Scheletri nell’armadio. La vicenda della Strada dei vini e dei sapori imbarazza il candidato PD

La situazione è talmente imbarazzante che nel programma del candidato sindaco del PD Giancarlo Gasparini hanno preferito non parlarne. Mi riferisco alla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Non una parola. La “Strada” è meglio allontanarla dagli occhi degli elettori. Eppure proprio pochi mesi fa la notizia del “buco” nel bilancio della Strada è finita sui giornali per bocca degli stessi amministratori locali (vedi). Solo che non sappiamo quanto grande sia il “buco” (rumors riferiscono di una somma che oscilla tra 300mila e 900mila euro). Non sappiamo in che modo sia stato prodotto (c’è qualcuno che ne porta la responsabilità?). Non sappiamo se si sta facendo qualcosa (che cosa?) per fronteggiare la situazione. Non sappiamo se, ad esempio, i 70.000 euro annui che l’Unione Terre di Castelli versa alla Strada servono anche, oltre che per pagare un servizio di IAT-Informazione e Accoglienza Turistica (con unico “sportello” a Spilamberto!), per rientrare progressivamente dal debito eventualmente contratto con le banche. Purtroppo nessun documento ufficiale pubblicamente accessibile fornisce ai cittadini informazioni sulla vicenda. Uno scheletro nell’armadio dell’amministrazione PD. Dopo anni di opacità l’unico modo per disfarsene è cambiare amministrazione!

Il logo della Strada dei vini e dei sapori

Il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (foto del 19 ottobre 2013)

[1] La Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, istituita nel 1999 da comuni della provincia sia modenese che bolognese a seguito di un progetto LIFE finanziato dall’Unione Europea, è stata in origine un progetto molto interessante (vedi). Proprio per il fatto di essere a cavallo tra due province ed a presidio di un territorio ricco di prodotti tipici aveva potenzialità di grande sviluppo. Poi qualcosa è andato storto – che cosa esattamente non si sa o, meglio, non se ne parla negli atti ufficiali (vedi). L’avvicendamento ai vertici (oggi il presidente è l’ex assessore di Crespellano Fabio Federici: vedi) ha nel frattempo spostato il baricentro dell’attività sul fronte bolognese. Forse là la Strada funziona. Così non è per i comuni dell’Unione Terre di Castelli, tanto che il comune di Savignano si è recentemente sfilato dalla convenzione (delibera di giunta dell’Unione n.75 del 15 luglio 2013) e le associazioni di categoria vignolesi hanno criticato l’operato della Strada, invitando l’amministrazione ad una radicale riorganizzazione dell’intervento nel settore (Il Resto del Carlino, 3 novembre 2013). E’ singolare dunque che nulla si dica in proposito nel programma elettorale del PD di Vignola!

Insegna dell'ostello comunale di Vignola, gestito dalla Strada fino al dicembre 2012. Poi abbandonato e tuttora in attesa di destinazione (foto del 19 ottobre 2013)

Insegna dell’ostello comunale di Vignola, gestito dalla Strada fino al dicembre 2012. Poi abbandonato e tuttora in attesa di destinazione (foto del 19 ottobre 2013)

[2] Nel corso della legislatura 2009-2014 l’amministrazione Denti non ha fatto alcun intervento per la riorganizzazione della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Nei documenti ufficiali non viene rilevata alcuna criticità, ma ci si limita a riportare la solita frase di rito: “è stata di fondamentale importanza la collaborazione con l’Associazione Strada dei Vini impegnata nella gestione dell’Uffici di informazione e Accoglienza Turistica dell’Unione Terre di Castelli (IAT), Associazione che ha mantenuto in continuo aggiornamento il materiale e le informazioni provenienti da istituzioni Provinciali, Regionali o Nazionali”. I problemi, come la polvere, sono stati messi sotto al tappeto. Scheletri rinchiusi nell’armadio. Daria Denti, sindaco, nonché Presidente dell’Unione Terre di Castelli; Romina Bertoni, assessore al bilancio e componente per tre anni del cda della Strada; Giancarlo Gasparini, presidente del consiglio comunale (2009-2013). Mai nessuno di loro ha sentito l’esigenza di avvertire il consiglio comunale ed i cittadini del “buco” nel bilancio della strada. Hanno preferito la via dell’opacità, del silenzio. Dobbiamo davvero continuare così?

