storia come il primo assessore che non è riuscito a fare alcunché di minimamente significativo nel corso di una legislatura (per una valutazione, ugualmente negativa, sul versante degli impegni alla trasparenza: vedi).

Alla scuola elementare Mazzini a piedi, solo, anche senza il piedibus (foto del 13 aprile 2012)

[2] La vicenda, tuttavia, non è indicativa solo o soprattutto dell’incapacità di far decollare un progetto minimo per le scuole e per una mobilità “alternativa”. E’ indicativa anche del disperato approccio alla propaganda dell’amministrazione Denti. Tutte le volte che si parla del piedibus non c’è una parola di verità! L’aspetto della propaganda, del “successo” anche di questa iniziativa risulta sempre preponderante rispetto alla realtà (che invece, come testimonia, la risposta dell’assessore Basile all’interrogazione, è una realtà di insuccesso!). Il piedibus era stato persino inserito nel PAES, ovvero il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile del comune di Vignola (anche quello, purtroppo, redatto in modo … pedestre! vedi). Come se organizzare un po’ di bambini che in larga parte già andavano a scuola a piedi, da soli o accompagnati dai loro genitori, potesse per davvero contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 a livello di città! Sta di fatto che il PAES (a p. 51) parla del piedibus come di un’iniziativa che coinvolge di “più di 60 bambini delle classi terze, quarte e quinte della scuola elementare Mazzini e oltre 40 genitori che si sono offerti come volontari”. Per l’anno scolastico 2010/2011, l’unico in cui è stato attivo (per un po’) il piedibus a servizio delle scuole Mazzini, la risposta all’interrogazione dell’assessore Basile parla di “circa 30 bambini partecipanti”, coadiuvati da 10 volontari. Io che ho seguito il piedibus nel suo tragitto nella giornata del 13 aprile 2011 ho potuto contare 12 alunni partecipanti! E non sappiamo quanti di loro sarebbero comunque andati ugualmente a scuola a piedi (plausibilmente la maggioranza di loro). Come succede spesso con l’amministrazione Denti si registra uno scarto tra la “rappresentazione”, specie quella operata tramite i comunicati stampa, e la realtà. Il piedibus ne è l’ennesima riprova. Addirittura nella Relazione Previsionale e Programmatica 2012-2014 di accompagnamento al bilancio di previsione 2012 (approvata ad aprile 2012) sta scritto che “continua il progetto del Piedibus per la promozione della tutela dell’ambiente. Un autobus umano a servizio dei bambini della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, per andare e tornare da scuola” (p. 51). Un mese dopo la risposta dell’assessore Basile certifica la “balla” scritta un mese prima: il piedibus per la scuola primaria (Mazzini) non continua affatto! Visto che per l’anno scolastico 2011/2012 non è partito!

Il piedibus in azione, nell’anno scolastico 2010/2011: 12 bambini e 2 volontari (foto del 13 aprile 2011)

[3] Interessante è anche vedere la trasposizione del piedibus nel contesto della scuola media L.A.Muratori. In questo caso, ricorda sempre l’assessore Basile, “nell’anno scolastico 2011/2012 sono state attivate nuove linee Piedibus per la scuola secondaria di secondo grado L.A.Muratori”. In cosa consiste questo nuovo piedibus? Certamente avrete notato quelle linee colorate (gialle, rosse, ecc.) segnate per terra lungo via Resistenza e nelle strade di accesso alla scuola Muratori. Ecco. E’ quello. Come se tracciare una linea colorata per terra, al di là dell’aspetto pittoresco che oggi conferisce ad alcune vie cittadine, potesse produrre un qualche effetto tangibile sulla realtà! A questi “riti vodoo” sono oramai ridotti i nostri amministratori locali! Il tema, invece, meriterebbe di essere trattato con serietà e di inserirsi in un progetto di promozione dell’uso di mezzi alternativi all’auto per i piccoli spostamenti cittadini. Ma perché un tale progetto possa essere preso sul serio e dunque produrre risultati minimamente significativi deve essere accompagnato con misure vere, non fantasmagoriche, di restrizione degli spazi dedicati alle auto e di creazione di nuove opportunità per i ciclisti (più ciclabili, ma anche rastrelliere per bici – oggi assenti – e servizi ai ciclisti: vedi). Operazione certo assai difficile, ma ancor più difficile se a realizzarla deve essere un’amministrazione che in tre anni non ha fatto nulla per promuovere la mobilità alternativa, evitando pure di richiamare l’attenzione sull’eccesso di inquinamento dell’aria cittadina e sui conseguenti problemi di salute generati (vedi).

