Re taumaturghi?

Come i re taumaturghi del medioevo, magistralmente descritti da Marc Bloch (vedi), Pierluigi Bersani è stato esposto a Vignola a fianco del candidato sindaco Giancarlo Gasparini, nella convinzione possa fare il miracolo: consentire ancora una volta al PD di amministrare questa città, nonostante la deludente esperienza dell’amministrazione Denti (vedi) e l’approssimativa costruzione di una nuova proposta. Non più di 150 i partecipanti all’incontro (e qui la fede nel miracolo inizia a vacillare). Ovviamente ogni forza politica o civica organizza la campagna elettorale come meglio le aggrada. E Bersani rimane comunque un politico di qualità, nonostante sia l’artefice della non-vittoria del PD alle elezioni politiche del febbraio 2013 (vedi). Ma almeno due considerazioni vanno svolte.

Vignola, 9 maggio 2014

Vignola, 9 maggio 2014

La prima considerazione è la conferma di quanto già sapevamo: anche il PD oggi non è più un partito in grado di svolgere le funzioni tradizionali (in primis quella di “elaborazione politico-programmatica”), ma è sempre più solo un comitato elettorale. Nel corso di questi ultimi cinque anni non vi sono state quasi iniziative politiche. Nessun incontro dedicato ai temi della città (per non disturbare il manovratore, ovvero il sindaco in carica). Pochissime le iniziative su temi di rilievo nazionale (si contano sulle dita di una mano). Sostanzialmente assente ogni comunicazione verso i cittadini (il sito web del partito è stato a lungo oscurato; ancora oggi è privo di contenuti di rilievo e – fatto singolare – per lungo tempo non risultava neppure possibile lasciare commenti!). Nel volgere di due settimane avremo invece, oltre a Bersani, Nicoletta Mantovani (sfortunato assessore della giunta Delbono a Bologna – il sindaco costretto alle dimissioni per malaffare) ed il ministro dell’economia e del lavoro Giuliano Poletti. Insomma un turbinio di spot elettorali segue il vuoto pneumatico di cinque anni. Ovviamente questo modo di procedere lascia dei segni – basta leggersi il programma elettorale del PD (ce ne occuperemo a breve). Il partito liquido, tanto temuto proprio da Bersani, è dunque già realtà da tempo anche a Vignola. Si manifesta esattamente così: scarsa capacità di elaborazione, massimo sforzo sul piano comunicativo e degli spot.
La seconda considerazione riguarda la funzione di testimonial che le più note figure del partito esercitano sul territorio, affiancandosi per un momento, in modo del tutto fugace, ai candidati del territorio. In questo modo di fare c’è qualcosa di menzognero – è il volto deleterio del marketing politico. Basta infatti che il candidato appartenga alla “ditta”. Nessuna preoccupazione per la sua qualità. Il testimonial (oggi Bersani, domani un altro) si presta per uno spot di un’ora. Poi se ne parte per un’altra destinazione a ripetere l’operazione. Ai cittadini che ci credono e magari poi votano il candidato suggerito può succedere invece di doversi poi ritrovare per cinque anni amministratori di una tristezza infinita. E’ successo così esattamente cinque anni fa e proprio con Bersani. Forse non sono l’unico a ricordare il suo comizio vignolese del 16 maggio 2009 ed il suo endorsement a favore dell’allora candidato Daria Denti. Sappiamo poi com’è finita: a noi vignolesi sono rimasti i “cocci”. Oggi la storia si ripete di nuovo, sempre con Bersani, ma stavolta a fianco di un diverso candidato. Impegnato allo spasimo a far dimenticare di aver condiviso con il sindaco uscente, per quattro anni, ogni atto ed ogni delibera. C’è solo da augurarsi che i cittadini di Vignola, magari anche quelli simpatizzanti del PD, abbiano imparato che il gioco ha evidenti controindicazioni. Insomma, in ogni caso è meglio guardarci dentro. E non credere più alla leggenda dei re taumaturghi.

Vignola, 16 maggio 2009

Vignola, 16 maggio 2009

PS Una storia di miracolo e credulità: il rito della guarigione dalle scrofole mediante il tocco delle mani da parte di re cristiani di Francia e d’Inghilterra durante il medioevo e della guarigione dal deficit di “mobilitazione cognitiva” della sinistra (sempre meno pensante e, per questo, aggrappata sempre più a riti e miti) mediante la visita di ex-segretari di partito. E’ quanto – all’incirca – si trova nel bel libro di Marc Bloch, I re taumaturghi, Einaudi, Torino, 1973 (vedi). Assolutamente da leggere!

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Una risposta a Re taumaturghi?

  1. Rosanna Sirotti ha detto:

    ottime le considerazioni fatte e soprattutto vere!

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