Targa con il logo della Strada dei vini e dei sapori

Targa con il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (foto del 19 ottobre 2013)

[3] La vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” segnala un problema delle amministrazioni targate PD: l’incapacità di essere trasparenti, di fare chiarezza, di fare pulizia. Di affrontare il problema alla luce del sole. Prevale un atteggiamento improntato alla continuità, alla condivisione o perlomeno all’accettazione. E’ tutto da dimostrare che questo sia il modo giusto per risolvere il problema o anche solo il modo più efficace. E’ invece plausibile che risulti necessaria una forte discontinuità: nelle persone messe negli organi di vertice, nelle modalità di gestione e nelle strategie da perseguire (tra l’altro il personale della Strada/IAT viene regolarmente pagato con mesi di ritardo!), nel metodo di “amministrazione” (dovrà finalmente arrivare l’epoca della completa trasparenza!). Gli amministratori del PD (Gasparini incluso) non sono stati in grado di ottenerlo. E nemmeno hanno provato a richiederlo. Oggi il candidato sindaco del PD omette di parlarne nel suo programma elettorale. C’è altro da aggiungere? La vicenda testimonia della necessità di un cambio di amministrazione. Solo un’amministrazione senza legami con il passato può fare piena luce su vicende come questa impostando un realistico e credibile (anche perché trasparente) programma di revisione, decidendo alla luce del sole, in modo pubblicamente accessibile a tutti i cittadini, se rivedere, aggiornare e rilanciare o se smantellare quest’esperienza. Solo un’amministrazione completamente diversa da quella uscente è oggi nella posizione di perseguire l’interesse dei cittadini e della collettività, senza doversi preoccupare di eventuali imbarazzi di passati amministratori o del partito locale di riferimento (che ha sempre difeso lo status quo). Anche per questo c’è bisogno di cambiamento a Vignola.

Manifesto per le primarie del PD del 2 marzo scorso (foto del 14 febbraio 2014)

Manifesto per le primarie del PD del 2 marzo scorso. E della Strada dei vini e dei sapori che ne facciamo? (foto del 14 febbraio 2014)

PS Il programma elettorale della coalizione civica che sostiene Mauro Smeraldi parla invece chiaro: “Verificare l’attuale situazione e la reale sostenibilità economica della Strada dei Vini e dei Sapori, valutando anche la possibilità di riassorbire le sue competenze negli uffici turismo di Comuni e Unione Terre di Castelli, considerando che da anni sta producendo solo costi dando pochissimi risultati” (p.20). “L’Unione dovrà quindi affrontare le criticità della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” facendo chiarezza sulla sua condizione economico-finanziaria e riorganizzando la presenza dell’ente locale all’interno di tale organismo” (p.27).

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10 risposte a Scheletri nell’armadio. La vicenda della Strada dei vini e dei sapori imbarazza il candidato PD

  1. Amos balugani ha detto:

    Ricordo che, quando studiavo al Liceo, mi colpì molto la frase di un antico filosofo (non ricordo quale), che recita così: “La verità non è mai una sola”.
    Leggendo, carissimo Andrea, il tuo blog in questi ultimi tempi si ha l’impressione che quell’antico filosofo avesse torto marcio e che la verità sia sempre una sola, di cui qualcuno è l’unico depositario. Io invece apprezzo molto l’aforisma dell’antico filosofo e cerco sempre di non vedere tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra.
    Ad esempio, ho della vicenda della “Strada dei vini e dei sapori” un ricordo ed una visione diversa, un’altra verità che ti vede un po’ meno inconsapevole e innocente. Può darsi che sia solo perché non sono bene informato come te; ho deciso comunque di condividere con te ed i tuoi lettori questa diversa verità.

    In un tuo post precedente scrivi in materia:
    “La Strada dei vini e dei sapori Città Castelli Ciliegi è un perfetto esempio del tema della governance. Però della cattiva governance. Nel senso che la sua tribolata vicenda economica degli ultimi anni – l’accumulo di debiti per diverse centinaia di migliaia di euro – è avvenuta grazie ad un sistema di non-controllo e grazie ad una politica che, ad esempio sulla rimozione di amministratori inadeguati, non ha saputo assumersi tempestivamente le sue responsabilità.”

