Cosa succede in città? Considerazioni sulle elezioni comunali del 25 maggio a Vignola

La scelta che abbiamo fatto è di allargarci al contributo non tanto dei partiti, quanto soprattutto di liste civiche, che comprendono esponenti che in passato erano vicini al centrodestra o al M5S. Con loro abbiamo sottoscritto un patto, in nome della responsabilità di governo.” Qualcuno potrebbe pensare che si tratti delle parole con cui Mauro Smeraldi illustra ai cittadini vignolesi la coalizione civica che sostiene la sua candidatura. Invece no. Sono parole di Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD, rilasciate al quotidiano Europa il 17 maggio scorso (vedi). Una strategia che si è concretizzata anche nella realtà vignolese con l’abbinamento di una seconda lista, variamente eterogenea, a quella PD (per un commento: vedi). Partiamo da qui per svolgere alcune considerazioni sulla campagna elettorale oramai al termine e sulle elezioni comunali del prossimo 25 maggio.

Manifesto elettorale di Giancarlo Gasparini, candidato sindaco del PD (foto del 12 aprile 2014)

Manifesto elettorale di Giancarlo Gasparini, candidato sindaco del PD (foto del 12 aprile 2014)

[1] Per la prima volta nella storia di Vignola il partito che ha sempre amministrato la città (oggi PD) è consapevole di correre seriamente il rischio di perdere le elezioni. Gli ingredienti di questa particolare congiuntura sono noti. Da un lato le difficoltà del PD: un’amministrazione uscente assolutamente deludente (lo testimonia la non ricandidatura del sindaco Daria Denti dopo la prima legislatura, ma anche il completo rinnovamento di consiglieri ed assessori), ma anche una proposta di candidato sindaco, di lista e di programma elettorale con evidenti fragilità: la proposta di un sindaco part-time, ovvero penalizzante per l’amministrazione della città (vedi), una squadra di candidati priva di riconoscibili competenze politico-amministrative (vedi), un programma pieno di “buchi”. Nulla vi si dice su molte, troppe aree di grande importanza per il governo della città: partecipazione dei cittadini e rigenerazione della democrazia locale; volontariato (vedi); temi ambientali come l’efficientamento energetico e la gestione dei rifiuti; PSC e pianificazione territoriale. Fino a “dimenticanze” davvero singolari: non una parola sulla Strada dei vini e dei sapori (vedi); zero parole sulle politiche di integrazione dei cittadini stranieri. La forte preoccupazione sull’esito delle prossime elezioni è testimoniata dall’intenso ricorso allo show-business (politicamente parlando) che è stato organizzato per “dare supporto” al candidato Gasparini – una sorta di rito taumaturgico (vedi) che anche ieri sera ha avuto il suo tributo con la presenza del ministro Poletti.

Mauro Smeraldi, candidato sindaco sostenuto dalle liste civiche Vignola Cambia, Città di Vignola, Vignola per tutti (foto dell'8 febbraio 2014)

Mauro Smeraldi, candidato sindaco sostenuto dalle liste civiche Vignola Cambia, Città di Vignola, Vignola per tutti (foto dell’8 febbraio 2014)

[2] Dall’altro lato sta una proposta alternativa per la prima volta davvero competitiva (senza nulla voler togliere agli altri candidati e rispettive liste): quella di Mauro Smeraldi, apprezzato professionista vignolese, sostenuto da tre diverse liste civiche: Vignola Cambia, Città di Vignola, Vignola per tutti unitesi dopo un lungo confronto programmatico e dopo una collaborazione di lungo corso su diversi temi o progetti. E con un programma che evidenzia una “visione” all’altezza delle impegnative sfide che stanno davanti alla città nei prossimi anni: una diversa allocazione delle risorse (meno per le spese interne amministrative e la dirigenza, più al rilancio dell’economia in chiave di sviluppo sostenibile; maggiori sinergie tra comune e Unione Terre di Castelli); rigenerazione della democrazia locale e più coinvolgimento e partecipazione dei cittadini (vedi); politiche da dispiegare con continuità per rispondere alla sfida ambientale: efficienza energetica (dunque meno consumi), una diversa gestione dei rifiuti: vedi (sugli obiettivi mancati dall’amministrazione PD: vedi), una mobilità urbana meno centrata sull’auto; e così via.

I candidati della lista civica Vignola Cambia, una delle tre liste che sostengono Mauro Smeraldi.

I candidati della lista civica Vignola Cambia, una delle tre liste che sostengono Mauro Smeraldi.