Alla scuola elementare (Mazzini) a piedi, da soli. Anche senza il piedibus (foto del 21 gennaio 2012)

[4] La vicenda del piedibus, nella sua piccolezza, è una cartina di tornasole dell’operato di questa amministrazione. Neppure un progetto di bassa complessità come questo sono riusciti a realizzare! Figuriamoci quando i progetti si fanno complessi – e lo sono di certo i progetti di cui avrebbe bisogno la scuola italiana, dunque anche quella vignolese (vedi). Oggi, dopo un anno di inattività del piedibus per la scuola Mazzini, l’assessore Basile annuncia il rilancio a partire dal prossimo anno scolastico … “in quanto siamo convinti che sia un ottimo progetto, ma per poter funzionare in modo ottimale (così come visto in altre esperienze) devono essere i genitori i primi partecipanti del progetto. Verranno organizzati incontri con i genitori in ogni plesso all’apertura dell’anno scolastico, per proporre il progetto del Piedibus, e valutarne, coinvolgendo tutte le parti, la fattibilità”. Belle parole. Ma perché queste cose non sono state fatte all’inizio dell’anno scolastico 2011/2012? Perché si è lasciato cadere il progetto per un intero anno scolastico? Ecco. Io penso che ci sia un problema di scarsa capacità dell’assessore e dell’amministrazione comunale. D’altro canto anche la risposta dell’assessore all’interrogazione (presentata da Vignola Cambia il 25 maggio scorso) è indicativa. Se confrontate il testo dell’interrogazione con la risposta fornita risulta evidente che non c’è congruenza tra i due: la domanda è specifica sul piedibus della scuola primaria Mazzini nell’anno scolastico 2011/2012. La risposta parla di tutt’altro. Viene quasi da pensare che se si fosse trattato di un test Invalsi, tipo “comprensione di un testo”, l’assessore non l’avrebbe superato.

Qui il testo dell’interrogazione (pdf) e qui il testo della risposta dell’assessore Basile (pdf).

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One Response to Il piedibus ha fatto flop! L’assessore pure.

  1. Luciano Credi ha detto:

    Dato che si parla della Basile come punto debole dell’amministrazione Denti, dico che in questi 3 anni di amministrazione, avendo vissuto la più parte di tempo all’estero, non sono in grado di giudicare bene l’operato degli amministratori.
    La cosa che mi lascia perplesso, è il fatto che per esempio di queste iniziative (PIEDIBUS) e degli eventuali flop, non se ne parli alla festa dell’Unità in corso a Vignola, con dibattiti aperti al pubblico.
    Sto aspettando con ansia le serate di dibattito politico, ma fino a pochi giorni fa (con festa già iniziata), non c’era ancora nessun volantino con le date e gli argomenti da discutere.
    Andrò di nuovo ad informarmi, a scapito di passare come rompiscatole.
    Per quanto riguarda il futuro, penso che la Denti, abbia in mente una formazione politica abbastanza competitiva, in vista anche del 2014 (cosa percepibile da certe mosse).
    Comunque prima di dettare certe scelte, sarebbe bello che all’interno della sinistra se ne potesse discutere, anche attraverso dibattiti politici, ripeto, aperti anche al pubblico.

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