    Condivido ci sia una parte di verità; l’errore principale secondo me sta nell’affermazione “negli ultimi anni”.
    La Strada nasce, come tu ricordi, nel 1999, quindi all’inizio della legislatura amministrativa 1999 – 2004, nella quale tu sei stato Vice-Sindaco di Vignola. La Strada, purtroppo, comincia probabilmente da subito ad accumulare debiti, sicuramente anche a causa dei mancati controlli che gli amministratori di allora avrebbero dovuto fare. All’avvio della successiva legislatura amministrativa (quella 2004 – 2009, quando tu eri capogruppo DS), ci fu un tentativo dell’allora Assessore al Commercio e Turismo del Comune di Vignola (che era stato nominato, come da consuetudine, anche componente del CDA della Strada) di fare chiarezza e trasparenza su una situazione che già allora lasciava notevoli perplessità. Purtroppo tale tentativo non trovò inizialmente sostegno, soprattutto da parte dei Comuni del bolognese, e la situazione si trascinò, ovviamente peggiorando, come ammettono (sei tu che lo riporti nei tuoi post) sia Fabio Federici che Giorgio Montanari. Ti devo dire, in tutta sincerità e amicizia, che mi risulta difficile pensare che tu, capogruppo consiliare DS, non sapessi proprio nulla del tentativo di fare chiarezza dell’Assessore al Commercio e Turismo del Comune di Vignola; in ogni caso, se la memoria non mi tradisce, non ricordo un tuo sostegno. Capisco che quello che ti dico possa non piacerti ma, dopo averci lungamente pensato, ho ritenuto opportuno fornire la mia diversa verità (consapevole che “la verità non è mai una sola”); questo per dare a tutti i meriti e le responsabilità che loro spettano e soprattutto per rendere giustizia a chi a fare qualcosa dall’interno per portare chiarezza ci ha solitariamente e per tempo provato.

    Quindi personalmente (per me “la verità non è mai una sola”):
    1) non credo che i problemi della Strada nascano principalmente nella legislatura 2009 – 2014, quella in cui secondo te (e dopo che tu non sei più stato coinvolto) ha origine ogni male della nostra città;
    2) non penso proprio che la mancata menzione della questione nel programma di Gasparini sia dovuta ad un imbarazzo di chi è stato sicuramente meno coinvolto di te (nel 1999 – 2004 i poteri di controllo sulla Strada del Presidente del Co.I.S.S. erano certamente meno ampi di quelli del Vice-Sindaco di Vignola). Semplicemente non è che in un programma si possa parlare di tutto e quello del PD è già abbastanza lungo. Vorrei comunque tranquillizzare i lettori del tuo blog: non impiegherò il mio tempo confrontando riga per riga i programmi di Gasparini e Smeraldi alla ricerca di questioni che Giancarlo affronta e Mauro no, per poi denunciare il tutto come imbarazzante.
    3) condivido quello che si dice in materia di Strada nel programma di Smeraldi; mi adopererò perché questa sia, quando se ne parlerà, anche la linea del PD.