[3] Pur non avendo risultati di sondaggi a disposizione (ne ha invece effettuato uno il PD provinciale su Vignola e si dice che il risultato sia tutt’altro che rassicurante – dal loro punto di vista) è plausibile ipotizzare che per la seconda volta consecutiva la competizione non si esaurirà al primo turno. Ci sarà di nuovo il ballottaggio (qui considerazioni sul 2009: vedi). Ed al ballottaggio plausibilmente andranno – non è solo un auspicio, ma un pronostico – Mauro Smeraldi e Giancarlo Gasparini. Per la prima volta, dunque, c’è la concreta opportunità di cambiare le forze politiche al governo della città. Basta volerlo.

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4 Responses to Cosa succede in città? Considerazioni sulle elezioni comunali del 25 maggio a Vignola

  1. Luciano Credi ha detto:

    Il PD il sondaggio l’ha effettuato, perché ogni volta che le cose si mettono male, cominciano a rompere nella vita privata; non so per esempio dicono a zia massimalista di chiamare la mia mamma (che crede sia semplice telefonata di sorella per saluti…), per vedere se salti con loro sul carrozzone… Gasparini non sarebbe male come sindaco, ma se non ci sono le condizioni politiche necessarie per un tranquillo sostegno, mi sembrebbe solo masochistico, mobilitarmi in data odierna per la sua vittoria; senza neanche essere candidato al consiglio comunale. Diciamo che forse Novembre (persona che stimo perché quantomeno non si altera quando parla, come fanno invece certi del partito…), non avrebbe visto di cattivissimo occhio la mia candidatura al consiglio comunale, ma c’erano troppi arretrati discorsivi che non tutta la coalizione della sinistra voleva affrontare in un dialogo alla pari; quindi non ho fatto nulla per essere candidato. Insomma essere nel quartier generale ed aspettare le cannonate degli avversari ha un senso, essere un povero fantino fra i 2 fuochi è da sciocchi.

    Il sondaggio del PD più credibile è quello del 2 marzo 2014, da lì per esempio comparando l’affluenza alle primarie del PD vignolese, con quello di Fiorano (con quasi la metà della popolazione di Vignola), si possono capire tante cose.

    Detto ciò sottovalutare il PD, anche se è solo quello di Vignola, sarebbe un errore enorme; nello sport per vincere bisogna non aver paura dell’avversario, ma neanche prenderlo sottogamba, quando questo succede spesso si perde.

  2. sergio smerieri ha detto:

    Abbiate pazienza, mancano pochi giorni alle elezioni e mi sento anche oggi di scrivere due righe.La pazienza..ecco appunto. Oggi non ne ho . Ma è possibile che il PD oggi sul giornale, a voce R. Masetti, si faccia un attacco a Mauro Smeraldi Sindaco sulla sua persona, sul suo lavoro, con definizioni allusorie quando….io presente…due mesi fa… lei stessa ha espressamente chiesto a Mauro se voleva diventare il candidato del PD ? non so se mi sono spiegato: due mesi fa gli ha chiesto…vuoi tu Mauro Smeraldi essere il candidato del PD ? e lui giustamente ha risposto:- Il vostro modo di fare politica non mi piace e non mi interessa! E oggi, la delegata del PD, come se nulla fosse, fa un attacco ( puerile) sulla persona Smeraldi. Capite dove e come sono squallidi e ipocriti? Mandiamoli un po’ alla opposizione e che si facciano un bagno di umiltà..poi se Vignola Cambia Lista Cittadini non sarà stata all’altezza del mandato… si ripresenteranno con un sindaco bel part time e ci faranno vedere come si fa…questi fenomeni della politica che hanno disintegrato il nostro paese e il nostro Paese…FERMIAMOLI !

  3. Erio Ricchi ha detto:

    Per non parlare della insipida osservazione sul fatto che Mauro Smeraldi vada in pensione per diventare “professionista della politica”!!
    Quello che è palesemente un valore aggiunto, e cioè la piena disponibilità e volontà di dedicarsi ad un compito così gravoso, viene descritto come uno sporco privilegio di casta! Certo molto meglio fare il sindaco a mezza giornata, così l’altra mezza (per dirla alla Masetti), svolgendo la propria professione, mantiene il contatto con la comunità vignolese. Una involontaria (credo) ammissione del concetto che la figura del sindaco sia per definizione “rinchiusa dentro le istituzioni” e lontana dai cittadini (vedi il metodo Daria Denti più che collaudato in questa ultima legislatura).
    Fa poi sorridere (o piangere a scelta) che la lezioncina su quando e quanto dedicarsi al governo della cosa pubblica venga fatta da chi appartiene ad un grosso partito che, come tutti i grossi partiti, ha allevato per decenni, sia a livello locale che nazionale, intere generazioni di politicanti che non hanno toccato mestiere in tutta la loro vita, crescendo coccolati e garantiti all’interno del loro bel partitone e facendo della politica la loro unica professione!
    Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale e le posizioni più determinate che hanno caratterizzato questo percorso per il PD, sono stati gli attacchi a Mauro Smeraldi sui suoi “compagni di viaggio” e sulla sua “andata in pensione”.
    Sono convinto che i vignolesi si meritino qualcosina di più. Finalmente.