    Ti ribadisco, carissimo Andrea, la mia preoccupazione. Ho l’impressione che quello che tu stai facendo corra il rischio di far saltare i ponti che io, a sinistra, vorrei mantenere aperti. Il mio auspicio continua ad essere quello di un confronto aperto, sicuramente dialettico ma non aspro; un confronto, soprattutto, un po’ meno manicheo.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Lascerei stare la filosofia. Provo invece a dire alcune cose. Perché sulla vicenda sta bene fatta chiarezza, anche se l’unica chiarezza possibile sarebbe un documento pubblico che dica qual é la situazione oggi (per intenderci: esposizione verso le banche), chi porta la responsabilità del “buco” di bilancio ovvero della malagestione, quali soldi si usano per ripianare i debiti. Mi risulta che a Vignola in questi anni abbia amministrato il PD ed è dunque un dovere del PD fare chiarezza sulla vicenda. I vecchi ed i nuovi rappresentanti della “ditta” una responsabilità ce l’hanno, anche nel caso non siano loro i responsabili del famigerato “buco”: quella di fare chiarezza, ovvero di dire ai cittadini-elettori qual é la situazione e chi paga (o sta pagando) per venirne fuori (sempre ammesso che il “buco” sia in corso di risoluzione).
      (1) Un po’ di storia, ovvero quello che so io (perché mi è stato raccontato o perché ne sono stato testimone). Un primo segnale che c’é qualcosa che non va alla Strada dei vini e dei sapori risale all’estate 2005. L’allora assessore al turismo del comune di Vignola, nonché componente del CdA della Strada, Carla Franchini, viene estromessa dal CdA usando strumentalmente la regola che prevede la decadenza dei componenti che non partecipano a tre sedute consecutive del CdA. Avendo già mancato due sedute il gioco è semplice: viene convocata una seduta del CdA a metà agosto in un momento in cui Carla non può partecipare. Il gioco è fatto: l’assessore Franchini, che stava cercando di fare chiarezza sui conti, è fuori dal CdA. Tutto questo mi viene raccontato da Carla stessa tempo dopo (plausibilmente almeno un anno dopo – vado a memoria – o forse nel 2007). Preciso che non si sa ancora nulla del “buco”, anche se c’é il sospetto, da parte di Carla, che “i conti non tornino”. Ma la sua uscita dal CdA non consente di accertare la situazione. Insomma, rimane il sospetto che ci sia qualcosa che non va, ma non è chiaro se la mossa contro l’assessore vignolese sia dettata dalla volontà di fermarne le richieste di chiarimento o da una incompatibilità con gli altri componenti del CdA. Questa è la situazione fino alla fine del 2008 quando, a mia memoria, per la prima volta le difficoltà economiche della strada divengono pubbliche, finendo sui giornali. Io non sono più capogruppo dal settembre 2008 (il nuovo capogruppo PD è Giancarlo Gasparini). Da semplice consigliere peones, in un incontro del gruppo consiliare, chiedo che venga fatta chiarezza sulla vicenda (non è infatti chiaro, allora, se si tratta di scelte gestionali sbagliate, di malaffare o di entrambe le cose). Ricordo l’appoggio dell’allora assessore alla cultura Romina Bertoni (non ricordo alcuna presa di posizione di Gasparini). Nel giugno 2009 finisce la legislatura. Pochi giorni dopo scrivo il primo post sulla vicenda, dove dico che compito della nuova amministrazione (peraltro non ancora eletta, visto che il ballottaggio non si è ancora tenuto) è fare chiarezza ed applicare un principio di trasparenza nel dispositivo di governance (è il primo di quattro post dedicati al tema):
      https://amarevignola.wordpress.com/2009/06/15/requiem-per-la-strada-dei-vini-e-dei-sapori/
      Vuoi mai dire che il neoeletto presidente del Consiglio comunale – non proprio l’ultimo dei consiglieri comunali -, a conoscenza delle “tribolazioni” della Strada, non potesse chiedere un chiarimento in merito? Perché non lo ha fatto, anche in considerazione del ruolo che ricopriva? Eppure è andata così per l’intera legislatura 2009-2014, facendo finta che il problema non esista e che non sia con risorse pubbliche (soldi dei cittadini) che i debiti contratti dalla Strada vengono ripianati. Una sollecitazione ad intervenire, facendo chiarezza, nel frattempo viene da alcune interrogazioni consiliari (ne ricordo almeno una di Vignola Cambia; nessuna invece del PD, evidentemente va tutto bene …). Ma la risposta dell’amministrazione è parziale e comunque tranquillizzante. Il presidente del consiglio comunale, Gasparini, fa solo da passacarte. Insomma, il tema non è raccolto. Nel frattempo qual é la situazione della Strada? Si realizza il “risanamento” prospettato? Io al proposito ho sempre raccolto voci nient’affatto tranquillizzanti. Voci, però. Tant’é che a fine 2013 la Strada rinuncia alla gestione dell’ostello comunale di Vignola. Vuol dire qualcosa? Non lo so. Comunque, ci scrivo sopra, di nuovo, quello che so, a più riprese. Nel febbraio 2010:
      https://amarevignola.wordpress.com/2010/02/07/strada-dei-vini-e-dei-sapori-buco-nero-o-occasione-di-sviluppo/
      E poi di nuovo a fine 2013, quando sia il presidente della Strada, Federici, sia l’assessore al turismo dell’Unione, Giorgio Montanari, parlano esplicitamente del “buco” di bilancio:
      https://amarevignola.wordpress.com/2013/12/11/strada-dei-vini-e-dei-sapori-ce-un-buco-nel-bilancio-quanto-grande/
      (2) Ancora oggi né i consiglieri comunali, né i cittadini sanno esattamente qual é la situazione della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Non si sa, dunque, cosa ha originato il “buco” nel bilancio (errori di strategia o malaffare?). Non si sa a quanto ammonta il “buco”. Non si sa in quale modo vi si è fatto fronte (plausibilmente contraendo debiti con uno o più istituti bancari). Non si sa se la strategia di “risanamento” funziona oppure no. Non si sa, soprattutto, se per ripianare gli eventuali debiti contratti dalla Strada con le banche vengono usati i soldi pubblici (es. parte dei 70mila euro annualmente erogati alla Strada per la gestione di uno sportello IAT). Eppure il PD sa molto bene che nella Strada un qualche problema c’é. Lo sa il sindaco Daria Denti? Lo sa l’assessore al bilancio Romina Bertoni, per tre anni componente del CdA? Lo sa il presidente del consiglio comunale (dal 2009 al 2013) Giancarlo Gasparini? Sì, tutti costoro lo sanno. Ma non c’é un documento pubblico che dia una risposta a quegli interrogativi. Anzi, si evita di rappresentare la situazione. Che allora il programma elettorale del PD non dica nulla, nemmeno una parola, sulla Strada è davvero singolare. Perché il PD certamente sa che chiunque sia chiamato ad amministrare, con la Strada ed il suo “buco” ci dovrà fare i conti. E’ uno scheletro nell’armadio dell’amministrazione PD? Senz’ombra di dubbio. Possibile che il PD stesso possa pensare di non dire una parola ai cittadini-elettori su che cosa pensa di farne? Se rilanciarla, se smantellarla o altro ancora? Beh, mi sembra evidente che un po’ di imbarazzo c’é. Questo silenzio è decisamente singolare. Come singolare è il silenzio e la “disattenzione” dell’ex-presidente del consiglio comunale. Questo è quanto.

  2. filippo argenti ha detto:

    C’è una grande confusione sull’argomento e a questa confusione partecipano un po’ tutti: ma della vicenda del buco della Strada dei Vini e dei Sapori alcuni aspetti sono da chiarire decisamente.

    1) l’associazione Strada dei Vini e dei Sapori in verità non è indebitata per nulla: il buco di cui si parla che certamente esiste ed è ingente è riferito alla “città castelli ciliegi srl” che è ( o forse era ) la società commerciale posseduta interamente della Strada dei Vini e dei Sapori, che si occupava di diverse attività sul territorio principalmente di natura commerciale ( gestione dell’ostello, vendita dei prodotti tipici, organizzazione fiere, pacchetti turistici e addirittura 2 bar/punti vendita… ) .

    2) il buco non è per nulla recente tant’è che già nel 2008 l’allora direttore fu licenziato dopo che la società affronto una paurosa crisi di liquidità. tutto quello che è stato e non è stato fatto da allora sostanzialmente si riduce a in tentativo di “gestione” del buco stesso.

    3) sia nel consiglio d’amministrazione della Associazione sia in quello della srl collegata erano presenti amministratori pubblici di tutti i comuni coinvolti principalmente di area ( allora ) ds-margherita. Per vignola ci fu l’ass. Franchini, come ricordava l’autore del blog, ci fu Romina Bertoni, e probabilmente anche altri.