    Erio Ricchi

  4. Roberto Adani ha detto:

    Caro Erio,
    capisco, neanche a me piacciono gli attacchi personali, ma non è che potete sorprendervene troppo, questi sono i tempi in cui viviamo e anche voi ne approfittate quando vi fa comodo, vi fa comodo il basta con la casta dei partiti, il sono tutti ladri, il non vogliono confrontarsi con i cittadini, il sindaco a metà tempo, i mestieranti della politica, non vi piace invece che il notaio sia considerato casta, ma adesso, non certo per responsabilità dei singoli, ma se non sono considerati casta in questo paese i notai , non vi piace che Smeraldi venga descritto come un pensionato di lusso che può spendere anche cifre importanti per la campagna elettorale, che sia imbarazzante l’andare al governo con colui che, probabile vice-sindaco, più di ogni altro ha edificato a Vignola negli ultimi 10 anni e contemporaneamente scagliarsi contro la cementificazione, capisco che sia sgradevole di conseguenza il fatto che qualcuno ricordi che i notai vivono di rogiti, insomma se non si utilizzassero più o meno lo stesso tipo di argomenti capirei, ma insomma neanche la tua parte si è limitata a valutare in modo oggettivo solo il programma e non sono mancati gli attacchi anche personali. Guarda, ancora oggi se qualcuno mi incontra alle Corti mi chiede cosa ci faccio da quelle parti visto che dovrei vivere in una villa a Campiglio, ti confesso che cose come questa mi infastidiscono ancora, ho fatto il sindaco con passione ed onestà, ma ho dovuto, mio malgrado, imparare a conviverci. Mi dispiace però che la figura del sindaco si sia ridotta in questo modo, quando sono stato eletto io, il sindaco e il parroco erano ancora figure di riferimento e ti assicuro che avendo incontrato migliaia di cittadini, anche i più scontenti uscivano dalla porta dicendo “non sono contento ma non vorrei essere al suo posto”, c’era questa comprensione della difficoltà del ruolo, della complessità. Oggi il sindaco in un comune è un ruolo da pensionati, Smeraldi come qualsiasi altro professionista non potrebbe rinunciare completamente al proprio lavoro per fare il sindaco per 10 anni, oggi in dieci anni cambia il mondo e una qualsiasi professione diventa obsoleta, l’indennità è modesta rispetto alla responsabilità e alle capacità che sarebbero necessarie, se sei un lavoratore autonomo non hai praticamente nemmeno i contributi per la pensione, la malattia o l’infortunio…è rimasta la figura ottocentesca del farmacista di paese che a tempo perso faceva anche il sindaco con l’aggravante che la politica è considerata comunque sporca e che quindi se devi reinventarti un’onesta professione dopo un esperienza politica è peggio che essere un pregiudicato. Vogliamo che i politici siano, onesti, capaci, preparati, stimati, a tempo pieno, responsabili, ma non lo facciano di professione, non abbiano conflitti di interesse, rappresentino il nuovo, ascoltino tutti, se non fosse che molti aggiungono anche giovani direi l’identikit di un onesto pensionato, è l’unico che può permettersi di fare politica attiva a tempo pieno, in alcuni casi un dipendente pubblico, ma non si riesce ad andare oltre. Pur apprezzando la scelta civica di Mauro, mi sento quindi allo stesso modo di difendere la scelta di Giancarlo che cerca di affermare la residua possibilità di fare il sindaco per coloro che non vogliono diventare mestieranti della politica, ma vogliono ugualmente dare tutto quello che possono per il loro paese, certo il suo metà tempo significherà che per alcune ore si dovrà dedicare al proprio lavoro e che per quel che resta del giorno e in parte anche della notte, sabati e domeniche compresi, si dovrà dedicare al comune, dovrà dotarsi di una squadra di peso che lo sostenga, ma mi sembra che nella nuova lista del PD ci siano le risorse necessarie. Io ho fatto il sindaco a tempo pieno e sono tornato a inventarmi dal giorno dopo un nuovo lavoro senza chiedere alcun aiuto alla politica, questa consapevolezza mi ha reso libero per tutta la durata del mio mandato, penso che sia Mauro che Giancarlo potranno vivere con libertà, senza ricatti, la loro esperienza civico-politica, questo è più importante di tutte le altre considerazioni al riguardo.

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