    4) l’associazione Strada dei Vini e dei Sapori a oggi fornisce con una certa efficienza il servizio di informazione turistica a Spilamberto ( unione tdc ) Zola Predosa ( unione samoggia ) e Sasso Marconi con discreti risultati e a costi tutto sommato contenuti dati gli orari d’apertura molto ampi che comprendono tutte le festività e 6 giorni alla settimana. il buco della strada non viene certo da quelle funzioni

    5) per quanto riguarda l’ ostello di Vignola , l’associazione Strada dei Vini e dei Sapori già nel 2012 rinuncio alla gestione dell’ostello perchè era anti economica e andava ad aggravare una situazione già critica nonostante la convenzione scadesse alla fine dell’anno 2013. Negli ultimi due anni il Comune di Vignola non è riuscito a riaprire la struttura al pubblico, nonostante adiverse manifestazioni d’interesse ricevute è questo è scandaloso. Strada o non Strada. E la dice lunga sul fatto che il turismo a Vignola è buono solo come argomento elettorale.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Hai ragione, Filippo Argenti, pur essendo anch’io a conoscenza dello “sdoppiamento” degli enti (da un lato la Strada come associazione, dall’altro la Srl), in questo post non ho distinto adeguatamente. Hai certamente ragione tu: “il buco di cui si parla che certamente esiste ed è ingente è riferito alla “città castelli ciliegi srl” che è ( o forse era ) la società commerciale posseduta interamente della Strada dei Vini e dei Sapori”. E, come chiarisce anche l’attuale presidente Federici, è stato originato nel periodo fino al 2008 (anche se di questo, ovvero del buco e della costituzione della Srl come strategia di risanamento, non se ne parla in nessun documento istituzionale). I quesiti però posti sopra sono decisamente attuali e non hanno tuttora ricevuto risposta: a quanto ammonta il buco? Come è stato fronteggiato (contraendo mutui con banche)? Come avviene la restituzione del debito, ovvero chi paga? Penso che ai cittadini vignolesi (e dell’intero territorio interessato) una risposta chiara in merito sia dovuta.

      • Fabio Federici ha detto:

        Personalmente, in rappresentanza di un CdA quasi completamente rinnovato e caratterizzato da intraprendenza e competenza non ho alcuna difficoltà a chiarire in ogni sede deputata, come del resto fatto in passato quando sono stato chiamato a farlo in vari consigli comunali e giunte. Del resto i bilanci della Strada sono sempre stati inviati, unitamente al resoconto delle attività svolte, a tutti i comuni associati. Mi preme però sottolineare anche una cosa: il turismo, l’enogastronomia e la promozione del territorio sono argomenti molto interessanti, potremmo dire “di moda”, su cui si cimentano tutti, a volte con scarsa competenza. La Strada oggi dal punto di vista delle competenze ha acquisito un livello elevato, i progetti portati avanti sono validi ed hanno dimostrato di funzionare ottenendo risultati interessanti là dove si sono create sinergie positive con i Comuni, con le imprese locali, con gli organismi provinciali e regionali (Via degli Dei, Piccola Cassia, ecc.) La via da percorrere è quella ed io metto sul campo la massima apertura e disponibilità mia, del Cda, dei dipendenti aggiungendo che, almeno dal punto di vista personale, non ho nessuna prebenda da chiedere o da salvaguardare in quanto il mio lavoro è sempre stato a titolo volontario ed è servito (ed immagino servirà ancora) a convogliare risorse aggiuntive dall’esterno per completare quanto serve al bilancio della Strada.
        Sulla mala-amministrazione che inciderebbe sui ritardi del pagamento di stipendi posso dire che chi ha avuto a che fare con pubbliche amministrazioni in questi anni sa bene quali sono le difficoltà a ricevere pagamenti puntuali di convenzioni, peraltro dal valore economico fermo al 2007. Nelle condizioni date noi (io e il CdA) abbiamo cercato di fare il meglio possibile e con la massima onestà morale ed intellettuale, così come faremo per tutto il tempo e lo spazio che ci verrà concesso dai nostri associati pubblici e privati.

        • Andrea Paltrinieri ha detto:

          Caro Federici, la tua è una non-risposta. Perlomeno in merito ai quesiti che pongo. E’ vero che il bilancio della Strada (associazione) è stato trasmesso in qualche occasione a seguito di interrogazioni consiliari, ma proprio tu (assieme a Filippo Argenti) hai spiegato che il debito è stato spostato sulla Strada SRL (la “bad company”). Ribadisco che nonostante diverse interrogazioni fatte da consiglieri di minoranza, i cittadini di Vignola una risposta “ufficiale” a queste domande non le hanno ancora: (1) a quanto ammonta il “buco” di bilancio? 300mila, 600mila o 900mila? E’ stato interamente ripianato contraendo un muto con una o più banche? A quali condizioni? In che modo avviene il pagamento delle rate del mutuo? Ovvero, in che modo viene finanziata l’estinzione del debito? Visto che tu sei informato su tali questioni potresti rispondere. Oppure potresti indicare dove sono i documenti, pubblicamente accessibili, in cui si trovano le risposte. In realtà questa vicenda è stata gestita con grande opacità dal PD di questo territorio. Non è neppure escluso che la gestione disastrata abbia configurato uno o più illeciti. C’é stata qualche segnalazione alla procura o alla corte dei conti? E’ possibile sapere se ci sono responsabilità personali e se le persone evetualmente responsabili sono chiamate a risarcire il danno provocato dalla mala amministrazione (o peggio)?
          Sorprendente è poi la tua risposta sul ritardo (di parecchi mesi) nel pagamento dello stipendio ai dipendenti! Non basta addurre come giustificazione (sic) le difficoltà di tutti gli enti locali. Questo comportamento è inammissibile. Ancora di più da parte di chi vorrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori (e dice a parole di battersi per i loro diritti). Resto dunque di nuovo in attesa di un chiarimento che sino ad ora non è giunto.

    • schrodinger ha detto:

      Peccato che a pagare i debiti dell’srl siano le convenzioni stipulate con l’associazione dai vari comuni. L’srl non ha liquidità di nessun tipo se non i soldi proveniente dall’Unione Terre, da Valsamoggia e da Sasso. Quindi direi che è un puro esercizio di stile e ipocrisia separare l’srl dall’associazione.

  3. Fabio Federici ha detto:

    Sui conti e la gestione della Strada dei Vini e dei Sapori e/o dei servizi ad essa collegati ho risposto a svariate interrogazioni nei diversi consigli comunali e delle unioni del territorio e non ritengo di aggiungere altro se non che le gestioni che hanno generato problemi sono datate tra il 2000 e il 2007, per l’80% sulla base di decisioni di giunte comunali e di CdA di cui non facevo parte, per il 20% di giunte di cui non facevo parte e di un Cda in cui ero appena entrato.
    Me ne sono comunque fatto carico personalmente e da allora, insieme a diversi compagni di viaggio, abbiamo radicalmente modificato servizi, gestione, organizzazione e da 5 anni consecutivi il bilancio della Strada è in pareggio. Come dice Argenti, il disavanzo riguarda la srl ed è stata fatto un’operazione di consolidamento del debito a fronte del quale ci sono firme di garanzia che, in solido, impegnano persone fisiche e non le amministrazioni comunali (sempre che quest’ultime non si sentano impegnate almeno dal punto di vista, per così dire, morale). Detto questo proviamo a fare un passo avanti?
    Domanda: quante aziende dal 2008 in poi hanno fatto ristrutturazioni con consolidamento del debito e successivo rilancio? Quante aziende dal 2008 ad oggi si sono trovate in difficoltà o addirittura hanno chiuso a causa dei ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni (a loro volta strozzate dal patto di stabilità)? Quante aziende hanno affrontato la crisi cercando di razionalizzare i costi (da qui la rinuncia all’ostello) e riorganizzando i propri servizi (lo stiamo facendo quest’anno)? Centinaia e la Città Castelli Ciliegi srl è una di queste con la differenza che è proprietà di un’associazione che mette insieme pubblico e privato, rispetto alla quale però gli amministratori hanno posto un cuscinetto di garanzia con i propri beni personali, senza alcun rimborso o indennità, solo perché credono nel territorio e nel fatto che la sua promozione possa passare solamente attraverso un sistema in cui, per usare una metafora anatomica, la spina dorsale sia pubblica e il sistema nervoso e muscolare sia privato. Il tema non è chiuderla: si butterebbe il bambino insieme all’acqua sporca. Ci sono 8 giovani tra i 26 e i 33 anni che ci lavorano, hanno acquisito competenze specifiche, parlano due lingue, padroneggiano la comunicazione sui social network, hanno relazioni stabili con APT Servizi, hanno progettualità. Si citava il territorio Bolognese: ci sono esperienze positive (Sasso Marconi con Infosasso e la Via degli Dei, Crespellano con Terra di Ville, Zola Predosa con il Punto del Gusto, una gestione degli IAT che ha decuplicato i contatti in 5 anni) che nascono non da Federici che ha spostato l’asse, ma dalla volontà di Amministrazioni pubbliche che hanno scelto la via della collaborazione e dell’investimento nel settore usando la Strada, di cui sono soci e che controllano, e il suo personale per dare gambe alle loro idee. Nulla di ciò è precluso nel modenese e ci sono esperienze positive anche qui, legate ai Comuni che nella Strada ci credono e investono. La Valsamoggia del 2013 ha visto aumentare del 110% i flussi turistici… se i contatti allo IAT in 4 anni sono quadruplicati un minimo di nesso causa-effetto ci sarà pure. L’appello che faccio ai TUTTI candidati di Vignola è questo: non seguite un pregiudizio, ma entrate nel merito; venite in Cda, non abbiamo nulla da nascondere; allacciamo una relazione se possibile ancor più intensa e lavoriamo insieme, interagendo con il coordinamento tecnico della Strada per creare progetti innovativi, per trasferire buone pratiche, per qualificare quanto si fa già: gli amministratori passano, ma questi ragazzi, professionalmente validissimi, restano e resta il territorio, con le sue esigenze di promozione. L’esperienza del passato ci serva per non commettere nuovamente gli stessi errori e proiettarci nel futuro con progettualità, innovazione e quella competitività che un favoloso paniere di prodotti e un meraviglioso territorio che abbraccia le colline tra il Panaro e il Reno possono garantirci.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Grazie a Fabio Federici, presidente dell’associazione Strada dei vini e dei sapori, per l’attenzione verso questo post. Anche se, lo dico subito, manca una risposta precisa alle domande che da tempo avanzo su questo blog. Veniamo ad imparare, dunque, che “il disavanzo riguarda la srl ed è stata fatto un’operazione di consolidamento del debito a fronte del quale ci sono firme di garanzia che, in solido, impegnano persone fisiche e non le amministrazioni comunali (sempre che quest’ultime non si sentano impegnate almeno dal punto di vista, per così dire, morale)”. Posso dire che, almeno per i comuni della valle del Panaro, in nessuna interrogazione si chiarisce cosa è successo (ci sono responsabilità individuali?) alla Strada, qual è la situazione (a quanto ammonta il “buco”), con quale modalità si generano le risorse economiche necessarie per pagare la rata del mutuo (o dei mutui) contratti verso le banche. Sono tutti quesiti che non possono essere lasciati cadere. Pian piano si sta rivelando la situazione “disastrata” della Strada (il buco è stato generato dall’associazione; la Srl è stata costituita per realizzare l’indebitamento e per la gestione del debito – si tratta dunque di una “bad company”). Ma non c’è ancora chiarezza sulla vicenda. Ma se Federici conosce documenti pubblici – es. risposte ad interrogazioni – in cui si fornisce risposta alle domande poste lo prego volentieri di segnalarli. A me personalmente non risulta e di sicuro non esiste un siffatto documento a disposizione dei cittadini vignolesi. Se non viene fatta chiarezza su questo, se non viene illustrata qual è la situazione attuale (a quanto ammonta il debito “residuo”?) e la strategia di “risanamento”, diventa difficilmente credibile qualsiasi ragionamento sul rilancio. Per il resto vedo anche io – ne ho pure parlato nel post – che la Strada esibisce un maggiore dinamismo nella parte bolognese del territorio in cui opera. Segnalo poi che gli operatori dello IAT/Strada, almeno nella parte dell’Unione Terre di Castelli, lamentano il ritardo cronico e prolungato del pagamento degli stipendi. Una situazione anche questa non sostenibile (per loro) e segno, in ogni caso, di mala-amministrazione. Dunque, prima cosa fare chiarezza in modo definitivo.

    • schrodinger ha detto:

      Venite in cda? Ma sei 8 su 10 volte il cda viene annullato. Dove dovrebbero venire? Ad ascoltare la Russomanno che strepita sul fatto che nulla deve uscire dei problemi della Strada? La stessa che ha sostenuto che alla Strada questo nel 2013, non sarebbe costato nulla l’apertura del Punto Gusto a Zola, e alla fine invece c’è una fattura alla strada ancora insoluta di circa trentamila euro. Da aggiungersi al debito.

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